Archive for Ottobre, 2015

Ottobre 28th, 2015

Michel Foucault, Discorso e verità. La problematizzazione della parresia

by gabriella
Michel Foucault (1926-1984)

Michel Foucault (1926-1984)

Nel corso tenuto a Berkley nell’autunno 1983, sei mesi prima di morire, Foucault si propose di indagare la nascita dell’attitudine critica in Occidente e la genealogia del soggetto e delle moderne forme di condotta occidentale. Nel tracciare la storia della libertà di parola nel mondo antico, Foucault indagò non il modo in cui l’idea o la pratica sono emerse, si sono affermate o diffuse, ma il modo in cui sono diventate un problema, staccandosi dalla normalità o familiarità di cui erano circondate in  precedenza – da questo punto di vista, ogni problematizzazione si riferisce a fenomeni esistenti, ma considerati ovvi, dunque non esaminati prima.

Nel primo di questi sei seminari californiani, Foucault definì la parresia, il parlar franco o capacità di dire la verità e l’evoluzione del termine. Si rivolse poi all’idea di parresia nelle tragedie di Euripide ed evidenziò come la crisi delle istituzioni democratiche avesse cambiato il significato del termine, originariamente diritto di critica dei cittadini liberi e uguali – in quanto maschi e proprietari – legandolo progressivamente alle qualità etico-morali di chi la esercitava (il parresiastes) e di chi la subiva (il re). Dedicò infine l’ultimo seminario all’epimeleia eautou, la cura di sé, prassi caratterizzata da uno specifico rapporto con la verità attraverso la franchezza, con se stessi attraverso il pericolo, con gli altri attraverso la critica e con la legge morale attraverso la libertà e il dovere.

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Ottobre 23rd, 2015

Kant, Progetto per una pace perpetua

by gabriella
kant anziano

Immanuel Kant (1724 – 1804)

Secondo articolo definitivo per la pace perpetua: Il diritto internazionale deve fondarsi su una federazione di stati liberi [I. Kant, Progetto per una pace perpetua, BUR, 1968, pp. 36-40].

I popoli, quali stati, possono venir considerati come singoli individui, che nelle loro condizioni di natura (cioè nell’indipendenza da leggi esterne) si ledono già per la loro vicinanza e ognuno dei quali, per la propria sicurezza, può e deve pretendere dall’altro di entrare con lui in una costituzione simile alla civile, nella quale ad ognuno possa venire assicurato il proprio diritto. Ciò sarebbe una lega di popoli, ma non dovrebbe essere uno stato di popoli.

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Ottobre 19th, 2015

Erri De Luca, Ciò che è costituzionale si misura al pianoterra della società

by gabriella


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Ottobre 17th, 2015

Carlo Michelstaedter, Il peso. Dialogo della salute

by gabriella
Carlo Michelstaedter (1887 - 1910)

Carlo Michelstaedter (1887 – 1910)

Goriziano, poeta e straordinario disegnatore, Carlo Michelstaedter si iscrisse alla facoltà di filosofia di Firenze, dopo aver scartato gli studi di matematica verso i quali si era orientato in un primo momento. Là preparò la tesi di laurea sui concetti platonici di persuasione e rettorica, senza trovare il coraggio di discuterla, immaginando che una discussione autentica, priva dei riferimenti di circostanza – sebbene il testo si confrontasse in greco con i classici – non avrebbe potuto essere accettata. Si uccise a ventitré anni, dopo aver completato La persuasione e la rettorica [Milano, Adelphi, 1982].

Al suo lavoro ho dedicato la tesi di laurea. Durante la preparazione passai alcuni giorni alla Biblioteca Statale Isontina di Gorizia per consultare i suoi inediti e dopo la laurea presi il passaporto per passare il confine sloveno e andare a trovare la sua tomba, ora a Nova Goriza. Là, nessuno sapeva indicarmi dove fosse il cimitero Rožna dolina finché, gettando lo sguardo giù dal ponte che stavo attraversando vidi delle pietre bianche spezzate tra due alti cipressi. Mi ricordai allora che il padre di Carlo aveva piantato quei due alberi sulle tombe dei figli, morti a breve distanza l’uno dall’altro, ad indicare le vette spirituali raggiunte da loro in vita.

rozna dolina com'era

Rožna dolina in quel febbraio 1985

Scesi di corsa e saltato il muro, entrai nel cimitero ebraico abbandonato. Trovai la tomba, con la lapide inclinata, in uno spazio libero dalle erbe selvatiche e dai rovi, sotto il cipresso.  Non so se, da allora, qualcosa è stato fatto per ridare alla sua memoria lo spazio che merita.

 

Il peso [il testo introduttivo de La persuasione e la rettorica]

Un peso pende ad un gancio, e per pender soffre che non può scendere: non può uscire dal gancio; poiché quant’è peso pende, e quanto pende dipende. Lo vogliamo soddisfare: lo liberiamo dalla sua dipendenza. Lo lasciamo andare, che sazi la sua fame del più basso, e scenda indipendente fino a che sia contento di scendere. Ma in nessun punto raggiunto fermarsi lo accontenta, e vuole pur scendere, ché il prossimo punto supera in bassezza quello che essa ogni volta tenga.

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Ottobre 11th, 2015

Giorgio Mariani, I reietti migranti di Steinbeck nella Grande Depressione

by gabriella

okies

La recensione all’edizione italiana [I Nomadi, Il Sag­gia­tore, pp. 113] di alcuni articoli dedicati da John Steinbeck alla condizione sociale degli okies nel 1938. Da Il Manifesto del 11 ottobre 2015.

furoreNel ten­ta­tivo di costruire un cor­pus elet­tro­nico del romanzo di lin­gua inglese del Nove­cento, posti di fronte a una mole enorme di testi, Mark McGurl e Frank Algee-Hewitt hanno deciso di com­bi­nare tra loro un numero di elen­chi già in cir­co­la­zione – per esem­pio «i 100 migliori romanzi del ven­te­simo secolo della Modern Library» – per ovviare agli inte­ressi impli­ci­ta­mente o espli­ci­ta­mente par­ti­giani su cui ognuno di que­sti cata­lo­ghi si basa. Dall’analisi quan­ti­ta­tiva svolta si sco­pre che un solo testo ricorre in tutti gli elen­chi accor­pati: que­sto unico testo, che incon­tra l’approvazione dei cri­tici di ten­denze più dispa­rate (acca­de­mici inna­mo­rati dello spe­ri­men­ta­li­smo, cri­tici fedeli al rea­li­smo, stu­diosi delle let­te­ra­ture post­co­lo­niali e «etni­che») e che al tempo stesso è stato un enorme suc­cesso com­mer­ciale, è Furore di John Steinbeck.

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Ottobre 11th, 2015

Will Hunting

by gabriella

Una società ingiusta e diseguale esclude chi non ha, ad eccezione di chi è eccezionale.

La storia di Will Hunting è una sorta di prontuario di psicologia con relativo superamento: la lotta di potere al bar di Harvard, la psicoterapia che non cura finché non smette di essere una techne e non diventa una pratica filosofica, l’analfabetismo emotivo del protagonista, l’alcoolismo operaio del padre di Sean e del patrigno di Will e la tradizionale soluzione individuale ad un problema collettivo della sceneggiatura hollywoodiana. Il minutaggio per l’analisi in classe.

-01:52-01:51:34 il mago matematico


-01:51:25-01:46:30 la condizione del lavoro negli States e lotta di potere al bar

-01:37:46-01:33:48 i professionisti di successo della cura, imbottiti di saperi e conoscenze, ma incapaci di curare, cioè di “essere” (la differenza tra gli psicologi e il filosofo Sean)

-01:29:51-1:32 qualcuno che può aprire una breccia in lui perché è dello stesso ambiente
-01:20.31- 01:15:26: comprendere qualcuno e la vita
– 01:10:15- 01:08:12 la superfilosofia della paura

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Ottobre 6th, 2015

Maria Novella De Luca, La fabbrica del pregiudizio

by gabriella

repubblica

Tratto da La Repubblica del 1 ottobre 2015.

I libri all’indice a Venezia e la campagna contro le unioni civili. Le “scuole di Dio” di Staggia Senese e i manifesti che minacciano la “compravendita dei bambini” nelle strade di Roma. La famiglia naturale contro “l’omosessualismo”, i comuni della Lega che in Lombardia si proclamano de-genderizzati e gli appelli su WhatsApp delle mamme di Brindisi per difendersi dal “genter” pronunciato con la T al posto della D… Le delegazioni di genitori che chiedono ai dirigenti scolastici di proteggere i loro figli dalla “contaminazione” gay, i filmati dei gruppi pro-life che annunciano un’apocalisse dei costumi, l’assessore veneto alle Pari opportunità Elena Donazzan che si scaglia contro i libretti delle giustificazioni perché, ormai da anni, non c’è più la parola mamma o papà.

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Ottobre 1st, 2015

Massimo Gramellini, Padri naturali

by gabriella

padri naturaliIl Buongiorno di oggi, tratto da LaStampa.it.

Questa è una storia che farà storia. Sabato scorso, in Ohio, il signor Bachman sta portando all’altare la figlia Brittany. La guarda negli occhi e vi legge una preghiera. Capisce, ma forse ci era già arrivato da solo; punta il banco dei parenti e afferra la mano del secondo marito di sua moglie, signor Cendrosky. Qualcuno teme il peggio, visto che in passato tra i due non era corso buon sangue. Invece. «Hai lavorato duro per tirare su nostra figlia», gli dice. «Perciò adesso tocca anche a te». E lo trascina in lacrime al centro della scena, offrendogli l’altro braccio della sposa.

All’improvviso il protocollo un po’ scontato di ogni rito nuziale viene investito da una bufera di sentimenti incontrollabili. Amore e gratitudine. C’è una giovane donna che cammina verso il suo matrimonio, stretta con orgoglio tra l’uomo che l’ha messa al mondo e quello che l’ha cresciuta nella prosa della quotidianità. È un corteo da pelle d’oca, che se ne infischia dei ruoli formali e va dritto al succo della vita. In quest’epoca di famiglie liquide non è l’atto della procreazione a fare di un essere umano un genitore, ma la qualità del tempo che dedica a suo figlio. Biologico, adottivo o acquisito, importa poco. Importa che la paternità e la maternità sono diventati valori da condividere. Persino all’altare.


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