Archive for ‘Filosofia’

13 Agosto, 2022

Il ritorno novecentesco all’etica aristotelica

by gabriella

Nell’Ottocento l’etica di Aristotele, che aveva dominato la cultura europea sin dagli inizi dell’era cristiana (il primo commento all’Etica Nicomachea risale ad Aspasio, II secolo d. C.), ebbe una breve eclissi, nel senso che fu temporaneamente soppiantata dall’etica di Kant e poi dall’utilitarismo e dalle scienze umane (antropologia, psicologia, sociologia).

Ma quando, a metà del Novecento, ci si rese conto dell’incapacità delle scienze umane di dare giudizi di valore e quindi di orientare la prassi, venne riscoperta l’etica aristotelica, anzi la “filosofia pratica” di Aristotele, intesa come forma di razionalità non scientifica e tuttavia autentica, capace di orientare la prassi.

Hans Georg Gadamer (1900 – 2002)

Martha Nussbaum

Amartya Sen

Di qui la valorizzazione della “saggezza” a opera di Gadamer e della sua scuola, delle virtù in generale da parte di McIntyre e dei comunitaristi, della nozione di eudaimonia come piena realizzazione della capacità umane da parte di Martha Nussbaum e persino di un economista come Amartya Sen.

Ma con la filosofia pratica di Aristotele è stata riscoperta anche la sua filosofia politica che indica nella naturalità della polis la possibilità di un superamento dello Stato moderno ormai manifestamente in declino per la perdita dell’autosufficienza. Un’utilizzazione della politica aristotelica nella direzione di una società politica multinazionale si trova nel cosiddetto “gruppo di Chicago”, formato dal cattolico J. Maritain, dal protestante R.M. Hutchins, dall’ebreo M.J. Adler e da altri, autori nel 1951 di un progetto di costituzione mondiale.

28 Luglio, 2022

Dalla filosofia antica alla filosofia moderna

by gabriella

Omero

È possibile dire che i greci iniziarono a filosofare quando si resero conto che le opinioni o le narrazioni sono molteplici, ma la verità è una.  La spiegazione mitica di un fenomeno assumeva, infatti, molte forme – lo stesso mito cambiava passando di bocca in bocca o dava più spiegazioni della stessa realtà – mentre la scoperta razionale dell’elemento che tutto unisce e tutto regola (arché) non può essere smentita, se si accettano le premesse del ragionamento che ha portato a quella scoperta.

Quando la filosofia, da ricerca naturalistica condotta nei centri più vivaci della Ionia, diventa indagine sull’uomo nella grande capitale della potenza economica e militare del Mediterraneo, si rende conto che questa molteplicità dipende dal rapporto di ogni individuo con l’ambiente in cui vive: l’opinione non è altro che la prospettiva adottata dai singoli per osservare le cose dalla posizione che occupano in società, spiegano i sofisti, di qui la molteplicità dei punti di vista che non è altro che il riflesso della diversità di condizione sul pensiero.

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18 Maggio, 2022

Thomas More, Utopia

by gabriella

Thomas More (1478 – 1535)

Analizzando dunque e valutando dentro di me la situazione degli stati esistenti, non riesco a vedere altro – Dio mi perdoni – che una cospirazione dei ricchi, i quali, nel nome e per conto dell’autorità pubblica, non fanno altro che curare i propri interessi privati. […] I ricchi si avvalgono dei loro subdoli sistemi nel nome dello stato, cioè anche nel nome dei poveri, e così diventano legge.

Thomas More, Utopia, II

Il De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia (qui la versione italianaqui l’originale  inglese) è un dialogo in due libri pubblicato da Thomas More nel 1516 e divenuto subito notissimo non solo tra gli intellettuali umanisti ma anche tra gli anabattisti, che per i suoi contenuti politici lo inclusero tra i propri riferimenti dottrinari, e tra i luterani che, per le stesse ragioni, lo circondarono di ostilità.

Il termine utopia è un neologismo coniato da More che presenta un’ambiguità di fondo: Utopia“, infatti, può essere intesa come la latinizzazione sia di Εὐτοπεία (eutopeia), frase composta dal prefisso greco ευ– che significa positività, bontà, e τóπος (tópos), che significa luogo, seguito dal suffisso -εία (quindi ottimo luogo), che di Οὐτοπεία, (outopeia) considerando la U iniziale come la contrazione del greco οὐ (non), cioè non-luogo, luogo inesistente o immaginario. Il significato del neologismo di Moro sembra essere quindi la congiunzione delle due accezioni, ovvero l’ottimo luogo (non è) in alcun luogo, che è divenuto anche il significato moderno della parola utopia.

utopiaL’autore dedicò l’opera a Peter Gilles, umanista olandese amico di Erasmo, che nel dialogo compare come un giovane in vista della città di Anversa, nella quale More si era recato per affari personali dopo essere stato inviato dal re d’Inghilterra a Bruges, nelle Fiandre, in missione diplomatica. E’ proprio Gilles a presentargli il forestiero Raffaele Itlodeo, un marinaio portoghese

«di una certa età, dal viso abbronzato ed una folta barba ed un mantello cadente su una spalla» – cito dalla (pessima) edizione curata da Franco Cuomo, Roma, Newton, 2010, p. 20 –

che dalle sue peregrinazioni in mezzo mondo aveva ricavato esperienze molteplici e straordinarie, la principale delle quali era un lungo soggiorno nell’isola di Utopia:

«i mostri – osserva infatti More – non fanno più notizia. Sembra che non vi sia luogo della terra che non sia popolato di spaventose creature, votate a terrorizzare gli esseri umani o a divorarli, mentre non è affatto facile trovare comunità socialmente evolute» (p. 23).

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12 Maggio, 2022

Erasmo da Rotterdam

by gabriella

Erasmo da Rotterdam –Geert Geertsz  (1466 – 1536)

Un profilo di Erasmo.

 

Indice

1. Un grande umanista europeo
2. L’adesione ai fermenti del secolo
3. L’autore di best seller

 

1. Un grande umanista europeo

Il grande umanista e filologo, Erasmo visse nella prima metà del Cinquecento, in un periodo segnato dalle lacerazioni provocate dalla Riforma di Lutero.

Pur condividendone alcuni temi essenziali, non aderì mai alla Riforma, ma rifiuterà anche di appoggiare la reazione cattolica restando coerente con il suo rifiuto del dogmatismo e dell’intolleranza.

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4 Maggio, 2022

Enrico Berti, In principio era la meraviglia

by gabriella

platone-aristoteleUn frammento di In principio era la meraviglia [Laterza, 2008].

«In principio era il Logos»,

recita l’incipit del Vangelo di Giovanni, che i cristiani hanno interpretato come

«In principio era il Verbo», cioè «la Parola», « … e il Logos era presso Dio, e il Logos era Dio»,

prosegue Giovanni, indicando con chiarezza di quale «Parola» si tratti. Per i cristiani, infatti, il principio è costituito da Dio inteso come Parola che crea ogni cosa, ma anche dalla parola stessa di Dio, cioè dalla rivelazione con cui Egli si è manifestato agli uomini. Quest’ultimo significato vale per tutte le religioni, almeno per quelle monoteistiche.

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26 Aprile, 2022

Aurelio Agostino

by gabriella

Agostino d’Ippona (354 – 430)

Nel Medioevo giunge ad affermarsi, attraverso un lungo processo, la nuova visione della vita e del mondo introdotta dal cristianesimo che si innesta sulla precedente cultura classica.

Il cristianesimo pone all’attività educativa un fine nuovo, la salvezza dell’anima del cui conseguimento non si può mai essere certi, poiché può essere ottenuto solo con la grazia.

Ciò comporta il capovolgimento dell’intellettualismo etico dei greci per i quali il conoscere è premessa del comportamento giusto.

Per i pensatori cristiani, al contrario, non è il vero (cioè la conoscenza) ad essere condizione del bene, ma è il Bene la condizione del vero: per conoscere occorre perciò credere ed essere puri (Clemente alessandrino).

 

Indice

1. La filosofia cristiana
2.L’itinerario spirituale di Agostino

      2.1 Gli anni manichei
      2.2 Dallo scetticismo alla conversione
      2.3 Gli anni delle responsabilità pubbliche e del pessimismo antropologico

            2.3.1 Il De Magistro
2.3.2
La lotta contro le eresie e l’intolleranza cristiana
            2.3.3 La legge naturale
            2.3.4 Il sacco di Roma e la visione della storia

 

1. La filosofia cristiana

Schematicamente, i tre momenti del pensiero cristiano distinti dalla storiografia filosofica sono la riflessione dei padri apologisti, la patristica e la scolastica.
Fu compito dei primi apologisti, da Giustino a Tertulliano, l’affermazione della dignità filosofica del cristianesimo e la traduzione della dottrina cristiana nelle categorie greche (particolarmente ad opera di Clemente e Origine) che prelude alla costruzione di una filosofia cristiana come erede di quella greca (Basilio, Gregorio di Nissa). Aurelio Agostino è invece il maggior rappresentante della patristica latina e il principale mediatore della cultura antica con quella cristiana.

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26 Aprile, 2022

Lo stoicismo

by gabriella

Zenone di Cizio (336-5 a.C. – 263 a. C.)

Indice

1. I principi della Stoá
2. La cosmologia
3. La teoria del significato
4. I paradossi logici

      4.1 Il dilemma del coccodrillo
4.2
Il paradosso del mentitore
4.3 Il paradosso del Sorite
      4.4 Il paradosso del Velato
4.5 Il paradosso del Calvo
4.6 Il paradosso del Cornuto

 

1. I principi della St

La scuola stoica fu fondata intorno al 300 a.C. presso il portico dipinto (Stoá Poikile) dell’agorà di Atene da Zenone di Cizio (Cipro) il quale, in quanto straniero, non poteva possedere una casa ad Atene. Come Epicuro, Zenone riteneva che il fine della filosofia fosse non la conoscenza, ma la felicità, alla quale però si accede solo attraverso l’esercizio della virtù che è intimamente legata al filosofare.

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26 Aprile, 2022

Epicuro

by gabriella
Epicuro (342 - 270 a. C.)

Epicuro (342 – 270 a. C.)

Non è possibile vivere felicemente
senza vivere con saggezza, virtù e giustizia,

né vivere con saggezza, virtù e giustizia,
senza vivere felicemente.

A chi manchi la saggezza, la virtù e la giustizia,
manca anche la possibilità di una vita felice.

Massime vaticane, 5

Epicuro fondò la sua celebre scuola aperta a tutti, alle donne come agli schiavi, quindici anni dopo (307 a.C.) la morte di Aristotele.

La sua filosofia è un quadruplice rimedio contro la paura, generata dall’ignoranza, e una via per la felicità, intesa come liberazione dalle angosce di una visione non chiara della vita.

 

Indice

1. Antifinalismo e ritorno al circolo metafisico

      1.1 Una filosofia morale


2.
Il quadrifarmaco

2.1 Sull’esistenza degli dei

 

3. La teoria del piacere e la teoria dei bisogni

      3.1 Sommo bene è il piacere
3.2 La teoria dei bisogni
  3.3 L’impermanenza della vita

4. La lettera a Meneceo

 

1. Antifinalismo e ritorno al circolo metafisico di Epicuro

Il pensiero di Epicuro è ispirato all’atomismo e al materialismo di Democrito da cui trae quel radicale antifinalismo che,  come si vedrà, lo distingue dai quasi contemporanei stoici.

A differenza di Democrito, Epicuro introduce nella prospettiva materialistica e deterministica dell’atomismo un elemento di casualità: il clinámen la deviazione spontanea degli atomi rispetto alla loro traiettoria.

lucrezio

Tito Lucrezio Caro (94 – 50 a. C.)

Qui l’osservazione di Lucrezio sul rapporto tra caso e libertà dei viventi:

«se i primi elementi, con la loro declinazione, non producessero un movimento tale da rompere le leggi del fato, sì da impedire che la concatenazione delle cause vada all’infinito, donde deriverebbe questa libera facoltà di sottrarsi al fato che vediamo propria degli esseri animati per tutta la terra, per via della quale possiamo andare ovunque la volontà ci guidi?». De rerum natura, II, 255 ss (p. 56).

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31 Marzo, 2022

Sofocle, Antigone

by gabriella

La tragedia di Antigone nell’Edipo Re e Edipo a Colono di Sofocle, adattato da Studia Humanitatis.

Il prologo dell’Antigone (vv. 1-38) si apre con il dialogo fra la protagonista e sua sorella Ismene.

La spedizione organizzata da Adrasto, re di Argo, non è riuscita a restituire il trono all’esule Polinice e si è conclusa con la morte dei sette campioni dell’esercito argivo; al termine del conflitto, Eteocle e Polinice si sono uccisi reciprocamente in un feroce duello.

In mancanza di eredi maschi, il trono di Tebe è stato occupato da Creonte, zio e cognato di Edipo: il suo primo atto di potere è stato il divieto di seppellire il corpo di Polinice, colpevole di aver assalito in  armi la propria patria.

Quando la notizia del bando giunge alle orecchie di Antigone, ultima discendente della stirpe dei Labdacidi insieme con Ismene, la fanciulla, decisa a non permettere un tale sacrilegio, informa del proprio piano la sorella e ne sollecita l’aiuto.

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29 Marzo, 2022

Mario Porro, Serres rilegge la fisica di Lucrezio

by gabriella
Lucrezio

Tito Lucrezio Caro (94 a.C. – 50 a. C.)

serres lucrezioTratto da Il Manifesto del 13 marzo 1981.

La fisica moderna nasce all’epoca di Galileo: assunzione ormai consolidata, punto fermo in appartenenza indubitabile. Un libro di Michel Serres, Lucrezio e l’origine della fisica» (Sellerio editore, traduzione, accurata, di Paolo Cruciani e Anna Jeronimidis) ci forza invece a rivedere i nostri schemi abituali, che pongono la fisica greca nell’ambito del prescientifico, del metafisico, in particolare a ripensare la validità e la funzione storica dell’atomismo antico; ed ancor più ci induce a leggere un’opera di poesia, il De rerum natura di Lucrezio, come genuino trattato di fisica.
Lucrezio nel primo secolo a.C. ripropone l’insegnamento filosofico di Epicuro e la teoria del formarsi dei mondi a partire da un caos, da un disordine atomico, del «clinamen» (declinazione) produce uno scarto angolare minimale, infinitesimo, nel moto equilibrato cioè disordinato degli atomi, provoca la formazione di un turbine, di un vortice che temporaneamente riesce a vincere l’irreversibile «declinare» della cose verso la morte; nel clinamen fattore di nascita è già iscritta la dissoluzione. Dal disordine, dalla turbolenza (turba) che costituisce lo stato regolare della natura si genera un vortice (turbo), forma costitutiva primaria, relativamente stabile ed ordinata; l’ordine non è che la possibilità improbabile, «miracolosa», che si produce grazie al clinamen all’interno di un universo profondamente e normalmente instabile. Ma tutto ciò resterebbe al livello di intuizione prescientifica se non ricevesse la legittimazione dell’apparato matematico: ed infatti questo modello, viene matematizzato da Archimede. Le sue opere, solitamente ritenute un insieme disorganico di studi, appaiono invece di una coerenza estrema se lette come sistematica spiegazione dei problemi posti dal modello epicureo, vale a dire i problemi del calcolo infinitesimale, dei grandi numeri, dell’idrostatica, della geometria delle figure di rivoluzione ecc.

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