Posts tagged ‘Aristotele’

novembre 24th, 2015

Aristotele e la scelta di Sophie

by gabriella
agosto 31st, 2015

Salvatore Settis, Il segreto della creatività

by gabriella
Edmund-Phelps

Il nobel per l’economia 2006, Edmund Phelps

La miopia e il cinismo delle economie italiana ed europea al vaglio critico del premio nobel americano Edmund Phelps, in un’analisi che guarda all’oikos e alla vita buona aristotelici – dimenticando che l’economia di mercato si è differenziata da quella antica appunto per queste caratteristiche, ad eccezione dei momenti in cui non è stato il mercato a dettare legge. Tratto da Repubblica del 28 agosto 2015.

“L’Europa è un continente rimasto senza idee”: a lanciare l’allarme sul Financial Times è stato Edmund Phelps, Nobel per l’economia. Nel braccio di ferro sulle misure di austerità che hanno messo alla gogna la Grecia (e domani altri Paesi), la parola “creatività” non ricorre mai.

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luglio 20th, 2015

Le ragioni della politica

by gabriella

camilla che odiava la politicaUn vecchio barbone spiega la politica a una ragazzina che la odia in modo speciale. Camilla, infatti, non è solo una dodicenne che sente continuamente associare le parole “corruzione”, “inganno” e “disonestà” a quelle di “politica” e “politico”, è anche una ragazzina che ha perso il padre Roby, suicida per ragioni politiche. Parlarle di cos’è davvero ciò che è caduto così in basso non è facile, ma il barbone, da tutti chiamato Aristotele, sa dove andare a prendere le parole.

Tre stralci di Camilla che odiava la politica [Milano, Rizzoli, 2008], il romanzo dedicato da Luigi Garlando alla prima adolescenza.

Perché, come, quand’è perfetto, l’uomo
è la migliore delle creature, così pure,
quando si stacca dalla legge e dalla
giustizia, è la peggiore di tutte.

Aristotele, La Politica

 

Prima parola: il capito

Aristotele si è procurato un vecchio fustino di detersivo vuoto. Lo capovolge e mi dice: «Siediti.» Mi siedo. Ormai mi sono abituata alla sua puzza.
Prende una delle tre biro nuove che gli ho portato e scrive la parola “politica” al centro di un foglio bianco.

«Dunque» ragiona grattandosi la testa con la penna blu, «il primo problema da risolvere è la parola “politica”, che non ti piace perché inizia come la parola “polipo”. Allora cambiamo l’ordine delle lettere. Guarda, Camilla, facciamo così…» Aristotele sbarra con una croce la lettera “i” e la riscrive sotto la parola “politica”, poi fa lo stesso con la lettera “l”, con la “e”, la “a”, la “p” e via via con tutte le altre.

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giugno 29th, 2015

Judith Revel, Dall’Io al Noi

by gabriella

Elaborazione didattica sui concetti di politica e cittadinanza, tratta dal frammento di un seminario tenuto da Judith Revel, su questi temi, nella primavera scorsa.

Dopo aver riflettuto sull’intervento di Judith Revel, leggi la poesia di Wislawa Szymborska, Figli del tempo, e spiega perché tutto è politico.

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giugno 21st, 2015

Francesco Berto, Essere e non essere, questo è il problema

by gabriella

contraddizione-499-bertoUna rilettura del principio di non contraddizione alla luce delle logiche contemporanee. Tratto da Micromega.

«Esiste negli esseri un principio rispetto al quale è necessario che si sia sempre nel vero: è questo il principio che afferma che non è possibile che la medesima cosa in un unico e medesimo tempo sia e non sia».

Così Aristotele introduce, nel quarto libro della Metafisica, un principio destinato al nome di “Principio di Non-Contraddizione” – e a diventare la legge più autorevole del pensiero occidentale (firmissimum omnium principiorum, dicevano i medievali).

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giugno 12th, 2015

Carlo Crosato, La buona scuola nasce dal pensiero critico

by gabriella

pensiero-criticoNella conversazione di Massimo Baldacci con Carlo Crosato, pedagogista dell’Università di Urbino, una disanima dell’educazione al pensiero critico e del suo tessuto di elementi formali e informali che includono relazioni orizzontali ed esercizio del dubbio; esattamente l’opposto della scuola piramidale propugnata da Renzi e dall’Associazione Treelle. Tratto da Micromega.

Si parla molto spesso dell’importanza, per i nostri tempi, della formazione allo spirito critico. E c’è chi inizia a progettare dei corsi dedicati alla materia. Ma il pensiero critico è una materia? È qualche cosa che può essere insegnato con l’illustrazione di modelli di pensiero?

Se prendiamo in considerazione alcuni modelli di pensiero, possiamo renderci conto, come prima cosa, di quanto racchiudere il pensiero critico entro i confini di un modello applicativo sia limitante. Prima di tutto perché ogni modello ha dei propri limiti; ma poi, come dirò, anche perché il pensiero critico è pensiero in un certo senso libero: vincolarlo a un preciso algoritmo sarebbe decisamente contraddittorio.

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febbraio 15th, 2015

Paolo Bussotti, Il concetto di causa

by gabriella

principio di causalitàUn estratto dell’articolo pubblicato dalla Rivista della scuola superiore dell’economia e delle finanze.

 

1. Il principio di causalità nel pensiero moderno

Il principio di causa-effetto è una correlazione tra due fenomeni per cui il secondo, l’effetto, è prodotto dal primo, la causa. Di questa proposizione si danno essenzialmente due interpretazioni: una ontologico-oggettivistica e una gnoseologico-soggettivistica. Secondo la prima sono i fenomeni in quanto tali ad essere legati dal nesso di causalità; vi sarebbe pertanto una forma di necessità in base alla quale, avvenuto un fatto, ne avviene un altro da questo causato. L’altra interpretazione afferma invece che il principio di causa-effetto non sussiste necessariamente nel mondo esterno, ma è un postulato generale inventato dall’uomo come criterio conoscitivo e ordinatore che consente di mettere in correlazione insiemi di fatti e di orientarci in un universo altrimenti caotico. Per questa seconda interpretazione si pone il problema di spiegare come un principio di ragione consenta di dar conto dei fenomeni. In genere si intende il nesso causa-effetto come una corrispondenza biunivoca, cioè un effetto è prodotto da una sola causa e viceversa una causa produce un solo effetto. Tuttavia questa ulteriore condizione non è necessaria e può ben darsi che una causa produca una molteplicità di effetti e che un effetto sia occasionato da una pluralità di cause.

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maggio 30th, 2014

Jeffrey Winters, Oligarchie ed élite

by gabriella

oligarchiaL’oligarchia è una forma di potere minoritario che trova il suo fondamento nella ricchezza materiale. Le democrazie capitalistiche contemporanee combinano il suffragio universale e la libertà d’espressione con forme oligarchiche di concentrazione del potere. Dato che il potere degli oligarchi è basato sulla ricchezza, è proprio la distribuzione della ricchezza, piuttosto che l’inclusione partecipativa, che può contrastare il loro potere. Tratto da Micromega.

Introduzione

La democrazia e le oligarchie sono forme di governo incompatibili l’una con l’altra? O è invece possibile avere democrazie all’interno delle quali il potere politico effettivo è nelle mani delle oligarchie? Qual è la fonte del potere delle oligarchie? E come opera questo potere? In cosa le oligarchie si differenziano dalle élite? Questi sono i temi affrontati da Jeffrey Winters nelle sue ricerche, temi che hanno una rilevanza cruciale per il dibattito sul populismo e sulla crisi della democrazia rappresentativa che questa rubrica sta ospitando[i].

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ottobre 16th, 2013

Carlo Sini, In nome di Kant

by gabriella

 

KantA Rostov (Russia), due uomini si sono affrontati armi in pugno dopo una discussione sulla dialettica trascendentale. Tratto da L’Unità del 20 settembre 2013.

[…] lunedì notte a Rostov sul Don, nella Russia europea […] due giovani di 26 e 28 anni, entrambi appassionati lettori di Immanuel Kant, sono in coda a un chiosco di alcolici. Parlano delle opere del grande filosofo dell’illuminismo tedesco, pare dapprima pacatamente; poi però incappano nella dialettica trascendentale e qui si accalorano, al punto che uno dei due tira fuori una rivoltella scacciacani e spara in testa all’altro, mandandolo all’ospedale, sia pure per una ferita non grave. Qui siamo al Guinness dei primati: quando mai una discussione sul mite e saggio Kant, mente tra le più universali e moralmente ammirevoli, ha suggerito di passare da un ragionamento alle vie di fatto? Nella dialettica trascendentale, seconda parte della Critica della ragione pura (1781), Kant esamina le pretese della ragione umana di fronte ai grandi problemi tradizionali della metafisica. In sintesi e un po’ liberamente: esiste Dio? Il mondo è una congerie di fatti casuali oppure ha un senso e uno scopo finale? L’anima dell’uomo è libera e immortale, oppure è totalmente condizionata?

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