Locke e l’educazione del gentleman

by gabriella
John Locke (1632 - 1704)

John Locke (1632 – 1704)

Dal punto di vista pedagogico, il XVIII secolo si caratterizza per l’opera di grandi riformatori di sistemi scolastici e per la riflessione di tre grandi filosofi e teorici dell’educazione: Locke, Rousseau e Kant. Il ruolo di apripista è esercitato da John Locke, i cui Pensieri sull’educazione sono uno dei testi pedagogici più letti e dibattuti tra ‘700 e ‘800. In questo testo, nato dalla richiesta dell’aristocratico Edward Clarke of Chipley di consigli per l’educazione di suo figlio, Locke delinea – in 217 lettere – il nuovo modello formativo della classe dirigente sulla base delle necessità sociali dell’élite dell’epoca. E’ il manifesto dell’individualismo liberale e dell’educazione borghese.

La vita di John Locke si intreccia con uno dei momenti più tumultuosi e importanti dell’Inghilterra moderna. Ha appena otto anni quando vede suo padre, fervente puritano e sostenitore del Parlamento, partecipare alla guerra civile tra Parlamento e Corona come capitano di cavalleria.

1649, Esecuzione di Carlo I

1649, Esecuzione di Carlo I

Seguendo le orme di Giacomo I, Carlo I Stuart, salito al trono nel 1625, aveva continuato a rafforzare le prerogative reali in un disegno di rafforzamento dell’assolutismo monarchico assoluta, ma nel 1640, costretto a convocare il Parlamento per finanziare la guerra contro la Scozia, rivellatasi per motivi religiosi, deve sottoscrivere il Petition Rights, quindi dopo una lunga e sanguinosa guerra civile, è condotto al patibolo per alto tradimento (1649): è la prima testa reale a cadere per volontà popolare.

In questi anni, Locke studia nel prestigioso Christ Church College, dove termina gli studi nel 1665. L’opportunità di diventare medico personale e consigliere di Lord Ashely (poi conte di Shaftesbury), l’ideologo del partito Whig, lo proietta immediatamente nella vita politica. Stanco delle lotta tra fazioni che lo avevano visto aderire inizialmente al programma di Cromwell, Locke si avvicina, con il suo protettore, alla restaurazione, attratto dalla politica moderata di Carlo II. Coinvolti in un complotto, nel 1683 i due devono però riparare in Olanda, dove lord Shaftesbury muore e Locke rimane fino al 1689.

glorious revolution

La flottiglia di Guglielmo d’Orange

Nel 1685 era intanto morto Carlo II ed il suo successore, Giacomo II, si era apertamente dichiarato cattolico, irritando la maggioranza degli inglesi. Locke si allontana quindi dagli Stuart, mentre il suo animo

cede all’odio per la tirannia e l’intolleranza religiosa,

e si rivolge a Guglielmo d’Orange, genero di Giacomo II. Nel 1688, lo stateholder d’Olanda sbarca in Inghilterra con seicento vascelli che sventolano bandiere inneggianti al Parlamento, alla libertà e alla religione protestante: è la glorious revolution del puritanesimo e del liberalismo contro l’assolutismo e la monarchia di diritto divino. Locke ne diviene il primo teorico con i due Trattati sul governo.

 

I Pensieri sull’educazione, spirito critico e libertà

Some ThoughtsA differenza di Comenio, che si era impegnato in un disegno di educazione universale, Locke dà forma all’educazione di una classe, quella dei gentlemen inglesi, destinati a guidare la nazione. Nel carteggio con Lord of Chipley, il filosofo delinea per il giovane gentiluomo una formazione privata, affidata ad un precettore che si esige colto, saggio ed esperto conoscitore del mondo – fino all’800, il viaggio e la conoscenza di luoghi e culture diversi rappresenteranno il compimento della formazione dell’aristocratico e del rampollo dell’alta borghesia -, coerente nell’azione e capace di comprensione psicologica dell’allievo.

Così facendo – se Comenio aveva scoperto il valore degli insegnamenti propedeutici e della didattica – Locke individua l’importanza dell’adattamento del programma formativo alle caratteristiche individuali e al ritmo evolutivo dell’allievo.

 

Open education: tra autorità e libertà

Locke disegna un delicato equilibrio tra l’autorità del precettore e la libertà dell’allievo: quella del gentleman dev’essere infatti una open education, in grado di valorizzare la libertà e la creatività del giovane signore. La libertà deve però essere educata perché il discente diventi capace di

resistere ai propri desideri, contrastare le proprie inclinazioni e seguire semplicemente ciò che la ragione stima migliore,

denaro

calcolo e interesse

che nel caso presente non indica più l’etica universale dei classici, ma il calcolo e l’interesse, quale nuovo ideale della gentry.

gentleman

il gentleman; civiltà, saggezza, cultura

Si riconosce così, nella valorizzazione lockeaana dell’autodominio o self control il fine classico dell’educazione come raggiungimento della virtù o dell’eccellenza, ma declinato nella nuova sensibilità, quale espressione della civiltà vale a dire del corretto comportamento esteriore – della saggezza – l’abilità e accortezza nel regolare i propri affari nel mondo – e della cultura – il padroneggiamento dei contenuti necessari a migliorare se stessi e il proprio rapporto con il mondo. L’educazione è quindi soprattutto interiorizzazione dei valori di un gruppo sociale e del suo modo di essere.

Se il fine dell’educazione lockiana è la formazione del gentleman, la formazione del carattere e il self-control sono orientati alle necessità di un aristocratico capace di coniugare la tradizione nobiliare del blasone familiare con l’inserimento nella vita produttiva e nell’economia (in Inghilterra il declino del feudalesimo si dà nel segno della continuità sociale: è la stessa classe dominante (l’aristocrazia) e non la classe nascente di una ricca borghesia a mettersi alla guida dello sviluppo industriale).

The gentleman values: l'onore aristocratico, la rispettabilità borghese

The gentleman values: l’onore aristocratico, la rispettabilità borghese

Il risultato è che i valori fondanti del modello educativo lockeano sono l’onore (valore aristocratico) e la rispettabilità (valore borghese). Ne segue che il metodo educativo non deve essere improntato alla rigida disciplina dei premi e delle punioni, i quali generano solo «caratteri da schiavi», ma la ricerca della stima degli altri e il timore della vergogna, cioè l’interiorizzazione di premi e castighi.

Il metodo dell’educazione lockeaana è legato al valore dell’esperienza e all’esaltazione del lavoro: i ragazzi devono essere educati con il gioco che differisce dal lavoro solo per l’immediata utilità: con ciò Locke si qualifica come il fondatore e il rappresentante fondamentale dell’educazione borghese (o dell’età industriale).

Poiché per Locke la conoscenza dipende dall’esperienza, la didattica dovrà basarsi su di essa. Si dovrà insegnare attraverso l’esperienza diretta: è la prima formulazione del learning by doing.

 

Le working school

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Orphan Working School – 1758

Particolarmente stridente è il confronto tra quanto previsto per l’educazione del gentleman e l’“educazione” dei poveri, mera misura correzionale e di avviamento coatto al lavoro che Locke consegna ad una proposta – non accolta – inviata alla Direzione del Commercio (Board of Trade Papers) nel 1697.

In questo documento, Locke invita le autorità a predisporre una legge che invii alle working school tutti gli orfani e i vagabondi da tre a quattordici anni allo scopo di prevenire la delinquenza. In questi istituti correzionali e di addestramento professionale, che verranno poi effettivamente istituiti nel XVIII secolo, si sarebbero dovuti rinchiudere gli orfani e i giovani indigenti dai 3 ai 14 anni che avrebbero ricevuto in cambio del lavoro coatto, del pane

to this may be added, whithout any trouble, in cold wheather, if it be thought needful, a little warm water-gruel [Political Essays].

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Oliver Twist

Sono evidenti le finalità disciplinari e di controllo sociale della misura di internamento che associava al lavoro e all’apprendistato professionale l’obbligo domenicale della funzione religiosa. Le working school rispondevano insomma, sul piano educativo alle New Poor Laws, il cui tratto essenziale è la risposta contenitiva e “residenziale” al dilagare della miseria e della delinquenza che si accompagna agli sconvolgimenti sociali della prima rivoluzione industriale.

Nelle Old Poor Laws, culminate nel provvedimento concepito nel 1600 da Elisabetta I per arginare i problemi derivati dal primo sviluppo industriale e dalle enclosures (le recinzioni dei terreni sottratti all’agricoltura e destinati all’allevamento ovino), la plebe cacciata dalle campagne dallo sviluppo dell’industria era stata assistita, purchè fosse rimasta nelle parrocchie di provenienza (Statuto di Cambridge, 1388). Nelle ottocentesche New Poor Laws, invece – ispirate alle tesi lockeane – il dispositivo normativo previde l’internamento dei poveri allo scopo di prevenire la delinquenza.

In conclusione,

Con l’utilità socioeconomica della reclusione [si passa dalle punizioni esemplari dei supplizi pubblici e della pena di morte al lavoro coatto in carcere]: bisogna far vivere per far lavorare – perché il tempo è denaro. Questo principio riproduttivo funziona nelle Work-houses inglesi e in ciò che Foucault ha chiamato grande internamento’: una volta tolti i vagabondi e i folli dalle strade, il tempo dev’essere usato per trasformare in lavoratori anche “donne, bambini, invalidi” (SP 129), cioè inferiori al maschio adulto – ma per sfruttarli bisogna disciplinarli. È l’esigenza dell’ortopedia lavorativa a far sorgere quella della scolarizzazione generalizzata, sorta di pedagogia ‘dura’ che accompagna la rivoluzione industriale: prima viene costruito e governato l’oggetto-bambino a immagine e somiglianza del lavoratore, poi lo si rispetta come (s)oggetto morale di un nuovo sapere [Eleonora de Conciliis, Che cosa significa insegnare?/Il sistema disciplinare]

 

Conclusioni

In conclusione, nonostante l’occasionalità della stesura, nei Thoughts on Education Locke delinea una teoria organica dell’educazione che risponde a domande su quali valori (onore e rispettabilità) e quali conoscenze insegnare alla classe dirigente (minore enfasi sulle lingue classiche, importanza della storia e della geografia), quali abilità sono ritenute indispensabili al suo compito (self control, civiltà, saggezza, cultura) e quali fini deve avere l’azione educativa (formazione del carattere: self control del gentleman, benessere e prosperità della nazione).

Per delineare la propria visione educativa, Locke definisce implicitamente la propria  antropologia, chiarendo che cos’è un essere umano (il comportamento etico emerge attraverso l’educazione, morale e discernimento non sono innati); indica chi deve ricevere educazione (le élite, il popolo deve semplicemente essere disciplinato) e attraverso quali metodi (learning by doing, gioco, viaggio, esperienza diretta, insegnamento individualizzato).

 

Esercitazione

1. Illustra le caratteristiche che Locke prescrive al precettore del giovane lord, spiegando perché.

2. Indica quale scoperta in campo pedagogico è attribuita a Locke, alla luce dei Pensieri sull’educazione.

3. Spiega il significato e i fini dell’open education che Locke riserva al gentleman.

4. Quali valori e quali conoscenze devono essere trasmessi alla classe dirigente, secondo Locke?

5. Illustra il metodo dell’educazione lockeana.

6. Spiega cosa sono le working school e qual è il legame tra la loro istituzione e Locke.


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