Archive for ottobre, 2017

ottobre 30th, 2017

Le inchieste

by gabriella

In questo anno scolastico abbiamo avviato, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze sociali dell’Università di Perugia, un’attività di ricerca in gruppi misti di liceali e universitari su temi di studio di entrambi i gruppi di studenti. I due temi proposti quest’anno sono la dispersione scolastica e la lettura ad alta voce.

L’attività consiste in una pacchetto di lezioni universitarie sui metodi di ricerca sociologica (quest’anno il l’indagine quantitativa con questionario), seguito dalla costituzione di gruppi di lavoro nei quali gli studenti dovranno organizzarsi come un team di ricerca, distribuendosi i compiti, contattando i soggetti (nel nostro caso, le scuole), raccogliendo i dati, analizzandoli e costruendo report dei risultati. Tutti i gruppi riferiranno e discuteranno i risultati dell’inchiesta in un convegno organizzato al termine dell’attività.

Il testo seguente, di supporto ai gruppi, è una guida metodologica all’inchiesta quantitativa e all’indagine con questionario.

Le inchieste sono indagini in cui, attraverso questionari o interviste, viene interpellato un certo numero di persone per condurre uno studio su vasta scala: ad esempio, i cittadini di uno stato, gli abitanti di una città, i giovani di una paese, gli studenti di una scuola ecc..

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ottobre 29th, 2017

Fake news

by gabriella

Le Fake news tornano al centro dell’attenzione e soprattutto del dibattito politico. Dopo la pubblicazione di un’inchiesta sul New York Times, che ipotizza rapporti tra siti italiani e russi, e dunque un possibile pericolo per le elezioni italiane, è scoppiata la polemica tra partiti e stampa sull’uso e l’abuso delle notizie, vere, false o pilotate. Il filo diretto di Prima Pagina del 28 novembre 2017, la puntata di Tutta la città ne parla del 27 novembre 2017, gli articoli di Marco Gervasoni sul Messaggero del 28 novembre e di Gianantonio Stella sul Corriere della Sera di oggi.

 

Fake News e politica

Ne discutono con Pietro del Soldà e i radioascoltatori di Tutta la città ne parla, Juan Carlos de Martin  (Politecnico di Torino), Oreste Pollicino (Università Bocconi di Milano), Arianna Ciccone (Fondatrice del Festival di giornalismo di Perugia, Valigia Blu), Andrew Spannaus (Transatlantico.info).

 

Gli approfondimenti del sito della trasmissione:

Il Post.it, Perché tutti parlano di nuovo di “fake news”: l’articolo del New York Times che ipotizza un collegamento tra siti della Lega Nord, del M5S e filorussi

Bruno Saetta su ValigiaBlu, Perché le soluzioni al problema ‘fake news’ sono a loro volta un problema

Flavia Perina su L’inkiesta, Le fake news sono le nuove scie chimiche. L’idea che qualche haker stia influenzando la nostra campagna elettorale è francamente risibile. E mostra tutta la debolezza dell’Occidente.

Affaritaliani.it, Fake news, allarme dagli USA, Italia a rischio. Renzi: Facebook agisca

 

Marco Gervasoni, Il caso Fake news/false notizie. La cultura come antidoto al male antico

Nulla di solito ha l’aria più falsa del vero, mentre il falso ha sempre una grande apparenza di probabilità».

Con questa battuta dello scrittore francese Theophile Gautier si potrebbe chiudere la polemica sulle cosiddette «false notizie» (usiamola, la lingua italiana!) Nonostante l’età media del nostro paese sia piuttosto alta, sembra infatti che tutti abbiano smarrito la memoria anche recente, novelli Alice nel paese della meraviglie. E allora, per rinfrescarla un po’, ricordiamo che… [l’articolo letto a Prima pagina].

 

Gianantonio Stella, 500 anni fa lo smascheramento della più grande bugia storica.

L’imperatore Costantino offre a papa Silvestro la tiara imperiale, affresco nell’Oratorio di San Silvestro a Roma

Lorenzo Valla (1407 – 1457)

Nel 1517 veniva dato alle stampe il testo che smascherava la Donazione di Costantino. Da Napoleone ucciso dai cosacchi ai Savi di Sion, la lunga tradizione dei falsi storici. Tratto dal Corriere della Sera, 29 novembre 2017.

Non c’è gara: la bufala più grande di tutti i tempi, per quanto si sforzino i russi e tutti gli altri fabbricanti di menzogne stranieri e nostrani, è già stata pubblicata. Tredici secoli fa. E cambiò la storia del mondo. Finché non sbucò fuori Lorenzo Valla che nel 1440, mettendo a frutto gli studi di filologia e di retorica ma più ancora esercitando lo spirito di uomo libero, scrisse Il Discorso sulla falsa e menzognera donazione di Costantino.

Il documento, scrive Carlo Ginzburg, aveva avuto una «circolazione larghissima» per tutto il Medioevo. E

«certificava che l’imperatore Costantino, in segno di gratitudine verso papa Silvestro che lo aveva guarito miracolosamente dalla lebbra, si era convertito al cristianesimo, donando alla Chiesa di Roma un terzo dell’impero».

In realtà, continua lo storico, è opinione oggi condivisa

«che il constitutum sia stato redatto verso la metà del secolo VIII per fornire una base pseudo-legale alle pretese papali al potere temporale», ma per molto tempo la donazione «non venne assolutamente messa in dubbio». Nemmeno da Dante, convinto che quel potere temporale avesse gettato le premesse della corruzione della Chiesa: «Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,/ non la tua conversion, ma quella dote/ che da te prese il primo ricco patre».

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ottobre 23rd, 2017

Il dibattito sul metodo nella ricerca sociale. 1. I principali dilemmi

by gabriella

I principali dilemmi metodologici della ricerca sociale: la realtà sociale va semplicemente studiata o la sociologia deve contribuire a cambiarla? La sociologia può mettersi al servizio delle concrete domande dell’industria o deve limitarsi alla fare ricerca teorica? E deve avvalersi di metodi qualitativi o quantitativi?

Nel novecento si è sviluppato un ampio dibattito sul ruolo dello scienziato sociale e della sociologia nell’arena pubblica e sui metodi da preferire nella costruzione del sapere sociologico. Le principali opzioni si sono aggregate intorno alla coppia neutralità vs intervento nelle politiche sociali; ricerca teorica vs ricerca empirica; ricerca qualitativa vs ricerca qualitativa.

 

Neutralità vs intervento

Con che coraggio posso perdere il mio tempo a conoscere il segreto delle stelle,
quando davanti agli occhi ho sempre presente o la morte o la schiavitù?
Agitato dall’ambizione, dalla cupidigia, dalla temerarietà, dalla superstizione,
e avendo dentro di me altri simili nemici della vita, mi metterò a pensare al moto del mondo?

Anassagora, A Pitagora [Michel de Montaigne, Essays, 26].

Gramsci

Antonio Gramsci (1891 – 1937)

Nei Quaderni dal carcere, Antonio Gramsci aveva delineato l’identità e il ruolo di un intellettuale di tipo nuovo, l’intellettuale organico, proveniente dalla classe lavoratrice e ad essa legato dal compito di costruirne attivamente l’emancipazione. In questo che può essere considerato il prototipo dell’intellettuale impegnato in politica, Gramsci vedeva il superamento della distinzione tra homo faber e homo sapiens e la creazione di un’intellettualità diffusa capace di determinare cambiamenti sociali attraverso una nuova egemonia – concetto dalla lunga gestazione da Rousseau a Marx.

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ottobre 23rd, 2017

Numeri che mentono. La presentazione ingannevole dei dati

by gabriella

Per manipolare il pubblico l’industria della pubblicità ha i suoi metodi. I numeri rendono attendibili le campagne pubblicitarie, ma anche i dati presentati nel dibattito pubblico per finalità politiche. Due studi della rivista specializzata “Journal of Consumer Research” forniscono nuove informazioni su come gli stessi numeri, presentati in modo diverso, vengano percepiti del tutto differentemente. La conoscenza di questa circostanza offre elementi di metodo ai pubblicitari, come pure chance per i consumatori per analizzare criticamente le loro decisioni.

 

L’ambiente è decisivo

Uno studio di Marcus Cunha e Jeffrey Shulman dell’Università di Washington esamina come la percezione di un prezzo dipende, negli annessi e connessi, dai prezzi dei prodotti similari. Risultato: la suggestione non funziona sempre secondo il medesimo principio – ma dipende dalla strategia pubblicitaria. Secondo gli scienziati vi sono due gruppi di acquirenti, con differenti atteggiamenti fondamentali.

– Gli uni hanno una posizione che i ricercatori chiamano discriminante. Queste persone cercano caratteristiche che distinguono un genere di prodotto da un altro. Se un discriminatore vuole comperare una scarpa da jogging, cerca di circoscrivere esattamente la categoria “scarpe per jogging” e di trovare particolarità che la distinguano, per esempio, da quella delle scarpe per pallacanestro.

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ottobre 20th, 2017

Il sogno di Jung. La definizione di inconscio collettivo e il distacco da Freud

by gabriella

JungUn sogno introdusse Jung alla definizione della nozione di inconscio collettivo. Avvenne nel momento del distacco da Freud, quando ancora forte era la sua influenza e imminente il distacco. Emerge nel racconto l’idea, già freudiana, che l’attività dell’analista sia simile a quella dell’archeologo: uno scavo e una ricerca tra strati e sedimenti depositati nel tempo; un tempo che per Freud si limitava alla sfera individuale, mentre per Jung abbraccia la storia dell’umanità. Tratto da Ricordi, sogni e riflessioni di Carl Gustav Jung, Milano, BUR, 1992, p. 200-204.

L’anno 1909 fu decisivo per i nostri rapporti. […] Consideravo Freud una personalità più anziana, più esperta e matura, e mi sentivo come un figlio suo. Ma poi capitò qualcosa che inferse un duro colpo alla nostra amicizia. Freud ebbe un sogno, che implicava problemi che non mi sento autorizzato a riferire. Lo interpretai come me­glio potevo, ma aggiunsi che si sarebbe potuto dire molto di più se mi avesse fornito alcuni particolari sulla sua vita privata. A queste parole Freud mi guardò sorpreso, con uno sguardo carico di sospetto, poi disse:

Sigmund Freud«Non posso mettere a repentaglio la mia autorità!»

La perse in quel momento. Quella frase si impresse come un marchio in­delebile nella mia memoria, e in essa vi era già un prean­nuncio della fine della nostra amicizia. Così, Freud po­neva l’autorità personale al di sopra della verità!

Come ho già detto, Freud, o era incapace di interpre­tare i sogni che avevo, o li interpretava solo parzialmente. Erano sogni di contenuto collettivo, con una quantità di materiale simbolico. Uno per me fu particolarmente importante, perché per la prima volta mi indusse al concetto di «inconscio collettivo», e pertanto rappresentò una spe­cie di preludio al mio libro Wandlungen und Symbole der Libido.

Ero in una casa sconosciuta a due piani. Era “la mia casa”. Mi trovavo al piano superiore, dove c’era una specie di salotto ammobiliato con bei mobili antichi di stile rococò. Alle pareti erano appesi antichi quadri di valore. Mi sorprendevo che questa dovesse essere la mia casa, e pensavo: “Non è male!” Ma allora mi veniva in mente di non sapere che aspetto avesse il piano inferiore. Scendevo le scale, e raggiungevo il piano terreno.

Tutto era molto più antico, e capivo che questa parte della casa doveva risalire circa al XV o al XVI secolo. L’arredamento era medioevale, e i pavimenti erano di mattoni rossi. Tutto era piuttosto buio. Andavo da una stanza all’altra, pensando: “Ora veramente devo esplorare tutta la casa!” Giungevo dinanzi ad una pesante porta, e l’aprivo: scoprivo una scala di pietra che conduceva in cantina. Scendevo, e mi trovavo in una stanza con un bel soffitto a volta, eccezionalmente antica.

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ottobre 18th, 2017

La psicanalisi

by gabriella
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Sigmund Freud (1856-1939)

 Indice

1. L’intervista alla BBC alla fine della vita di Freud
2. La psicanalisi
3. Le origini della teoria
4. La dialettica coscienza-inconscio
5. L’interpretazione dei sogni

5.1 La censura onirica
5.2 Il lavoro onirico

6. Le rappresentazioni psicoanalitiche della mente

6.1 La prima topica: inconscio, preconscio, coscienza
6.2 La seconda topica: Io, Es, SuperIo

7. Le fasi dello sviluppo psicosessuale: la crisi edipica, la formazione dell’Io e dell’identità di genere

7.1 La fase orale
7.2 La fase anale
7.3 La fase fallica
7.4 La fase genitale

8. I meccanismi di difesa

8.1 La sublimazione
8.2 La rimozione
8.3 La proiezione
8.4 Le formazioni reattive
8.5 La razionalizzazione

9. Psicologia e antropologia in Totem e tabù
10. Gli ultimi anni di Freud

Videolezioni: 1. L’intervista di Freud alla BBC: The struggle is not yet over 2. Le origini della psicanalisi: dall’ipnosi al metodo catartico 3. Il sogno dell’iniezione di Irma e la nascita della nuova scienza 4. Le rappresentazioni della mente 5. Le fasi dello sviluppo psicosessuale e la crisi edipica 6. I meccanismi di difesa 7. L’antropologia, Totem e tabù

Integrazioni, chiarimenti, sintesi: Freud e la nascita della psicoanalisi [dopo la videolezione 1]

Materiali CLIL: Freud Museum London 1. What is Psycoanalysis Part 1: Is it Weird? 2. What is Psychoanalysis? Part 2: Sexuality 3. What is Psychoanalysis? Part 3: The Oedipus Complex 4. What is Psychoanalysis? Part 4: The Ego, the Id and the Superego

Valutazione degli studenti

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ottobre 16th, 2017

16 ottobre 1943, il rastrellamento del ghetto di Roma

by gabriella

Rai – La storia siamo noi, il racconto di Radiorai3 [Prima parteSeconda parte; Terza parteLa testimonianza di Pietro Terracini; La testimonianza di Giulia Sermoneta Coen] nel settantaquattresimo anniversario del rastrellamento.

rastrellamentoE’ morto all’inizio del mese di ottobre Leone Sabatello, ultimo sopravvissuto della razzia nazista nel ghetto di Roma. Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, nel dare la notizia, ha così commentato la triste circostanza:

Leone, che aveva tatuato sul braccio il numero 158621 che gli imposero i nazisti in campo di sterminio, non era mai voluto tornare a visitare Auschwitz e non aveva mai raccontato la sua storia, che si è portato nella tomba. Questa morte pone di nuovo il problema della trasmissione della memoria a mano a mano che scompaiono sia i sopravvissuti sia i carnefici. L’angoscia che proviamo per la morte di Sabatello si sovrappone alla paura che nel tempo si possa modificare la verità di quegli anni bui.

È il 16 ottobre del 1943, il “sabato nero” del ghetto di Roma. Alle 5.15 del mattino le SS invadono le strade del Portico d’ottavia e rastrellano 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Due giorni dopo, alle 14.05  del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati partiranno dalla stazione Tiburtina. Dopo sei giorni arriveranno al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Solo quindici uomini e una donna (Settimia Spizzichino) ritorneranno a casa dalla Polonia. Nessuno dei duecento bambini è mai tornato.

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ottobre 15th, 2017

Uomini in vendita

by gabriella

Un servizio della CNN, dal titolo Uomini in vendita, fa luce sulle conseguenze dell’accordo Italia-Libia circa i trattenimenti nei centri per immigrati in Libia, autentici lager nei quali la negazione di ogni basilare diritto umano è regola, dalle torture alla fame, dagli stupri alla sopraffazione, fino alla riduzione in schiavitù [sotto, l’articolo di Marco Bresolin su La Stampa di oggi]

Questo video giunge a distanza di appena qualche giorno da quello che ha documentato il trattamento a bordo delle motovedette libiche verso i migranti, picchiati e gettati in mare dalla guardia costiera che eseguiva così la direttiva volta a controllare gli sbarchi attraverso il trattenimento in Africa (le immagini nel secondo video, qui sotto).

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ottobre 15th, 2017

Thomas Sankara, la seconda indipendenza africana

by gabriella

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Il 31 ottobre 2014, Blaise Compaoré, l’uomo che dopo l’assassinio di Thomas Sankara ne aveva preso il posto alla presidenza del Burkina Faso, è stato costretto a dimettersi.

Trentatre anni fa, il 4 agosto 1983, Thomas Sankara aveva dato inizio alla rivoluzione burkinabé che avrebbe portato l’ex Alto Volta ad assicurare, in poco più di due anni, due pasti al giorno e acqua potabile ai sette milioni di abitanti del poverissimo paese del Sahel.

Protagonista delle lotte contro il neocolonialismo e per la cancellazione del debito, Thomas Sankara è stato assassinato nel 1987, grazie al tradimento del suo amico più caro, Compaoré appunto, due mesi dopo il celebre discorso alla conferenza di Addis Abeba per la cancellazione del debito del terzo mondo:

Se il Burkina Faso resterà solo in questa richiesta – disse, consapevolmente Sankara – l’anno prossimo non sarò più qui a questa conferenza.

Dal Discorso all’Assemblea Nazionale dell’ONU, 4 ottobre 1984:

Sono davanti a voi in nome di un popolo che ha deciso sul suolo dei propri antenati di affermare d’ora in avanti se stesso e farsi carico della propria storia. Oggi vi porto i saluti fraterni di un paese di 274.000 Km2 in cui sette milioni di bambini, donne e uomini si rifiutano di morire di ignoranza, di fame e di sete non riuscendo più a vivere una vita degna di essere vissuta. Chi mi ascolta, mi permetta di dire che parlo non solo in nome del mio Burkina Faso tanto amato, ma anche in nome di tutti coloro che soffrono in ogni angolo del mondo.

Burkina FasoParlo in nome dei milioni di esseri umani che vivono nei ghetti perché hanno la pelle nera o sono di culture diverse, considerati da tutti poco più che animali. Parlo  in nome di quelli che hanno perso il lavoro in un sistema che è strutturalmente ingiusto e congiunturalmente in crisi, ridotti a percepire della vita solo il riflesso di quella dei più abbienti. Parlo in nome delle donne del mondo intero che soffrono in nome di un sistema maschilista che le sfrutta. Le donne che vogliono cambiare hanno capito e urlano a gran voce che lo schiavo che non organizza la propria ribellione non merita compassione per la sua sorte. Questo schiavo è responsabile della sua sfortuna se nutre qualche illusione quando il padrone gli promette libertà. 

Giunto al potere a trentaquattro anni con un colpo di stato militare, Sankara aveva risollevato in pochi anni il Burkina Faso [fascia del Sahel] dalla sua miseria secolare.

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ottobre 11th, 2017

L’identità e i processi di soggettivazione

by gabriella

Il tema dell’identità attraversa problemi e concetti trasversali a tutte le scienze umane e richiede di essere studiato con strumenti antropologici, sociologici, storici, giuridici, psicologici e pedagogici.

Nel testo seguente cerchiamo di mettere a fuoco il problema della costruzione del Sé (collettivo, attraverso l’appartenenza a gruppi – famiglia, classi, nazione ecc. – e individuale, attraverso la formazione della personalità) e dell’Altro, partendo dalla definizione dell’identità sociale per arrivare a quella fisica e psicologica.

1. La questione dell’identità

1.1 Appartenenza e distinzione
1.2 Il campanile e il palo sacro
1.3 I rischi dell’identità

2. Il corpo

2.1 La conoscenza incorporata
2.2 Modellare il corpo, differenziarsi dalla natura

2.2.1 Capelli 
2.2.2 Decorazioni temporanee e tatuaggi
2.2.3 Modellamento
2.2.4 Mutilazioni
2.2.5 Vestirsi e svestirsi

2.3 Il caso del velo islamico
2.4 Il mercato di organi: una forma di neocannibalismo contemporaneo

3. In tutte le culture l’uomo è soggetto (o persona), solo per l’Occidente è individuo

3.1 Sesso e genere

4. Emozioni e sentimenti come elementi costitutivi del sé
5. Identità e alterità collettive

5.1 Hutu e Tutsi
5.2 Classi e caste
5.3 Classi o caste nel Medioevo: la società dei tre ordini

Videolezioni: 1. Introduzione all’identità (a cura di Francesco, Andrea, Celeste e Chiara, 3F)

Test: Introduzione

 

1. La questione dell’identità

operaiGli esseri umani percepiscono e organizzano concettualmente il mondo che li circonda (la natura e i fatti umani) attraverso gli strumenti forniti loro dalla cultura.

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