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9 Dicembre, 2012

Acqua, potabile per legge

by gabriella

acquaIl Fatto quotidiano di oggi riporta l’allarme dell’ISDE Italia (International Society of Doctors for the Environment) sul rischio dell’innalzamento dei parametri di salubrità dell’acqua in relazione a un agente cancerogeno, la microcistina-LR, il cui controllo richiederebbe costose azioni di risanamento delle acque da cui si attinge per gli usi civili. Si aggiunge un’altro capitolo dell’insostenibilità economica dei diritti essenziali (salute, istruzione) e dell’insostenibilità sociale e ambientale delle compatibilità di bilancio: vivere e farlo in modo pienamente umano è ormai troppo costoso.

La normativa che regola la potabilità delle acque potrebbe presto diventare meno restrittiva. Le modifiche al Decreto legislativo 31/2001 – riguardante la qualità delle acque destinate al consumo umano –, proposte dallo schema di decreto messo a punto dai ministeri della Salute e dell’Ambiente, consentirebbero infatti

di erogare come potabile acqua contaminata da sostanze tossiche e cancerogene.

Il decreto interministeriale, in base anche a quanto raccomandato lo scorso luglio dal Consiglio superiore di sanità, adotta un nuovo valore di parametro, quello per la microcistina-LR: un tipo di tossina d’acqua dolce prodotta dalle fioriture di alghe nocive. Fenomeno in costante aumento a causa dei cambiamenti climatici,

ma anche perché questi corpi idrici, per lo più laghi – spiega a ilfattoquotidiano.it la dottoressa Antonella Litta, referente dell’Isde-Italia –, non vengono quasi mai tutelati.

Può succedere così che nei laghi o negli invasi artificiali, da cui si prelevano le acque destinate al consumo umano – come ad esempio i laghi di Vico, Garda e Occhito – finiscano scarichi abusivi e soprattutto i fertilizzanti derivanti dalle attività agricole. In sostanza crescono rigogliosi gli ortaggi ed anche le alghe rosse. Certo, prima di arrivare nelle case dei cittadini, le acque subiscono i necessari processi di potabilizzazione e filtrazione. Non sempre però gli appositi meccanismi funzionano come dovrebbero, spesso proprio a causa delle numerose esplosioni di fioriture. I filtri, intasati, di conseguenza riescono soltanto a ridurre la presenza delle microcistine, ma non ad eliminarla del tutto.

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