Archive for ‘Sociologia’

18 Maggio, 2022

Thomas More, La prima modernizzazione in Inghiliterra

by gabriella

Thomas More (1478 – 1535)

Nel primo libro di Utopia, il viaggiatore portoghese Raffaele Itlodeo, giunto ad Anversa, si intrattiene con alcuni inglesi ai quali propone il racconto dello straordinario incontro con gli abitanti di Utopia.

Prima del racconto, e per contrasto con i suoi contenuti, Itlodeo ascolta la discussione che si apre tra lo stesso More (che figura tra i personaggi) e un avvocato sulle misure penali assunte per punire i ladri.

Lo sfondo è quello delle prime, radicali, trasformazioni tecniche ed economiche che annunciano la modernizzazione: il telaio meccanico rendeva l’industria tessile più remunerativa, era allora conveniente sostituire le colture agricole con i pascoli, dove un solo uomo svolgeva il lavoro precedentemente assicurato da un’intera famiglia contadina.

Sono le prime «recinzioni» (enclosures) e la cacciata dei contadini dalla terra, la grande pauperizzazione che sconvolse More e allarmò Elisabetta I.

Elisabetta I ( 1533-1603 )

“Li stiamo impiccando dappertutto” – diceva. “Ne ho visti fino a venti appesi ad uno stesso patibolo. Ma quello che non capisco è come mai, finendo la maggior parte di essi sulla forca, continuano ad esserci tanti furti”.

C’è poco da stupirsi, intervenni allora senza esitare ad esprimermi in tutta franchezza davanti al cardinale. Questo modo di punire i ladri è, oltre che ingiusto, socialmente inefficace. E’ una punizione spropositata rispetto al furto, e al tempo stesso insufficiente ad impedirlo. Non mi sembra che un semplice furto sia un tale delitto da meritare la condanna capitale, né credo che possa esservi una pena atta a dissuadere chi ruba per mangiare. Mi sembra che di fronte al furto ci si comporti, non soltanto in questo paese, come quei cattivi maestri che preferiscono picchiare gli allievi anziché educarli. Si applicano pene gravi, anzi tremende, contro chi ruba, mentre sarebbe bastato provvedere a che ciascuno avesse di che vivere anziché lasciarlo nell’aberrante condizione di dover prima rubare e poi morire.

read more »

5 Maggio, 2022

La propaganda è ..

by gabriella

quello che non ti aspetti. Da Sabina Guzzanti.

25 Aprile, 2022

La terza onda. La base psicologica del fascismo

by gabriella

Una riflessione sulla base psicologica del fascismo, a partire dall’esperimento sociale del 1967 “La terza onda” sui meccanismi potenti del comunitarismo settario.

In coda, l’analisi e il minutaggio del film L’Onda, ispirato ai fatti realmente accaduti durante quell’esperimento sociale, condotto da un professore di storia in una scuola californiana.

Internazionale, Se arrivasse il fascismo, lo riconoscereste?

 

L’esperimento del 1967

La Terza Onda (The Third Wave) è stato un esperimento sociale volto a dimostrare le ragioni del successo del nazismo. Fu attuato nella prima settimana di aprile del 1967 con gli studenti del secondo anno della Cubberley High School di Palo Alto (California), dal professor Ron Jones, nel contesto di un corso di storia della Germania nazista.

Jones, che non era stato in grado di spiegare ai suoi studenti il fascino del nazismo, ideò l’esperimento per far loro provare direttamente il coinvolgimento soggettivo in situazioni simili. Il professore diede quindi vita a un movimento chiamato “The Third Wave” (“La Terza Onda”) e convinse i suoi studenti che era necessaria l’eliminazione della democrazia. Il fatto che la democrazia ponga l’accento sull’individualità fu considerato un ostacolo alla coesione sociale e Jones evidenziò questo aspetto con il motto “Forza attraverso la disciplina, forza attraverso l’unione, forza attraverso l’azione, forza attraverso l’orgoglio”.

read more »

8 Marzo, 2022

L’8 marzo non è una festa

by gabriella
Triangle Fire4

Triangle Fire 25 marzo 1911

Una breve storia della Giornata Internazionale delle Donne, per ricordare che l’8 marzo non è una festa, ma un giorno di riflessione sulla discriminazione femminile nelle case e nei luoghi di lavoro ovunque nel mondo.

Agli inizi del novecento, gli scioperi operai e le manifestazioni per i diritti civili delle donne erano frequenti in Europa e negli Stati Uniti.

Dopo la manifestazione oceanica del 1908, nella quale quindicimila donne avevano marciato a New York per chiedere la giornata lavorativa di otto ore, l’aumento dei salari e il diritto di voto, il 25 febbraio 1909 fu celebrata la prima giornata internazionale della donna.

Clara_Zetkin

Clara Zetkin (1857 – 1933)

Nel 1910, durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen, Clara Zetkin, spartachista e tra i fondatori del Partito Comunista tedesco, propose che in ogni paese si organizzasse ogni anno una Giornata della Donna. La prima si tenne in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera il 19 marzo 1911.

Meno di una settimana dopo, avvenne l’incendio della Triangle Shirtwaist Company, un’azienda tessile di New York in cui lavoravano soprattutto giovani donne immigrate dall’Europa che morirono in centoquarantasei.

read more »

18 Febbraio, 2022

Eric Toussaint, Storia della cancellazione del debito

by gabriella

Hammurabi, re di Babilonia, e gli annullamenti del debito

Louvre, Codice di Hammurabi (particolare)

Il potente non può opprimere il debole, la giustizia deve proteggere la vedova e l’orfano (…) al fine di rendere giustizia agli oppressi.

Codice di Hammurabi

Il Codice di Hammurabi si trova nel Museo del Louvre di Parigi. In realtà il termine “codice” è inappropriato, perché Hammurabi ci ha tramandato piuttosto un insieme di regole e di giudizi sulle relazioni tra i poteri pubblici e i cittadini.

Il regno di Hammurabi, “re” di Babilonia (situata nell’attuale Iraq), iniziò nel 1.792 avanti Cristo e durò 42 anni. Quello che la maggior parte dei manuali di storia non dice è che Hammurabi, come altri governanti delle città-Stato della Mesopotamia, proclamò in varie occasioni un annullamento generale dei debiti dei cittadini con i poteri pubblici, i loro alti funzionari e dignitari.

read more »

6 Gennaio, 2022

Il bullismo

by gabriella

Il bullismo è un fenomeno sociale che solo di recente ha attirato l’attenzione dei ricercatori.

In particolare, nelle scuole inglesi il fenomeno è monitorato dagli anni ’80.

Con il termine bullismo, dall’inglese bullying (prepotenza, vessazione) si identificano tutti quegli atti che mirano deliberatamente a far male o a danneggiare un coetaneo e che si ripetono nel tempo, protraendosi per settimane, talvolta mesi o anni

Indice

1.  Identikit del fenomeno
2. Il bullismo per la psicologia
3. Il profilo psicologico del bullo: gli esempi deamicisiani di Franti e Maria Vinini
4. Il bullismo come fenomeno sociale

 

 

1. Identikit del fenomeno

Che cos’è

Le caratteristiche dell’azione del bullo sono:

  • L’intenzionalità della condotta vessatoria: il bullo agisce deliberatamente con la precisa finalità di arrecare danno e procurare sofferenza fisica o psicologica, alla vittima;
  • La persistenza nel tempo di tali atti: sebbene anche un singolo episodio grave possa essere considerato una forma di bullismo, solitamente le prevaricazioni sono frequenti e ripetute;
  • L’asimmetria di potere: tra il soggetto bullo e la vittima intercorre una relazione asimmetrica, all’interno della quale il bullo mantiene stabilmente una posizione up, la vittima rimane down, senza avere la forza di reagire per porre fine alla situazione di disagio.

 

Come si manifesta:

  • Bullismo fisico: colpire con pugni e calci, appropriarsi degli effetti personali di qualcuno o danneggiarli;
  • Bullismo verbale: deridere, insultare, prendere in giro ripetutamente qualcuno, fare affermazioni razziste;
  • Bullismo indiretto: diffondere pettegolezzi fastidiosi o false dicerie sul conto di qualcuno;
  • Bullismo relazionale: escludere uno o più coetanei dai gruppi di aggregazione.

 

2. Il bullismo per la psicologia

L’uso scientifico del termine “bullismo” è stato introdotto in Svezia, nel 1972, nell’ambito di una ricerca sull’aggressività, con significato del tutto analogo a quello di mobbing.

cutrettola

Il termine mobbing (dall’inglese mob, folla), coniato nel 1962 da Lorenz nel contesto della nascente etologia, indicava

l’attacco collettivo di una moltitudine di animali più deboli nei confronti di un animale più forte, il predatore.

Lorenz, insomma, ha utilizzato il temine per riferirsi a un tipo di comportamento animale, in particolare a quello di un piccolo uccello, la cutrettola, che attacca in gruppo per allontanare un uccello più grande, il falco, dal proprio territorio.

Il termine ha dunque acquisito maggiore potenza metaforica per esprimere con tutta la forza dell’immagine dell’assalto e dell’accerchiamento in gruppo, la situazione di terrore psicologico dovuta all’isolamento della vittima di fronte all’ostilità degli altri.

read more »

11 Ottobre, 2021

Thomas Sankara, La seconda indipendenza africana

by gabriella

thomas-sankara2

Il 31 ottobre 2014, Blaise Compaoré, l’uomo che dopo l’assassinio di Thomas Sankara ne aveva preso il posto alla presidenza del Burkina Faso, è stato costretto a dimettersi. È del 13 aprile 2021, invece, la notizia che sarà processato per il suo omicidio.

Trentotto anni fa, il 4 agosto 1983, Thomas Sankara aveva dato inizio alla rivoluzione burkinabé che avrebbe portato l’ex Alto Volta ad assicurare, in poco più di due anni, due pasti al giorno e acqua potabile ai sette milioni di abitanti del poverissimo paese del Sahel.

Protagonista delle lotte contro il neocolonialismo e per la cancellazione del debito, Thomas Sankara è stato assassinato nel 1987, grazie al tradimento del suo amico più caro, Compaoré appunto, due mesi dopo il celebre discorso alla conferenza di Addis Abeba per la cancellazione del debito del terzo mondo:

Se il Burkina Faso resterà solo in questa richiesta – disse, consapevolmente Sankara – l’anno prossimo non sarò più qui a questa conferenza.

Dal Discorso all’Assemblea Nazionale dell’ONU, 4 ottobre 1984:

Sono davanti a voi in nome di un popolo che ha deciso sul suolo dei propri antenati di affermare d’ora in avanti se stesso e farsi carico della propria storia. Oggi vi porto i saluti fraterni di un paese di 274.000 Km2 in cui sette milioni di bambini, donne e uomini si rifiutano di morire di ignoranza, di fame e di sete non riuscendo più a vivere una vita degna di essere vissuta. Chi mi ascolta, mi permetta di dire che parlo non solo in nome del mio Burkina Faso tanto amato, ma anche in nome di tutti coloro che soffrono in ogni angolo del mondo.

Burkina FasoParlo in nome dei milioni di esseri umani che vivono nei ghetti perché hanno la pelle nera o sono di culture diverse, considerati da tutti poco più che animali. Parlo  in nome di quelli che hanno perso il lavoro in un sistema che è strutturalmente ingiusto e congiunturalmente in crisi, ridotti a percepire della vita solo il riflesso di quella dei più abbienti. Parlo in nome delle donne del mondo intero che soffrono in nome di un sistema maschilista che le sfrutta. Le donne che vogliono cambiare hanno capito e urlano a gran voce che lo schiavo che non organizza la propria ribellione non merita compassione per la sua sorte. Questo schiavo è responsabile della sua sfortuna se nutre qualche illusione quando il padrone gli promette libertà. 

Giunto al potere a trentaquattro anni con un colpo di stato militare, Sankara aveva risollevato in pochi anni il Burkina Faso [fascia del Sahel] dalla sua miseria secolare.

read more »

5 Aprile, 2021

Introduzione alla sociologia

by gabriella

Le regole implicite

Le regole implicite

L’insieme di abitudini e stili di vita che caratterizzano la nostra esistenza affonda le sue radici in un sistema sociale che costituisce il campo di indagine della sociologia.

La nostra vita quotidiana è costantemente condizionata, nel rapporto con gli altri, dalle regole, dalle convenzioni, dal linguaggio, dalle abitudini che condividiamo con essi e dalle aspettative che reciprocamente nutriamo nei confronti del comportamento altrui. La nostra esistenza risulterebbe certamente assai più difficile se in ogni relazione con altri uomini dovessimo ogni volta stabilirne i codici, le modalità comunicative, le regole.

read more »

6 Marzo, 2021

Odio gli indifferenti

by gabriella

Massini interpreta Gramsci.

 

25 Febbraio, 2021

La parola ci fa uguali 2. Gli studi sociolinguistici di Basil Bernstein e William Labov

by gabriella

William Labov

Basil Bernstein (1924 – 2000)

Seconda lezione di sociolinguistica dedicata alla comprensione del rapporto tra pensiero e linguaggio, tra condizione sociale e competenze cognitivo/espressive. In questo testo esaminiamo il contributo dei sociolinguisti anglosassoni Basil Bernstein e William Labov.

La prima lezione è stata dedicata ai problemi dell’unificazione linguistica italiana e alle esperienze dei maestri degli esclusi, da don Milani a Bruno Ciari a don Sardelli.

La terza, invece, agli studi di Tullio De Mauro sull’analfabetismo strumentale, funzionale e di ritorno.

Indice

1. Basil Bernstein
2. William Labov

Videolezioni: 1. La parola ci fa uguali. L’unificazione linguistica degli italiani e i maestri degli esclusi 2. La parola ci fa uguali 2. Basil Bernstein e William Labov 3. La parola ci fa uguali 3. L’analfabetismo funzionale e di ritorno

 

read more »


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: