Archive for gennaio, 2018

gennaio 31st, 2018

Tema di scienze umane. La modernizzazione

by gabriella

Traccia di un tema di scienze umane sulla modernizzazione con lo schema di svolgimento. Per ragioni didattiche, le domande a risposta aperta sono proposte in un’altra prova.

Il candidato, avvalendosi anche della lettura e dell’analisi dei documenti riportati, spieghi in cosa consiste la radicale trasformazione economica a cui si deve il cambiamento di tutti i rapporti sociali nella modernizzazione.

Analizzi, quindi, il seguente brano di André Gorz, spiegando in che modo questo cambiamento economico ha agito sul lavoro:

«La razionalizzazione del lavoro […] è stata una rivoluzione, una sovversione del modo di vita, dei valori, dei rapporti sociali e con la natura, l’invenzione nel pieno senso del termine, di qualcosa che non era mai esistito prima. L’attività produttiva si separava dal suo senso, dalle sue motivazioni e dal suo oggetto per diventare il semplice mezzo per guadagnare un salario. Essa cessava di far parte della vita per diventare il mezzo per guadagnarsi da vivere. Il tempo di lavoro e il tempo di vita si disgiungevano; il lavoro, i suoi attrezzi, i suoi prodotti assumevano una realtà separata da quella del lavoratore e dipendevano da decisioni estranee. La soddisfazione di “operare” in comune e il piacere di “fare” erano soppressi a vantaggio delle sole soddisfazioni che possono essere comprate dal denaro [André Gorz, Metamorfosi del lavoro, 1992, p. 31].

 

 Svolgimento

La radicale trasformazione a cui allude il testo è il passaggio da un’economia tradizionale, di sussistenza, in cui gli individui lavorano per soddisfare i propri bisogni, a un’economia di produzione, in cui fine è la vendita e l’accumulazione di denaro.

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gennaio 26th, 2018

Il Manifesto della razza

by gabriella

Il primo documento ufficiale da cui scaturirono le leggi razziali italiane è il Manifesto sulla purezza della razza pubblicato il 14 Luglio 1938. Questo testo rappresenta un esempio, tra i più noti e drammatici, della distorsione ideologica di principi e conoscenze scientifiche al servizio delle leggi e delle pratiche discriminatorie del fascismo. In coda, una sintesi delle leggi razziali curato dall’ANCI.

1. Le razze umane esistono

L’esistenza delle razze umane non è già un’astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

2. Esistono grandi razze e piccole razze

Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, l’esistenza delle quali è una verità evidente.

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gennaio 25th, 2018

Rapporto Oxfam 2018

by gabriella

Più dell’80% della ricchezza prodotta tra marzo 2016 e marzo 2017 è finito in tasca all’1% più ricco della popolazione mondiale. Al 50% più povero, circa 3,7 miliardi di persone, non è arrivato nulla.

Sono solo alcuni dei dati pubblicati nell’ultimo rapporto dell’Oxfam, una confederazione internazionale di organizzazioni non profit, che mostrano come le disuguaglianze economiche e sociali si stiano ampliando nel nostro pianeta. Tratto da Repubblica.it.

gennaio 23rd, 2018

Studi sulll’intelligenza

by gabriella

Alexander R. Lurjia (1902 – 1977)

Quattro studi sull’intelligenza, quello di Lurija con i contadini uzbeki e kirghisi e di Tim Bearsley sul classico della teoria biologica dell’intelligenza di Herrnstein e Murray, The Bell Curve (1994) e due articoli sul programma americano Head Start.

 

Lurija, Studi sull’intelligenza con i contadini dell’Uzbekistan e della Kirghisia

Fondatore, con Lev Vygotzskij, della scuola storico-culturale, Alexander Lurija sostenne che i sistemi funzionali (l’intelligenza, il linguaggio, la memoria ecc.) non sono espressione di una organizzazione geneticamente prederminata, ma si sviluppano nell’ontogenesi sotto la pressione dell’ambiente e hanno natura storica, in quanto realizzati in un determinato momento della storia umana.

Lurija, I contadini dell'Uzbekistan e della Kirghizia

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gennaio 21st, 2018

Quattro passi nelle Scienze umane con l’esperimento Milgram

by gabriella

Ieri, durante l’open day del nostro Liceo, ci siamo intrattenuti con un gruppo di studenti e genitori sull’obbedienza all’autorità, uno dei temi della psicologia sociale, affrontato nel celebre esperimento di Stanley Milgram del 1961.

Nella lavagna virtuale sottostante i contenuti che abbiamo preso in considerazione: il testo della lezione, la videolezione, il video YouTube con l’esecuzione dei prigionieri, l’ultima lettera al figlio di Rudolf Hoess, il video in inglese con domande di comprensione e il test Kahoot finale.

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gennaio 20th, 2018

Hans Eysenck, Leon Kamin, Il dibattito americano sull’intelligenza

by gabriella

intelligenti si nasce o si diventaIl dibattito su eredità e ambiente nella definizione delle caratteristiche umane è uno dei più sensibili e ricchi di implicazioni socio-politiche delle scienze sociali. Decidere se intelligenti si nasce o si diventa diventa infatti dirimente davanti a scelte fondamentali come quella di educare o meno i bambini con deficit cognitivo, potenziare le strutture educative e scolastiche o tagliare i costi, fissare l’accesso a posizioni e professioni per merito o promuovere forme più evolute di democrazia (secondo comma, art. 3). Il testo che segue è la prefazione stesa da Alberto Angela per presentare al pubblico l’accanito e pluriennale dibattito tra Hans Eysenck e Leon Kamin, due degli studiosi più noti per aver abbracciato in modo radicale le tesi della neuroscienza innatista e del costruttivismo umanista.

Se prendesse piede la convinzione che questi test misurano realmente l’intelligenza,
che costituiscono una sorta di giudizio ultimo sulle capacità del bambino, che rivelano «scientificamente» le sue abilità innate,
sarebbe mille volte meglio se tutti coloro che misurano l’intelligenza sprofondassero nel mar dei Sargassi con tutti i loro questionari.

Walter Lippmann, 1922

Raramente, nella storia della scienza, ricercatori e stu­diosi si sono scambiati tante accuse e insulti, come è avve­nuto, e sta avvenendo oggi, nel dibattito eredità-ambiente. Conoscendo la tradizionale moderazione del linguag­gio scientifico (anche se spesso le parole mascherano strali sottili e velenosi) può sorprendere il tono assunto da que­sta polemica: tuttavia non è difficile rendersi conto che la questione della componente genetica nell’intelligenza coinvolge, direttamente o indirettamente, tali e tanti aspetti sociali, etici, politici, che il dibattito travalica l’ambito scientifico. 

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gennaio 3rd, 2018

Pablo Servigne, La collaborazione, l’altra legge della giungla

by gabriella

Pablo Servigne è un ingegnere agronomo e ricercatore francese dedito alla costruzione di una cultura dell’oltrepassamento della civiltà industriale, ormai al collasso. Il suo lavoro, di cui la presentazione sottostante è un esempio, mi è sembrato quanto di più vicino all’ideale moriniano di un sapere all’altezza della complessità per il nuovo millennio, tessuto su conoscenze interdisciplinari, non riduzionista, scientifico-umanista.

L’entraide, l’autre loi de la jungle (2017), scritto in collaborazione con Gauthier Chapelle, è l’ultimo di diversi volumi dedicati a problemi ecologici e scientifici. Servigne vi si concentra sulla tesi, corredata di evidenze sperimentali, che i risultati migliori si ottengono in presenza della collaborazione oltre che della competizione tra individui. Esperimenti interessanti mostrano infatti come la presenza delle sole spinte competitive impedisce ai gruppi di conseguire i propri obiettivi in ambienti ostili.

Non si tratta, però, dell’ennesima petizione di principio confermata da esempi eccezionali, ma di un cambio di paradigma della sociobiologia che dopo decenni di studi ha dovuto rovesciare le proprie ipotesi sperimentali, ipotizzando che all’origine ci sia la cooperazione e che sia sulla base di questa necessità irresistibile, la seconda legge della giungla in vigore da 3 miliardi e 800 milioni di anni, che gli uomini hanno costituito gruppi di consanguinei.

Non è quindi la prossimità genetica a spingere all’aiuto reciproco ma, al contrario, è l’esigenza originaria della sopravvivenza in ambiente ostile a costituire la premessa per la consanguineità. Non è la famiglia, la trasmissione dei geni, ad essere originaria, ma la solidarietà, la quale ha trovato forme biologiche, quanto culturali, per imporsi ai viventi.

Sotto la traduzione italiana del video [che avrei voluto sottotitolare se le versioni circolanti di questa presentazione non fossero entrambe bloccate]. Seguirlo resta un po’ scomodo per chi non conosce il francese, ma ne vale la pena.

Pablo Servigne, La collaborazione, l’altra legge della giungla

Non sono necessariamente i più forti che sopravvivono, ma sono i gruppi più cooperativi.

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gennaio 2nd, 2018

Hegel

by gabriella
Georg Wilhelm Hegel

Georg Wilhelm Hegel (1770 – 1831)

La filosofia di Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda, 1770 – Berlino, 1831) nasce dall’aspirazione, condivisa con il movimento romantico, di veder conciliate le contraddizioni tra soggetto e oggetto, sentimento e ragione, individuo e società, finito e infinito, umano e divino, termini che la cultura moderna e illuministica aveva invece contrapposto.

Hegel accusa i filosofi moderni e, particolarmente Kant, di restare ancorati alle rigidità dell’intelletto (definirà seccamente il modo di pensare moderno, o kantiano, frutto di un «intelletto tabellesco» Pref. Fenom., pp. 40-41) e mantenere la loro riflessione sul livello astratto della distinzione uomo/natura – per quanto riguarda il piano conoscitivo – e dell’opposizione di essere/dover essere su quello etico, senza cogliere il nesso razionale e necessario che lega i singoli aspetti della realtà.

Hegel sarà infatti il sistematore di quella linea di pensiero che, a partire da Fichte, rifiuta la concezione dogmatica dell’essere, inteso come realtà oggettiva e indipendente dal soggetto e la riconduce all’attività creativa dello spirito.

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