Archive for ‘Sociologia’

novembre 7th, 2018

Weber

by gabriella
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Max Weber (1864 – 1920)

E’ terribile pensare che il mondo potrebbe un giorno essere pieno di nient’altro
che di piccoli denti di ingranaggio, di piccoli uomini
aggrappati a piccole occupazioni che ne mettono in moto altre più grandi […].

Questo affanno burocratico porta alla disperazione […]
e il mondo potrebbe un giorno conoscere nient’altro che uomini di questo stampo:
è in un’evoluzione di tal fatta che noi ci troviamo già invischiati,
e il grande problema non verte quindi sul come sia possibile
promuoverla e accelerarla,
ma sui mezzi – viceversa – da opporre a questo meccanismo,
al fine di serbare una parte dell’umanità da questo smembramento dell’anima,
da questo dominio assoluto di una concezione burocratica della vita.

Max Weber riflette sulla “gabbia d’acciaio” della modernità in occasione di una riunione del Verein für Sozialpolik, 1909

Indice

1. La nascita della «sociologia comprendente»
2. L’azione sociale
3. L’idealtipo

3.1 Gli idealtipi di potere

4. L’avalutatività
5. La teoria della stratificazione sociale
6. Le origini culturali della modernizzazione

6.1 Il disincantamento del mondo
6.2 L’etica protestante e lo spirito del capitalismo

 

1. La nascita della «sociologia comprendente»

Jacob Burckhardt (1818 – 1897)

Theodor Mommsen (1817 – 1903)

Nato da una facoltosa famiglia di industriali, Weber si trovò immerso fin dall’infanzia nel clima intellettuale del cosiddetto storicismo tedesco, i cui protagonisti frequentavano il salotto di sua madre.

Questi intellettuali animavano una polemica antipositivistica nel contesto delle scienze dell’uomo, insistendo sulla rilevanza degli aspetti storici ed ermeneutici che rendono i fatti umani essenzialmente diversi da quelli studiati dalle scienze dure, fatti che si tratta essenzialmente di spiegare e di comprendere, più che di descrivere e misurare.

Wilhelm Dilthey (1833 – 1911)

Georg Simmel (1858 – 1918)

Anziché sposare fedelmente le tesi storiciste, Weber fuse nell’approccio originale della sociologia comprendente elementi ermeneutici e positivisti, dando rilievo alla soggettività e al senso che gli attori sociali attribuiscono alle loro azioni, ma prefiggendosi la più ampia generalizzazione dei risultati, attraverso una fondamentale riflessione sul metodo delle scienze storico-sociali.

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novembre 7th, 2018

Max Weber, L’ascesi intramondana e lo spirito del capitalismo

by gabriella
Max Weber

Max Weber (1864- 1920)

In questo brano dell’Etica protestante e lo spirito del capitalismo, Weber prende in esame gli scritti del predicatore puritano Richard Baxter, autore in cui si trova, a suo giudizio, la forma più compiuta ed influente del particolare tipo di ascesi intramondana proprio dell’ethos capitalistico.

A differenza dell’etica protocristiana e paolina, la morale puritana non condanna la ricchezza, ma l’adagiarsi nel possesso e nell’ozio improduttivo, eticamente smidollato e odioso agli occhi di Dio che prescrive invece il lavoro a sua lode e gloria.

È di qui che nasce anche la caratteristica condanna della povertà e la colpevolizzazione di chi resta ai margini tipica del sentire tory.

Per individuare i nessi che collegano le rappresentazioni religiose fondamentali del protestantesimo ascetico con le massime della vita economica quotidiana, occorre in primo luogo menzionare quegli scritti teologici che sono sicuramente nati dalla prassi della cura delle anime. Poiché in un’epoca in cui l’aldilà era tutto, dall’ammissione all’eucaristia dipendeva la posizione sociale del cristiano, l’opera dei religiosi, con la cura delle anime, la disciplina ecclesiastica e la predica, esercitava un’influenza che noi moderni non possiamo neanche più immaginare […] le forze religiose che si affermano in tale praxis hanno plasmato il «carattere popolare» in maniera decisiva e determinante.

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ottobre 31st, 2018

Gabriel Tarde, Che cos’è la società?

by gabriella

L’articolo di Gabriel Tarde, Qu’est-ce que la société?, del 1884, in cui teorizza la natura culturale dei sentimenti e individua la forza dell’influenza sociale nel meccanismo dell’imitazione.

Indice

1. Premessa: sulla natura culturale dei sentimenti
2. Che cos’è la società?

 

1. Premessa: sulla natura culturale dei sentimenti

Gabriel Tarde (1843 - 1904)

Gabriel Tarde (1843 – 1904)

In uno scritto del 1884, uscito su una rivista filosofica parigina e intitolato Che cos’è la società, Gabriel Tarde, scienziato sociale a lungo oscurato dalla fama di Durkheim, descriveva la condizione dell’uomo in società come il

«non avere che idee suggerite e crederle spontanee»,

Durkheim

Émile Durkheim (1858 – 1917)

concludendo che

«tale è l’illusione del sonnambulo come dell’uomo sociale».

Le prove addotte da Tarde circa la natura artificiale, non naturale, delle opinioni e dei sentimenti umani sono tratte, come in tutta la sociologia delle origini (a partire dalle Lettere persiane di Montesquieu) dalla diversità culturale. Come mostra il sociologo, anche ciò che sembra più naturale in una cultura è “respinto con orrore” in un’altra, come

«l’amore paterno nei popoli per i quali lo zio materno veniva prima del padre, la gelosia in amore nelle tribù in cui regnava la comunanza delle donne, ecc.».

Sarà Durkheim a rendere ancora più perentoria l’osservazione di Tarde e ad indicare nelle istituzioni sociali il luogo d’origine dei sentimenti, delle convenzioni, delle opinioni umane:

è perché esiste il matrimonio che amo mia moglie .. è perché ho introiettato l’obbligazione sociale di proteggerli che amo i miei figli.

 In altre parole,

l’uomo non è, nella sua essenza che l’insieme dei rapporti sociali [Marx, Sesta tesi su Feuerbach]

 

 

2. Che cos’è una società?

tarde1Che cos’è una società? Si è in genere risposto: un gruppo di individui diversi che si rendono mutui servizi. Da questa definizione chiara quanto falsa sono nate tutte le frequenti confusioni tra le cosiddette società animali, o la maggior parte di esse, e le uniche, autentiche società, delle quali, sotto un certo riguardo, quelle animali costituiscono un piccolo numero.

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ottobre 21st, 2018

Durkheim

by gabriella
Emile Durkheim (1585 - 1917)

Émile Durkheim (1858 – 1917)

La società è anzitutto una forza morale,
la cui coesione è concepita in termini di credenze religiose, politiche, morali.

Émile Durkheim, Il suicidio

Indice

1. Durkheim e la Grande Guerra
2. La sociologia come scienza e i corsi sull’educazione

2.1 I corsi alla Sorbonne sull’educazione [Pedagogia]

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ottobre 9th, 2018

Marx, Engels, Il Manifesto del Partito Comunista

by gabriella

manifestoIl Manifesto del Partito Comunista, un piccolo libro di appena ventitré pagine – l’unico insieme alla Bibbia ad avere un’edizione in tutte le lingue del mondo – fu scritto da Marx ed Engels nel 1847 su incarico della Lega dei giusti che doveva elaborare il proprio statuto.

Poté essere stampato nel febbraio 1848, a Londra, grazie a una colletta di 25 sterline tra gli operai.

Nonostante le sue dimensioni, scrisse Lenin,

«pesa quanto interi volumi, il suo spirito anima e muove tutto il proletariato organizzato e in lotta del mondo civile».

Di seguito la Prefazione, il primo capitolo “Borghesi e proletari” e il secondo “Proletari e comunisti”. Qui, l’intero volume.

 

Download (PDF, 1.07MB)

Prefazione

Uno spettro s’aggira per l’Europa – lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi.

Quale partito d’opposizione non è stato tacciato di comunismo dai suoi avversari di governo; qual partito d’opposizione non ha rilanciato l’infamante accusa di comunismo tanto sugli uomini più progrediti dell’opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?

Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni. Il comunismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee.

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ottobre 1st, 2018

Marx

by gabriella
settembre 20th, 2018

Platone, Il dono agli uomini della giustizia

by gabriella

Themis

Ci fu un tempo in cui esistevano gli dei, ma non le stirpi mortali. Quando giunse anche per queste il momento fatale della nascita, gli dèi le plasmarono nel cuore della terra, mescolando terra, fuoco e tutto ciò che si amalgama con terra e fuoco, gli dèi ordinarono a Prometeo e a Epimeteo di dare con misura e distribuire in modo opportuno a ciascuno le facoltà naturali.

Il furto del fuoco da parte di Prometeo procurò agli uomini il sapere tecnico e la capacità di produrre cultura, separandosi dal resto del mondo animale, la giustizia fu invece un dono degli dèi, preoccupati che senza di essa l’umanità potesse estinguersi a causa della violenza reciproca.

Nei passi platonici del Protagora [320c-324a] i temi della giustizia, dell’uguaglianza e dell’educazione alla virtù.

Quando le stirpi mortali stavano per venire alla luce, Epimeteo chiese a Prometeo di poter fare da solo la distribuzione:

Dopo che avrò distribuito – disse – tu controllerai.

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settembre 18th, 2018

Comte

by gabriella
Auguste Comte

Auguste Comte (1798 – 1857)

Comte è lo studioso che ha imposto il termine di sociologia per la nuova scienza della società della quale ipotizza uno sviluppo deterministico, per tappe necessarie.

Lo stadio maturo dell’evoluzione sociale coincide per Comte con la modernità scientifica o «positiva» caratterizzata dall’abbandono delle forme immature della vita associata, dalla politica alla credenza in un essere sovrannaturale.

«L’Amore per principio e l’Ordine per base; il Progresso per fine».

Auguste Comte, Système de politique positive, 1852

Indice

1. La scienza della società
2. La legge dei tre stadi
3. Lo stadio positivo della conoscenza umana e la vita sociale
4. Il metodo della nuova scienza della società
5. L’attacco ad Hobbes

Nato in una famiglia cattolica e conservatrice, il giovane Comte si ribella presto alla famiglia, dichiarandosi repubblicano e libero pensatore. Nel 1814 entra all’École Polytechnique di Parigi dalla quale, appena diplomato, passa al servizio del filosofo e scienziato sociale Claude de Saint-Simon, di cui sarà segretario fino alla clamorosa rottura del 1824 – quando, occasione della ristampa del Catechismo degli industriali, si accorge che Saint-Simon vi aveva incluso a sua insaputa il Sistema di politica positiva, o trattato di sociologia da lui steso nel 1822.

 

1. La scienza della società

Claude Henry de Rouvroy conte di Saint-Simon

Claude Henry de Rouvroy conte di Saint-Simon

Per primo, Comte ha avuto l’intuizione dell’oggetto di una nuova scienza, della quale coniò il nome, sociologia, preferendolo dopo qualche esitazione a quello di “fisica sociale” che riteneva giù usato da altri – e della quale è dunque considerato il fondatore.

Nel Sistema di filosofia positiva Comte si interessa di quelli che saranno i temi classi della nuova scienza: il problema dell’ordine e del mutamento e quello del conflitto e dell’integrazione sociale.

Lo studioso adotta un approccio organicista interessandosi quindi, principalmente, alle condizioni di mantenimento dell’ordine sociale in relazione al quale la devianza è interpretata come come patologia sociale.

La società è un’unità organica nella quale una moltitudine di fattori interagisce dinamicamente l’uno con l’altro, ciò che richiede allo studioso senso dell’insieme (esprit d’ensemble), cioè capacità di registrare i dettagli, ma di soffermarsi solo sulla loro logica complessiva (sistema).

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settembre 8th, 2018

Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo

by gabriella

Giorgio Agamben

Un adattamento della lezione inaugurale sul contemporaneo che Agamben ha tenuto allo IUAV di Venezia nell’a.a. 2006-2007, per la prima lezione di Sociologia in una quinta classe, il cui programma è dedicato alla comprensione del proprio tempo, attraverso lo studio del presente, la lettura dei classici e l’analisi critica della contemporaneità.

Contemporaneo è l’inattuale, osserva il filosofo, colui che sa vedere

«come un male, un inconveniente, un difetto, qualcosa di cui la sua epoca va giustamente orgogliosa» [F. Nietzsche, Considerazioni inattuali, II, 1874].

Il contemporaneo è «una singolare relazione col proprio tempo, che aderisce a esso e, insieme, ne prende le distanze», è un’abilità particolare, che equivale a «neutralizzare le luci che provengono dall’epoca per scoprire la sua tenebra, il suo buio speciale» [in G. Agamben, Che cos’è il contemporaneo e altri scritti, Roma, Nottetempo, collana I sassi, 2010, pp. 22-33].

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1. La domanda, che vorrei iscrivere sulla soglia di questo seminario, è:

Di chi e di che cosa siamo contemporanei? E, innanzitutto, che cosa significa essere contemporanei?

settembre 3rd, 2018

Storia della schiavitù. Una visita al Merseyside Museum di Liverpool

by gabriella
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They will remember that we were sold, but not that we were strong. They will remember that we were bought, but not that we were brave. William Prescott, former slave, 1937

20150723_111537Il traffico di schiavi ha avuto un ruolo determinante nella costruzione della civiltà occidentale, delle sue fortune, del suo splendore.

Il Merseyside Museum of Liverpool ricorda la storia dei tre secoli di commercio transatlantico, più del 10% del quale passato proprio dal porto inglese – dal 1780 la capitale del traffico di schiavi -, nel bellissimo International Museum of Slavery, aperto nel 2007.

Vi si racconta la storia di milioni di persone (dai 9 ai 15), la cui vita in cattività durava in media cinque anni, durante i quali dovevano subire ogni tipo di violenza e sopraffazione. I testi seguenti sono mie traduzioni dei documenti del Museo, visitato nel luglio 2016.

 

Indice

1. Introduzione
2. Il Middle passage
3. L’Africa prima dello schiavismo europeo

3.1 Autobiografia di Olaudah Equiano, 1789

 

4. La cattura e la vendita degli schiavi

4.1 Storia di Okechukwu, Kwame, Oyeladun e Kofi

 

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