Earth Overshoot 2015

by gabriella

Earth Overshoot 2015Quest’anno, il giorno in cui l’umanità ha consumato le risorse naturali disponibili per l’intero anno è stato fissato al 13 agosto. Da questo momento in poi verranno consumati più foreste e animali di quanti ne offra il ciclo riproduttivo.

Giornali e televisioni hanno coperto la notizia spiegandola con metafore economiche, ma il problema è proprio come pensare il superamento dell’economia – insostenibile dal punto di vista sociale non meno che ecologico – e il passaggio a un nuovo modello di sviluppo. Quanto siamo lontani dall’obiettivo può essere anch’esso misurato a partire dalle dichiarazioni del portavoce italiano dell’Overshoot Day nel seguente articolo di Repubblica e il servizio di RaiNews24.

In campo ambientale altro che tagliare il debito, il rosso cresce anno dopo anno. Oggi abbiamo esaurito il capitale di cui potevamo disporre senza doverci far prestare risorse – con ben poche probabilità di restituirle – da chi verrà dopo di noi. L’Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità ha consumato il budget di natura disponibile per l’intero anno, quest’anno scatta il 13 agosto. Lo ha calcolato il Global Footprint Network, uno dei più importanti centri studi sulla sostenibilità.

L’anno scorso il giorno di inizio del debito era il 19 agosto. Nel 2000 cadeva ai primi di ottobre. Bisogna tornare alla fine degli anni Sessanta per trovare in pareggio il bilancio tra consumo e risorse rinnovabili. Gli ultimi decenni sono stati devastanti: il ritmo del saccheggio è andato crescendo in maniera violenta. Andiamo avanti tagliando più alberi di quelli che possono ricrescere, mangiando più pesci di quelli che si riproducono, emettendo più gas serra di quelli che l’atmosfera è in grado di assorbire senza alterare il sistema climatico che gli esseri umani hanno da sempre conosciuto: oggi in cielo c’è una concentrazione di anidride carbonica che non ha precedenti in epoca umana.

Oggi è l'Overshoot Day. Scatta il debito ecologico

Per questo, alla vigilia della conferenza sul clima che si terrà a Parigi a dicembre, Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network, ha lanciato un appello: “L’accordo globale per abbandonare gradualmente i combustibili fossili che è in discussione al summit di Parigi potrebbe significativamente aiutare a frenare la consistente crescita dell’impronta ecologica ed eventualmente a ridurla. Non firmarlo sarebbe irresponsabile”.

Ipotizzando che le emissioni di carbonio siano ridotte come minimo del 30% entro il 2030 rispetto al livello attuale, mantenendosi nello scenario suggerito dall’Ipcc (la task force degli scienziati Onu), l’Overshoot Day nel 2030 potrebbe tornare indietro al 16 settembre. Un obiettivo non impossibile se si calcola che la Danimarca dagli anni Novanta a oggi ha ridotto le sue emissioni di carbonio del 33%. Se invece la conferenza di Parigi si dovesse concludere con un nulla di fatto e con la ratifica del business as usual (andare avanti come se il debito ecologico non esistesse) nel 2030 saremmo costretti a utilizzare l’equivalente di due pianeti (oggi siamo quasi a uno e mezzo): il rosso del conto ecologico diventerebbe gravissimo.

“Ci vuole l’intervento dei governi e al tempo stesso un cambiamento degli stili di vita”, dichiara Roberto Brambilla, della Rete civica italiana, il referente italiano per l’Overshoot Day.

“Anche le aziende devono fare la loro parte: troppo spesso troviamo prodotti con qualità ambientali notevoli in packaging assurdi, inutili e dispendiosi”.


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