Posts tagged ‘filosofia’

settembre 20th, 2018

Girolamo De Michele, Il filosofo e il concetto

by gabriella

filosofia de micheleIl ruolo del concetto e la natura del pensare. Tratto da Filosofia. Corso di sopravvivenza, Milano, Ponte alle Grazie, 2011 [pp. 23-26]. [In coda all’articolo il pdf per la stampa].

Veniamo ai nostri filosofi delle origini, dunque. Cos’hanno fat­to? In sintesi, due cose: hanno creato il personaggio concettuale del filosofo solitario, e lo strumento del concetto. Le fondamen­ta della filosofia occidentale.

Talete

Lo vediamo già nei primo filosofo, Talete, matematico e astronomo noto e stimato in tutto il mondo mediterraneo, del quale si raccontano tre episodi. Il primo, famosissimo, narra che Talete, camminando a testa alta per os­servare le stelle, cadde in un fosso, suscitando le risa di una selva.

Nel corso dei secoli a venire, questo episodio sarebbe stato usato per denigrare i filosofi come cultori di cose astratte, ma incapaci di badare alle cose concrete, oppure per elogiare la capacità di cercare una conoscenza elevata disprezzando le cose quotidiane.

Va detto che altri episodi dimostrano che, quando voleva, Talete era in grado di usare il proprio sapere per risolvere i problemi quotidiani: ad esempio, quando previde con le proprie conoscenze un eccezionale raccolto delle olive, e affittò anzitempo tutti i frantoi monopolizzando il mercato (ma poi, soddisfatto dello schiaffo morale inflitto ai suoi detrattori, rese i frantoi).

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settembre 10th, 2018

Che cos’è la filosofia?

by gabriella

Definire la filosofia è un compito difficile perché, a differenza delle scienze, questo campo del sapere non ha un oggetto, non si rivolge a qualcosa di specifico, ma alla totalità delle cose che sono di cui interroga la stessa esistenza.

Per questo, Aristotele sostiene che la filosofia è nata dalla meraviglia che l’essere sia, che ci siamo e ci sia un mondo davanti a noi e la definiva come un sapere disinteressato e libero perché non utilizzabile per qualcosa di specifico.

Indice

1. Quando è nata la filosofia?
2. Il distacco dal mito e dalla tradizione
3. In cosa è diversa (e in cosa somiglia) dalle altre forme di sapere?
4. La nascita del termine “filosofia” e il contesto delle sue prime utilizzazioni
5. Le definizioni dei filosofi
Mappa riepilogativa

[Visualizzare il video da YouTube per usare il minutaggio]

 

1. Quando è nata la filosofia?

Tutti gli uomini, per natura amano la conoscenza

Aristotele, Metafisica, A, 980a

Anche se il concetto di filosofia emerge nel V secolo, Aristotele e l’intera tradizione della storia della filosofia considerano filosofi i primi pensatori greci vissuti agli inizi del VI° secolo a. C. nelle colonie greche della Ionia (Asia Minore) – coloro che per primi «hanno filosofato intorno alla verità» [Aristotele, Metafisica, I].

La prima scuola sorse nella città di Mileto dove viveva Talete, il suo allievo Anassimandro e Anassimene); poi animò Efeso (Eraclito), Colofone (Senofane), Clazomene (Anassagora).

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settembre 9th, 2018

La nottola di Minerva

by gabriella

Blade runnerNella scena di Blade Runner in cui Roy si reca a casa dell’ing. Tyrrell per cercare un modo di prolungare la vita dei replicanti, si nota una civetta, simbolo della conoscenza di cui quell’abitazione era il tempio.

athena

Athena glaukopis con la sua civetta

La nottola, o civetta, di Minerva, è l’essere alato che accompagna Athena glaucopide nei miti dell’antica Grecia, nei quali simboleggia la saggezza e la filosofia.

Da Omero in poi, Atena è infatti definita glaukopis (γλαυκώπις), appellativo che viene solitamente tradotto come con lo sguardo scintillante o dagli occhi lampeggianti.

Il termine è una combinazione di glaukos [γλαύκος, che significa “lucente”, “argenteo” ed ha la stessa radice del nome greco glaux (γλαύξ, civetta), probabilmente per i particolari occhi di cui è dotato l’animale] e ops (ώψ, “occhio” o talvolta “viso”).

La figura di quest’uccello capace di vedere di notte è strettamente legata 

alla dea della saggezza che, fin dalle prime raffigurazioni, è dipinta con la civetta appollaiata sulla testa.f

Gli occhi e il becco del rapace seguono la linea della lettera φ (fi), simbolo alfabetico greco della filosofia che accomuna armonia, bellezza e amore per la conoscenza e per la ricerca in senso lato.

La nottola di Minerva compare nell’ultimo capoverso della Prefazione dei Lineamenti di filosofia del diritto di Hegel, che la dipinge come l’uccello che inizia il suo volo sul far del crepuscolo.

La filosofia non può essere l’anticipo di un mondo che dovrà venire: è il proprio tempo appreso col pensiero. Hegel nota infatti che la filosofia sboccia sempre al momento culminante delle civiltà: Socrate e Platone sono vissuti quando cominciava la decadenza della Grecia ed essa iniziava a lacerarsi al proprio interno; non sono fioriti quando la Grecia vinceva contro i Persiani. 

[…] la filosofia arriva sempre troppo tardi. Come pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell’e fatta. […] La nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo.

settembre 9th, 2018

Girolamo De Michele, A che serve la filosofia?

by gabriella

filosofia de micheleLa filosofia è l’attività di costruzione dei concetti, secondo la definizione di Gilles Deleuze e Felix Guattari. Girolamo De Michele spiega a cosa serve la filosofia con l’esempio del concetto di “altri”. Ne segue il paradosso che la filosofia, pur essendo totalmente inservibile, inutilizzabile (e dunque libera) è l’attività più utile di tutte.

Se seguite il basket americano, non potete non sapere chi è Phil Jackson. In ogni caso, basterà sapere che è l’allenatore che ha vinto più titoli di ogni altro: ben 11, 6 con i Chicago Bulls e 5 con i Los Angeles Lakers (più 1 nelle serie minori e 2 come giocatore).

Phil Jackson ha l’abitudine di distribuire libri di filo­sofia ai suoi giocatori, e di leggere pagine dei filosofi negli spo­gliatoi, mentre altri ripassano gli schemi prima della partita; tra i suoi libri preferiti ci sono Così parlò Zarathustra di Nietzsche, l’Etica Nicomachea di Aristotele e Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig.

Perché regala ai cam­pioni che allena libri di filosofia? Perché, sostiene Phil Jackson, la filosofia ti aiuta a capire che nel mondo esistono anche gli al­tri: “gli altri” è un concetto importante in uno sport di squadra nel quale non puoi vincere da solo, neanche se sei il miglior giocatore del mondo.

In effetti quello che rende Phil Jackson un grande allenatore è proprio questo: spesso ha allenato i mi­gliori giocatori del mondo (Michael Jordan, ad esempio), o gio­catori che si credevano tali (Shaquille O’Neal o Kobe Bryant, ad esempio), ed è riuscito a farli giocare all’interno di un grup­po, e non da soli.

Salutiamo Phil Jackson, e teniamoci le sue paPhil Jacksonrole. Cosa vuol dire: “nel mondo esistono anche gli altri”? In che senso “gli altri” è un concetto? Che cos’è un concetto? E soprattutto, a cosa serve la filosofìa (a parte vincere il campionato NBA)?

Dire che esistono “gli altri” non è una cosa banale: c’è un’in­tera visione del mondo dentro la parola “altri”. Chi sono gli “altri”?

Sono tutti quegli esseri viventi che condividono, o par­tecipano, a una essenziale qualità o caratteristica che io trovo dentro me stesso? In questo caso, chiameremo questa caratteri­stica “umanità”, e da essa faremo derivare determinati diritti che definiremo inviolabili.

O forse no, se troveremo questa ca­ratteristica anche in altri esseri viventi non-umani: e allora estenderemo il concetto di “diritto inviolabile” anche agli ani­mali, ai quali non saremo liberi di fare tutto ciò che ci piace (ad esempio torturarli nei laboratori, infliggere loro crudeltà, farne dei portatori di pelliccia a nostra disposizione, addirittura fare del cibo a nostra disposizione).

Come vedete, per costruire la parola “altri” e dotarla di senso bisogna compiere molte ope­razioni mentali, ciascuna delle quali è in rapporto con un deter­minato comportamento pratico.

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settembre 9th, 2017

Costanzo Preve, Che cos’è la filosofia?

by gabriella

Nella definizione di Costanzo Preve, la filosofia è un’esigenza irrinunciabile dell’uomo in quanto essere problematico, dotato di linguaggio e consapevole di dover morire.

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settembre 12th, 2016

Aristotele

by gabriella
aristoteles

Aristotele (384 – 324 a. C.)

[Attenzione: questa pagina incorpora una trasmissione radiofonica che si apre automaticamente. Per evitare di ascoltare l’audio prima del necessario, disattivare l’audio dal proprio browser (“disattiva audio scheda”) o scrollare il testo fino a “Come resistere al tempo della barbarie” ed escluderlo manualmente].

 

Integrazioni, chiarimenti, sintesi [videolezioni di Gianfranco Marini]: 1. Importanza, vita, opere di Aristotele; 2. Le differenze tra Platone e Aristotele; 3. Introduzione alla Logica; 4. La logica dei termini; 5. La logica delle proposizioni; La sillogistica4. La filosofia come ricerca e insegnamento

 Se si deve filosofare, si deve filosofare e se non si deve filosofare, si deve filosofare; in ogni caso dunque si deve filosofare. Se infatti la filosofia esiste, siamo certamente tenuti a filosofare, dal momento che essa esiste; se invece non esiste, anche in questo caso siamo tenuti a cercare come mai la filosofia non esiste, e cercando facciamo filosofia, dal momento che la ricerca è la causa e l’origine della filosofia.

Aristotele, Protreptico

Aristotele (Ἀριστοτέλης) nacque a Stagira, una città ionia vicina all’odierna Salonicco, nel 384 a. C.. Suo padre Nicomaco, che lo lasciò precocemente orfano, era medico presso la corte macedone di Aminta III.

A diciassette anni il giovane Aristotele fu inviato dal tutore Prosseno ad Atene per frequentare l’Accademia, retta in quel momento da Eudosso di Cnido a causa dell’assenza di Platone appena partito per la Sicilia. Vi rimase vent’anni, fino alla morte del maestro, dopo la quale ricostituì una piccola comunità platonica ad Asso, città governata dal tiranno Ermia, un politico che il filosofo aveva conosciuto durante gli anni trascorsi in Accademia.

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maggio 5th, 2016

Aristotele, Protreptico

by gabriella

aristotele

Raccolgo i passi più significativi dell’Esortazione alla filosofia di Aristotele – nell’edizione curata da Diego Fusaro – con uno stralcio del saggio introduttivo dedicato all’opera da Enrico Berti [E. Berti, Protreptico, Torino, UTET, 2008, pp. XXIII-XVIII].

Se si deve filosofare, si deve filosofare e se non si deve filosofare, si deve filosofare; in ogni caso dunque si deve filosofare. Se infatti la filosofia esiste, siamo certamente tenuti a filosofare, dal momento che essa esiste; se invece non esiste, anche in questo caso siamo tenuti a cercare come mai la filosofia non esiste, e cercando facciamo filosofia, dal momento che la ricerca è la causa e l’origine della filosofia.

Aristotele, Protreptico

Nell’anno 353 a.C. Isocrate scrisse un’orazione intitolata Antidosis, che significa “scambio”, perché in essa, a riprova della sua innocenza dall’accusa di essersi arricchito illecitamente, il famoso retore si dichiarava disposto a scambiare tutti i suoi beni con quelli dei  suoi accusatori. In essa egli fece l’apologia di tutta la propria vita, rispondendo anche alla polemica condotta contro di lui dagli Accademici [Antidosis, 258]. A costoro si riferiscono infatti inequivocabilmente alcuni paragrafi dell’Antidosis, in cui Isocrate allude a certi ferventi dell’eristica che calunniavano i discorsi comuni e utili, non ignorando il valore di essi né quanto rapidamente essi giovino a chi li usa, ma sperando così di rendere più stimabili i propri [Antidosis, 258]. Nella denominazione di eristi, Ioscrate acomuna tutti i socratici, noti per le loro discussioni dialettiche, ma tra essi distingue i platonici, che disprezzano il valore dei discorsi utili e tuttavia sanno il valore della retorica. Da questi Isocrate dichiara di essere stato attaccato aspramente [Antidosis, 259-60] – accennando sicuramente all’esordio del corso di retorica tenuto da Aristotele:

«é turpe tacere e lasciare che parli Isocrate».

[Aristotele aveva peraltro tacciato di servilismo lo scritto isocrateo dedicato a Grillo, figlio di Senofonte, in occasione della morte in battaglia del giovane nel 362. NDR.] e a lui risponde mediante una valutazione critica della paideia accademica.

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novembre 30th, 2015

Carlo Rovelli, La curiosità può regalarci un Universo

by gabriella

Dal Corriere della Sera del 30 novembre 2015.

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novembre 4th, 2015

Gilles Deleuze, C come culture. H comme Histoire de la philosophie

by gabriella

La critica (classicamente filosofica) della cultura e la storia della filosofia per Gilles Deleuze, tratte dall’intervista pubblicata postuma come Abécédaire Gilles Deleuze.

luglio 9th, 2014

Husserl

by gabriella
Edmund Husserl (1859 - 1938)

Edmund Husserl (1859 – 1938)

La ricerca di una razionalità diversa da quella positivista e il compito del filosofo «funzionario dell’umanità».

L’orizzonte del mondo quale orizzonte di un’esperienza possibile di cose. Cose: cioè pietre, animali, piante, uomini, anche, e formazioni umane; ma tutto, qui, è soggettivo- relativo anche se normalmente, nella nostra esperienza e nella cerchia sociale che è legata a noi in una comunità di vita, noi perveniamo a fatti “sicuri”. […]
Ma se noi siamo gettati in un ambiente estraneo, tra i negri del Congo, tra i contadini cinesi, ecc., ci accorgiamo che le loro verità, i fatti che per loro sono assodati e verificati o verificabili non sono affatto quelli che noi riteniamo tali. Ma se noi ci poniamo il fine di una verità concernente gli oggetti che sia incondizionatamente valida per tutti i soggetti, a partire da ciò su cui, malgrado la relatività, sono d’accordo gli europei normali, gli indù normali, i cinesi, ecc. – da ciò che rende identificabili, per noi come per loro gli oggetti del mondo-della-vita a tutti comuni, dalla forma spaziale, dal movimento, dalle qualità sensibili, ecc. -, noi veniamo a trovarci sulla via che porta alla scienza obiettiva
.

E. Husserl, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, § 36

 

Indice

1. Husserl e la fenomenologia
2. Il fenomeno
3. Brentano e Bolzano
4. La filosofia dell’aritmetica
5. Le Ricerche logiche
6. Dalla logica pura alla fenomenologia
7. Tornare alle cose stesse, «zu den Sachen selbst»
8. La fenomenologa pura o trascendentale
9. La crisi delle scienze europee
10. Il filosofo «funzionario dell’umanità»
11. Armando Massarenti, Che cos’è la coscienza?

 

1. Husserl e la fenomenologia

Edmund Husserl, matematico e filosofo moravo di origine ebrea, ha inaugurato agli inizi del novecento un insieme di ricerche e un nuovo metodo di indagine filosofica che ha preso il nome di fenomenologia ed ha avuto una grande influenza sulla cultura del secolo. Il termine fenomenologia, che compare già in Kant ed Hegel, è usato da Husserl in modo specifico, per identificare un obiettivo: assicurare alla filosofia una base certa e farne una scienza rigorosa; e un metodo, consistente nel ricavare questa certezza originaria con la riduzione fenomenologica.

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