Archive for luglio, 2014

luglio 28th, 2014

Jacques Roux, Manifeste des Enragés

by gabriella
Jacques_Roux (1752 - 1794)

Jacques Roux (1752 – 1794)

Il discorso pronunciato da Jacques Roux davanti ai deputati della Convention Nationale il 25 juin 1793.

Délégués du peuple français,

Cent fois cette enceinte sacrée a retenti des crimes des égoïstes et des fripons ; toujours vous nous avez promis de frapper les sangsues du peuple. L’acte constitutionnel va être présenté à la sanction du souverain ; y avez-vous proscrit l’agiotage ? Non. Avez-vous prononcé la peine de mort contre les accapareurs ? Non. Avez-vous déterminé en quoi consiste la liberté du commerce ? Non. Avez-vous défendu la vente de l’argent monnayé ? Non. Eh bien ! Nous vous déclarons que vous n’avez pas tout fait pour le bonheur du peuple.

La liberté n’est qu’un vain fantôme quand une classe d’hommes peut affamer l’autre impunément. L’égalité n’est qu’un vain fantôme quand le riche, par le monopole, exerce le droit de vie et de mort sur son semblable. La république n’est qu’un vain fantôme quand la contre-révolution opère, de jour en jour, par le prix des denrées, auquel les trois quarts des citoyens ne peuvent atteindre sans verser des larmes.

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luglio 24th, 2014

Comte

by gabriella
Auguste Comte

Auguste Comte (1798 – 1857)

«L’Amore per principio e l’Ordine per base; il Progresso per fine».

Auguste Comte, Système de politique positive, 1852

Nato in una famiglia cattolica e conservatrice, il giovane Comte si ribella presto alla famiglia, dichiarandosi repubblicano e libero pensatore. Nel 1814 entra all’Ecole Polytechnique di Parigi dalla quale, appena diplomato, passa al servizio del filosofo e scienziato sociale Claude de Saint-Simon, di cui sarà segretario fino alla clamorosa rottura del 1824 – quando, occasione della ristampa del Catechismo degli industriali, si accorge che Saint-Simon vi aveva incluso a sua insaputa il Sistema di politica positiva, da lui steso nel 1822.

 

Sociologia, complessità evoluzionismo

Claude Henry de Rouvroy conte di Saint-Simon

Claude Henry de Rouvroy conte di Saint-Simon

Per primo, Comte ha avuto l’intuizione dell’oggetto di una nuova scienza, della quale coniò il nome, sociologia, preferendolo dopo qualche esitazione a quello di “fisica sociale” che riteneva giù usato da altri – e della quale è dunque considerato il fondatore.

Il sistema di pensiero di Comte si basa su due elementi fondamentali. Il primo è l’idea della complessità della realtà umana, nella quale una moltitudine di fattori interagisce dinamicamente l’uno con l’altro, ciò che richiede allo studioso senso dell’insieme (esprit d’ensemble), capacità di registrare i dettagli, ma di soffermarsi solo sulla loro logica complessiva (sistema).

L’altro fondamento del suo pensiero è l’evoluzionismo, vale a dire l’idea che la realtà muove verso livelli superiori di organizzazione e segue un cammino di progresso. Comte pensa che tutta la realtà, fisica, biologica, culturale sia soggetta a evoluzione.

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luglio 24th, 2014

Auguste Comte, Il potere è necessario e naturale

by gabriella
comte

Auguste Comte

Nel brano seguente, tratto dal Corso di filosofia positiva (1830-42), l’ingenuità biologicista con la quale Comte affronta la prima analisi funzionalistica del potere. Più che uno strumento di dominio, il potere è una realtà inevitabile quanto indispensabile alla sopravvivenza della società, poiché permette una vita sociale guidata e disciplinata. L’uomo tende naturalmente a comandare ed obbedire. Come l’istinto altruistico è alla base della coesione sociale, l’istinto del comando e della sottomissione sono infatti alla base del governo della società.

Tale è dunque la tendenza elementare di tutta la società umana ad un governo spontaneo. Questa tendenza necessaria è in armonia, nella nostra natura individuale, con un sistema corrispondente di inclinazioni particolari, le une nei riguardi del comando, le altre dell’obbedienza. Dal primo punto di vista non bisogna, indubbiamente, considerare la disposizione troppo comune a comandare come il segno di una vera vocazione di governo, che dev’essere infinitamente rara, a causa dell’eminente preponderanza ch’essa esige. È così, per esempio, che le donne, in generale così appassionate per il dominio, sono di solito così radicalmente inadatte ad ogni governo, anche domestico, sia a causa di una minore razionalità, sia anche per la mobile irritabilità d’un carattere più imperfetto […].

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luglio 21st, 2014

La social art di Pawel Kuczynski

by gabriella

Pawel Kuczynski è un giovane grafico dallo sguardo fisso sulle contraddizioni della contemporaneità. La sua è un’arte di denuncia dal tratto semplice ed espressivo, in controtendenza rispetto all’intimismo decadente di molti protagonisti dell’arte contemporanea. Vista la molteplicità dei significati che ne possono essere ricavati, le sue immagini mi sembrano adatte ad essere impiegate in gratificanti esercizi di analisi del testo visivo anche con studenti molto giovani. Ne propongo alcuni. Il sito dell’artista.

stucchevole retorica sulla pace di chi vuoel la morte

La retorica sulla pace di chi lucra sulla guerra

la libertà sacrificata a piccole utilità

La libertà sacrificata a meschine utilità

 

No grazie

No, grazie

 

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luglio 20th, 2014

Shostakovich, Sinfonia n. 10

by gabriella

Composta in occasione della morte di Stalin dal compositore sovietico, più volte censurato durante gli anni dello zdanovismo.

 

luglio 18th, 2014

L’unificazione ideologica d’Italia nella letteratura ottocentesca per l’infanzia

by gabriella

letteratura infanzia

Indice

1. La letteratura pre-unitaria per l’infanzia

1.1 Il Giannetto

2. L’unificazione ideologica d’Italia nella letteratura per l’infanzia

2.1 Pinocchio
2.2 Cuore

Conclusioni

 

1. La letteratura preunitaria per l’infanzia

Uno sviluppo interessante della letteratura per ragazzi si registra nel periodo risorgimentale preunitario, quando nelle regioni più avanzate degli stati italiani si avverte l’esigenza di un ampliamento dell’istruzione infantile.

 

1.1 Il Giannetto

Nel 1836, il pedagogista milanese Luigi Alessandro Parravicini pubblica il Giannetto, un libro scolastico che alternava parti narrative a sfondo morale e nozioni di varie discipline, inaugurando una formula di successo che varrà al volume sessanta riedizioni in cinquant’anni. Il libro è, sostanzialmente, un percorso nozionistico fuso con un piano narrativo e morale che segue la crescita e l’ascesa sociale di un vero self-mademan nostrano, dal tirocinio in bottega degli anni giovanili alla maturità in cui diventa un gran signore e un benefattore.

Caratteristico di questa letteratura in generale, e del Giannetto in particolare è l’intento di favorire l’apprendimento di un ordine sociale gerarchico, dipinto come giusto e naturale, al quale è necessario adeguarsi. Valori e modi di comportamento, dal necessario rispetto per i superiori alla compassione per chi ha avuto la ventura di nascere povero, vengono proposti ai giovani lettori in modo incalzante, scongiurando in partenza ogni lettura critica o difforme.

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luglio 17th, 2014

Dall’ideale emancipativo dei Lumi alla pedagogia filantropica dei romantici

by gabriella

La pedagogia filantropica e l’avviamento al lavoro dei poveri

L’abbandono dell’ideale emancipativo di Condorcet e l’affermazione della filantropia compassionevole dei romantici, da Herder ad Herbart.

 

Indice

1. Herder e la formazione umanistica
2. Pestalozzi e l’educazione popolare

2.1 Neuhof: istruzione, lavoro e riscatto sociale
2.2 L’esperienza di Stans: istruzione, lavoro ed educazione integrale
2.3 L’elaborazione della didattica a Burgdorf e Yverdon

 

3. Fröbel

3.1 La filosofia frobeliana dell’educazione
3.2 La prima infanzia: il momento dell’espressività ludico-estetica
3.3 La seconda infanzia: il momento dell’apprendimento

 

4. Herbart e la pedagogia come scienza

 

 

1. Herder, la formazione umanistica

Johann Gottfried Herder (1744 – 1803)

La pedagogia di Johann Gottfried Herder media temi illuministici con quelli preromantici e si sviluppa essenzialmente come una critica del sistema tradizionale – che considera intellettualistico e pedante, al quale il filosofo oppone la riscoperta della cultura umanistica e, rousseauianamente, della dimensione emotiva dell’individuo.

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luglio 15th, 2014

Domenico Gallo, Verso il premierato assoluto

by gabriella

licio gelliLa drastica riduzione degli spazi di democrazia e delle garanzie di salvaguardia (del pluralismo e della riflessività della legge) in una raggelante annotazione di Domenico Gallo sulle riforme costituzionali.

Nella settimana appena iniziata si giocherà una partita decisiva per la Repubblica. Quel progetto di scompaginare l’architettura dei poteri come disegnata dai costituenti, che è stato il chiodo fisso della grande riforma propugnata da Berlusconi, sfociata nella riforma della II parte della Costituzione che il popolo italiano ha bocciato con il referendum del 25/26 giugno del 2006, sta per andare in porto con nuove forme e grazie ad un nuovo attore politico. Per quanto articolato diversamente, si tratta dello stesso progetto politico-istituzionale.

Esso si sviluppa su due fronti: la riforma elettorale e la riforma costituzionale. Questi due cantieri interagiscono fra loro e puntano a realizzare il medesimo obiettivo: cambiare i connotati alla democrazia italiana realizzando un sistema politico che il compianto prof. Elia qualificò come “premierato assoluto”. Quel sistema di pesi e contrappesi che i costituenti, memori dell’esperienza fascista, avevano delineato per scongiurare il pericolo della dittatura della maggioranza, sarà profondamente squilibrato per realizzare un nuovo modello istituzionale che persegue la concentrazione dei poteri nelle mani del capo dell’esecutivo, a scapito del Parlamento e delle istituzioni di garanzia.

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luglio 12th, 2014

Heidegger

by gabriella
Martin Heidegger (1889 - 1976)

Martin Heidegger (1889 – 1976)

La noia profonda che si insinua serpeggiando nelle profondità della nostra esistenza come nebbia silenziosa, stringe insieme tutte le cose, gli uomini  e l’individuo stesso con esse, in una singolare indifferenza. Questa è la noia che rivela l’essente nella sua totalità.

Che cos’è la metafisica?, pp. 16-17; 1929; 1943

 

Il senso dell’essere e il problema dell’esistenza

Dalla metà dell’ottocento, con la fenomenologia e lo sviluppo delle scuole neokantiane, il dibattito filosofico si era concentrato sulla teoria della conoscenza. La riflessione di Martin Heidegger si propone di oltrepassare questo orizzonte e di richiamare la filosofia al senso dell’essere. Il primo problema che emerge da questa interrogazione è quello dell’esistenza individuale, quell’essere «gettati nel mondo» che richiede di progettare il senso del proprio «esserci», prospettiva che lega la prima produzione di Heidegger alle filosofie esistenzialiste del novecento. Presto, però, la riflessione del filosofo si concentra sulla differenza ontologica tra l’essere e l’esserci, tema che diviene suo specifico interesse, come lo stesso filosofo precisa nella polemica Lettera sull’umanismo rivolta a Sartre (1947) – il destinatario era, in realtà, Jean Beauffret – che l’anno prima aveva pubblicato il testo della conferenza L’esistenzialismo è un umanismo.

 

La nascita dell’esistenzialismo

Qui voglio ricordare la mia definizione dell’etica: essa è ciò per cui l’uomo diventa quello che diventa.

S. Kierkegaard, Aut-aut

Più che una corrente di pensiero, l’esistenzialismo è una vera e propria temperie culturale che si impone a cavallo tra le due guerre mondiali (1930-1960), come interrogazione specifica sulla condizione umana. L’esistenza, vale a dire il rapporto tra l’essere umano e il mondo, è vista come un evento essenzialmente tragico e assurdo, intessuto d’angoscia.

grande guerra

La Grande Guerra: la trincea, l’assalto alla baionetta, i gas

La natura insensatamente tragica dell’esistenza, si impose allo sguardo degli intellettuali europei – che pure avevano salutato favorevolmente lo scoppio del conflitto – con gli eventi traumatici della prima guerra mondiale: una strage senza gloria e senza onore fatta di massacri epocali negli assalti alla baionetta e nelle linee di combattimento invase dai gas. Ciò che morì definitivamente nelle trincee del Carso e della Marna fu, in questo modo, la fede nel progresso, nella scienza e nell’essere umano.

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luglio 11th, 2014

Jacques Brel, Ces gens là

by gabriella

Dedicata a quelli che si fanno piacere la realtà per timore di vederla, come quelli che si convincono che di tutto ciò che manca alla scuola, la valutazione oggettiva è proprio la cosa più urgente: il faut vous dire monsieur que chez ces gens là …. on ne pense pas.

D’abord, d’abord, y a l’aîné
Lui qui est comme un melon
Lui qui a un gros nez
Lui qui sait plus son nom
Monsieur tellement qu´y boit
Tellement qu´il a bu
Qui fait rien de ses dix doigts
Mais lui qui n´en peut plus
Lui qui est complètement cuit
Et qui s´prend pour le roi
Qui se saoule toutes les nuits
Avec du mauvais vin
Mais qu´on retrouve matin
Dans l´église qui roupille
Raide comme une saillie
Blanc comme un cierge de Pâques
Et puis qui balbutie
Et qui a l´œil qui divague

Faut vous dire, Monsieur
Que chez ces gens-là
On ne pense pas, Monsieur
On ne pense pas, on prie

Prima di tutto c’è il maggiore che è come un melone, che ha un gran naso, che non sa più il suo nome dal tanto che beve, signore, o dal tanto che ha bevuto, che non fa proprio niente, che non ne può più, che è completamente cotto, che si prende per il re, che si sbronza ogni notte con del pessimo vino, che lo si ritrova a mattino nella chiesa che dormicchia, rigido come una trave, bianco come un cero di Pasqua, e poi che balbetta e che ha l’occhio che divaga, va detto, signore, che da quelli là, non si pensa, signore, non si pensa… si prega.

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