Il cambiamento di paradigma della scuola contemporanea

by gabriella

La scuola contemporanea è soggetta a importanti cambiamenti, frutto di scelte operate a livello continentale negli anni ’90 per fronteggiare le sfide della globalizzazione.

Il recepimento degli indirizzi comunitari è iniziato in Italia con la Conferenza Nazionale sulla scuola (gennaio 1990) che, invocando criteri di efficienza nell’uso delle risorse attribuite alla scuola, si è prefissa obiettivi (poi, non raggiunti) di riduzione della dispersione scolastica e di innalzamento della qualità dell’istruzione per portare tutti gli studenti a padroneggiare la lingua madre e possedere un bagaglio soddisfacente di competenze logico-conoscitive attraverso l’autonomia scolastica [per approfondimenti vedi l’articolo sottostante].

Breve storia della scuola italiana dall’unità ad oggi

Dopo l’equiparazione della scuola privata a quella statale e la relativa concessione di finanziamento pubblico (1998; 1999; 2000), agli inizi degli anni zero, la decostituzionalizzazione della scuola repubblicana (cioè l’abbandono dell’art. 3 come baricentro dell’azione educativa) si manifestava con l’adattamento della scuola pubblica alle aspettative dell’impresa, l’introduzione dell’Alternanza Scuola-Lavoro e l’avvio del sistema di valutazione nazionale (INVALSI) finalizzato nelle dichiarazioni all’innalzamento della qualità dell’istruzione, ma funzionante, di fatto, come un’ulteriore accelerazione verso apprendimenti di minore spessore culturale, centrati sul principio di prestazione [mappa con link].

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2 Comments to “Il cambiamento di paradigma della scuola contemporanea”

  1. Ne discutevo venerdì pomeriggio a una presentazione del libro di Giovanni Floris, “Ultimo banco”. Come afferma Nico Hirtt, dietro il cambiamento del mondo scolastico che è sotto gli occhi di tutti non ci sono solo il web, i telefonini, la mutazione antropologica che ha investito genitori e studenti. C’è l’OCSE: c’è un capitalismo estremamente aggressivo, che punta a ridurre il corredo delle informazioni da trasmettere alle nuove generazioni a quelle strettamente necessarie ai suoi cicli.
    Linko, per chi non la conoscesse, una pagina di Hirtt tradotta in italiano : https://www.edscuola.it/archivio/ped/europa_scuola_profitto.htm. E soprattutto il suo Appello per una scuola democratica (in francese): http://www.skolo.org/author/nico/

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