Archive for Febbraio, 2020

17 Febbraio, 2020

Giordano Bruno

by gabriella
bruno

Giordano Bruno (1548 – 1600)

Ci sono infiniti mondi, dunque l’universo è senza centro, senza gerarchia. Le gerarchie terrene che si pretendono specchio delle celesti sono dunque senza fondamento.

L’uomo non è il fine del creato, non essendo diverso dagli altri viventi, se non per la mano e per la sua libertà.

Le ragioni del rogo del 17 febbraio 1600, 420 anni fa.

L’8 Febbraio 1600, dinanzi ai Cardinali inquisitori ed ai consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, Giordano Bruno fu costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza di condanna a morte. Alzatosi, indirizzò agli inquisitori l’ultima ammonizione:

Maiore forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam [Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla].

Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il Crocefisso, il 17 Febbraio, con la lingua in giova – inchiodata ad una tavoletta di legno – perché non potesse accusare i suoi carnefici, fu condotto in Campo de’ Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo; le sue ceneri gettate nel Tevere.

 

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16 Febbraio, 2020

3. Minority Report: libertà o sicurezza

by gabriella

minority report

Terza lezione dedicata ai problemi della società digitale (qui la prima e la seconda) incentrata su Minority Report.

In una società in cui i cittadini sono trasparenti – come in quella immaginaria del racconto di Philip K. Dick e del film o in quella attuale dominata dai Big data nella quale stato e mercato sanno tutto di noi – e il sistema opaco è una società autoritaria, oppressiva e senza libertà.

La sceneggiatura di Minority Report propone il tema classico del rapporto libertà-sicurezza e la sua possibile declinazione in una società della sorveglianza nella quale il sistema detiene informazioni complete sui comportamenti dei propri cittadini.

Dando forma alla storia della Precrime e del suo capo operativo, il capitano Anderton, Dick si chiede quanto sia desiderabile una società in cui la Polizia può fermare il crimine prima che sia commesso, quale sia il prezzo da pagare in termini di libertà e giustizia cioè se, in definitiva, una vita nel sistema disegnato da Precrime possa ancora dirsi pienamente umana.

Fascism is the enemy wherever it appears

Philip K. Dick

Indice

1. Il soggetto

1.1 Il futuro omicidio Marx
1.2 Il Capitano Anderton e la storia della Precrime

 

2. Il problema

 

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1. Il soggetto

Precrime è un sistema di controllo basato sulle premonizioni di tre individui tenuti in stato di semincoscienza e capaci di individuare in modo apparentemente infallibile i futuri omicidi. La sezione di polizia che lo gestisce è guidata dal capitano Anderton.

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11 Febbraio, 2020

Tirteo e l’areté spartana

by gabriella

spartani con tribon rossoIndice

1. L’areté spartana: continuità e differenze dall’areté omerica
2. L’elegìa di Tirteo e la virtù spartana
3. L’educazione spartana prima e dopo la guerra civile

3.1 L’agogé

 

1. L’areté spartana: continuità e differenze dall’areté omerica

Il momento di maggior splendore di Sparta, capoluogo della Laconia, è da collocare nel VII-VI° secolo a. C, in un’epoca, dunque di poco posteriore alla stesura dei poemi omerici.

Si riconosce perciò nel suo ideale educativo, un’eco dell’areté eroica, ma con la fondamentale differenza che l’atto eroico non indica più l’abilità e il coraggio del singolo guerriero e non ha più come fine la gloria individuale, ma la difesa e il potenziamento della polis.

L’eroe spartano non è quindi colui che esalta se stesso in disprezzo della vita, ma il soldato solidale con il compagno in battaglia che non indietreggia di fronte al nemico, ma sa dare se stesso per Sparta.

Si narra che Sparta, a differenza delle poleis vicine, non avesse mura a propria difesa, confidando baldanzosamente nel valore militare dei propri cittadini e nel muro impenetrabile formato dai loro scudi.

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9 Febbraio, 2020

2. The Circle

by gabriella

Seconda lezione su I problemi della società digitale: introduzione a Big data e privacy con The Circle.

L’Apple Campus a cui si ispira esplicitamente il film The Circle

Emma Watson

The Circle è un film del 2017 con Emma Watson e Tom Hanks, dedicato al problema dei Big Data, la raccolta di informazioni su di noi effettuata da oggetti intelligenti (IoT) e social media che inaugura una società del controllo universale nella quale declinano drammaticamente privacy e libertà d’opinione.

 

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8 Febbraio, 2020

Clearview AI

by gabriella

È un’applicazione in grado di risalire, a partire da una singola foto, a tutte le immagini pubbliche di una persona e ai loro link. Il New York Times è stato il primo a darne notizia, osservando che Clearview

“va al di là di quanto mai creato dal governo americano o dai giganti della Silicon Valley, e  può mettere fine alla privacy così come la conosciamo”.

Secondo l’inchiesta del NYT, l’applicazione è stata creata da una piccola start-up, la Clearview AI, fondata da Hoan Ton-That e Richard Schwartz, uno dei consiglieri di Rudolph Giuliani quando era sindaco di New York. Fra i finanziatori anche Peter Thiel, il miliardario dietro a Facebook e Palantir, società che, in perfetto stile Minority Report, usa l’AI per prevedere il crimine.

 

Usarla è molto semplice: basta scattare o caricare una foto di una persona per avviare una ricerca di tutte le immagini pubbliche del soggetto in questione, insieme ai relativi link. A differenza di altri sistemi simili che fanno affidamento sulle foto segnaletiche o sulle immagini della motorizzazione civile, l’app attinge a un database di oltre tre miliardi di immagini prese da Facebook, YouTube, Venmo e milioni di altri siti e social network su cui le persone hanno caricato le proprie foto.

E mentre l’Unione Europea sta valutando di vietare il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici fino a cinque anni, in attesa dell’approvazione di una legge apposita per evitare abusi, emerge che le forze dell’ordine statunitensi – dalla polizia all’FBI, senza dimenticare la NCCA – utilizzano l’app di Clearview AI già da un anno.

E non è finita: Clearview AI tiene traccia delle query effettuate dagli agenti, e può anche manipolarne i risultati. Per ora l’app è disponibile solo per alcuni soggetti come le forze dell’ordine, ma in futuro l’uso potrebbe essere esteso anche al pubblico.

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7 Febbraio, 2020

1. Il lavoro tra innovazione e declino

by gabriella

Prima lezione su I problemi della società digitale: l’evoluzione del lavoro.

 

Indice

1. Lavoro e competenze nel XXI secolo

2. Intelligenze artificiali e declino del lavoro

2.1 Lo scenario
2.2
 Il pianeta dei robot
2.3 The Economist, Bussano all’ufficio proprio accanto al tuo

 

3. Francesco Daveri, Industria 4.0 e l’impatto sul lavoro

2.1 Riccardo Staglianò, Al posto tuo
2.2 Tutta la città ne parla, Intelligenza artificiale e politica

 

4. Gig e Sharing Economy

4.1 Gig economy
4.2
Sharing economy
4.3
Carlo Formenti, Abbasso Uber

 

5. Gli studi umanistici sono strategici nel lavoro del XXI secolo?

6. Esercitazione, Lavoro e società sotto il profilo giuridico e sociale

 

1. Lavoro e competenze nel XXI secolo

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Kahoot

2. Intelligenze artificiali e declino del lavoro

È un giorno qualunque, nell’era dei robot, e il lavoratore tipo esce di casa per recarsi in ufficio. Le macchine, per strada, si guidano da sole. Il traffico pure: si dirige da sé. Lo sguardo può dunque alzarsi sopra la testa, dove, come ogni giorno, droni consegnano prodotti e generi alimentari di ogni tipo – oggi, per esempio, il pranzo suggerito dal frigorifero “intelligente”.

Sul giornale – quel che ne resta – gli articoli sono firmati da algoritmi. Giunto alla pagina finanziaria, il nostro si abbandona a un sorriso beffardo: il pezzo, scritto da un robot, parla delle transazioni finanziarie compiute, in automatico, da altri algoritmi.

Entrato in fabbrica, poi, l’ipotetico lavoratore di questo futuro (molto) prossimo si trova ancora circondato dall’automazione; per la produzione, ma anche per l’organizzazione, la manutenzione, perfino l’ideazione del prodotto: a dirci cosa piace ai clienti, del resto, sono ancora algoritmi.

Quel che mi resta, pensa ora senza più sorridere, è coordinare robot, o robot che coordinano altri robot. Finché ne avranno bisogno.

 

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5 Febbraio, 2020

Questionari 2020

by gabriella
5 Febbraio, 2020

Esiodo, l’areté popolare

by gabriella

Demetra e Persefone

 Considera tutto ciò e porgi ascolto al diritto, dimentica ogni violenza.
Ché tale è il costume che Zeus ha prescritto agli uomini: i pesci e le fiere e gli uccelli alati si divoreranno fra loro, poiché non v’è tra loro diritto.
Ma agli uomini diede egli il diritto, sommo tra i beni.

Le opere e i giorni (Erga kài hemérai), vv. 274-278

 

Indice

1. La virtù popolare e il rovesciamento dell’areté omerica
2. Il protagonismo del demos ionico
3.
Le Opere e i giorni: la virtù del lavoro contro la hybris
4. L’ordine divino e l’intervento degli dèi nelle cose umane
5. La virtù del demos è la virtù dell’umanità

 

1. La virtù popolare e il rovesciamento dell’areté omerica

Accanto a Omero i Greci collocavano, come loro secondo grande poeta, il beota Esiodo. Con Esiodo, sale in primo piano una sfera sociale ben diversa dal mondo dell’aristocrazia e della sua cultura tramandateci dai poemi omerici. La sua poesia mostra infatti la vita del ceto contadino della madrepatria greca sul finire dell’VIII secolo.

Lo sguardo del poeta si sofferma sulle esistenze umili del volgo ignobile (non nobile) perché dedito ad attività oscure e senza gloria, la cui virtù oppone a quella degli aristoi (i migliori, gli eccellenti) colti nella loro inutilità e prepotenza:

il lavoro non è vergogna – ammonisce Esiodo rivolto al fratello Perse – vergogna è l’inoperosità  [Le opere, vv. 298-319].

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5 Febbraio, 2020

L’areté omerica

by gabriella

Il primo modello di eccellenza umana della civiltà occidentale.


Indice

1. La paideia greca

1.1 L’educazione e il suo fine
1.2 La paideia

 

2. L’Iliade

2.1 La figura di Achille

 

3. L’Odissea

3.1 La Telemachìa

 

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1. La paideia greca

1.1 L’educazione e il suo fine

L’educazione, che i greci chiamano paideia, è l’attività che serve a sviluppare il potenziale umano, cioè quanto di meglio che possiamo diventare.

Il fine dell’educazione è infatti l’eccellenza o virtù: areté in greco.

Ogni popolo però decide quale sia il modello di uomo da forgiare e a cui ispirarsi: ogni società umana ha perciò il proprio ideale umano e i propri eroi.

 

 

1.2 La paideia

Omero

Lo studio dei modelli educativi sviluppati dalla civiltà occidentale, inizia con i greci.

I greci, infatti, furono i primi a porsi il problema di cosa dovrebbe essere un uomo, cioè a riflettere consapevolmente sull’educazione (paideia) e sulle sue finalità (la virtù, l’eccellenza umana, o areté).

L’ideale umano della Grecia tra l’VIII° e il V° secolo a.C si incentra su un individuo che sviluppa la propria personalità sulla base delle proprie qualità fisiche e intellettuali e che si adopera per realizzare le migliori condizioni di convivenza nella polis, con la propria volontà e il proprio pensiero critico. 

Questa è l’idea che nasce in Grecia prima nella poesia (Omero), poi nella filosofia e nella politica, dal cosiddetto Medioevo ellenico (1200 a. C.) all’ellenismo (VI° a. C.).

Il primo grande educatore dei greci (già secondo Platone) è stato dunque Omero.

I due poemi dell’Iliade e dell’Odissea infatti ci permettono di cogliere il contenuto originario dell’areté (ἀρετή) antica (cioè della virtù, intesa come ciò che ognuno dovrebbe essere) dal momento del suo nascere (l’età micenea o medioevo ellenico) al suo sviluppo nella fase classica della cultura greca (paideia). Iliade ed Odissea furono composti infatti tra l’VIII e il VII secolo a. C. sulla base di tradizioni orali precedenti.

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