Archive for Gennaio, 2019

Gennaio 5th, 2019

Platone, Eutifrone

by gabriella

L’Eutifrone è un dialogo aporetico (senza soluzione) dedicato al tema della pietà (dell’esser pii).

Il protagonista è un religioso che spicca per ottusità e dogmatismo, espressione vivente di quella mediocrità pericolosa con cui Socrate sta per confrontarsi in tribunale.

I due si incontrano in piazza, davanti al palazzo dell’arconte al quale entrambi chiedono udienza poiché stanno per agire in giudizio o, nel caso di Socrate, per subirlo.

Eutifrone muove, infatti, causa a suo padre che ha lasciato morire in cella un omicida mentre mandava a chiedere agli interpreti della legge cosa dovesse farne. Le circostanze fortuite della morte dell’uomo, che escludono la volontarietà dell’azione paterna, evidenziano il dogmatismo del sacerdote che pretende di conoscere cosa sia pio e cosa empio senza riuscire però a definirli.

Eutifrone sostiene, infatti, che santo è ciò che lui stesso sta facendo, cioè trascinare in giudizio un omicida benché sia suo padre. Socrate lo spinge allora a dichiarare se santo sia ciò che è amato dagli dèi o se, viceversa, proprio perché santo sia amato, con una discussione che si snoda per più ipotesi concludendosi senza risultati.

Per realizzare l’ipertesto in cui al termine dell’introduzione si aprono i tre tentativi di risposta di Eutifrone, ho utilizzato la traduzione di Gigante-Valgimigli della classica edizione Laterza (la più bella, a mio avviso), alleggerendola delle espressioni più antiquate per renderla accessibile ai miei studenti.
Eutifrone

Gennaio 4th, 2019

Andrea Camilleri, Il filosofo e il tiranno

by gabriella
1GR-13-E2-B (192086) 'Dion führt Platon bei Dionys ein' Platon; griech. Philosoph; Athen 427 v.Chr. - ebd. 347 v.Chr. - 'Dion führt Platon bei Dionys ein'. - (Um 390 v.Chr.; Platon am Hofe des Tyrannen Dionysius in Syrakus). Holzstich, unbez., spätere Kolorierung. Aus: Hermann Göll, Die Weisen und Ge- lehrten des Alterthums, Leipzig (Otto Spamer) 1876, S.89. Berlin, Slg.Archiv f.Kunst & Geschichte. E: 'Dion presents Plato to Dionysius' Plato; Greek philosopher; Athens 427 BC - ibid. 347 BC. - 'Dion presents Plato to Dionysius'. - (c.390 BC; Plato at the court of the tyrant Dionysius in Syrakus). Wood engraving, unsigned, later colouring. From: Hermann Göll, Die Weisen und Ge- lehrten des Alterthums, Leipzig (Otto Spamer) 1876, p.89. Coll. Archiv f.Kunst & Geschichte.

Otto Spamer, Dione presenta Platone a Dioniso, 1876

In questo racconto relativo all’incontro di Platone con il tiranno di Siracusa [Micromega 4, 1999 – pp. 17-33], Camilleri dichiara di essersi basato su due documenti sconosciuti: una lettera di Dione a Crisippo di Mitilene nella quale minutamente racconta come riuscì a far invitare a cena Platone dal tiranno e un testo che Cratilo di Megara asserisce essere una fedele trascrizione del dialogo notturno tra i due.

Aveva piovuto per due giorni e due notti di fila, ma la mattinata del terzo giorno, fin dalle prime luci dell’alba, si era annunziata come una generosa riparazione. Al sole era bastata appena un’oretta per asciugare case, palazzi, templi e strade.

A malgrado del calore umidizzo provocato dall’evaporazione, dintra di sé Dione sentiva tanticchia di freddo. La sera avanti, a casa sua, si era presentato il cerimoniere di corte.

«Dionigi domattina vuole vederti. Prima che puoi».

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Dionigi, tiranno di Siracusa, era suo cognato. C’era stato un tempo nel quale i loro rapporti erano improntati a reciproca cortesia, dovuta soprattutto al legame di parentela. Non ad amicizia, ch’era parola del tutto sconosciuta a Dionigi. Poi però il tiranno si era fatto persuaso (o l’avevano fatto persuadere) che Dione sparlasse di lui e dell’uso che faceva del potere per ottenere il consenso della gente mosso da malcelate ambizioni politiche. E i loro rapporti, di colpo, erano diventati gelidi e formali.

Dione perciò aveva motivo di sentirsi inquieto per quella convocazione che non arrivava del tutto inaspettata. Anzi, essa segnava un punto a favore di un piano accuratamente preparato. La sensazione di freddo diventò più forte quando finalmente giunse a Palazzo. Era una costruzione grandiosa dovuta ad orecchio_dionisioEripilo, il migliore architetto della Sicilia e della Magna Grecia. Sorgeva in cima allo stesso colle nelle cui pendici era stato ricavato il Teatro.

Anzi si diceva che l’orecchio di Dionigi, la grande fenditura nella roccia, la latomìa nella quale il tiranno teneva i prigionieri, terminasse in un sotterraneo del palazzo e precisamente in una cameretta nella quale Dionigi poteva ascoltare, in virtù delle straordinarie proprietà acustiche del luogo, tutto ciò che i suoi nemici in cattività dicevano di lui.

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Gennaio 1st, 2019

Platone, Apologia di Socrate

by gabriella

socrateIl testo dell’Apologia, basato sulle edizioni curate da Patrizio Sanasi per Ousia.it e di Gabriele Giannantoni [Platone, Opere complete, Bari-Roma, Laterza, 1982].

Vedi anche Giampaolo Terravecchia, Socrate e l’Aikido verbale dell’Apologia, dicembre 2015

 

Parte Prima. La difesa di Socrate

I – Ufficio dell’oratore è dire la verità

[17] Io non so proprio, o Ateniesi, quale effetto abbiano prodotto su di voi i miei accusatori. Quanto a me, mentre li ascoltavo, divenivo quasi dimentico di me stesso: tale era il fascino della loro eloquenza! Eppure, se debbo proprio dirlo, non una parola di verità era in loro. Ma, tra tutte le loro menzogne, quella che mi ha maggiormente colpito è  questa: essi dissero che dovevate stare bene in guardia per non lasciarvi trarre in inganno da me, essendo io un astuto parlatore. E questa mi è parsa la loro maggiore impudenza, in quanto si sono esposti con vergogna a farsi immediatamente smentire, giacchè vi mostrerò con i fatti come io non sia quell’ “astuto parlatore” che dicono. A meno che essi non intendano per “astuto parlatore” chi dice la verità; in tal caso concedo loro di essere un “oratore”, ma non certo alla loro maniera.

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