Archive for Gennaio, 2021

30 Gennaio, 2021

L’intelligenza

by gabriella

Intelligere, da intus legere, significa “vedere dentro”. Intelligente è quindi chi sa guardare dentro le cose, le persone, i fatti, oltre il velo dell’apparenza

Dalla sua nascita alla fine dell’ottocento, la psicologia scientifica ha cercato di definire cosa sia l’intelligenza e quali comportamenti possano essere definiti tali.

Nel novecento, questi studi si sono fatti sempre più interdisciplinari, concentrandosi sui processi cognitivi coinvolti nel funzionamento dell’intelligenza, sulla sua misurazione e sulla sua maturazione, interrogandosi anche sulla sua natura di fenomeno innato o acquisito attraverso la stimolazione ambientale.

Gli studi attuali sull’intelligenza coinvolgono perciò tanto le neuroscienze quanto la sociologia e la pedagogia, segno che il groviglio si è fatto più intricato, il mistero più affascinante, contro ogni tentazione semplificatoria della risposta alla domanda «cos’è l’uomo»?

 

Indice

1. Che cos’è l’intelligenza?
2. L’intelligenza come problem solving
3. L’intelligenza come abilità e competenze
4. La psicometria e i test QI
5. L’epistemologia genetica e l’approccio storico-sociale all’intelligenza
6. L’intelligenza è innata o acquisita?

Esercizi sulle videolezioni: 1. Che cos’è l’intelligenza? 2. L’intelligenza come problem solving  3. L’intelligenza come abilità e competenze 4. Lo sviluppo dell’intelligenza per l’epistemologia genetica e l’approccio storico-sociale 5. La psicometria e i test QI 6. Intelligenza: fattori innati e fattori socio-culturali

 

1. Che cos’è l’intelligenza?

comprendere la complessità della realtà al di là della superficie

La psicologia non possiede ancora una descrizione e una definizione condivise di cosa sia l’intelligenza.

Sappiamo che l’intelligenza è una caratteristica del pensiero che coinvolge altri processi cognitivi e aspetti psicologici come la memoria, l’apprendimento, il linguaggio, la motivazione. 

Resta, però, ancora difficile spiegare le differenze di capacità tra gli individui, decidere se l’intelligenza sia innata o si sviluppi attraverso gli stimoli ambientali; quale sia, se c’è, il rapporto tra intelligenza e profitto scolastico e tra intelligenza e capacità di adattamento all’ambiente. È difficile anche stabilire se si può misurare e se è unica o ne esistono diversi tipi.

Attraverso le loro ricerche, gli studiosi sono pervenuti a risultati differenti, a volte contrastanti.

Potrebbe sembrare, dunque, che la psicologia e le altre scienze umane non abbiano nulla da insegnarci sull’intelligenza, ma mai come in questo caso, forse, sapere che le domande sono ancora più numerose delle risposte, aiuta ad assumere un atteggiamento scientifico e antidogmatico e quindi a procedere nella conoscenza del fenomeno.    

Intelligere, dal latino intus legere (o intra legere, secondo alcuni), significa, infatti, “vedere dentro” o “vedere tra le cose”, alludendo, in entrambi i casi, alla capacità di comprendere la complessità della realtà al di là della superficie, cioè di coglierne la struttura profonda al di là delle apparenze.

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28 Gennaio, 2021

Fighting (the fear of) the test

by gabriella

Dopo l’introduzione dei test INVALSI e davanti al proliferare dei test d’accesso ai corsi di Laurea, ho cominciato, non senza dubbi, a introdurre nel lavoro scolastico prove a risposta chiusa.

Nelle righe sottostanti, un piccolo resoconto etnografico dell’impatto di questi test su ragazzi abituati a prove di altro tipo, come i miei studenti di Filosofia di quinta di qualche anno fa.

Indice

1. Come fu che cominciai
2. I primi giorni di scuola del settembre 2016
3. Risultati e reazioni

3.1 La didattica tra resistenza e teaching to test

 

4. Epilogo

 

Non credo alla tv, vende la gente lesa,
io leggo libri, leggo solo per autodifesa, sapere più degli altri è la chiave per non farti comandare
e io non voglio comandarti.

Woody Allen

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28 Gennaio, 2021

L’impronta ecologica

by gabriella

L’impronta ecologica misura la “porzione di territorio” ( sia essa terra o acqua ) di cui un individuo, una famiglia, una comunità, una città, una popolazione necessita per
produrre in maniera sostenibile tutte le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti.

È, quindi un efficace metodo di misurazione per valutare l’impatto dell’uomo sull’ecosistema terrestre.

Dei 51 miliardi di ettari di superficie complessiva del pianeta, solo 15 miliardi sono rappresentati dalle terre emerse e le aree modificate direttamente da interventi umani (pascoli, campi, superfici edificate, strade ecc.) rappresentano circa il 35% delle terre emerse.

Dividendo la terra e il mare produttivi per il numero di esseri umani che abitano il pianeta e togliendo la superficie necessaria alle altre specie, cioè alla conservazione della biodiversità, emerge che per gli esseri umani rimane 1,98 ettari a testa.

WWF, Dossier didattico

 

26 Gennaio, 2021

Jean Giono, L’uomo che piantava alberi

by gabriella
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Jean Giono (1895 – 1970)

Questo poetico racconto di Jean Giono, insiste sul legame che unisce le cose, di cui gli alberi e la cura del bene comune del vecchio Elzeard sono, rispettivamente, metafora e profonda comprensione. Sapienza e saggezza, conoscenza e dono, suggerisce l’autore, sono aspetti dello stesso modo di essere e di guardare alla vita. Con le parole di Nicolas Gomez Dávila:

«La vera sapienza, come il vero amore, sono uno stato, una maniera di essere, un atteggiamento, una situazione dell’anima, non sono né idee, né principi, né sistema» [Notas].

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Di seguito il testo del racconto nella versione italiana, suddiviso in cinque letture, con percorso facilitato per immagini, che sto usando in un laboratorio di italiano L2. Qui l’originale francese: L’homme qui plantait des arbres.

 

Prima lettura (2.300 battute)

Una quarantina circa di anni fa, stavo facendo una lunga camminata, tra cime assolutamente sconosciute ai turisti, in quella antica regione delle Alpi che penetra in Provenza.

Questa regione è delimitata a sudest e a sud dal corso medio della Durance, tra Sisteron e Mirabeau; a nord dal corso superiore della Drôme, dalla sorgente sino a Die; a ovest dalle pianure del Comtat Venaissin e i contrafforti del Monte Ventoux. Essa comprende tutta la parte settentrionale del dipartimento delle Basse Alpi, il sud della Drôme e una piccola enclave della Valchiusa.

lavanda selvatica

l’unica vegetazione che vi cresceva era la lavanda selvatica

colline-brulle

quel deserto, di lande nude e monotone, tra i 1200 e i 1300 mt di altitudine

Si trattava, quando intrapresi la mia lunga passeggiata in quel deserto, di lande nude e monotone, tra i milledue e i milletrecento metri di altitudine. L’unica vegetazione che vi cresceva era la lavanda selvatica.

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25 Gennaio, 2021

Métro parisien, Le regole del buon viaggiatore

by gabriella

La RATP, rete parigina dei trasporti pubblici, ha promosso sul proprio sito un dibattito tra gli utenti per la codifica del perfetto comportamento del viaggiatore urbano. L’iniziativa di RATP è partita dalla constatazione che ciò che si intende per «buona condotta» varia secondo le culture e le epoche, di qui la necessità di tastare il polso dell’aspettativa comportamentale (maggiormente) condivisa dell’utente di métro.

Il comitato di lettura ha così raccolto oltre duemila messaggi, a volte ironici o impertinenti, che hanno tratteggiato un manuale di savoir vivre piuttosto vintage, per constatazione dell’azienda stessa.

Alla fermata, sui binari

Regola n. 1: Essere cortesi

Essere cortesi oggi sui mezzi pubblici, significa comprendere che l’enorme sigaretta barrata sui binari non è un’opera d’arte contemporanea, ma un divieto di fumo.

 

règle 1

Regola 2: Essere servizievoli

Significa proporre il proprio aiuto alla persona in bermuda che ha in mano la carta del métro e tiene l’altra tra i capelli [se vi trovate in Place de la République provate: lo fanno davvero, anche se solo dai 40 anni in su].

Règle 2

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