3. Minority Report: libertà o sicurezza

by gabriella

minority report

Terza e quarta lezione dedicate ai problemi della società digitale (qui la prima e la seconda) inquadrati a partire da Minority Report.

Una società in cui i cittadini sono trasparenti – come in quella immaginaria del racconto di Philip K. Dick e del film o in quella attuale dominata dai Big data nella quale stato e mercato sanno tutto di noi – e il sistema opaco è una società autoritaria, oppressiva e senza libertà.

La sceneggiatura di Minority Report propone il tema classico del rapporto libertà-sicurezza e la sua possibile declinazione in una società della sorveglianza nella quale il sistema detiene informazioni complete sui comportamenti dei propri cittadini.

Dando forma alla storia della Precrime e del suo capo operativo, il capitano Anderton, Dick si chiede quanto sia desiderabile una società in cui la Polizia può fermare il crimine prima che sia commesso, quale sia il prezzo da pagare in termini di libertà e giustizia cioè se, in definitiva, una vita nel sistema disegnato da Precrime possa ancora dirsi pienamente umana.

Fascism is the enemy wherever it appears

Philip K. Dick

Indice

1. Il soggetto

1.1 Il futuro omicidio Marx
1.2 Il Capitano Anderton e la storia della Precrime

 

2. Il problema

 

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1. Il soggetto

Precrime è un sistema di controllo basato sulle premonizioni di tre individui tenuti in stato di semincoscienza e capaci di individuare in modo apparentemente infallibile i futuri omicidi. La sezione di polizia che lo gestisce è guidata dal capitano Anderton.

Il sistema sembra funzionare perfettamente perché dopo cinque anni di sperimentazione, nessun omicidio è più stato commesso a Washington D.C.. Si è dunque realizzato il sogno di una città senza crimine.

Resta, tuttavia, il problema dello statuto di colpevolezza degli individui inviati al “contenimento”, perché il loro arresto è avvenuto prima del reato ed essi sono quindi tecnicamente innocenti.

Su questo aspetto indaga l’agente dell’FBI Danny Whitwhere, incaricato di sondare i lati oscuri di Precrime prima di estendere il sistema di controllo agli interi Stati Uniti. E’ infatti imminente il referendum sull’estensione nazionale del sistema anticrimine.

[Whitwhere] Sono certo che capite i difetti legali di precrime, arrestiamo gente che non ha infranto alcuna legge.
[collaboratore di Anderton] Ma lo farà, la stessa escuzione del crimine è metafisica: i precog vedono il futuro e non sbagliano mai. [Whitwhere] Non è il futuro se lo fermate, non è un paradosso fondamentale?
[Anderton, lanciando una pallina che Whitwere prende prima che cada] Si lo è.. Il fatto che ha evitato che cadesse non cambia il fatto che sarebbe caduta comunque.
[Whitwhere] Ricevete mai dei falsi positivi?

 

1.1 Il “futuro omicidio Marx”

All’inizio del film, il protagonista – capitano Anderton, dirigente operativo di Precrime in seguito accusato di “futuro omicidio” – lavora sul primo caso: l’omicidio d’impeto di una donna colta in flagrante adulterio dal marito, Howard Marx.

In una corsa contro il tempo, Anderton arriva sul luogo del delitto e dopo il riconoscimento oculare dell’uomo (un controllo biopolitico – cioè “dispiegato sul corpo”, in questo caso attraverso la scansione della retina) lo dichiara in arresto per il futuro omicidio di sua moglie, Sarah Marx.

Nello stesso momento il federale, Danny Whitwhere, rimasto in Centrale, osserva Agatha (la precog più dotata) in preda alla visione dell’”eco” dell’”omicidio Marx”: una scena in cui Sarah continua a supplicare il marito di non piangere: è un rapporto di minoranza, come Agatha sta vedendo, Howard potrebbe lasciar cadere le forbici e scoppiare in lacrime invece di uccidere.

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Howard Marx è inviato al contenimento. Il capitano Anderton ha finito il suo lavoro e può tornare a casa.

 

1.2 Il capitano Anderton e la storia della Precrime

La vita che Anderton trascina dopo la sparizione del figlioletto Sean, della quale non sa darsi pace, e la separazione dalla moglie, si snoda tra l’impegno diurno di capo della Precrime e i tentativi notturni di combattere la disperazione assumento droghe e stordendosi con la visione di registrazioni della perduta vita familiare.

Nel frattempo Agatha e gli altri due precognitivi hanno un’altra terribile visione: il capitano Anderton ucciderà un uomo. Il poliziotto è sconvolto: non conosce l’uomo e non riesce a immaginare perché dovrebbe volerne la morte.

Decide di fuggire e di consultare uno dei due creatori di Precrime, la biologa Heidi Hineman [l’altro, Lamar Burgeoss, è il superiore gerarchico di Anderton] per scongiurare il compimento della profezia ma i suoi colleghi, ora guidati da Whitwhere, ormai lo stanno cercando – si noti la continua allusione ad elementi religiosi: oltre al profetismo dei precog, il loro abitare il “tempio” e l’idea di un “equilibrio metafisico” turbato dagli omicidi, a significare che la natura non umana del controllo del futuro e dell’eliminazione del male.

La dottoressa Hineman gli rivela che i precog sono il risultato di una ricerca genetica. Si tratta dei figli di tossicodipendenti sopravvissuti a trattamenti terapeutici che ne hanno uccisi molti. Hineman voleva guarirli, li ha invece trasformati in precognitivi. Il trattamento sanitario aveva lasciato infatti in loro un “dono”, uno “scherzo cosmico”, come lo definisce Hineman: presentivano i futuri omicidi e la loro vita era immersa in un eterno incubo.

Anderton incalza la ricercatrice perché lo aiuti a non diventare un omicida. Hineman nega la possibilità di scongiurare l’evento, ma ammette:

a meno che i precog non siano in disaccordo. Ogni tanto uno di loro vede le cose diversamente dagli altri, il suo è un rapporto di minoranza, ma i rapporti di minoranza vengono distrutti altrimenti sarebbe minata la credibilità del sistema.

La dottoressa rivela così ad un incredulo Anderton che ogni tanto gli individui accusati di un precrimine potrebbero avere un futuro alternativo. Lei e Burgeoss hanno sempre ritenuto insignificanti i rapporti di minoranza, ma non Anderton che ha una prima crisi di coscienza comprendendo che per quelli che sono finiti dentro pur potendo avere un futuro alternativo questo aspetto non è irrilevante. Il capitano si rende improvvisamente conto che se il paese sapesse dei rapporti di minoranza potrebbe cambiare opinione sull’affidabilità di Precrime.

I due si scambiano rapide battute:

[Hineman] Il sistema crollerebbe
[Anderton] Io credo in quel sistema, lei vuole distruggerlo.
[Hineman] Sarà lei a distruggerlo: se dovesse riuscire a uccidere la sua vittima, sarebbe la più spettacolare dimostrazione pubblica di come la precrimine non abbia funzionato (ma se non lo uccide, cioè trova il rapporto di minoranza, mostrerà la fallibilità del sistema).

Anderton è sconfortato: per trovare il rapporto di minoranza (che si trova all’interno del precog che lo ha emesso: nel suo caso, Agatha) deve recarsi al tempio dove prima di potersi avvicinare alla vasca dei precog il sistema gli farà almeno una dozzina di scansioni oculari (in una società della sorveglianza, il controllo biopolitico è ubiquo).

Anderton decide allora di farsi trapiantare le retine di un altro uomo, conservando i propri bulbi oculari in un sacchetto. La Precrime dispiega un controllo a tappeto. Whitwhere ordina la «scansione termica della zona, di tutto ciò che è occhi e battito cardiaco», effettuata con dispositivi meccanici dalla forma di velocissimi ragni.

Sottraendosi al controllo con le nuove retine ed aprendo le porte del tempio con i propri bulbi oculari che porta con sé, il capitano riesce però a rapire Agatha e a fuggire con lei verso il suo destino.

L’ora del delitto si avvicina quando Anderton e la precognitiva giungono in una camera d’albergo dove l’ex capo di Precrime trova centinaia di foto di bambini molestati tra le quali quelle del figlioletto Sean.

Il molestatore è nella stanza e si rivela al capitano che d’impulso vorrebbe vendicarsi delle atrocità commesse dall’uomo su suo figlio e sugli altri bambini, ma si trattiene dall’ucciderlo, decidendo di dichiarlo in arresto.

L’uomo piange e gli rivela di essere lo strumento di un complotto: affetto da una malattia incurabile, ha accettato di fingersi l’assassino del figlio di Anderton per soldi che saranno pagati alla sua famiglia dopo il suo decesso. Chiede ad Anderton di ucciderlo, ma lui si ritrae, nasce una colluttazione. Agatha urla terrorizzata: è l’ora del delitto. Parte un colpo di pistola: l’uomo, colpito involontariamente cade sulla vetrata della finestra e precipita nel vuoto. 

Anderton è arrestato e inviato al contenimento, ma la sua ex moglie decide di aiutarlo e di scoprire cosa è davvero accaduto.

Il finale mostra la scoperta dell’omicidio fondativo (avviene all’origine di Precrime e se non fosse stato commesso il sistema non sarebbe nato) commesso dal “padre” di Precrime (della quale Hineman è invece la “madre”): Lamar Burgeoss ha ucciso la madre di Agatha che cercava sua figlia: la Precrime è dunque nata sul sangue di una madre e sulla schiavitù biopolitica dei precog.

Gli invitati alla cerimonia organizzata da Burgeoss per festeggiare i successi di Precrime assistono inorriditi alla proiezione del filmato che incastra il loro ospite. Burgeoss fugge verso Anderton che lo affronta, ma l’anziano creatore di Precrime ha già deciso di togliersi la vita con la pistola d’argento donatagli durante la cerimonia. Prima di premere il grilletto chiede però il perdono del “figlio”, Anderton.

Il senso del finale invita a riflettere sulla moltiplicazione del crimine e del male operata da chi si prefigge di cancellarlo.

 

2. Il problema

galeraIl dilemma sollevato dalla trama del racconto di Philip Dick è una complessa riflessione sul rapporto sicurezza/libertà sviluppato intorno alla cancellazione del rapporto di minoranza (cioè il caso, l’aleatorietà di tutto ciò che avviene e che potrebbe sempre essere diverso).

Attraverso la semplificazione delle previsioni dei precog, la sicurezza ottenuta da Precrime si rivela essere una riduzione delle possibili scelte individuali ad un’unica determinazione dettata dall’impulso. Il governo dell’interpretazione dei fatti futuri appartiene, infatti, all’autorità.

Ne risulta un doppio effetto disumanizzante: l’autoritarismo di Precrime priva gli individui della libertà, schiacciando la loro razionalità e la loro consapevolezza etica su un’emotività deteriore bisognosa di contenimento. Il significato è chiaro: l’autoritarismo e l’antropologia elementare di cui si avvale (gli uomini non sanno badare a se stessi, la libertà è dunque male) producono sempre la galera.

E in galera si va facilmente, visto che il sistema, imperfetto come ogni altra costruzione umana, ma dotato di un potere assoluto (la promessa del Leviatano è che alla delega totale del potere corrisponda un controllo infallibile), è costretto a semplificare i meccanismi di scelta delle persone, cancellando il rapporto di minoranza, il possibile ripensamento del potenziale omicida e, in uno, la sua umanità (cioè la sua libertà di scelta, la capacità di volere).

In conclusione, Dick rovescia la tesi che dà vita a Precrime: è la semplificazione di Precrime ad essere criminale, in una perfetta società di controllo l’omicidio diventa quasi rassicurante.

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5 Responses to “3. Minority Report: libertà o sicurezza”

  1. 6. L’Impero non è mai cessato.
    31. Noi ipostatizziamo le informazioni in oggetti. La riorganizzazzione di oggetti significa una trasformazione nel contenuto dell’informazione; il messaggio è cambiato.Questo è un linguaggioche noi abbiamo perso la capacità di leggere. Noi stessi siamo parte di questo linguaggio; trassfprmazioni dentro di noi sono trasformazioni nel contenuto delle informazioni. Noi stessi siamo pieni di informazioni; le informazioni entrano in noi, vengono elaborate e quindi nuovamente proiettate all’esterno in forma modificata, Noi non ci rendiamo conto di fare questo, che è in realtà l’unica cosa che facciamo.
    41. L’Impero è l’istituzione, la codificazione della pazzia, è folle e impone la sua follia su di noi mediante la violenza, dal momento che la sua natura è violenta.
    “Philip K. Dick Trilogia di VALIS 1° volume”
    Piccola selezione di un grande argomento: le ossessioni e le angosce dell’uomo moderno.
    Qunto dovremmo studiare e indagare l’opera di Philip K. Dick !
    Prosa che peraltro non è affatto facile leggere ma che, superato lo sgomento iniziale, esalta uno degli aspetti più intriganti della fantascienza: porre domande attuali calate in un tempo e mondi non attuali

    • Penso anch’io che ci conviene studiare Dick (e gli altri grandi narratori distopici da Orwell a Ballard). In questo momento sto traducendo un documentario BBC che mostra la creazione della “Precrime” a Los Angeles, localizzazione che rischia di essere tra le poche differenze con il sistema descritto in Minority Report..

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