Archive for ‘Sociologia’

9 Maggio, 2024

9 maggio 1978, assassinio di Peppino Impastato

by gabriella

In memoria di Peppino Impastato, nel quarantaseiesimo anniversario del suo assassinio.

 

 

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1 Maggio, 2024

Storia del Primo maggio, da Piazza Haymarket al Jobs Act

by gabriella
HaymarketMartyrs

In alto: Parsons, Fielden, Lingg; al centro Spies; in basso Shwab, Engel, Fisher

The day will come when our silence will be more powerful than the voices you are throttling today Haymarket Martyr’s Monument

La storia del primo maggio affonda le sue radici nelle lotte operaie per le otto ore che infiammarono gli Stati Uniti tra il 1860 e il 1880.

Il 4 maggio 1886, uno sciopero a Chicago assunse dimensioni particolarmente vaste. Per disperdere gli scioperanti durante un comizio, le autorità fecero esplodere una bomba in piazza Haymarket. Contro gli scioperanti fu aperto il fuoco.

Iniziò così una rappresaglia di massa contro gli operai, non solo a Chicago, il centro principale del movimento, ma in tutto il paese. Vennero arrestati centinaia di lavoratori ed otto di loro vennero processati.

Nonostante non fossero state trovate prove della responsabilità degli operai nell’attentato, il Tribunale di Chicago condannò a morte sette degli imputati: Albert Parsons, August Spies, Samuel Fielden, Michael Schwab, Adolf Fischer, George Engel e Louis Lingg; l’ottavo, l’imputato Oscar Neebe, a 15 anni di carcere.

Lingg morì durante la permanenza in carcere. Parsons, Spies, Engel e Fischer vennero giustiziati l’11 novembre 1897.

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26 Marzo, 2024

La parola ci fa uguali 2. Gli studi sociolinguistici di Basil Bernstein e William Labov

by gabriella

William Labov

Basil Bernstein (1924 – 2000)

Seconda lezione di sociolinguistica dedicata alla comprensione del rapporto tra pensiero e linguaggio, tra condizione sociale e competenze cognitivo/espressive. In questo testo esaminiamo il contributo dei sociolinguisti anglosassoni Basil Bernstein e William Labov.

La prima lezione è stata dedicata ai problemi dell’unificazione linguistica italiana e alle esperienze dei maestri degli esclusi, da don Milani a Bruno Ciari a don Sardelli.

La terza, invece, agli studi di Tullio De Mauro sull’analfabetismo strumentale, funzionale e di ritorno.

Indice

1. Basil Bernstein
2. William Labov

Videolezioni: 1. La parola ci fa uguali. L’unificazione linguistica degli italiani e i maestri degli esclusi 2. La parola ci fa uguali 2. Basil Bernstein e William Labov 3. La parola ci fa uguali 3. L’analfabetismo funzionale e di ritorno

 

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29 Gennaio, 2024

Il lavoro tra innovazione e declino

by gabriella

Lezione introduttiva ai problemi del lavoro nella società dell’automazione digitale e dell’intelligenza artificiale.

 

Indice

1. Lavoro e competenze nel XXI secolo

2. Intelligenze artificiali e declino del lavoro

2.1 Lo scenario
2.2
 Il pianeta dei robot
2.3 The Economist, Bussano all’ufficio proprio accanto al tuo

 

3. Francesco Daveri, Industria 4.0 e l’impatto sul lavoro

2.1 Riccardo Staglianò, Al posto tuo
2.2 Tutta la città ne parla, Intelligenza artificiale e politica

 

4. Gig e Sharing Economy

4.1 Gig economy
4.2
Sharing economy
4.3
Carlo Formenti, Abbasso Uber

 

5. Gli studi umanistici sono strategici nel lavoro del XXI secolo?

6. Esercitazione, Lavoro e società sotto il profilo giuridico e sociale

 

1. Lavoro e competenze nel XXI secolo

Download (PPTX, 1.43MB)

Kahoot

2. Intelligenze artificiali e declino del lavoro

Di Fabio Chiusi. L’articolo è uscito nel 2016 su Valigia Blu.

È un giorno qualunque, nell’era dei robot, e il lavoratore tipo esce di casa per recarsi in ufficio. Le macchine, per strada, si guidano da sole. Il traffico pure: si dirige da sé. Lo sguardo può dunque alzarsi sopra la testa, dove, come ogni giorno, droni consegnano prodotti e generi alimentari di ogni tipo – oggi, per esempio, il pranzo suggerito dal frigorifero “intelligente”.

Sul giornale – quel che ne resta – gli articoli sono firmati da algoritmi. Giunto alla pagina finanziaria, il nostro si abbandona a un sorriso beffardo: il pezzo, scritto da un robot, parla delle transazioni finanziarie compiute, in automatico, da altri algoritmi.

Entrato in fabbrica, poi, l’ipotetico lavoratore di questo futuro (molto) prossimo si trova ancora circondato dall’automazione; per la produzione, ma anche per l’organizzazione, la manutenzione, perfino l’ideazione del prodotto: a dirci cosa piace ai clienti, del resto, sono ancora algoritmi.

Quel che mi resta, pensa ora senza più sorridere, è coordinare robot, o robot che coordinano altri robot. Finché ne avranno bisogno.

 

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29 Gennaio, 2024

Welfare State

by gabriella

Le origini, l’universalizzazione e la de-universalizzazione delle misure di assistenza e previdenza sociale in Occidente e il nuovo paradigma del reddito.

 

Indice

1. Il Welfare State

2. Origini, universalizzazione e de-universalizzazione

2.1 Le origini
2.2 Il primo Welfare
2.3 Il modello americano e la crisi del Welfare europeo

 

3. Dopo il Welfare, Nonprofit, volontariato e solidarietà
4. Il paradigma del reddito: di base, universale, di cittadinanza

4.1 Definizioni

4.1.1 Reddito di base
4.1.2
Reddito minimo garantito
4.1.3 Salario minimo
4.1.4 Reddito universale

4.2 Perché il reddito di base è di nuovo attuale
4.3 Il dibattito

4.3.1 Le ragioni a favore
4.3.2 Critiche e contrari

 

1. Il Welfare State

istruzione

sanità

L’espressione inglese Welfare State«Stato del benessere» è stata coniata in Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale, per indicare il complesso di politiche pubbliche (detto anche «stato sociale») messe in atto da uno stato che interviene, in un’economia di mercato, per garantire assistenza e benessere ai cittadini, modificando e regolamentando la distribuzione dei redditi generata dalle forze del mercato.

Gli obiettivi del welfare state sono stati di assicurare un tenore di vita minimo a tutti i cittadini, dare sicurezza a individui e famiglie in presenza di congiunture sfavorevoli e garantire a tutti i cittadini l’accesso ai diritti fondamentali di istruzione e sanità.

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9 Gennaio, 2024

La globalizzazione

by gabriella

globa

La lezione sulla globalizzazione è in aggiornamento.

 

Indice

1. Globalizzazione, mondializzazione

2. L’integrazione economica

2.1 Imprese transnazionali e concentrazione di capitali
2.2
 La finanziarizzazione dell’economia
2.3 La fiscalità di vantaggio: elusione ed evasione fiscale

 

3. La divisione mondiale del lavoro e il declino della classe lavoratrice

3.1 Deindustrializzazione, delocalizzazione
3.2 La telematizzazione del lavoro
3.3 Il declino del lavoro
3.4 Ricchezza globale (global class), povertà locali

 

4. Globalizzazione e deglobalizzazione

5. Gli aspetti culturali

5.1 La compressione spazio-temporale
5.2 La glocalizzazione
5.3 Migrazioni e multiculturalismo
5.4 Secolarizzazione e reincantamento del mondo

 

6. Gli aspetti politici

6.1 Il declino della politica e la post-democrazia
6.2 Fake news: tra disinformazione e populismo

 

7. Post-modernità vs ipermodernità

7.1 Instabilità, appiattimento sul presente, accecamento della velocità

 

Download (PDF, 1.86MB)

 

1. Globalizzazione, mondializzazione

I termini globalizzazione e mondializzazione sono entrati nel lessico sociologico negli anni ’80, per indicare un ampio insieme di fenomeni connessi all’aumento dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo.

Karl Marx (1818 – 1883)

Marshall McLuhan (1911 – 1980)

In quegli anni iniziavano infatti ad accelerare i processi tipici della modernizzazione, primo tra i quali l’integrazione economica (intensificazione degli scambi commerciali, abbattimento barriere doganali e accordi di libero scambio ecc.) già descritta da Marx nel XIX secolooltre che lo sviluppo di una rete di comunicazione planetaria che McLuhan indicava nel 1962 (The Gutenberg Galaxy)  come l’infrastruttura del «villaggio globale», ossimoro sociologico con cui lo studioso canadese alludeva all’abbattimento simbolico dello spazio e della distanza e alla nuova vicinanza tra genti lontane [che non esclude una nuova lontananza tra vicini] generata dai media elettrici, poi da quelli elettronici.

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19 Dicembre, 2023

Sostenibilità

by gabriella

Raccolta di risorse per studiare il problema ecologico e le possibili strategie di attenuazione.Earth Overshoot 2015

Lezione

Sostenibilità sociale: tutto quello che c’è da sapere

I

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5 Dicembre, 2023

Donna Haraway, Analisi dell’OncoTopo

by gabriella

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10 Novembre, 2023

Weber

by gabriella
max_weber

Max Weber (1864 – 1920)

E’ terribile pensare che il mondo potrebbe un giorno essere pieno di nient’altro
che di piccoli denti di ingranaggio, di piccoli uomini
aggrappati a piccole occupazioni che ne mettono in moto altre più grandi […].

Questo affanno burocratico porta alla disperazione […]
e il mondo potrebbe un giorno conoscere nient’altro che uomini di questo stampo:
è in un’evoluzione di tal fatta che noi ci troviamo già invischiati,
e il grande problema non verte quindi sul come sia possibile
promuoverla e accelerarla,
ma sui mezzi – viceversa – da opporre a questo meccanismo,
al fine di serbare una parte dell’umanità da questo smembramento dell’anima,
da questo dominio assoluto di una concezione burocratica della vita.

Max Weber riflette sulla “gabbia d’acciaio” della modernità in occasione di una riunione del Verein für Sozialpolik, 1909

Indice

1. La nascita della «sociologia comprendente»
2. L’azione sociale
3. L’idealtipo

3.1 Gli idealtipi di potere

4. L’avalutatività
5. La teoria della stratificazione sociale
6. Le origini culturali della modernizzazione

6.1 Il disincantamento del mondo
6.2 L’etica protestante e lo spirito del capitalismo

Download (PDF, 1.31MB)

 

 

1. La nascita della «sociologia comprendente»

Jacob Burckhardt (1818 – 1897)

Theodor Mommsen (1817 – 1903)

Nato da una facoltosa famiglia di industriali, Weber si trovò immerso fin dall’infanzia nel clima intellettuale del cosiddetto storicismo tedesco, i cui protagonisti frequentavano il salotto di sua madre.

Questi intellettuali animavano una polemica antipositivistica nel contesto delle scienze dell’uomo, insistendo sulla rilevanza degli aspetti storici ed ermeneutici che rendono i fatti umani essenzialmente diversi da quelli studiati dalle scienze dure, fatti che si tratta essenzialmente di spiegare e di comprendere, più che di descrivere e misurare.

Wilhelm Dilthey (1833 – 1911)

Georg Simmel (1858 – 1918)

Anziché sposare fedelmente le tesi storiciste, Weber fuse nell’approccio originale della sociologia comprendente elementi ermeneutici e positivisti, dando rilievo alla soggettività e al senso che gli attori sociali attribuiscono alle loro azioni, ma prefiggendosi la più ampia generalizzazione dei risultati, attraverso una fondamentale riflessione sul metodo delle scienze storico-sociali.

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9 Novembre, 2023

Réné Girard, Il capro espiatorio

by gabriella

Réné Girard (1925 – 2015)

L’analisi girardiana del meccanismo vittimario parte dall’osservazione del mimetismo umano che spinge gli individui ad agire perché vedono farlo ad un modello.

Al centro del mimetismo c’è il desiderio che è appunto il volere qualcosa perché la vuole l’altro.

Il concetto di desiderio è totalmente diverso da quello di appetito: si vuole qualcosa perché la vuole anche l’altro, è il principio mimetico che muove l’individuo nella sua socialità [ne Le bouch émissaire (1982), trad. it. Il capro espiatorio, Milano, Adelphi, 1987].

Indice

1. Desidero e mimetismo
2. Il meccanismo vittimario
3. La scelta della vittima
4. Il capro espiatorio nel mito e nella religione

4.1 Trasfert di aggressività e trasfert di divinizzazione
4.2 Il cristianesimo e il capro espiatorio

1. Desiderio e mimetismo

Jan Massys, David e Betsabea, 1562

Il punto di partenza della spiegazione che Girard offre del meccanismo del capro espiatorio è la dinamica umana del desiderio. L’animale, infatti, agisce secondo appetiti dettati dall’istinto, l’uomo invece osserva e, successivamente, imita.

Nasce così un rapporto triangolare nel quale qualcuno desidera qualcosa perché qualcun altro la possiede. Ciò comporta che le cose che vogliamo avere non le desideriamo per se stesse, ma perché sono possedute dal modello a cui ci omologhiamo.

Se finiamo col desiderare tutti le stesse cose diventiamo, però, rivali e antagonisti. La rivalità mimetica è, dunque, il conflitto antropologico essenziale di cui dà conto anche l’ultimo comandamento che prescrive di non desiderare la donna e i beni del proprio vicino.

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