Posts tagged ‘arte contemporanea’

settembre 5th, 2012

Tacheles Kritikdesign Berlin

by gabriella

Ieri la polizia berlinese ha sgomberato il Tacheles, il centro sociale più grande d’Europa, per oltre vent’anni officina creativa e Galleria d’arte moderna frequentate da giovani e artisti di tutto il mondo. Era già chiuso dal 22 marzo scorso, dopo l’intimazione dei nuovi proprietari, una banca, che nel 2008 aveva acquistato i locali occupati per farne un centro commerciale.

Nel 1990, un collettivo di artisti aveva occupato lo stabile di Oranienburger Strasse che ospitava un vecchio magazzino in demolizione e vi avevano creato un’officina, una mostra permanente, un pub, un cinema e uno spazio di performance artistiche che era divenuto il ritrovo dalla scena underground mondiale.

Lo avevo visitato due anni fa, in occasione di un viaggio a Berlino organizzato per una classe. La sua collocazione centrale, poco lontano dal Pergamon Museum, lo aveva messo sull’itinerario “convenzionale” (chiese, musei) che con le altre tre colleghe avevamo deciso di percorrere nella parte di pomeriggio che ci restava dopo la visita al Pergamon. Lungo la strada due colleghe si erano fermate per fare degli acquisti proprio nei pressi del suo mimetico ingresso: all’esterno il magazzino abbandonato era rimasto esattamente tale. Riconosciutolo dopo qualche attimo, spiegai alla giovane collega che era rimasta con me che entravo a visitare il “centro sociale” e lei si offrì di aspettare le altre insegnanti senza capire bene cosa dovessi visitare. L’aneddoto vuole che la giovane collega abbia riferito alle altre che «ero andata al centro commerciale ..», scambio su cui la malcapitata non smise di essere presa in giro per tutto il viaggio. « ci sembrava strano..» –dissero poi ridendo le colleghe.

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agosto 31st, 2012

Giorgio Agamben, Crisi e tempo presente.

by gabriella

agambenDue interventi di Giorgio Agamben su crisi, presente e futuro.

Il governo Monti invoca la crisi e lo stato di necessità, e sembra essere la sola via di uscita sia dalla catastrofe finanziaria che dalle forme indecenti che il potere aveva assunto in Italia; la chiamata di Monti era la sola via di uscita o potrebbe piuttosto fornire il pretesto per imporre una seria limitazione alle libertà democratiche? 

“Crisi” e “economia”  non sono oggi usati come  concetti, ma come parole d’ordine, che servono a imporre e a far accettare delle misure e delle restrizioni che la gente non ha alcun motivo di accettare. “Crisi” significa oggi soltanto “devi obbedire!”. Credo che sia evidente per tutti che la cosiddetta “crisi”  dura ormai  da decenni e  non è che il modo normale in cui funziona il capitalismo nel nostro tempo. Ed è un funzionamento che non ha nulla di razionale.

Per capire quel che sta succedendo, occorre prendere alla lettera l’idea di Walter Benjamin, secondo la quale il capitalismo è, in verità,  una religione e la più feroce, implacabile e irrazionale religione che sia mai esistita, perché non conosce redenzione né tregua. Essa celebra un culto ininterrotto la cui liturgia è il lavoro e il cui oggetto è il denaro. Dio non è morto, è diventato Denaro.

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