Archive for ‘Scienze’

Ottobre 29th, 2019

La plastica

by gabriella

Speciale Repubblica sulla plastica con indicazioni su come combattere l’inquinamento e un quiz per chiedersi quanto ne sappiamo su questo materiale quasi indistruttibile che ricopre gli oceani.

 Nell’immagine di destra l’isola di plastica che si è formata nel Pacifico, attualmente grande tre volte la Francia.

Maggio 17th, 2019

Sandro Iannaccone, Non esiste una realtà “oggettiva”

by gabriella

oggetto della nostra dimensione materiale

Un articolo uscito su Wired, presenta l’ultimo affascinante esperimento di meccanica quantistica dedicato alla prova sperimentale del principio di indeterminazione di Heisemberg, secondo il quale lo sguardo dell’osservatore, in particolare l’attività di misurazione, modificano ciò che si sta guardando.

La realtà quantistica, spiega Rovelli intervistato in proposito, è sostanzialmente relazionale: ogni elemento esistente appartiene a due sistemi, non ad uno soltanto.

Prendete un pallone. Da calcio, da basket, da pallamano; non importa. Sparatelo con un cannone e riprendete la scena con telecamere ad altissima definizione. Ora riesaminate il video al computer – vi è concessa tutta la potenza computazionale di cui avete bisogno – e provate a determinare, istante per istante, posizione e velocità del pallone.

Se siete stati abbastanza accurati, riuscirete senza dubbio a portare a termine il processo di misura in modo più che soddisfacente: i numeri che otterrete coincideranno, con ottima approssimazione, con quelli previsti dalle equazioni dei modelli teorici che descrivono il moto del pallone.

E potete star certi che il pallone, con o senza telecamere, avrebbe percorso esattamente la stessa traiettoria con le medesime caratteristiche. In altre parole, e generalizzando: ai sistemi macroscopici poco importa chi li sta osservando, e come lo sta facendo.

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Marzo 3rd, 2019

L’intelligenza degli animali

by gabriella

La puntata di L’umanità e altri animali andata in onda il 23 febbraio 2019 su RadioRai3

Dicembre 23rd, 2018

Dendrostyla, il primo fiore è sbocciato nel Giurassico

by gabriella

Dendrostyla

Il mondo giurassico ha forse conosciuto i primi fiori. Tratto da Repubblica.it.

Anche i dinosauri vissuti nel primo Giurassico hanno potuto vedere i fiori sbocciare. La prova del fiore più antico della storia, il Nanjinganthus dendrostyla, è in un fossile trovato nella regione cinese del Nanjing, a ovest di Shanghai. Fino ad ora i resti più antichi di una pianta con infiorescenza, dette angiosperme, era datata 130 milioni di anni fa, nel Cretaceo.

Perfino i modelli di simulazione virtuale stimavano che i fiori sulla terra fossero comparsi non prima di 140 milioni di anni fa. Adesso questa nuova scoperta, pubblicata su eLife, porta molto più indietro l’arrivo dei primi petali.

“I ricercatori non sapevano dove e come si fossero sviluppati i primi fiori. Sembrava quasi che fossero semplicemente spuntati dal nulla durante il Cretaceo- afferma Qiang Fu, autore dello studio e professore all’Istituto di geologia e paleontologia del Nanjing – studiare i fossili dei fiori, specialmente quelli risalenti a periodi geologici molto lontani, è l’unico modo per risolvere questo interrogativo”.

Le prime angiosperme

Per riuscire a individuare il fiore, Fu e i suoi colleghi hanno esaminato oltre 30 campioni di rocce contenenti tracce di 200 piante diverse. Tutti i campioni provenienti dalla regione del Nanjing contenevano tracce fossili risalenti al Giurassico. Tra questi, i ricercatori hanno potuto individuare molte tracce del fiore.

Dall’analisi dei resti si deduce che il fiore aveva petali incurvati a forma di cucchiaio, simili a quelli di un fiore di magnolia, disposti intorno a un corpo centrale. Una delle caratteristiche distintive delle angiosperme, sono gli ovuli completamente racchiusi, gli antenati dei semi, che appaiono prima dell’impollinazione.

La Dendrostyla appartiene senza dubbio a questa categoria, affermano i ricercatori. Il fiore ha infatti una struttura a coppa in grado di accogliere e conservare ovuli e semi.

Il fiore di 99 milioni di anni: è ancora perfetto, incastonato nell’ambra

Alcuni dei ricercatori coinvolti avevano preso parte anche a uno studio che ha riguardato un altro esemplare di fiore, di almeno 160 milioni di anni fa, anche se la datazione è rimasta controversa.

I ricercatori sperano che la scoperta della dendrostyla possa fare luce sull’evoluzione dei fiori. Ancora non è chiaro se questo esemplare sia uno degli “antenati” che ha dato poi origine a specie di fiori successive, o se invece la sua linea genetica si è persa senza tramandare il proprio patrimonio.

“L’origine delle angiosperme è sempre stato un grattacapo per molti botanici. – ha dichiarato Xin Wang, ricercatore all’Istituto di geologia del Nanjing – La nostra scoperta è stata un grande passo avanti per la botanica è aiuterà a comprendere meglio le origini delle angiosperme. In questo modo, forse un giorno saremo in grado di sviluppare tecniche che ci permetteranno di prenderci cura in modo più efficace delle risorse vegetali del nostro pianeta”.

Dicembre 22nd, 2018

Alessio Figalli, IL fascino della matematica

by gabriella

Autografi e pioggia di selfie. Per una volta il destinatario delle richieste di un gruppo di giovani adolescenti non è stata una popstar o un vip della tv, ma il vincitore dell’ultima medaglia Fields, l’analogo del premio Nobel in campo matematico. Si tratta del professor Alessio Figalli, romano classe 1984 tornato nel suo quartiere di origine, l’Eur, per incontrare gli studenti delle superiori della zona interessati a provare a seguirne le orme.

“Della matematica mi affascina la sua struttura esatta dove tutti i pezzi si mettono insieme e tutto è certo, uno più uno fa sempre due”,

racconta il professore. Per Figalli però la matematica non è solo astrazione.

“Cos’è una foto? Milioni di pixel colorati ognuno in maniera diversa. In termini matematici è un oggetto composto da milioni di dimensioni, una per ogni pixel. Assegnando un numero a ciascuna dimensione, il nostro cellulare ci permette di potercele scambiare tra di noi”,

spiega. Tutto rose e fiori, insomma?

“Assolutamente no, la matematica è anche frustrazione – risponde Figalli agli studenti -. Per ogni idea buona ce ne sono venti e forse più che non funzionano. L’importante è non prenderla sul personale perché anche i fallimenti hanno moltissimo da insegnare”.

Tratto da https://video.repubblica.it.

Dicembre 19th, 2018

Radio3Scienza, Katowice è lontana da Parigi

by gabriella

Il drammatico bilancio della COP24, la conferenza internazionale sul clima, indetta per dare attuazione agli accordi di Parigi, appena conclusasi a Katowice, dalla voce di Daniele Pernigotti su Radio3Scienza.

Secondo il rapporto firmato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite e commissionato proprio nel corso della Conferenza sul clima di Parigi (COP21), l’aumento di un grado e mezzo della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali è ormai inevitabile e sarà realtà entro il 2030, e che l’obiettivo è adesso contenere tale aumento entro i 3 gradi centigradi.

Per riuscirci, sarà necessario tagliare le emissioni di Co2 del 45% nei prossimi due anni. Tali conclusioni sono state avversate dai delegati di Arabia Saudita, Kuwait, Russia e Stati Uniti, condizione che non ha permesso alla conferenza di riconoscerle ufficialmente, limitandosi a produrre un testo molto debole, secondo cui tutti i paesi “accolgono con favore il tempestivo completamento” del rapporto Ipcc.


Nel video seguente, le conseguenze del riscaldamento climatico che il rapporto del gruppo di lavoro intercontinentale dell’ONU sul clima giudica ormai inevitabile.





Ottobre 8th, 2018

Carlo Rovelli, Le radici della scienza contemporanea

by gabriella

L’omaggio della fisica contemporanea alla ricerca antica e allo spirito critico di Mileto e agli straordinari sviluppi scientifici della scuola di Abdera. Tratto da La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose [Raffaello Cortina, 2014].

Io scrivo cose che a me sembrano vere, perché i racconti dei Greci
mi sembrano pieni di contraddizioni e ridicoli [Ecateo, Storia]

Secondo la tradizione, nell’anno 450 prima della nostra era un uomo si imbarcò su una nave in viaggio da Mileto a Abdera. Fu un viaggio fondamentale nella storia della conoscenza.

Probabilmente l’uomo fuggiva rivolgimenti politici a Mileto, dove era in atto una violenta ripresa di potere da parte dell’aristocrazia. Mileto era stata una città greca ricca e fiorente, forse la principale città del mondo greco prima del secolo d’oro di Atene e Sparta. Era stata un centro commerciale molto attivo e dominava una rete di quasi un centinaio di colonie e scali commerciali che si estendevano dal Mar Nero all’Egitto. A Mileto arrivavano carovane dalla Mesopotamia e navi provenienti da mezzo Mediterraneo, e circolavano le idee.

Durante il secolo precedente si era compiuta a Mileto una rivoluzione di pensiero fondamentale per l’umanità. Un gruppo di pensatori aveva rifondato il modo di porre domande sul mondo e di cercare risposte. Il più grande fra loro era stato Anassimandro.

Da sempre, o almeno da quando l’umanità aveva lasciato testi scritti che sono arrivati fino a noi, gli uomini si erano chiesti come fosse nato il mondo, di che cosa fosse fatto, come fosse ordinato, perché avvenissero i fenomeni della natura. Da millenni, si erano dati risposte che si somigliavano tutte: risposte che facevano riferimento a intricate storie di spiriti, dèi, animali immaginari e mitologici, e cose simili.

Parte 1. Anassimandro

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Luglio 9th, 2018

Quattro scenari di sviluppo: tre apocalissi e una via d’uscita

by gabriella

Costruendo una civiltà ad alto consumo energetico, ogni giovane popolazione produce conseguenze sul proprio ecosistema.

I modelli matematici costruiti da un team di astrofisici ipotizzano che l’esito catastrofico delle conseguenze indotte da una popolazione sia probabile in rapporto di 3 su 4 ma che esista una possibilità residuale che qualche civiltà abbia potuto rendersi conto prima della fine delle conseguenze del proprio modello di sviluppo.

Noi quale abbiamo intrapreso?

Tratto da Repubblica.it.

Una delle domande più importanti per la sopravvivenza a lungo termine della specie umana è il modo in cui le civiltà gestiscono i cambiamenti che apportano ai loro ambienti a mano a mano che diventano più tecnologicamente avanzati. Questa domanda potrebbe anche aiutarci a valutare le possibilità che nell’universo esistano altre forme di vita intelligente.

Uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Astrobiology, suggerisce che ci sono quattro diversi scenari che una civiltà può seguire mentre si sviluppa. Uno di questi quattro percorsi conduce all’esistenza sostenibile. Ma negli altri tre casi le civiltà sfruttano troppo le risorse e collassano e di conseguenza si estinguono.

La domanda più logica, quindi, è: quale dei quattro percorso abbiamo intrapreso?

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Giugno 23rd, 2018

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica

by gabriella

Lo spazio è curvo e la meccanica newtoniana non vale per tutte le dimensioni della materia: se c’è un tratto essenziale nella scienza novecentesca è quello del dubbio, della rivoluzione, del ripensamento di ciò che sembrava più stabile.

In queste bellissime brevi lezioni, Rovelli ci presenta i due principali paradigmi della scienza novecentesca e il loro paradosso di teorie sperimentali empiricamente verificate e al tempo stesso in conflitto.

La più sorprendente delle due, la meccanica quantistica, ci suggerisce che nella realtà microfisica non c’è oggettività, che le cose non sono oggetti collocati in un luogo e capaci di spostarsi o di cambiare nel tempo, ma reti di relazioni, intersoggettività, materia che esiste solo quando va a sbattere con qualcos’altro. La stessa realtà pensata da Eraclito, Democrito, Epicuro, Hegel.

 

Indice

Lezione prima. La più bella delle teorie
Lezione seconda. I quanti
Lezione terza. L’architettura del cosmo
Lezione quarta. Particelle
Lezione quinta. Grani di spazio
Lezione sesta. La probabilità, il tempo e il calore dei buchi neri
In chiusura: noi

Lezione prima. La più bella delle teorie

Albert Einstein (1879-1955)

Nel 1905, Einstein scrive tre articoli per gli Annalen der Physik: il primo dimostra che gli atomi esistono davvero, il secondo apre la porta alla Meccanica dei quanti, il terzo presenta la prima versione della teoria della relatività: la cosiddetta relatività ristretta.

Isaac Newton (1642 -1726-7)

La teoria della relatività ha un successo immediato, ma Einstein si rende conto che non armonizza con la teoria della gravitazione universale di Newton. Risolverà il problema dopo dieci anni di studi.

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Giugno 10th, 2018

Capire lo zero

by gabriella

Si uniscono a delfini, pappagalli e primati, nella lista degli animali di cui sappiamo che comprendono il concetto “numerico” di zero.

Una capacità non scontata, che possiedono anche i bambini piccoli ma che per essere formalizzata ha richiesto migliaia di anni alle società umane.

Di Sandro Iannaccone per Repubblica.it..

Che cosa sono i numeri? Cosa significano? E, soprattutto, cosa è e cosa significa lo zero? È un concetto tutt’altro che banale, che la nostra specie, dall’alto dei suoi circa 86 miliardi di neuroni, ha impiegato migliaia di anni a padroneggiare e formalizzare. E che oggi, sorpresa delle sorprese, sappiamo essere compreso anche dalle api, il cui cervello, per confronto, contiene “appena” un milione di neuroni.
A raccontarlo, sulle pagine di Science, è un’équipe internazionale di ricercatori, del Bio-Inspired Digital Sensing Lab alla University of Melbourne, in Australia, e di altri istituti di ricerca.
Gli scienziati, in particolare, hanno condotto una serie di esperimenti e scoperto che le api, così come gli esseri umani e poche altre specie animali (tra cui delfini, pappagalli e primati), sono in grado di comprendere sia i concetti di numerosità (e i loro correlati di “maggiore” e “minore”) che quello, ben più astratto, di zero. Ovvero, in altre parole, che gli insetti sono in grado di collocare lo zero nel posto giusto all’interno di un’immaginaria scala dei numeri, comprendendo che si tratta di una quantità minore dell’uno e delle cifre successive.

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