Che cos’è la filosofia

by gabriella

La nascita della filosofia

Tutti gli uomini, per natura amano la conoscenza

Aristotele, Metafisica, A, 980a

Anche se il concetto di filosofia emerge nel V secolo, Aristotele e l’intera tradizione della storia della filosofia considerano filosofi i primi pensatori greci vissuti agli inizi del VI° secolo a. C. nelle colonie greche della Ionia (Asia Minore) – coloro che agli inizi «hanno filosofato intorno alla verità», Aristotele, Metafisica, I- e precisamente nella città di Mileto (Talete, Anassimandro, Anassimene), Efeso (Eraclito), Colofone (Senofane), Clazomene (Anassagora).

Socrate (470-69 - 399 a. C.)

Socrate (470-69 – 399 a. C.)

platone-aristotele

Platone e Aristotele

Protagora

Protagora

Ciò che distingue la sapienza di questi pensatori dalle forme di sapere precedenti (e da quelle nate in Oriente) è che essa si presenta come una ricerca razionale che nasce da un atto di libertà di fronte alla tradizione, al costume e a qualunque credenza accettata come tale. I filosofi polemizzano sin dall’inizio con l’educazione tradizionale, la cultura greca e il mito. Ne sono esempi maturi Socrate, la cui condanna a morte aveva per motivo proprio la critica radicale a cui sottoponeva ogni aspetto della cultura e delle istituzioni ateniesi, nonché Platone e Aristotele nella loro battaglia contro retori (i politici) e poeti (e prima ancora Anassagora e Protagora).

La filosofia greca è una forma di indagine razionale. Ciò significa non solo che le dottrine filosofiche sono un prodotto della ragione di chi le elabora, ma anche e soprattutto, che è possibile discuterle facendo appello ad argomenti razionali, che è possibile criticarle, ed eventualmente confutarle se la ragione ci mostra soluzioni più convincenti.

Dal mito, la filosofia si distingue dunque non perché quelle narrazioni siano irrazionali e prive di logica [nei miti tradizionali è anzi contenuta tutta la sapienza di una società arcaica], ma perché quando l’aedo e il rapsodo cantano l’origine del mondo, lo fanno in nome della divinità che li ispira e che appare garante della verità (alètheia) di ciò che viene detto. La verità del mito è rivelata dal Dio che ispira il cantore o parla attraverso l’oracolo [la parola aletheia  è composta da alpha privativo e lanthàno, “nascondo” e significa dunque «ciò che è svelato», che «non è nascosto»]. Rivelata dal dio, la verità del mito non è oggetto di discussione, essa è accolta, creduta, mentre proprio del sapere filosofico è di essere esposto alla discussione e al riesame critico.

In alcuni autori, come Socrate, questo carattere aperto, non dogmatico, del sapere del filosofo, è particolarmente evidente: secondo questa prospettiva, la filosofia corrisponde alla consapevolezza di non sapere e alla spinta alla ricerca che ne deriva, più di quanto non si identifichi con la conoscenza di qualcosa. 

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La filosofia e le altre forme di sapere

Diogene ed Alessandro Magno: "Spostati, mi fai ombra"

Diogene ed Alessandro Magno: “Spostati, mi fai ombra”

In quanto disciplina razionale, la filosofia presenta affinità con altre forme di sapere, anch’esse fondate sull’esercizio della ragione critica [come la matematica e la storia, la cui nascita coincide con l’affermazione orgogliosa dell’autonomia del loro sapere dal potere del re: Caesar non est supra grammaticos, ricorda Kant in Risposta alla domanda che cos’è l’Illuminismo].

Se ne distingue però per due aspetti: (1) la filosofia si propone di spiegare razionalmente la realtà. Non si accontenta di osservare e registrare come stanno le cose, ma pretende di dire perché sono come sono. Da questo punto di vista è vicina al mito e alla religione, ma a differenza di questi è basata sulla sola ragione, non sulla rivelazione.

(2) La filosofia si propone di spiegare globalmente la realtà, ricercandone i principi più generali. In ciò si distingue dalle scienze che studiano ambiti circoscritti della realtà.

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Esercitazione

1. Leggi il brano del Mondo di Sofia e spiega perché, secondo la prospettiva filosofica adottata dalla protagonista, l’abitudine alle cose del mondo «rimbecillisce».

2. Rileggi gli altri testi e rispondi alle domande sottostanti:

 

 

 


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