Archive for ‘Scienze’

13 Novembre, 2020

Spunti di riflessione sul Covid

by gabriella

Nove mesi di propaganda Covid: strumentalizzazioni e cialtroneria

Il video di Svevo Moltrasio

 

Capire l’RT e la crescita esponenziale

La spiegazione del prof. Mercadante del Politecnico di Torino

 

Come funzionano i vaccini e le differenti metodologie

Come funzionano

25 Settembre, 2020

Cos’è la scienza

by gabriella

neuronsPer scienza intendiamo sia tutti i metodi logici, si­stematici che conducono alla conoscenza, sia il corpo effettivo di conoscenze prodotte da questi metodi.

Comunemente le scienze vengono distinte in due branche principali: le scienze naturali, che studiano i fenomeni fisici e biologici, e le scienze sociali, che studiano i vari aspetti del comportamento umano. Esi­stono importanti differenze tra le due branche, ma entrambe hanno lo stesso impegno in fatto di meto­do scientifico.

Tutte le scienze, naturali o sociali, partono dall’as­sunto che nell’universo esiste un qualche ordine sot­tostante. Gli avvenimenti, sia che riguardino le mo­lecole sia gli esseri umani, non sono casuali. Seguo­no un modello che è abbastanza regolare da permet­tere che su di essi si facciano delle generalizzazioni. Essi sono di importanza cruciale per la scienza perché ordinano avvenimenti apparentemente privi di significato in modelli che possiamo comprende­re. Diventa allora possibile analizzare i rapporti di causa ed effetto e spiegare così perché una cosa ac­cade e predire che, nelle stesse condizioni, accadrà ancora in futuro.

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29 Ottobre, 2019

La plastica

by gabriella

Speciale Repubblica sulla plastica con indicazioni su come combattere l’inquinamento e un quiz per chiedersi quanto ne sappiamo su questo materiale quasi indistruttibile che ricopre gli oceani.

 Nell’immagine di destra l’isola di plastica che si è formata nel Pacifico, attualmente grande tre volte la Francia.

17 Maggio, 2019

Sandro Iannaccone, Non esiste una realtà “oggettiva”

by gabriella

oggetto della nostra dimensione materiale

Un articolo uscito su Wired, presenta l’ultimo affascinante esperimento di meccanica quantistica dedicato alla prova sperimentale del principio di indeterminazione di Heisemberg, secondo il quale lo sguardo dell’osservatore, in particolare l’attività di misurazione, modificano ciò che si sta guardando.

La realtà quantistica, spiega Rovelli intervistato in proposito, è sostanzialmente relazionale: ogni elemento esistente appartiene a due sistemi, non ad uno soltanto.

Prendete un pallone. Da calcio, da basket, da pallamano; non importa. Sparatelo con un cannone e riprendete la scena con telecamere ad altissima definizione. Ora riesaminate il video al computer – vi è concessa tutta la potenza computazionale di cui avete bisogno – e provate a determinare, istante per istante, posizione e velocità del pallone.

Se siete stati abbastanza accurati, riuscirete senza dubbio a portare a termine il processo di misura in modo più che soddisfacente: i numeri che otterrete coincideranno, con ottima approssimazione, con quelli previsti dalle equazioni dei modelli teorici che descrivono il moto del pallone.

E potete star certi che il pallone, con o senza telecamere, avrebbe percorso esattamente la stessa traiettoria con le medesime caratteristiche. In altre parole, e generalizzando: ai sistemi macroscopici poco importa chi li sta osservando, e come lo sta facendo.

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3 Marzo, 2019

L’intelligenza degli animali

by gabriella

La puntata di L’umanità e altri animali andata in onda il 23 febbraio 2019 su RadioRai3

23 Dicembre, 2018

Dendrostyla, il primo fiore è sbocciato nel Giurassico

by gabriella

Dendrostyla

Il mondo giurassico ha forse conosciuto i primi fiori. Tratto da Repubblica.it.

Anche i dinosauri vissuti nel primo Giurassico hanno potuto vedere i fiori sbocciare. La prova del fiore più antico della storia, il Nanjinganthus dendrostyla, è in un fossile trovato nella regione cinese del Nanjing, a ovest di Shanghai. Fino ad ora i resti più antichi di una pianta con infiorescenza, dette angiosperme, era datata 130 milioni di anni fa, nel Cretaceo.

Perfino i modelli di simulazione virtuale stimavano che i fiori sulla terra fossero comparsi non prima di 140 milioni di anni fa. Adesso questa nuova scoperta, pubblicata su eLife, porta molto più indietro l’arrivo dei primi petali.

“I ricercatori non sapevano dove e come si fossero sviluppati i primi fiori. Sembrava quasi che fossero semplicemente spuntati dal nulla durante il Cretaceo- afferma Qiang Fu, autore dello studio e professore all’Istituto di geologia e paleontologia del Nanjing – studiare i fossili dei fiori, specialmente quelli risalenti a periodi geologici molto lontani, è l’unico modo per risolvere questo interrogativo”.

Le prime angiosperme

Per riuscire a individuare il fiore, Fu e i suoi colleghi hanno esaminato oltre 30 campioni di rocce contenenti tracce di 200 piante diverse. Tutti i campioni provenienti dalla regione del Nanjing contenevano tracce fossili risalenti al Giurassico. Tra questi, i ricercatori hanno potuto individuare molte tracce del fiore.

Dall’analisi dei resti si deduce che il fiore aveva petali incurvati a forma di cucchiaio, simili a quelli di un fiore di magnolia, disposti intorno a un corpo centrale. Una delle caratteristiche distintive delle angiosperme, sono gli ovuli completamente racchiusi, gli antenati dei semi, che appaiono prima dell’impollinazione.

La Dendrostyla appartiene senza dubbio a questa categoria, affermano i ricercatori. Il fiore ha infatti una struttura a coppa in grado di accogliere e conservare ovuli e semi.

Il fiore di 99 milioni di anni: è ancora perfetto, incastonato nell’ambra

Alcuni dei ricercatori coinvolti avevano preso parte anche a uno studio che ha riguardato un altro esemplare di fiore, di almeno 160 milioni di anni fa, anche se la datazione è rimasta controversa.

I ricercatori sperano che la scoperta della dendrostyla possa fare luce sull’evoluzione dei fiori. Ancora non è chiaro se questo esemplare sia uno degli “antenati” che ha dato poi origine a specie di fiori successive, o se invece la sua linea genetica si è persa senza tramandare il proprio patrimonio.

“L’origine delle angiosperme è sempre stato un grattacapo per molti botanici. – ha dichiarato Xin Wang, ricercatore all’Istituto di geologia del Nanjing – La nostra scoperta è stata un grande passo avanti per la botanica è aiuterà a comprendere meglio le origini delle angiosperme. In questo modo, forse un giorno saremo in grado di sviluppare tecniche che ci permetteranno di prenderci cura in modo più efficace delle risorse vegetali del nostro pianeta”.

22 Dicembre, 2018

Alessio Figalli, IL fascino della matematica

by gabriella

Autografi e pioggia di selfie. Per una volta il destinatario delle richieste di un gruppo di giovani adolescenti non è stata una popstar o un vip della tv, ma il vincitore dell’ultima medaglia Fields, l’analogo del premio Nobel in campo matematico. Si tratta del professor Alessio Figalli, romano classe 1984 tornato nel suo quartiere di origine, l’Eur, per incontrare gli studenti delle superiori della zona interessati a provare a seguirne le orme.

“Della matematica mi affascina la sua struttura esatta dove tutti i pezzi si mettono insieme e tutto è certo, uno più uno fa sempre due”,

racconta il professore. Per Figalli però la matematica non è solo astrazione.

“Cos’è una foto? Milioni di pixel colorati ognuno in maniera diversa. In termini matematici è un oggetto composto da milioni di dimensioni, una per ogni pixel. Assegnando un numero a ciascuna dimensione, il nostro cellulare ci permette di potercele scambiare tra di noi”,

spiega. Tutto rose e fiori, insomma?

“Assolutamente no, la matematica è anche frustrazione – risponde Figalli agli studenti -. Per ogni idea buona ce ne sono venti e forse più che non funzionano. L’importante è non prenderla sul personale perché anche i fallimenti hanno moltissimo da insegnare”.

Tratto da https://video.repubblica.it.

19 Dicembre, 2018

Radio3Scienza, Katowice è lontana da Parigi

by gabriella

Il drammatico bilancio della COP24, la conferenza internazionale sul clima, indetta per dare attuazione agli accordi di Parigi, appena conclusasi a Katowice, dalla voce di Daniele Pernigotti su Radio3Scienza.

Secondo il rapporto firmato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite e commissionato proprio nel corso della Conferenza sul clima di Parigi (COP21), l’aumento di un grado e mezzo della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali è ormai inevitabile e sarà realtà entro il 2030, e che l’obiettivo è adesso contenere tale aumento entro i 3 gradi centigradi.

Per riuscirci, sarà necessario tagliare le emissioni di Co2 del 45% nei prossimi due anni. Tali conclusioni sono state avversate dai delegati di Arabia Saudita, Kuwait, Russia e Stati Uniti, condizione che non ha permesso alla conferenza di riconoscerle ufficialmente, limitandosi a produrre un testo molto debole, secondo cui tutti i paesi “accolgono con favore il tempestivo completamento” del rapporto Ipcc.


Nel video seguente, le conseguenze del riscaldamento climatico che il rapporto del gruppo di lavoro intercontinentale dell’ONU sul clima giudica ormai inevitabile.





8 Ottobre, 2018

Carlo Rovelli, Le radici della scienza contemporanea

by gabriella

L’omaggio della fisica contemporanea alla ricerca antica e allo spirito critico di Mileto e agli straordinari sviluppi scientifici della scuola di Abdera. Tratto da La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose [Raffaello Cortina, 2014].

Io scrivo cose che a me sembrano vere, perché i racconti dei Greci
mi sembrano pieni di contraddizioni e ridicoli [Ecateo, Storia]

Secondo la tradizione, nell’anno 450 prima della nostra era un uomo si imbarcò su una nave in viaggio da Mileto a Abdera. Fu un viaggio fondamentale nella storia della conoscenza.

Probabilmente l’uomo fuggiva rivolgimenti politici a Mileto, dove era in atto una violenta ripresa di potere da parte dell’aristocrazia. Mileto era stata una città greca ricca e fiorente, forse la principale città del mondo greco prima del secolo d’oro di Atene e Sparta. Era stata un centro commerciale molto attivo e dominava una rete di quasi un centinaio di colonie e scali commerciali che si estendevano dal Mar Nero all’Egitto. A Mileto arrivavano carovane dalla Mesopotamia e navi provenienti da mezzo Mediterraneo, e circolavano le idee.

Durante il secolo precedente si era compiuta a Mileto una rivoluzione di pensiero fondamentale per l’umanità. Un gruppo di pensatori aveva rifondato il modo di porre domande sul mondo e di cercare risposte. Il più grande fra loro era stato Anassimandro.

Da sempre, o almeno da quando l’umanità aveva lasciato testi scritti che sono arrivati fino a noi, gli uomini si erano chiesti come fosse nato il mondo, di che cosa fosse fatto, come fosse ordinato, perché avvenissero i fenomeni della natura. Da millenni, si erano dati risposte che si somigliavano tutte: risposte che facevano riferimento a intricate storie di spiriti, dèi, animali immaginari e mitologici, e cose simili.

Parte 1. Anassimandro

Download (PDF, 327KB)

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9 Luglio, 2018

Quattro scenari di sviluppo: tre apocalissi e una via d’uscita

by gabriella

Costruendo una civiltà ad alto consumo energetico, ogni giovane popolazione produce conseguenze sul proprio ecosistema.

I modelli matematici costruiti da un team di astrofisici ipotizzano che l’esito catastrofico delle conseguenze indotte da una popolazione sia probabile in rapporto di 3 su 4 ma che esista una possibilità residuale che qualche civiltà abbia potuto rendersi conto prima della fine delle conseguenze del proprio modello di sviluppo.

Noi quale abbiamo intrapreso?

Tratto da Repubblica.it.

Una delle domande più importanti per la sopravvivenza a lungo termine della specie umana è il modo in cui le civiltà gestiscono i cambiamenti che apportano ai loro ambienti a mano a mano che diventano più tecnologicamente avanzati. Questa domanda potrebbe anche aiutarci a valutare le possibilità che nell’universo esistano altre forme di vita intelligente.

Uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Astrobiology, suggerisce che ci sono quattro diversi scenari che una civiltà può seguire mentre si sviluppa. Uno di questi quattro percorsi conduce all’esistenza sostenibile. Ma negli altri tre casi le civiltà sfruttano troppo le risorse e collassano e di conseguenza si estinguono.

La domanda più logica, quindi, è: quale dei quattro percorso abbiamo intrapreso?

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