Posts tagged ‘laicità’

24 Marzo, 2021

Carmelo Scifo, Resistenza, Costituzione, scuola – 1965

by gabriella

L’impegno dell’intellettuale, e, perciò, dell’uomo di scuola, è una missione di liberazione, di affrancamento per ricomporre la unità di tutte le forze nazionali in una marcia più decisa e più sollecita nella direzione della democrazia, come i molti additano, e i migliori vogliono.

Carmelo Scifo

Lo spirito della Resistenza nella Carta costituzionale

La lezione di democrazia, di libertà, di giustizia e di pace, che ci viene dalla Resistenza vale per tutti: per quelli che credono nella storia, per quelli che non ci credono e per quelli che non la conoscono.
Essa è ormai scritta nel cuore e nella coscienza del popolo, nelle cronache, nelle opere storiografiche, nei documenti politici e militari di quelle giornate, nei canti, nei diari scritti dagli stessi patrioti, nelle lettere dei condannati a morte, nelle stampe e nei fogli clandestini, ma soprattutto in termini giuridici è contenuta nella Costituzione repubblicana, alla quale deve ispirarsi la scuola se si vuole che la società italiana avanzi secondo l’ordine nuovo del progresso civile.

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26 Marzo, 2018

Marco Lorenzi, Senzienza, antispecismo e aborto

by gabriella

embrioniTraggo da Asinus novus l’intervento di Marco Lorenzi nel dibattito bioetico sull’acquisizione dei diritti soggettivi da parte dei viventi.

Amavo tutti gli animali a sangue caldo, che hanno un’anima come la nostra e con i quali – così pensavo – ci comprendiamo d’istinto, perché essi sono così vicini a noi e partecipano della nostra ignoranza. Siamo accomuinati ad essi da gioia e dolore, amore e odio, fame e sete, paura e fiducia – da tutti gli aspetti essenziali dell’esistenza, ad eccezione della parola, di un’acuta coscienza, della scienza.

Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni 

Il dibattito etico sui diritti degli animali e sull’aborto condividono una strana sorte, quella di essere da sempre funestati dallo stesso problema e di aver bisogno dello stesso approccio razionale per giungere ad una soluzione condivisa. Il problema che accomuna i dibattiti è la palese inadeguatezza delle argomentazioni addotte dalle parti che si contrappongono nel dibattito pubblico, incapaci di andare al di là di slogan strillati tanto più forte quanto meno sono ragionati.

Gli antiabortisti sostengono che l’aborto equivale ad un omicidio dato che la persona umana è “sacra” fin dal concepimento. Dal mero incontro tra uno spermatozoo e un ovocita umano si avrebbe la creazione di una “persona” che in quanto umana è “sacra” e dunque da difendere a qualunque costo. In una prospettiva antiabortista cristiana l’immoralità dell’aborto è dunque assoluta, implicita nella stessa idea che si possa sopprimere una vita umana a qualunque stadio, per qualunque motivo. Seguono le solite accuse di omicidio per le donne che abortiscono e per i medici che praticano interruzioni di gravidanza oltre che di eugenetica nazista in caso di aborto di feti portatori di patologie congenite.

Nel dibatto pubblico i fautori della liceità dell’aborto spesso rispondono a queste accuse con argomentazioni francamente deboli, non decisive e che comunque non affrontano alla questione etica di fondo sollevata dagli abortisti. Argomentare infatti che l’aborto legale è il minore dei mali perché si minimizzano i rischi per la salute delle donne o che queste ultime hanno il diritto di gestire liberamente il loro corpo e dunque anche la gravidanza e la sua interruzione, è pienamente legittimo solo dopo aver argomentato persuasivamente che lo status morale dell’embrione e del feto è fondamentalmente diverso da quello del neonato o dell’adulto.

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15 Settembre, 2016

Locke

by gabriella

John Locke (1632 – 1704)

La teoria della conoscenza e la filosofia politica del fondatore del pensiero liberale.

Indice

1. La teoria della conoscenza

1.1 Innatismo ed empirismo
1.2 Il problema della conoscenza
1.3 La critica dell’innatismo e la teoria delle idee
1.4 La critica della metafisica e dell’idea di sostanza
1.5 L’analisi del linguaggio e la concezione della conoscenza

 

2. Il pensiero politico

2.1 Due Trattati sul governo civile: lo stato di natura e la fondazione della proprietà privata

2.1.1 L’importanza del pensiero politico lockeano
2.1.2 I due Trattati sul governo
2.1.3 La confutazione delle tesi di Filmer
2.1.4 Lo stato di natura e la fondazione del diritto di proprietà
2.1.5 La spinta naturale all’autoconservazione
2.1.6 La derivazione della proprietà dal lavoro
2.1.7 Le due fasi dello stato di natura e la legittimazione del possesso privato

2.2 Locke teorico dello stato liberale

2.2.1 Socievolezza e insocievolezza secondo Locke
2.2.2  La divisione dei poteri dello Stato
2.2.3 I poteri illegittimi e il diritto alla rivoluzione

 

1. La teoria della conoscenza

1.1 Innatismo ed empirismo

Il problema del valore della conoscenza, cioè della corrispondenza delle nostre rappresentazioni con la realtà esterna, è il problema specifico della filosofia moderna da Cartesio a Kant.

Tra il seicento e il settecento la questione decisiva diventa la determinazione di quanto, nel processo conoscitivo, derivi dall’esperienza e quanto dall’attività dell’intelletto. Razionalismo ed empirismo possono essere considerate, al riguardo, le due grandi modalità attraverso cui la filosofia tenta di risolvere la discussione circa l’origine, i limiti e la validità della conoscenza.

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1 Dicembre, 2015

Stefano Machera, Capire la laicità

by gabriella
laicità

La laicità è la neutralità dello spazio pubblico rispetto alle confessioni

Questo commento, spedito da un lettore alla rubrica Italians di Beppe Severgnini durante la furiosa polemica sul crocefisso a scuola del 2011, mi è sempre sembrata la spiegazione più chiara e convincente di cos’è la laicità.

La laicità non è un concetto positivo, si comprende per sottrazione: non significa negazione di Dio, ma neutralità rispetto alle confessioni, spiega Machera.

In coda al messaggio del lettore, un video più recente andato in onda in una delle reti tedesche in una trasmissione allestita dall’Università Goethe di Francoforte, affronta il tema dell’insegnamento della religione in una società pluralista a base multietnica.

Vorrei intervenire nella discussione sul crocifisso a scuola […] mi pare che quasi sempre si manchi di capire che cosa sia uno stato laico; proverò quindi a usare delle metafore, interpretabili in modo piuttosto letterale.

Uno stato laico è quello che ha deciso che a casa sua ognuno dipinge le pareti del colore che crede, ma che tutti gli edifici pubblici devono essere dipinti di bianco. Innanzitutto, la prima considerazione che dovrebbe essere evidente: finché parliamo di “edifici pubblici” non esiste laicismo, se inteso come eccesso di laicità. La laicità è appunto come il bianco: non ha gradazioni, perché è assenza di “colore”. Quindi, quando qualcuno critica il “laicismo” in realtà sta esponendo una tesi confessionale, e parla a favore di un “colore”. Non cadiamo in questa trappola.

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4 Aprile, 2015

Il professor Coppoli sospeso dall’insegnamento per aver tolto il crocefisso

by gabriella
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Il prof. Franco Coppoli

Dopo quattrocento anni dalla rivendicazione dell’autonomia della scienza dalla religione (1615) e dalla forzata abiura di Galilei, è ancora impossibile ottenere che la scienza e l’educazione rispondano solo a se stesse, senza doversi inchinare a entità trascendenti e a poteri mondani a queste riconducibili.

Il collega ternano Franco Coppoli è stato sospeso per un mese dall’insegnamento e dallo stipendio per aver tolto il crocefisso dalle aule in cui insegnava, comportamento che secondo l’Ufficio Scolastico Regionale, configura «violazione dei doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente».

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Dalla lettera a Madama Cristina di Lorena Granduchessa di Toscana, marzo 1615: il progresso della scienza non deve essere ostacolato dalla Rivelazione, «l’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo».

Da anni Franco si batte perche la scuola sia libera da simboli religiosi e nessun credo sia in posizione sovraordinata alla trasmissione del sapere. Contro la decisione del dirigente dell’Ufficio scolastico umbro, ora farà ricorso al giudice del lavoro: «una sanzione ingiustificata. Nell’ordinamento italiano non c’è alcuna legge che impone la presenza del crocefisso in classe nelle scuole superiori pubbliche».

Il sindacato Cobas ha espresso solidarietà al docente, raggiunto ieri dal provvedimento che lo terrà fuori dalla scuola dall’8 aprile al 7 maggio:

“Nel nostro Paese, nel 2015, è ancora vietato rivendicare la separazione tra stato e chiesa e chiedere spazi educativi inclusivi senza simboli religiosi. Continua la crociata integralista, discriminatoria e diseducativa, di quelli che pretendono di imporre la connotazione religiosa delle aule scolastiche della scuola pubblica, nonostante non esista alcuna legge o regolamento che impongano la presenza del crocefisso nelle aule delle scuole superiori”.

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9 Gennaio, 2015

Charlie et Mohammed

by gabriella
charliehebdo

La critica del settimanle Le Point alle provocazioni antiislamiche di Charlie Hebdo (20 settembre 2012)

Impossibile non premettere ad una riflessione su Charlie Hebdo, la condivisione del lutto per il massacro compiuto in una città (per me) importante ed amata, oltre che la simpatia per un foglio che si definisce bête et méchant (stupido e cattivo). Ma, appena avuto il tempo di prendere contatto con gli amici, è già urgente prendere le distanze dalle troppe cose che non si possono condividere o non si possono sentire.

In primo luogo, un’ovvietà: anche se il fatto è atroce, non abbiamo a disposizione una lettura facile, chi la offre non aiuta a farsi un’idea delle ragioni o, più concretamente, impedisce che l’intelligenza delle stesse si faccia largo a dirci qualcosa. Perciò più che le manifestazioni scenografiche di cordoglio, le banalità del “siamo tutti francesi” e gli inviti a tenere “alte le penne”, direi che è meglio provare a ragionare sull’accaduto.

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Le Pen, la candidata che vi somiglia

Diventa piuttosto pericoloso, infatti, abbandonarsi all’emozione e lasciar parlare i professionisti del lucro elettorale e della facile esecrazione. Meglio scuotersi per tempo e riaprire qualche riflessione sul reincantamento religioso del mondo e sulle sue ragioni, sul senso e l’importanza della satira in società ogni giorno meno libere, e sul ruolo del giornalismo nella formazione del discorso pubblico in società complicate come quelle in cui viviamo.

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2 Marzo, 2014

Michele Martelli, Relativismo, religione, laicità

by gabriella

DioL’Appendice a Il laico impertinente. Laicità e democrazia nella crisi italiana [Roma, Manifestolibri, 2013] pubblicata dal Rasoio di Occam.

Il relativismo e l’antropomorfismo religioso

Qual è l’origine delle religioni? La risposta classica del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, che rovescia la nota formula biblica, riallacciandosi alla riflessione del filosofo greco antico Senofane sulla genesi delle religioni, può essere così riassunta: «E l’uomo creò Dio». Non dunque Dio creò l’uomo “a sua immagine e somiglianza”, ma l’uomo Dio. La teologia si fa antropologia.

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11 Febbraio, 2014

Cecilia Calamani, I Patti lateranensi

by gabriella

patti_lateranensiEsattamente 85 anni fa il Duce firmava i Patti che ancora oggi governano i rapporti fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica e così li consacrava: «Con gli atti dell’11 febbraio il fascismo raccomanda il suo nome ai secoli che verranno».

Maggio 1929. Il capo del governo Benito Mussolini mette ai voti nel parlamento fascista la ratifica dei Patti lateranensi già firmati l’11 febbraio con il cardinale Pietro Gasparri in rappresentanza della Santa Sede. Nel discorso conclusivo al Senato, il Duce bacchetta apertamente Benedetto Croce, che ravvisa nei Patti un tradimento del principio “Libera Chiesa in libero Stato” evocato da Cavour subito dopo la costituzione del Regno di Italia:

«Ma ora debbo occuparmi del discorso del Senatore Croce […] Ed allora siccome il protocollo lateranense si compone di tre parti: trattato, concordato e convenzione finanziaria, bisogna scendere al concreto. E’ il “modo” del trattato che non vi piace? Vi sembrano forse eccessivi quei quarantaquattro ettari, cioè l’attuale Vaticano con qualche cosa in meno, passati in sovranità al Sommo Pontefice, oppure vi sembra sterminato il numero di quattrocento sudditi volontari, non tutti italiani, che formeranno il popolo della Città del Vaticano? Sono i millecinquecento milioni di lire carta che feriscono la vostra sensibilità di cauti amministratori delle vostre rendite, oppure è il concordato, oppure tutte le tre cose insieme? […] Ho molto riflettuto su questa formula; ma io credo che lo stesso Cavour non si rendesse conto di che cosa, in realtà, questa formula potesse significare. Libera Chiesa in libero Stato! Ma è possibile? Nelle nazioni cattoliche, no. Le nazioni protestanti hanno risolto il problema, facendo in modo che il capo dello Stato sia anche il capo della loro religione, e hanno costituito la Chiesa nazionale.

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26 Ottobre, 2013

Paolo Flores D’Arcais, Dio e la democrazia

by gabriella

flores-d-arcais-la-democrazia-ha-bisogno-di-dio-falsoIl Prologo del libro di Flores d’Arcais, Dio ha bisogno della democrazia? Falso! [Laterza, 2013]. Il filosofo del diritto ripercorre le ragioni della laicità e della separazione tra la sfera pubblica e un sentimento religioso necessariamente privato, se si ha in mente la democrazia.

Dio è compatibile con la democrazia? Domanda sconveniente, domanda tabù, che infatti non echeggia mai nei ricorrenti dibattiti su religione e politica, quasi che fosse temerario anche solo pensarla, e  blasfemo formularla. Eppure la risposta dovrebbe essere un perentorio NO, se dovessimo adeguarci all’invito evangelico

“il tuo dire sia sì sì, no no, perché il di più viene dal Maligno”, Matteo 5,37.

Se  vogliamo invece essere più precisi – cioè in questo caso più sfumati – dovremmo rispondere: difficilmente, solo sotto condizioni assai restrittive. Vale a dire: solo se il Dio che il credente si è creato lo lascia libero di scindersi tra credente e cittadino, di prescindere da Lui nella sfera pubblica. Di obbedire a Dio nella condotta personale ma di rifiutarsi che alla legge di Dio debba obbedire la comunità dei liberi ed eguali, che si dà da sé la propria legge. Questo è infatti la democrazia: autonomia, autos nomos.

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22 Agosto, 2013

Aldo Capitini, Lo sbattezzo

by gabriella

Aldo_Capitini_libriLa polemica di Capitini con la curia perugina dalla quale nacquero la pratica e il termine dello sbattezzo.

Il termine “sbattezzo” fu inventato dal quotidiano cattolico Avvenire negli anni ’50 per qualificare sarcasticamente la richiesta di Aldo Capitini, cattolico liberale, di essere cancellato dalle liste battesimali della curia di Perugia.

Con il suo gesto, Capitini si schierava con la battaglia laica di due conviventi pratesi che nel 1956 erano entrati in polemica con il vescovo della loro città che li aveva cacciati dalla chiesa con l’epiteto di “pubblici peccatori”. Alla coppia, che aveva osato ribellarsi, la comunità religiosa aveva inflitto un ostracismo anche economico al quale aveva reagito intentando una causa civile nei confronti del vescovo. I giudici rigettarono il ricorso sostenenendo che il battesimo avrebbe creato un legame di dipendenza dal Vescovo al quale si rimaneva subordinati permanentemente.

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