Archive for Gennaio, 2019

Gennaio 31st, 2019

La globalizzazione

by gabriella

globaViviamo in uno strano periodo, in cui l’urgenza dell’agire non esclude, anzi, richiede assolutamente l’urgenza del capire.

Pier Paolo Pasolini

No, non parlerei di ottimismo .. Come si può essere ottimisti di fronte all’attuale situazione del mondo?
D’altra parte, come si fa ad essere soltanto pessimisti?
Il mondo che ci sta di fronte è carico di paradossi che non possono che renderci perplessi.

Ulrich Beck, La società globale del rischio. Discussione con Danilo Zolo, 1999

 

Indice

1. Globalizzazione, mondializzazione

2. L’integrazione economica

2.1 Imprese transnazionali e concentrazione di capitali
2.2
 La finanziarizzazione dell’economia
2.3 La fiscalità di vantaggio sui profitti delle multinazionali

 

3. La divisione mondiale del lavoro e il declino della classe lavoratrice

3.1 Deindustrializzazione, delocalizzazione e divisione mondiale del lavoro
3.2 Il declino del lavoro
3.3 Ricchezza globale (global class), povertà locali

 

4. Gli aspetti culturali

4.1 La compressione spazio-temporale
4.2 La glocalizzazione
4.3 Migrazioni e multiculturalismo
4.4 Secolarizzazione e reincantamento del mondo

 

5. Gli aspetti politici

5.1 Il declino della politica e la post-democrazia
5.2 Fake news: tra disinformazione e populismo

 

6. Post-modernità vs ipermodernità

6.1 Instabilità, appiattimento sul presente, accecamento della velocità

 

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1. Globalizzazione, mondializzazione

I termini globalizzazione e mondializzazione sono entrati nel lessico sociologico negli anni ’80, per indicare un vasto insieme di fenomeni connessi all’aumento dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo.

Karl Marx (1818 – 1883)

Marshall McLuhan (1911 – 1980)

In quegli anni iniziava infatti a delinearsi l’esito dell’accelerazione di processi tipici della modernizzazione, prima tra tutte l’integrazione economica già descritta da Marx nel XIX secolooltre che lo sviluppo di una rete di comunicazione planetaria che McLuhan indicava nel 1968 come l’infrastruttura del «villaggio globale», ossimoro sociologico con cui lo studioso canadese alludeva all’abbattimento simbolico dello spazio e della distanza e alla nuova vicinanza tra genti lontane [non escludente una nuova lontananza tra vicini] generata dai media elettrici, poi elettronici.

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Gennaio 27th, 2019

Giulio Cavalli, La memoria non si commemora, si esercita

by gabriella

Perché ogni tempo e ogni luogo ha le sue «vite indegne di essere vissute».

Esattamente dove sono le istruzioni per festeggiare una “giornata della memoria” come quella di questo 27 gennaio dell’anno 2019 facendo finta di niente? Ma davvero oggi risulta possibile citare Primo Levi fingendo di non sapere quanto sia tradito nelle chiacchiere da bar, tra i commenti che galleggiano nel web, nei giudizi immorali passati come scherno?

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Gennaio 26th, 2019

Fighting (the fear of) the test

by gabriella

Dopo l’introduzione dei test INVALSI e davanti al proliferare dei test d’accesso ai corsi di Laurea, ho cominciato, non senza dubbi, a introdurre nel lavoro scolastico prove a risposta chiusa.

Nelle righe sottostanti, un piccolo resoconto etnografico dell’impatto di questi test su ragazzi abituati a prove di altro tipo, come i miei studenti di Filosofia di quinta di qualche anno fa.

Indice

1. Come fu che cominciai
2. I primi giorni di scuola del settembre 2016
3. Risultati e reazioni

3.1 La didattica tra resistenza e teaching to test

 

4. Epilogo

 

Non credo alla tv, vende la gente lesa,
io leggo libri, leggo solo per autodifesa, sapere più degli altri è la chiave per non farti comandare
e io non voglio comandarti.

Woody Allen

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Gennaio 25th, 2019

Anna Meldolesi, Alla nascita siamo uguali (basta falsità)

by gabriella

Tratto dal Corriere della Sera del 25 gennaio 2019.

Lo sviluppo fisico e cognitivo segue un andamento condiviso e universale. Quindi neonati diversi tra loro cresceranno forti e intelligenti allo stesso modo. Non importa chi di loro vive in India, Kenya, o Brasile, Inghilterra o Italia.

Lo dimostrano i dari raccolti nell’arco di 7 anni dal progetto Intergrowth-21st in 5 Paesi e coordinati dall’Università di Oxford.

Date loro una mamma in buona salute, cibo nutriente, una casa pulita, affetto e attenzione. Neela, Aasir, Izabel, Isaac e Sofia cresceranno forti e intelligenti allo stesso modo. Non conta nulla che abbiano l’incarnato più o meno scuro. Non importa chi di loro vive in India, Kenya o Brasile, piuttosto che in Inghilterra o Italia. Le tappe della loro crescita saranno le stesse. Perché lo sviluppo fisico e cognitivo segue un andamento condiviso e universale. Lo dimostrano i dati raccolti nell’arco di 7 anni dal progetto Intergrowth-21st in 5 Paesi del mondo.

 

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Gennaio 20th, 2019

Il brigantaggio

by gabriella

Didattica della rivolta postunitaria del Sud, del brigantaggio, di briganti e brigantesse.

Vi hanno briganti quando il popolo non li aiuta.
Quando si ruba per vivere e morire con la pancia piena.
e vi ha brigantaggio quando la causa del brigante e la causa del popolo
allorquando questo lo aiuta, gli assicura assalti, la ritirata, il furto e ne divide i guadagni.

Ora noi siamo nella condizione del brigantaggio.

Vincenzo Padula. Cronache del brigantaggio in Calabria, 1864-5

 

Indice

1. Sergio Pasquandrea, Il brigantaggio postunitario

1.1 Le cause
1.2 Chi erano
1.3 Chi li appoggiava
1.4 Cronologia
1.5 Dati
1.6 La repressione

1.6.1 La strage di Pontelandolfo a Casalduni
1.6.2 La legge Pica
1.6.3 L’eredità della Priora

1.7 Carmine Crocco

 

2. Filomena De Marco (Filomena Pennacchio)
3. Michelina De Cesare
4. Rocco Chirichigno (Il Coppolone)
5. Michele Pezza (Fra’ Diavolo)

 

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Gennaio 14th, 2019

Tucidide, Il dialogo dei meli: dissoi logoi e diritto del più forte

by gabriella

Tucidide (460 – 395 a.C.)

Nel 416, l’isola di Melo, neutrale anche se amica di Sparta, rifiutò di entrare a far parte della lega ateniese. Dopo un lungo assedio, gli ateniesi passarono per le armi tutti gli adulti maschi caduti nelle loro mani e resero schiavi i fanciulli e le donne, concludendo la guerra con l’occupazione militare dell’isola.

L’episodio, minore per rilevanza militare, riveste evidentemente un significato particolare per l’ateniese Tucidide che riferisce il drammatico colloquio tra i meli e gli emissari ateniesi presentando temi e forma argomentativa propri della sofistica [La guerra del Peloponneso, V, 85-114].

Gli ateniesi presentano la situazione con brutale franchezza: Atene ha interesse a sottomettere Melo, non a distruggerla. E’ meglio perciò che ognuno valuti con realismo la circostanza, perché non si parla di giustizia in una condizione di radicale diseguaglianza dei rapporti di forza.

I meli accettano a malincuore di lasciare il discorso sulla giustizia e di portarsi sul piano dell’utilità e consigliano gli ateniesi di rispettare la loro neutralità perché, in caso contrario, provocherebbero la riprovazione di tutti i greci e la ritorsione di Sparta, ma l’argomento non convince gli emissari che vedono l’ipotesi proposta dai meli come un’ammissione di debolezza da parte di Atene.

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Gennaio 13th, 2019

Umberto Eco, Perché la filosofia

by gabriella

Umberto Eco (1932 – 2016)

L’introduzione al manuale di filosofia per i Licei, Storia della Filosofia, curato da Umberto Eco e Riccardo Fedriga per Laterza.

 

 

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Gennaio 10th, 2019

Pierre Hadot, Il domandare socratico

by gabriella

Tratto da Che cos’è la filosofia antica? Torino, Einaudi, 2010.

Quando Socrate pretende di non sapere che una cosa, ossia di non sapere nulla, è perché rifiuta l’idea tradizionale del sapere.

Il suo metodo filosofico non consisterà nel trasmettere un sapere, il che equivarrebbe al rispondere alle domande dei suoi discepoli ma, al contrario, nell’interrogare i suoi discepoli, dato che lui stesso non ha niente da dire, niente da insegnare riguardo al contenuto teorico del sapere […].

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Tuttavia, questa critica del sapere, apparentemente del tutto negativa, ha un doppio significato.

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Gennaio 9th, 2019

Buba, la ricetta del Domoda

by gabriella

Tra un ricordo della mamma, lasciata in Gambia, e uno del carcere libico, Buba illustra la ricetta del Domoda, una versione del cous cous alle verdure che include il burro d’arachidi.


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