Archive for Gennaio, 2019

Gennaio 20th, 2019

Il brigantaggio

by gabriella

Didattica della rivolta postunitaria del Sud, del brigantaggio, di briganti e brigantesse.

Vi hanno briganti quando il popolo non li aiuta.
Quando si ruba per vivere e morire con la pancia piena.
e vi ha brigantaggio quando la causa del brigante e la causa del popolo
allorquando questo lo aiuta, gli assicura assalti, la ritirata, il furto e ne divide i guadagni.

Ora noi siamo nella condizione del brigantaggio.

Vincenzo Padula. Cronache del brigantaggio in Calabria, 1864-5

 

Indice

1. Sergio Pasquandrea, Il brigantaggio postunitario

1.1 Le cause
1.2 Chi erano
1.3 Chi li appoggiava
1.4 Cronologia
1.5 Dati
1.6 La repressione

1.6.1 La strage di Pontelandolfo a Casalduni
1.6.2 La legge Pica
1.6.3 L’eredità della Priora

1.7 Carmine Crocco

 

2. Filomena De Marco (Filomena Pennacchio)
3. Michelina De Cesare
4. Rocco Chirichigno (Il Coppolone)
5. Michele Pezza (Fra’ Diavolo)

 

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Gennaio 18th, 2019

Linda Laura Sabbadini, La ricetta di una nuova equità

by gabriella

Tratto da La Stampa del 18 gennaio 2019, p. 23.

Il nostro sistema sanitario ha da poco compiuto 40 anni e ce lo dobbiamo tenere stretto. Sì, perché in termini di risultati, abbiamo valori indiscussi di alto livello, con una speranza di vita tra le più elevate al mondo.

E’ un sistema universalistico il nostro e, in quanto tale, rappresenta una risorsa preziosa per i cittadini perché promuove l’equità.

Ma attenzione, ciò non può semplicemente rimanere sulla carta, sulla sanità dobbiamo investire, non possiamo permetterci di disinvestire, perché anche nella sanità si rispecchiano le disuguaglianze del Paese e, anche se minori rispetto agli altri Paesi europei, non vanno assolutamente sottovalutate.

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Gennaio 14th, 2019

Tucidide, Il dialogo dei meli: dissoi logoi e diritto del più forte

by gabriella

Tucidide (460 – 395 a.C.)

Nel 416, l’isola di Melo, neutrale anche se amica di Sparta, rifiutò di entrare a far parte della lega ateniese. Dopo un lungo assedio, gli ateniesi passarono per le armi tutti gli adulti maschi caduti nelle loro mani e resero schiavi i fanciulli e le donne, concludendo la guerra con l’occupazione militare dell’isola.

L’episodio, minore per rilevanza militare, riveste evidentemente un significato particolare per l’ateniese Tucidide che riferisce il drammatico colloquio tra i meli e gli emissari ateniesi presentando temi e forma argomentativa propri della sofistica [La guerra del Peloponneso, V, 85-114].

Gli ateniesi presentano la situazione con brutale franchezza: Atene ha interesse a sottomettere Melo, non a distruggerla. E’ meglio perciò che ognuno valuti con realismo la circostanza, perché non si parla di giustizia in una condizione di radicale diseguaglianza dei rapporti di forza.

I meli accettano a malincuore di lasciare il discorso sulla giustizia e di portarsi sul piano dell’utilità e consigliano gli ateniesi di rispettare la loro neutralità perché, in caso contrario, provocherebbero la riprovazione di tutti i greci e la ritorsione di Sparta, ma l’argomento non convince gli emissari che vedono l’ipotesi proposta dai meli come un’ammissione di debolezza da parte di Atene.

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Gennaio 13th, 2019

Umberto Eco, Perché la filosofia

by gabriella

Umberto Eco (1932 – 2016)

L’introduzione al manuale di filosofia per i Licei, Storia della Filosofia, curato da Umberto Eco e Riccardo Fedriga per Laterza.

 

 

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Gennaio 13th, 2019

Platone

by gabriella

Platone (427 – 347 a. C.)

L’intera storia della filosofia non è che
note a margine al pensiero di Platone.

Alfred  N. Whitehead

1. Eutifrone, Apologia, Critone, Fedone [commento al Fedone]
2. Cratilo, Teeteto, Sofista, Politico 
3. Parmenide, Filebo, Simposio, Fedro
4. Alcibiade maggiore, Alcibiade minore, Ipparco, Amanti
5. Teagete, Carmide, Lachete, Liside
6. Eutidemo, Protagora, Gorgia, Menone
7. Ippia maggiore, Ippia minore, Ione, Menesseno
8. Clitofonte, Repubblica, Timeo, Crizia
9. Minosse, Leggi, Epinomide, Lettere

 

Indice

1. Il senso della filosofia platonica

1.1 La formazione e la morte di Socrate
1.2 La vita come parresia e il significato pratico (o politico) della filosofia

 

L’opera e l’evoluzione del pensiero platonico

2.1 Le caratteristiche dei dialoghi giovanili
2.2 I dialoghi della maturità e l’allontanamento da Socrate

 

3. Il problema della giustizia: Protagora, Gorgia, Lettera VII

3.1 Il Protagora

3.1.1 È possibile insegnare la virtù politica come si insegna un sapere tecnico?
3.1.2 La risposta di Protagora: Prometeo ed Epimeteo
3.1.3 La virtù è unica o molteplice?

3.2 Il Gorgia

      3.2.1 Dialettica e retorica
      3.2.2 I temi del Gorgia

       3.3 La Lettera VII

 

4. Il problema della conoscenza: Teeteto, La Repubblica, Menone

4.1 Circostanze e caratteristiche del Teeteto

4.2.1 Il dialogo

4.2 La metafora della linea nella Repubblica
4.3 Conoscenza come reminiscenza nel Menone

 

5. La verità come educazione dell’anima: Simposio, Fedro

5.1 Il Simposio

5.1.1 Il dialogo
5.1.2 Il discorso di Aristofane: l’amore come simbolo e ricomposizione di un intero
5.1.3 Il discorso di Diotima: l’amore come desiderio, figlio di mancanza ed espediente, come la philo-sophia

5.2 Il Fedro

 

6. L’intrasmissibilità della conoscenza: Fedro, Lettera VII

6.1 La critica della scrittura nel Fedro
6.2 La conoscenza è «come fiamma s’accende da fuoco che balza»: Lettera VII

 

7. L’anima e la natura umana: Fedone, Fedro, Repubblica

7.1 L’immortalità dell’anima nel Fedone
7.2 Il mito della biga alata nel Fedro
7.3 Il mito di Er nella Repubblica

 

8. Giustizia, uguaglianza e libertà nella Repubblica

8.1 Conoscenza e città giusta nella Repubblica
8.2 Il comunismo platonico

8.2.1 L’uguaglianza di genere
8.2.2 Riportare la città all’uguaglianza naturale
8.2.3 L’abolizione delle cause della diseguaglianza: famiglia e proprietà

 

9. L’idea, la sua esistenza e il rapporto con il mondo sensibile negli ultimi dialoghi

9.1 I problemi del dualismo platonico e il rapporto delle cose con le idee nel Parmenide

9.1.1 Cosa sono le idee?

9.2  Il rapporto delle idee tra loro negli ultimi dialoghi
9.3 Il parricidio di Parmenide nel Sofista

 

Bibliografia essenziale

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Gennaio 11th, 2019

La globalizzazione

by gabriella

globaViviamo in uno strano periodo, in cui l’urgenza dell’agire non esclude, anzi, richiede assolutamente l’urgenza del capire.

Pier Paolo Pasolini

No, non parlerei di ottimismo .. Come si può essere ottimisti di fronte all’attuale situazione del mondo?
D’altra parte, come si fa ad essere soltanto pessimisti?
Il mondo che ci sta di fronte è carico di paradossi che non possono che renderci perplessi.

Ulrich Beck, La società globale del rischio. Discussione con Danilo Zolo, 1999

 

Indice

1. Globalizzazione, mondializzazione

2. L’integrazione economica

2.1 Imprese transnazionali e concentrazione di capitali
2.2
 La finanziarizzazione dell’economia
2.3 La fiscalità di vantaggio sui profitti delle multinazionali

 

3. La divisione mondiale del lavoro e il declino della classe lavoratrice

3.1 Deindustrializzazione, delocalizzazione e divisione mondiale del lavoro
3.2 Il declino del lavoro
3.3 Ricchezza globale (global class), povertà locali

 

4. Gli aspetti culturali

4.1 La compressione spazio-temporale
4.2 La glocalizzazione
4.3 Migrazioni e multiculturalismo
4.4 Secolarizzazione e reincantamento del mondo

 

5. Gli aspetti politici

5.1 Il declino della politica e la post-democrazia
5.2 Fake news: tra disinformazione e populismo

 

6. Post-modernità vs ipermodernità

6.1 Instabilità, appiattimento sul presente, accecamento della velocità

 

1. Globalizzazione, mondializzazione

I termini globalizzazione e mondializzazione sono entrati nel lessico sociologico negli anni ’80, per indicare un vasto insieme di fenomeni connessi all’aumento dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo.

Karl Marx (1818 – 1883)

Marshall McLuhan (1911 – 1980)

In quegli anni iniziava infatti a delinearsi l’esito dell’accelerazione di processi tipici della modernizzazione, prima tra tutte l’integrazione economica già descritta da Marx nel XIX secolooltre che lo sviluppo di una rete di comunicazione planetaria che McLuhan indicava nel 1968 come l’infrastruttura del «villaggio globale», ossimoro sociologico con cui lo studioso canadese alludeva all’abbattimento simbolico dello spazio e della distanza e alla nuova vicinanza tra genti lontane [non escludente una nuova lontananza tra vicini] generata dai media elettrici, poi elettronici.

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Gennaio 10th, 2019

Pierre Hadot, Il domandare socratico

by gabriella

Tratto da Che cos’è la filosofia antica? Torino, Einaudi, 2010.

Quando Socrate pretende di non sapere che una cosa, ossia di non sapere nulla, è perché rifiuta l’idea tradizionale del sapere.

Il suo metodo filosofico non consisterà nel trasmettere un sapere, il che equivarrebbe al rispondere alle domande dei suoi discepoli ma, al contrario, nell’interrogare i suoi discepoli, dato che lui stesso non ha niente da dire, niente da insegnare riguardo al contenuto teorico del sapere […].

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Tuttavia, questa critica del sapere, apparentemente del tutto negativa, ha un doppio significato.

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Gennaio 9th, 2019

Buba, la ricetta del Domoda

by gabriella

Tra un ricordo della mamma, lasciata in Gambia, e uno del carcere libico, Buba illustra la ricetta del Domoda, una versione del cous cous alle verdure che include il burro d’arachidi.

Gennaio 5th, 2019

Platone, Eutifrone

by gabriella

L’Eutifrone è un dialogo aporetico (senza soluzione) dedicato al tema della pietà (dell’esser pii).

Il protagonista è un religioso che spicca per ottusità e dogmatismo, espressione vivente di quella mediocrità pericolosa con cui Socrate sta per confrontarsi in tribunale.

I due si incontrano in piazza, davanti al palazzo dell’arconte al quale entrambi chiedono udienza poiché stanno per agire in giudizio o, nel caso di Socrate, per subirlo.

Eutifrone muove, infatti, causa a suo padre che ha lasciato morire in cella un omicida mentre mandava a chiedere agli interpreti della legge cosa dovesse farne. Le circostanze fortuite della morte dell’uomo, che escludono la volontarietà dell’azione paterna, evidenziano il dogmatismo del sacerdote che pretende di conoscere cosa sia pio e cosa empio senza riuscire però a definirli.

Eutifrone sostiene, infatti, che santo è ciò che lui stesso sta facendo, cioè trascinare in giudizio un omicida benché sia suo padre. Socrate lo spinge allora a dichiarare se santo sia ciò che è amato dagli dèi o se, viceversa, proprio perché santo sia amato, con una discussione che si snoda per più ipotesi concludendosi senza risultati.

Per realizzare l’ipertesto in cui al termine dell’introduzione si aprono i tre tentativi di risposta di Eutifrone, ho utilizzato la traduzione di Gigante-Valgimigli della classica edizione Laterza (la più bella, a mio avviso), alleggerendola delle espressioni più antiquate per renderla accessibile ai miei studenti.
Eutifrone


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