Il conformismo e l’esperimento di Solomon Asch

by gabriella

 Oltre agli obblighi cui siamo preparati, concernenti la restrizione pulsionale, ci sovrasta il pericolo di una condizione che potremmo definire “la miseria psicologica della massa”. Questo pericolo incombe maggiormente dove il legame sociale è stabilito soprattutto attraverso l’identificazione reciproca dei vari membri. […] La presente condizione di civiltà americana potrebbe offrire una buona opportunità per studiare questo temuto male delle civiltà […].

Sigmund Freud, Il disagio della civiltà

Con il termine conformismo (sociologico) o conformità (psicologico) si fa riferimento alla tendenza ad adeguarsi a opinioni, usi e comportamenti già definiti in precedenza, e socialmente o politicamente prevalenti.

Il conformista è colui che, sacrificando in modo più o meno marcato la propria libera espressione soggettiva, adegua e adatta il proprio comportamento alle idee, alle regole, alle forme espresse dalla maggioranza o dal gruppo di cui fa parte. Molti sociologici hanno ricondotto questo comportamento alla componente animale dell’essere umano che attinge le sue paure dalla solitudine fuori dal branco.

Gabriel Tarde (1843 - 1904)

Gabriel Tarde (1843 – 1904)

Si tratterebbe di una sorta di comportamento mimetico in cui l’individuo si nasconde nell’ambiente sociale nel quale vive, assumendone i tratti più comuni, in termini di modi di essere, di fare, di pensare. Il senso di protezione che ne deriva rafforza ulteriormente i comportamenti conformisti. Gabriel Tarde ha fatto del mimetismo tipico dell’uomo sociale l’atteggiamento fondamentale della creazione del legame sociale.

Girard

Réné Girard (1923 – 2015)

Anche secondo l”antropologo francese René Girard, l’imitazione è la caratteristica fondamentale dell’essere umano (teoria mimetica). Ne segue che anche l’anticonformista, il quale pretende di opporsi al comportamento ortodosso, in realtà reagisce ad esso, restandone condizionato [come ha mostrato Hegel nella Fenomenologia dello Spirito analizzando la dialettica del riconoscimento].

 

L’esperimento di Solomon Asch

Solomon Asch (1907 - 1996)

Solomon Asch (1907 – 1996)

Il gruppo tende ad esercitare sui suoi membri una pressione alla conformità, cioè può spingere gli individui che vi appartengono ad adottare i comportamenti preferiti in quel contesto. Gli esperimenti di Solomon Asch hanno mostrato quanto è difficile prendere posizione contro la linea adottata dalla maggioranza.

Solomon Asch experimentNell’esperimento condotto nel 1951 da Asch si chiedeva ad un gruppo di nove persone di confrontare una linea con altre tre di differente lunghezza, così da individuare quale delle tre fosse uguale all’originale. Otto persone del gruppo erano state invitate dai ricercatori a dare una risposta sbagliata così da studiare le reazione della nona, cioè il soggetto in minoranza.

Ripetendo l’esperimento si notò che le persone tendevano a cambiare la loro opinione esatta per adeguarsi a quella errata della maggioranza e che, anche tra quelle che non cambiavano idea poche erano sicure della loro opinione, molte si mostrano incerte o disorientate. In gran parte dei casi, dunque, i membri di un gruppo tendono ad assumere comportamenti conformi a quelli degli altri, non solo per il timore di apparire diversi o “devianti”, ma anche perché l’appartenenza ad un gruppo sviluppa naturalmente sentimenti di lealtà nei suoi confronti.

 

 Il conformismo e i mass media

La società non potrebbe vivere, avanzare di un passo, modificarsi, senza un tesoro di routine, di scimmiottatura
e di pecoraggine insondabile, che aumenta incessantemente con il succedersi delle generazioni.

Gabriel Tarde, Che cos’è la società, 1884

Noelle Neumann

Elizabeth Noelle Neumann (1916 – 2010)

Risale agli anni settanta del Novecento la teoria della spirale del silenzio sviluppata da Elisabeth Noelle-Neumann, fondatrice, nel 1947, dell’Istituto di Demoscopia di Allensbach (Institut für Demoskopie Allensbach) a Magonza. La tesi di fondo è che i mezzi di comunicazione di massa, ma soprattutto la televisione, grazie al notevole potere di persuasione sui riceventi e quindi, più in generale, sull’opinione pubblica, sono in grado di enfatizzare opinioni e sentimenti prevalenti, mediante la riduzione al silenzio delle opzioni minoritarie e dissenzienti.

Propaganda fascista: Palazzo Braschi a Milano nel 1940

Propaganda fascista: Palazzo Braschi a Milano nel 1940

Nello specifico, la teoria afferma che gli individui sono disincentivati dall’esprimere apertamente e riconoscere a sé stessi un’opinione che percepiscono essere contraria a quella della maggioranza, per paura di riprovazione e isolamento da parte della presunta maggioranza. Questo fa sì che le persone che si trovano in tali situazioni, siano spinte a chiudersi in un silenzio che, a sua volta, fa aumentare la percezione collettiva (non necessariamente esatta) di una diversa opinione della maggioranza, rinforzando, di conseguenza, in un processo dinamico, il silenzio di chi si crede minoranza.

Uno degli effetti della spirale del silenzio è l‘esercizio, da parte dei mass-media, di una pervasiva funzione conformista di omologazione e conservazione dell’esistente, ostili al rinnovamento delle sensibilità, dei gusti, delle opinioni.

George-Orwell

George Orwell (Eric Athur Blair) (1903 – 1950)

Rispetto al conservatorismo, si aggiunge qui un ulteriore elemento aggravante: essendo i mezzi di comunicazione di massa, per loro stessa natura, schiacciati sulla dimensione contingente del tempo presente, e incapaci di elaborare ed esprimere una visione e una coscienza storica, la spinta al conservatorismo e all’omologazione che essi sono in grado di promuovere si presentano anche privi di qualsiasi spessore e di alcuna consapevolezza storica.

Nell’ambito della cultura letteraria, un’opera di spessore sociologico fondamentale è quella di George Orwell che con 1984 ha magistralmente illustrato i meccanismi della manipolazione autoritaria nei contesti formalmente democratici, attraverso i concetti di neolingua e bipensiero.

Fine specifico della neolingua non era solo quello di fornire … un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero [G. Orwell, 1984; Appendice, I principi della Neolingua].

La libertà è la libertà di poter dire 2 + 2 = 4.  Se questa libertà è garantita, tutto ne segue [G. Orwell, 1984]

ignorance[…] Accanto a questo si sviluppa […] la tendenza a non credere all’esistenza di una verità oggettiva, perché tutti i fatti devono adattarsi alle parole e alle profezie di qualche führer infallibile [G. Orwell, Lettera del 1944 in cui illustra le tesi che cinque anni inserisce in 1984].

Una rivolta vera e propria, …  è al momento impossibile. Da parte dei proletari, in particolare, non vi è nulla da temere: abbandonati a se stessi, continueranno — generazione dopo generazione, secolo dopo secolo — a lavorare, generare e morire, privi non solo di qualsiasi impulso alla ribellione, ma anche della capacità di capire che il mondo potrebbe anche essere diverso da quello che è.

Potrebbero diventare pericolosi  solo  se  il  progresso  tecnico-industriale  rendesse  indispensabile alzare il livello della loro istruzione ma […] il livello di istruzione della popolazione sta in effetti peggiorando. Ciò che le masse pensano o non pensano incontra la massima indifferenza. A loro può essere garantita la libertà intellettuale  proprio  perché  non  hanno  intelletto [G. Orwell, 1984].

Può essere insegnato anche ai bambini, si chiama in neolingua stopreato, e implica la  capacità  di  arrestarsi,  come  per  istinto,  sulla  soglia  di  qualsiasi  pensiero pericoloso. Comprende anche la capacità di non cogliere le analogie, di non percepire gli errori di logica, di fraintendere le argomentazioni più elementari quando sono contrarie al Socing, oltre a quella di provare  noia  o  ripulsa  di  fronte  a  un  qualsiasi  pensiero  articolato che  potrebbe portare a posizioni eretiche. In parole povere, lo stopreato è una forma  di stupidità  protettiva.  La  stupidità,  però,  non  è  sufficiente.  Al contrario, l’ortodossia nel senso più pieno del termine richiede un controllo completo dei propri processi mentali, simile a quello che un contorsionista ha del proprio corpo [Ivi].

who control the pastE se i fatti lo negano, bisogna cambiare i fatti. In tal modo la Storia viene continuamente riscritta. Se poi si deve dare un nuovo ordine a  ciò  che  si  ricorda  o  falsificare  i documenti  scritti,  diviene  necessario dimenticare di aver agito in quel modo. Si tratta di uno stratagemma che può essere appreso come qualsiasi altra tecnica mentale. Certamente lo apprendono quasi tutti i membri del Partito e tutte le persone intelligenti e perfettamente osservanti dell’ortodossia. In archelingua un simile procedimento  viene  definito,  in  maniera  affatto  esplicita,  “controllo  della realtà”; in neolingua viene detto bipensiero, anche se questo termine abbraccia molto altro. Il  bipensiero  implica la capacità di accogliere  simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe.”

E’ possibile far si che  2+2 = 5  ?

frredom is slavertyO’Brien: «Sei lento nell’apprendere, Winston» disse O’Brien con dolcezza.
Winston «Ma come posso fare a meno…» piagnucolò «come posso fare a meno di vedere quello che ho davanti agli occhi? Due più due fa quattro.»
O’Brien «A  volte,  Winston.  A  volte  fa  cinque,  a  volte  tre.  A  volte  fa  cinque, quattro e tre contemporaneamente. Devi sforzarti di più. Non è facile diventare sani di mente».

«Lo sai dove ci troviamo, Winston?» chiese.
«Non lo so. Nel Ministero dell’Amore, immagino.»
«Lo sai da quanto tempo sei qui?»
«Non so, giorni, settimane, mesi… penso che siano passati dei mesi.»
«E secondo te per quale motivo portiamo le persone in questo posto?»
«Per farle confessare.»
«No, non è questo il motivo. Riprova.»
war«Per punirle.»
«No!» gridò O’Brien. Il tono della voce era mutato in maniera impressionante,  mentre  il  volto  gli  si  era  animato  e  indurito  allo  stesso  tempo.
«No! Certo non allo scopo banale di estorcerti una confessione o di punirti.
Vuoi che ti dica perché ti abbiamo portato qui? Per curarti! Per farti riacquistare la ragione! Ma lo vuoi capire, Winston, che nessuno di quelli che cadono in mano nostra esce di qui senza essere stato guarito? A noi non interessano minimamente quei crimini stupidi che hai commesso. Al Partito i fatti manifesti non interessano. L’unica cosa che ci sta a cuore è il pensiero.
Noi non ci limitiamo a distruggere i nostri nemici, noi li cambiamo. Hai  capito che cosa intendo dire con queste parole?»

Qualcuno trova utile la tua sbronza

Qualcuno trova utile la tua sbronza

O’Brien accennò un sorriso: «… Non ho forse appena finito di dire che noi siamo  diversi  dai  persecutori  del  passato?  Non  ci  accontentiamo dell’obbedienza negativa, e meno che mai di una sottomissione avvilente. Quando infine ti arrenderai a noi, ciò dovrà avvenire di tua spontanea volontà. Noi non distruggiamo l’eretico per il fatto che ci resiste. Anzi, finché ci resiste non lo distruggiamo. Noi lo convertiamo, penetriamo nei suoi recessi mentali più nascosti, lo modelliamo da cima a fondo. Estinguiamo in lui tutto il male e tutte le illusioni, lo portiamo dalla nostra parte, anima e corpo, in conseguenza di una scelta sincera, non di mera apparenza  […]. In passato l’eretico si avviava con gioia al rogo, conservando tutta la sua eresia, anzi proclamandola. Perfino la vittima delle purghe sovietiche poteva tenere ben serrata nel cranio la sua ribellione mentre percorreva il corridoio diretto al luogo dove un proiettile gli avrebbe dato il colpo di grazia. Noi, invece, prima di farlo saltare rendiamo questo cervello perfetto. Il comandamento dei dispotismi di una volta era: “Tu non devi!”. Il comandamento dei totalitari era: “Tu devi!”. Il nostro è: “Tu sei!” [Ivi].

Le sole emozioni destinate a esistere nel nostro mondo saranno la paura, la collera, l’esaltazione e l’umiliazione. Tutto  il  resto  lo  distruggeremo[Ivi].

 


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