Archive for Maggio, 2011

Maggio 29th, 2011

Vygotskij vs Piaget

by gabriella

Un veloce confronto tra le due opposte visioni dello sviluppo infantile che affondano in due concezioni profondamente diverse dell’uomo e del suo rapporto col mondo.

Indice

1. Jean Piaget

1.1 L’intelligenza come processo attivo di adattamento
1.2 Il processo cognitivo
1.3 Lo sviluppo stadiale dell’intelligenza
1.4 Le implicazioni pedagogiche

 

2. Lev Vygotskij

2.1 La critica all’egocentrismo infantile di Piaget
2.2 Il linguaggio come prodotto sociale e base dell’intelligenza.
2.3 L’origine sociale dei processi psichici superiori
2.4 L’educazione e la zona di sviluppo prossimale

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Maggio 28th, 2011

Girolamo De Michele, Foster Wallace come antidoto al citatismo (l’analfabetismo degli adolescenti, la lingua dei giovani)

by gabriella

Foster Wallace, Considera l'aragostaIl genio di Foster Wallace come lacerazione del velo di Maja su una molteplicità di cose, come l’apprendimento degli adolescenti, l’uso dei dialetti, l’inutilità di certi critici, la libertà, l’alienazione..

La libertà è ciò che facciamo con ciò che ci è stato fatto

Jean Paul Sartre

Mentre sgranocchia biscotti Chips Ahoy! e fissa intensamente un evento dell’Associazione golf professionale alla televisione, ad esempio, l’adolescente che fuma viene colpito dalla spaventosa possibilità che, per es., quello che vede come il colore verde e quello che altre persone chiamano “il colore verde” forse in realtà non sono affatto le stesse esperienze di colore: che tanto lui quanto un’altra persona chiamino verde i prati dei campi da golf e il segnale di via libera di un semaforo sembra garantire solo che c’è una costanza analoga nella loro esperienza del colore dei campi da golf e luci del via libera, ma non che l’autentica qualità soggettiva di quelle esperienze di colore sia la medesima; […] finché l’intero ragionamento diventa così complesso e sfiancante che l’a.f.d.e. finisce per accasciarsi, ricoperto di briciole e paralizzato, sulla poltrona [1].

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Maggio 26th, 2011

Agogé ἀγωγή

by gabriella

agogéTraggo da Studia Humanitatis questo articolo sulle forme di educazione arcaica della Grecia antica e le sue azioni di puro disciplinamento.

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Maggio 26th, 2011

Tirteo e l’areté spartana

by gabriella

spartani con tribon rosso

Audiolezioni: L’areté spartana

[errata corrige: attenzione alla pronuncia scorretta del termine elegìa].

Il momento di maggior splendore di Sparta, capoluogo della Laconia, è da collocare nel VII-VI° secolo a. C, in un’epoca, dunque di poco posteriore alla stesura dei poemi omerici. Si riconosce perciò nel suo ideale educativo, un’eco dell’areté eroica, ma con la fondamentale differenza che l’atto eroico non indica più l’abilità e il coraggio del singolo guerriero e non ha più come fine la gloria individuale, ma la difesa e il potenziamento della polis.

L’eroe spartano non è quindi colui che esalta se stesso in disprezzo della vita, ma il soldato solidale con il compagno in battaglia che non indietreggia di fronte al nemico, ma sa dare se stesso per Sparta. Si narra che Sparta, a differenza delle poleis vicine, non avesse mura a propria difesa, confidando baldanzosamente nel valore militare dei propri cittadini e nel muro impenetrabile formato dai loro scudi.

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Maggio 26th, 2011

L’areté omerica

by gabriella

Il primo modello di eccellenza umana della civiltà occidentale.


Indice

1. L’Iliade

1.1 La figura di Achille

2. L’Odissea

2.1 La Telemachia

 

Audiolezione: L’areté omerica

Omero

Lo studio dei modelli educativi sviluppati dalla civiltà occidentale, inizia con i greci. I greci, infatti, furono i primi a porsi il problema di cosa dovrebbe essere un uomo, cioè a riflettere consapevolmente sull’educazione (paideia) e sulle sue finalità (la virtù, l’eccellenza umana, o areté).

L’ideale umano della Grecia tra l’VIII° e il V° secolo a.C si incentra su un individuo che sviluppa la propria personalità sulla base delle proprie qualità fisiche e intellettuali e che si adopera per realizzare le migliori condizioni di convivenza nella polis, con la propria volontà e il proprio pensiero critico. 

Questa è l’idea che nasce in Grecia prima nella poesia (Omero), poi nella filosofia e nella politica, dal cosiddetto Medioevo ellenico (1200 a. C.) all’ellenismo (VI° a. C.).

Il primo grande educatore dei greci (già secondo Platone) è stato dunque Omero.

I due poemi dell’Iliade e dell’Odissea infatti ci permettono di cogliere il contenuto originario dell’areté(ἀρετή) antica (cioè della virtù, intesa come ciò che ognuno dovrebbe essere) dal momento del suo nascere (l’età micenea o medioevo ellenico) al suo sviluppo nella fase classica della cultura greca (paideia). Iliade ed Odissea furono composti infatti tra l’VIII e il VII secolo a. C. sulla base di tradizioni orali precedenti.

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Maggio 26th, 2011

Diam’s Jeune demoiselle recherche un mec mortel

by gabriella

Jeune demoiselle recherche un mec mortel
Un mec qui pourrait me donner des ailes
Un mec fidèle et qui n’a pas peur qu’on l’aime
Donc si t’as les critères babe laisse moi ton e-mail

Giovane ragazza cerca un tipo comune

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Maggio 26th, 2011

La ribellione del monte Itome

by gabriella

GreecemapLa terza guerra messenica e la rivolta degli schiavi iloti.

A Sparta vigeva una rigida separazione tra gli spartiati, l’oligarchia nobile dei guerrieri proprietari della terra e le altre classi. All’ultimo posto della gerarchia sociale erano gli Iloti. Discendenti dalle antiche popolazioni che abitavano la Laconia e la Messenia prima dell’arrivo dei Dori, antenati degli Spartani. In particolare, secondo Eforo di Cuma, gli iloti sarebbero gli eredi di quegli autoctoni che non si erano voluti arrendere all’invasione dorica e che avevano resistito alla loro occupazione del Peloponneso.

Gli iloti divennero così schiavi di proprietà dello stato, obbligati ad occuparsi dei lavori più faticosi ed umilianti mentre i loro padroni si dedicavano alla guerra. E proprio in uno dei passaggi fondamentali nel percorso di formazione dei giovani spartiati, la Krypteia, gli schiavi erano vittime sacrificali. Ogni anno al loro insediamento, gli Efori, la suprema magistratura di Sparta, dichiaravano di nuovo formalmente guerra agli Iloti, legalizzandone l’uccisione. Gli spartiati che si erano distinti nell’agogé, erano mandati fuori della città, senza cibo né armi, per dare la caccia agli Iloti e mostrare la propria virilità.

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