Contatta la professoressa

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Potete entrare in contatto con me scrivendo all’indirizzo gabriella.giudici@gmail.com. Se preferite esprimervi pubblicamente, lasciate pure un messaggio nello spazio sottostante (che cancello ogni due o tre mesi).

122 Comments to “Contatta la professoressa”

  1. salve prof come sta? io bene anzi benissimo con la scuola va molto bene anche se questo è un periodo molto brutto per me, ho paura di non essere all’altezza del ragazzo che mi piace…ho paura di essere messa da parte, ho paura del mondo…..e lei che mi racconta di bello?? un saluto a presto

  2. Buongiorno Gabriella.

    Ho letto la sua pagina: I Milesii. Talete, Anassimandro, Anassimene. Temo che ancora oggi, alcuni non conoscono le mie ricerche innovative sulla Scienza di Talete e dei primi maestri di Mileto.

    Mi permetto allora di segnalarle la pubblicazione- luglio 2016- di un mio capitolo dal titolo:

    Il Talete non detto da Platone. ALCUNE CONSIDERAZIONI A PARTIRE DA UN LIBRO DI LIVIO ROSSETTI.

    contenuta nel Vol II- Platone nel pensiero moderno e contemporaneo- editrice Limina Mentis:

    Aldo Bonet, Il Talete non detto da Platone. Alcune considerazioni a partire da un libro di Livio Rossetti, in Andrea Muni (a cura di), Platone nel pensiero moderno e contemporaneo, vol. vii, Limina Mentis Editore, Villasanta (MB), luglio 2016, capitolo 10, pp. 139-200 – pp. 245- ISBN: 978-88-99433-39-0.

    Tanto le segnalo poiché possa citare questo mio capitolo contenuto nel Vol. VII nelle sue future pubblicazioni e, se avesse intenzione di prenotarlo potrà farlo anche ora, qui:

    1. http://www.ibs.it/code/9788899433390/zzz99-muni-a/platone-nel-pensiero-moderno.html

    2. http://www.libreriauniversitaria.it/platone-pensiero-moderno-contemporaneo-limina/libro/9788899433390

    Se desidera conoscere la presentazione del mio capitolo, veda pure qui:

    https://www.academia.edu/27242017/Il_Talete_non_detto_da_Platone._Alcune_considerazioni_a_partire_da_un_libro_di_Livio_Rossetti

    Preciso che tutte le mie ricerche sono in rete e che lo scrivente non percepisce un solo euro sulle vendite, ma ciò che fa è solo per passione e amore di una vita spesa per il piacere della buona e corretta ricerca scientifica.

    Grazie della collaborazione.

    Aldo Bonet

  3. buongiorno professoressa, sono una studentessa di liceo indirizzo scienze umane e quest’anno dovrò sostenere l’esame di maturità. facendo delle ricerche per la mia tesina, in particolare Maritain, quindi materia pedagogia, mi sono imbattuta nel vostro sito e devo dire di essermi trovata benissimo. le vorrei chiedere un favore: non riesco a trovare nessuna buona introduzione sulla reazione antipositivistica in pedagogia, come cambia e ciò che distingue i nuovi pedagogisti da quelli vecchi. mi potrebbe aiutare?

  4. ‘Pillole del sapere’: prosciolti tre funzionari Miur

    Si è chiusa con un nulla di fatto giudiziario la vicenda delle “pillole del sapere”. “Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato”, ha sentenziato il gup di Firenze, Tommaso Picazio. Sono così stati prosciolti l’ex capo del dipartimento Programmazione e gestione delle risorse del Miur, Giovanni Biondi, l’ex direttore generale del Dipartimento per lo Studente del dicastero di viale Trastevere Massimo Zennaro e il direttore dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica, Antonio Giunta La Spada.

    I tre funzionari pubblici erano stati accusati di irregolarità nella gestione dei fondi del ministero dell’Istruzione destinati alla ricerca e legati a prodotti didattici multimediali.

    Il procedimento era stato avviato dalla procura di Roma alla luce di un dossier anonimo che faceva riferimento in particolare all’affidamento nel 2010 dell’appalto per le ‘Pillole del sapere’: spot educativi di 3 minuti ognuno destinati alle scuole.

    Nel dicembre 2011 la direzione generale dello studente, diretta allora da Massimo Zennaro, assegnava ad Ansas 1.300.000 euro per sviluppare il tema della digitalizzazione e della multimedialità nelle scuole.

    Il Capo dipartimento Biondi nel gennaio 2012 costituiva la commissione congiunta Miur-Ansas per dare un supporto tecnico e didattico all’individuazione delle tematiche più urgenti e più sentite all’interno degli istituti. L’Ansas a quel punto decideva di acquistare attraverso Consip, l’ente del Ministero delle Finanze per la trasparenza degli acquisti nella Pubblica Amministrazione, contenuti multimediali dell’azienda Abc per 730.000 euro.

    La trasmissione Report parlava di “soldi a palate all’azienda di Ilaria Sbressa, moglie di Andrea Ambrogetti, direttore delle relazioni istituzionali di Mediaset e presidente dell’associazione del digitale terrestre”.

    Dopo tre anni sono cadute le accuse di abuso d’ufficio e la vicenda è stata chiusa.

    PROFESSORESSA CREDO CHE LEI CI DEBBA DELLE SCUSE PUBBLICHE O PROCEDIAMO CON LE DENUNCE DI DIFFAMAZIONE ANCHE A SUO NOME.
    CORDIALITÀ’.

    • E’ ancora possibile dare giudizi pubblici su comportamenti pubblici. Può rileggersi cosa ho scritto a suo tempo sulla vicenda: il tono del suo messaggio la qualifica definitivamente.

  5. Buonasera prof,ho finito la mia tesina con prezi e vorrei fargliela vedere per sapere che cosa ne pensa.Come faccio?

  6. Salve prof. le ho inviato un’email all’indirizzo sopra riportato. Spero le sia arrivata.

  7. ciao prof sono costanza i giorni nella scuola nuova sn faticosi anche se studio molto tutti i giorni come sta edoardol? qui tutto bene mi manca molto prof……sn cresciuta fisicamente e mentalmente

  8. Ciao Gabriella,

    (mi permetto il ‘tu’ in quanto collega!) avevo piacere a complimentarmi per questo tuo interessantissimo blog, per la ricchezza e la qualità dei contenuti offerti!.. adesso che l’ho scoperto, non mancherò di seguirlo con attenzione!

    luca bezzini

    • Grazie Luca, un doppio tu tra noi, come colleghi e come blogger. Per la prima volta, quest’anno ho potuto “non adottare” un libro di testo e indicare al suo posto il materiale autoprodotto della docente, che è tutto qui. Vedo che tu fai un po’ lo stesso. Sindacalmente chissà chi ce lo fa fare, ma è una bella boccata di libertà dagli standard editoriali (ho pure scoperto che il “mio” Platone è praticamente il contrario della vulgata corrente: o mi sbaglio di brutto o farò scuola :-))

  9. Ciao Gabriella, ti ho mandato una mail a -prof@gabriellagiudici.it-. Spero che sia quello giusto! -emiliano

  10. PROF SONO SEMPRE IO COSTANZA COME VA? IO BENE SABATO VADO AI BARACCONI HO PROMESSO CHE NN FARò NESSUN GIOCO SPERICOLATO POI SEMPRE SABATO VADO A CENA FUORI CON IL MIO RAGAZZO….

  11. Ciao Gabriella, come ti va? Ti ho scritto sulla mail, ma mi sa che non ci hai ancora guardato! -Emiliano (apprendista elettricista e attore!)

  12. PROF LE VOGLIO MOLTO BENEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  13. prof volevo sapere se le è arrivato il mio compito sull’humanitas.. Enxhi

  14. Ho letto da:
    http://scienzeumanegiudici.wordpress.com/2012/07/21/la-fondazione-del-diritto-di-proprieta-storia-di-unidea-dai-padri-della-chiesa-a-john-locke/
    le sue argomentazioni su:
    “La fondazione del diritto di proprietà. Storia di un’idea dai padri della Chiesa a Locke”
    dove mi pare di capire che il “diritto alla proprietà privata” abbia subito una forzatura rispetto alla concezione originaria, da Locke, per rispondere alle nuove esigenze dell’industrializzazione e del capitalismo nascente.
    Con la scusa dell’industrializzazione i “capitalisti” hanno usurpato il potere di appropriazione, senza vincoli e limiti, di ogni cosa.
    Il “diritto di proprietà” è stato esteso oltre agli immobili ai mezzi di produzioni e alle produzioni culturali, persino alle scoperte scientifiche anche nel campo della medicina, attraverso i brevetti. Si è perso del tutto il concetto di “benefattori dell’umanità” che nel passato ha contraddistinto i grandi ricercatori e inventori che con le loro scoperte hanno contribuito all’enorme progresso dell’umanità, senza che ne traessero ricchezza secondo il concetto capitalistico moderno. Il “diritto di proprietà” col capitalismo liberista, la cui espressione massima è il cosiddetto “libero mercato”, è diventato ereditario ed esercita un potere assoluto su singole persone e popoli, nella forma più deteriore delle monarchie assolutistiche del passato. Il potere appartiene al popolo affermano i moderni democratici populisti, facendo dimenticare che il potere si può esercitare solo se si detiene il possesso e il diritto all’uso dei beni .
    “Il libero mercato” è diventato il nuovo dio supremo e capriccioso, come quelli delle antiche divinità elleniche, a cui tutto si deve immolare, con l’aggravante che ci viene propinato come l’unico mezzo che può permettere a tutti l’emancipazione da tutte le nostre condizioni di bisogno.
    Ma la centralità dell’uomo dell’umanesimo cristiano e laico e, persino, dell’illuminismo (che nella storia ha manifestato nei nazionalsocialismi, nei socialismi reali e nei liberismi tutti i suoi limiti) che fine ha fatto concretamente?
    Nella dottrina cristiana cattolica in che modo si è giustificato e si giustifica oggi che il “diritto alla proprietà” è diventato di fatto un diritto “naturale” che esercita il suo enorme potere disgregativo e di ingiustizia sociale, permettendo una sottomissione schiavizzante a una esigua minoranza di “capitalisti del libero mercato” che con l’avvento della globalizzazione possono esercitare un potere assoluto, come mai prima nella storia, un potere devastante che fa diventare, persone e popoli, “proprietà” di un’oligarchia mondiale ristrettissima e senza scrupoli.
    E i cristiani, e in particolare quelli cattolici, come possono partecipare a questa “oligarchia”? Come possono accettare questa nuova espressione di aberrante schiavitù?
    Potrebbe aiutarmi ad approfondire, attraverso i suoi studi storici filosofici e dottrinali in che modo noi cattolici possiamo e dobbiamo, a partire dalle radici della nostra cultura, aiutarci ed aiutare ad immaginare una “nuova società” più equa e solidale? Oppure correggermi se c’è qualcosa di erroneo in quello che mi sembra di aver capito leggendo le sue argomentazioni?
    Grazie , Salvatore Cupperi

    • La ringrazio dell’attenzione. Le domande che lei mi pone (in particolare l’ultima: come può il cristiano accettare la schiavitù?) hanno una lunga storia che parte (almeno) dai movimenti pauperistici e dalle eresie medievali, osservando i quali si può constatare come le richieste di rinnovamento religioso e di fratellanza siano sistematicamente sfociate nelle due direzioni dell’eresia, cioè della critica esplicita al potere secolare della Chiesa e al suo magistero o nella fondazione di nuovi ordini che fondevano l’obbedienza e l’accettazione della Chiesa com’era ad un messaggio rinnovato (da Francesco d’Assisi a -probabilmente- papa Bergoglio). [Su questi temi, a me è stata utile la lettura dei due volumi di storia moderna di Prosperi].

      Ai miei occhi (e al mio sguardo laico), il primo filone, almeno in Europa, si è da tempo secolarizzato: da secoli convivono umanesimi diversi, ma le istanze di emancipazione che si sono poste il problema dell’efficacia, cioè del concreto cambiamento al di là della semplice testimonianza, sono nate e si sono sviluppate fuori della Chiesa. Diverso il caso americano, con la teologia della liberazione,la quale però quando non è stata apertamente combattuta dalle gerarchie ecclesiastiche è stata comunque emarginata ed isolata.

      Non credo di aver soddisfatto le sue richieste, ma ai problemi che lei pone io mi sono data queste risposte tanti anni fa (nemmeno ventenne) e non ci sono più tornata sopra.

      La saluto cordialmente

      • La ringrazio per la risposta e per i suoi suggerimenti, ma, come lei stessa ha già intuito, non sono esaurienti alla mia esigenza di approfondire e comprendere i principi che sottendono all’accettazione, da parte della Chiesa e del mondo cattolico, della “proprietà privata” in senso liberista. E’ vero che nella teologia della liberazione si affronta questa tematica, ma si basa troppo sull’analisi marxista della società, dove l’uomo viene concepito non come persona, unica e irripetibile, ma come parte della massa, concetto completamente antitetico alla visione antrologica cristiana. Senza negare, comunque che alcune analisi e certi “valori”, “marxisisti”, possono essere condivisi, anche perchè non sono categorie innovative, ma vengono mutuate dal cristianesimo nelle sue espressioni più significative come solidarietà, uguaglianza e giustizia, che nel Vangelo prendono sostanza dalla rivelazione che tutti siamo figli di Dio e nell’inno alla carità di san Paolo raggiungono il vertice della valorizzazione dell’uomo. Carità che in san Paolo diventa l’unica vera legge delle relazioni sociali.
        In riferimento alle due direzioni delle eresie, a cui si riferisce, credo sia più corretto affermare che solo quelle che hanno provocato scismi o divisioni sono delle reali eresie, almeno per quando riguarda la chiesa cattolica, mentre il rinnovamento apportato da san Francesco rientra nell’ottica della Chiesa sempre riformanda, che è opera dello Spirito Santo.
        Convengo con lei che l’attuale papa Francesco possa riuscire a valorizzare potere come servizio, testimonianza come concretezza e fede come risposta ai bisogni reali dell’uomo, in quanto persona, espressione di unità inscindibile di spirito e corpo.
        Per questo desidero capire, pur nel rispetto della buona volontà e dell’onesta intellettuale di tanti cattolici, in che modo si è deviato, a mio avviso, dal concetto di proprietà per uso proprio al concetto di proprietà come accumulo.
        Mi creda la fede è certezza nelle verità rivelate, ma fatica e ricerca per trovare gli strumenti più idonei alla loro realizzazione. Penso che si riferisse a questo quando san Paolo esortava i primi cristiani a saper rendere conto, con la ragione, della propria fede.

        Cordialmente, Salvatore Cupperi.

        • Mi permetto qualche piccola precisazione su marxismo ed eresia: il marxismo e Marx non si riferiscono affatto all’uomo come parte della “massa”, questa visione viene, al contrario, dalla letteratura borghese tra otto e novecento come reazione alla formazione delle nuove soggettività popolari (nel caso alludesse al materialismo storico, ne possiamo parlare, ma si tratta di altro).

          Per quanto riguarda le eresie, suggerirei di definire tali tutte le visioni giudicate non ortodosse e condannate a questo titolo dalla Chiesa, indipendentemente dai loro esiti. Non c’è eresia se non rispetto a un’ortodossia: Francesco sostenne la stessa esigenza di rinnovamento dei (posteriori) spirituali e zoccolanti, ma avendo anteposto l’obbedienza alla povertà fu visto come un (importante) riformatore in grado di rinnovare dall’interno un edificio pericolante (ricorderà la famosa immagine di Giotto che appare in sogno a Innocenzo III). Intendo dire che le sue tesi non differiscono sostanzialmente da quelle “eretiche”, diverso è solo il ruolo che giocano in relazione all’istanza di rinnovamento della Chiesa (in sintesi, fu lui IL rinnovamento, mentre il papa mantenne invariati l’opulenza e il potere del suo governo temporale).

          Rispetto alla domanda che si (e mi) pone, credo che non sia facile darsi una risposta senza considerare il ruolo del cristianesimo nella formazione della società moderna: indagare in questo senso le farebbe considerare le cose in modo più chiaro, senza dover rinunciare al suo approccio confessionale. Se ritiene che possa esserle utile, possiamo parlarne.

          Cordialità.

  15. segnalazione
    della serie – non ce l’hanno mai raccontata giusta
    http://icebergfinanza.finanza.com/2013/03/27/implicit-debt-un-italia-da-tripla-a/

  16. 22 novembre 2012
    Comunicato Stampa ”Pillole del Sapere” – L’anticipazione
    Anticipiamo a titolo esemplificativo la pubblicazione di uno dei prodotti acquistati su CONSIP
    di Indire

    A seguito della trasmissione “Report” dello scorso 18 novembre, e anche in risposta alle richieste pervenute, anticipiamo, a solo titolo esemplificativo, la pubblicazione di uno dei prodotti acquistati su CONSIP sulla base delle tematiche individuate dal gruppo di lavoro costituito dal MIUR.
    Sarà così possibile verificare che si tratta di materiale originale realizzato sulla base di una sceneggiatura pensata per rispondere sia ad esigenze di natura informativa/divulgativa sia di carattere didattico/formativo sui temi di Educazione ambientale, Educazione alimentare/salute ed Educazione stradale.

    Nel filmato è contenuta anche l’animazione grafica che ha lo scopo di riproporre un promemoria riepilogativo sui concetti chiave del tema trattato.
    A ogni filmato è correlato un Laboratorio di proposte didattiche adeguate rispetto al livello scolastico di riferimento.
    Il materiale sopradescritto, insieme a quello frutto delle esperienze didattiche su tali tematiche sviluppato dalle scuole stesse, per un totale di 50 prodotti audiovisivi e/o multimediali, sarà inserito in una Libreria Digitale online disponibile entro l’anno.

    http://www.indire.it/alert/

  17. Buongiorno Professoressa,
    ho cercato di decifrare il seguente articolo ma trovo delle
    difficoltà notevoli :
    una riflessione sull’impostura filosofica, per tornare al punto:
    https://criticaimpura.wordpress.com/2012/10/15/nichilismo-tautologia-poietica-e-travaglio-dellaletheia-una-riflessione-sullimpostura-filosofica-per-tornare-al-punto/

    • non escludo di trovarle anch’io 😉 ma lo leggerò (nemmeno i miei studenti mi chiamano professoressa, qui ci apostrofano con “prof.”). Ciao

    • Salve, sono l’autrice dell’articolo.
      Se vuole chiarimenti, gentile Pietro, può chiederli direttamente a me in mail. Scriva pure a criticaimpura@gmail.com specificando che cosa non le è chiaro. Anticipo che l’articolo non è un testo espositivo ma un discorso critico.
      Cordialmente
      Sonia Caporossi

      • Gentile Sonia,
        mi sono rivolto alla prof. Gabriella a causa della mia scarsa competenza
        in materia filosofica. Ho scelto di comunicare all’interno del suo blog perchè,
        conscio dei miei limiti penso che chi, impegnato quotidinamente a trasmettere
        saperi e conoscenze alle giovani generazioni sappia tradurre temi complessi.
        Nel suo discorso critico, con il quale non potrei misurarmi direttamente ho
        pensato, forse ingenuamente, di avere una possibilità di lettura semplificata
        tramite terza persona, suo malgado, da me eletta a traduttrice di temi
        complessi che molto probabilmente non possono essere tradotti al neofita
        quale io sono.
        Mi scuso con Lei, con la conduttrice di questo blog che mi ospita e saluto.

        Pietro

      • Cara Sonia,
        credo che Pietro volesse incuriosirmi e naturalmente c’è riuscito. Credo di capire anche perché trovi oscuro il suo testo. La sua infatti non è una discussione su qualcosa, ma su molte cose, tenute tutte insieme e date per conosciute. In questo modo di procedere, se chi scrive non sente la necessità di pensare davanti a un pubblico, esplicitando in modo dimostrativo le proprie considerazioni, non rende un servizio di chiarificazione a se stesso (il famoso dialogo dell’anima con se stessa) né a chi lo legge.

        In filosofia l’obbligo della chiarezza oltrepassa la semplice questione di metodo per diventare una questione etica. Poiché discutendo includiamo o escludiamo, conviene tener conto delle massime di Grice (qualche riferimento, non per lei, ma per chiunque passi di qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Massime_conversazionali). Se diamo uno sguardo al merito, la questione diventa poi ancora più importante: da questo punto di vista, la ricerca non può che essere un fatto collettivo (nessuno ha creato dal nulla, nemmeno Talete che, come sa, non è stato il primo uomo sulla terra) e non ha alcun senso se non incide sulla realtà. Se smarriamo questo elemento, non mi sorprende il desiderio di “tornare al punto”.

        Credo che gli autori che cita criticamente la pensassero più o meno in questo modo. Per questo non risultano oscuri a chi li legge e molte delle obiezioni che muove hanno già trovato risposta nei loro scritti ..

        • Cara collega,
          La ringrazio dei suggerimenti che tradiscono la sua evidente deformazione professionale; la capisco, a volte divento cattedratica anch’io, a noi professori succede anche quando non vogliamo. Quanto alla “questione etica” legata alla necessità della chiarezza in filosofia, sono perfettamente d’accordo, non foss’altro che, in filosofia, in larga parte l’ethos è il methodos. Temo però che lei consideri “le molte cose tenute insieme” come date “per conosciute” per due motivi fondamentali: il primo è che in effetti sono “conosciute” a chiunque abbia letto anche gli articoli precedenti in cui si espone a tappe una critica del costruttivismo filosofico, e a chiunque abbia avuto quantomeno la pazienza di leggere i commenti in calce ai vari articoli, addotti da commentatori che evidentemente hanno avuto, a loro volta, l’acutezza non solo di comprendere punto di vista, temi e problemi, ma anche di proporre alternative e correggerne il tiro. A mio parere, la ricerca come procedimento collettivo, vista la qualità della condivisione, è stata perfettamente ottemperata in base agli scopi e alle intenzioni del nostro blog. Il secondo motivo a cui mi riferivo, a me pare, è un problema di metodo; ed i problemi di metodo, accennavo prima, non possono essere mai travalicati in nome di una presunta etica data per buona, mi permetta di dissentire; perché in filosofia, come dicevo, il metodo stesso è una parte importante dell’ethos. Mi spiego subito. Fra un testo divulgativo (poniamo: scolastico) e un testo di indagine (poniamo: scientifico) intercorre la stessa differenza che passa fra un lavoro prodotto in base al metodo assiomatico (aristotelico) ed uno prodotto in base al metodo euristico (platonico: ecco, lo vede? Ci sono cascata. Sto diventando cattedratica!). Il primo è fatto per le dimostrazioni di nozioni note, è dotato di estrema chiarezza ma non dice altro da ciò che dimostra, che è sempre qualcosa di preesistente. Il secondo è il procedimento della ricerca e della scoperta, a differenza del primo aggiunge scienza, ma procede a tentoni e, a tratti, non può esentarsi da una certa oscurità. L’etica dell’intenzione sta tutta qui. Ora, io non sto millantando una scoperta scientifica di inestimabile importanza per il tramite di quell’articoluccio da me malauguratamente partorito: dico solo che, sul mio blog, ribadisco, non sul suo, mi sono proposta un dibattito su alcuni temi di fondamentale importanza filosofica, ed il dibattito c’è stato, anzi, continuano ad arrivare contributi in forma di articoli da parte dei lettori, il dibattito si sta articolando ed è ancora in corso. Voglio dire: Critica Impura non è un blog di quelli dove uno pontifica e gli altri domandano e quello che ha pontificato in precedenza risponde continuando a pontificare. Sa quanti ne esistono di blog del genere? Uhhh!… E non è neanche un blog (è questo il punto) dove “si spiegano i filosofi”. Per questo, c’è l’ottimo filosofia.net del giovane Diego Fusaro; e magari il suo. Direi che fate già un ottimo lavoro. Critica Impura è un blog che non offre una cassetta degli attrezzi, è un blog che prova, nel suo piccolo, a costruire e riparare. Quanto al signor Pietro, sono intervenuta direttamente sul suo blog esclusivamente perché sono sempre a disposizione di chi vuole chiarimenti: sarei felice se mi contattasse, ribadisco, per tutte le spiegazioni di cui avrà voglia e necessità. Ho dato la mail perché il testo è sul mio blog, non sul suo; e mettermi a spiegare un testo altrove sarebbe, questo sì, privo di senso, perché i lettori terzi rimarrebbero esclusi completamente dal sottotesto e non capirebbero.
          La ringrazio dell’attenzione, con stima e cordialità
          Sonia Caporossi

  18. prof non riesco a mandarle il lavoro di aristotele!come faccio?

  19. La ringrazio davvero tanto. Capisco perche’ i suoi alunni le vogliono cosi bene. Grazie elisa

  20. gentilissima professoressa, sono la mamma di un ragazzino disgrafico e anche un pò disortografico. vorrei trasferirmi per migliorare la ns. condizione (visti probl. sul lavoro. saprebbe dirmi se è un passaggio attuabile? sa se in francia la scuola è preparata a ricevere questi ragazzi? la ringrazio e complimenti per quello che fa.
    elisa

    • Grazie dell’apprezzamento, signora. Non conosco abbastanza la scuola francese per risponderle, giro la sua domanda ai colleghi francesi, ma sarebbe utile sapere se suo figlio frequenta la scuola media di primo o secondo grado.

      • Michele sta frequentando la prima media ( secondaria di primo grado) con 1000 difficolta’ legate alla scaraa disponibilita’ . Pensi che sto firmando avvisi e circolari non sapendo cosa firmo. Ogni volta lo faccio presente ma e’ un muro difficile da tirare giu’. Come genitori abbiamo davvero paura che un ragazzino come lui, cosi avuto veloce curioso e brillante perda l’ amore per lo studio. Grazie comunque per tutto. Elisa

        • Non capisco bene cosa le facciano firmare, ma se il significato di questi documenti le é oscuro pretenda chiarimenti (ne ha diritto) o si consulti con le associazioni di genitori di bambini dislessici nella sua città o in rete. Per quanto riguarda la sua domanda sulla didattica per dislessici in Francia, ho girato la sua richiesta a colleghi francesi che stanno cominciando a rispondermi: la terrò informata.

      • Sto ricevendo risposte circostanziate dai colleghi francesi che le sintetizzo in questo modo: la scuola francese si sta attrezzando per l’insegnamento ai ragazzi DSA, anche se ipotizzare il trasferimento di un ragazzo dislessico di madre lingua diversa, richiede di considerare attentamente le difficoltà ortografiche del francese. Se vuole approfondire con me, mi scriva pure all’indirizzo gabriella.giudici@gmail.com.

  21. Bonjour à vous!
    Voila, votre traduction est en ligne sur mon blog, sous la page “iltaliano”.
    j’en suis très heureux et vous en remercie.
    Avec mes amitiés,
    JP Galibert

  22. beh , almeno nella sua biblioteca , una citazioncina al vecchio Vaneigem poteva pur farla . . . . o forse è ancora troppo rischioso ! ? ! ; – ) ) )

    • ho corso il rischio dedicandogli l’incipit del blog 😉 ma, con vizio da vecchia umanista, non ho incluso ne “la biblioteca della prof.” i miei testi digitali, là sono elencati solo i libri di carta che possiedo ..

  23. Prof salve sono Camilla Salvadori..non riesco a trovare il video che parla del bullismo..mi può aiutare?

    • Questa volta prova a trovarlo senza link: clicca su “programmi”, scendi fino a “scienzeumane.secondo liceo”, per il video di joel burns “Joel Burns. Basta suicididi ragazzi gay”; invece Losers e gli altri che ho citato, nonché i testi letti in classe sono all’interno di “bullismo”.

  24. Salve professoressa siamo Nicola Alunni e Camilla Salvadori e stiamo facendo i compiti insieme, ma non troviamo i testi dedicati all’apprendimento ne riusciamo a creare una mappa su grapholite e per stampare i fogli non abbiamo il materiale. Come possiamo fare? ci puo dare un po piu di tempo x organizzarci con il lavoro?

  25. ho un figlio che si appresta ad entrare alle scuole medie, non mi va di chiamarle primaria, secondaria ecc…. a detta di tutti il triennio sarà una pena da scontare per alunni e famiglie. perchè? davvero la scuola media si è ridotta così. si esce con ottimi voti dalle scuole elementari, e ci si ritrova alla fine del triennio con poche nozioni nuove,e con il “problema” di dover affrontare i vari licei, istuituti tecnici con un bagaglio culturale da quinta elementare. mi aiuti a capire, sono sicuro che mio figlio sarà un attento studente, ma su quanto imparerà non ci scommetterei nemmeno un centesimo. grazie.

    • Ciò che le hanno detto circa “la pena da scontare” è in parte vero: la scuola media (la chiamiamo tutti così, fuori dall’ufficialità) ha molte difficoltà a mantenere viva la curiosità naturale dei bambini delle elementari, mentre manca spesso (come noi delle superiori) l’obiettivo di sviluppare nei ragazzi i propri strumenti di lettura del mondo.

      A mio avviso, il problema però non è né nei “voti”, né nel “bagaglio culturale” dei ragazzi che escono con la licenza media. Vorrei una scuola in cui i ragazzini arrivano al biennio delle superiori perfettamente ignoranti (come infatti arrivano) ma con la curiosità intatta e un bagaglio di strumenti di lavoro saldamente acquisito. Succede invece che al biennio delle superiori ci si debba fermare a fornire le competenze di lettura, scrittura e calcolo a ragazzi che non capiscono cosa diciamo (hai voglia pretendere di “istruire” ..) e non sanno come fare ad acquisire queste capacità (perché molti di noi danno per scontato che debbano già saper studiare).

      Se non si interviene, il quadro si chiude, drammaticamente, con la certificazione di scuola, famiglia e dello studente stesso che il ragazzo “non è portato per lo studio”, condizione inesistente in natura, ma egualmente prodotta per troppi. Buona parte dei problemi di motivazione al liceo vengono da queste difficoltà, perciò mi preoccuperei meno di quanto imparerà, ma piuttosto se si annoierà o se andrà a scuola malvolentieri.

      In conclusione, credo che il compito della scuola sia di insegnare a pensare, non di trasmettere contenuti: quelli sono ormai disponibili per tutti, ma non tutti hanno la capacità di comprenderli.

      • ha ragione sul “pensare”, esprimo malissimo i miei pensieri. cosa devo dire allora a mio figlio; gia detto studiare, educazione… forse “curiosità”? ricordo che a scuola ero una capra, ma in alcune materie chiedevo sempre, alle superiori, sopratutto, io ed un mio compagno facevamo a gara, con il prof, a chi chiedeva di più, si trattava di topografia… spero di non dovetr dire molto a mio figlio, e che sia lui a chiedere. la ringrazio ancora. ps. cosa ne pense degli ebook nella scuola?

        • Io gli direi soltanto “leggi” e soprattutto parlerei con lui delle cose che lei guarda con passione (non conosco la topografia che probabilmente è interessantissima) e potrebbero incuriosirlo, poi troverà anche lui la sua strada. Quanto agli ebook non ho molto da dire: se i loro contenuti non attraggono gli studenti più dei manuali servono a poco, la vera rivoluzione è internet: il problema è come convincere i ragazzi che c’è un intero mondo oltre facebook e che bisogna imparare a leggerlo.

          PS: le capre, a parte le madri dei capretti, non esistono :-).

  26. prof sono sempre io costanza, scusa se la disturbo ma le volevo fare i miei complimenti per il blog mi piace molto come lo ha fatto!!!! Non vedo l’ora che rincominci la scuola…. i miei progressi dello studio sono quasi giunti al termine, perchè ho quasi finito di fare tutti i compiti delle vacanze, lei è una prof eccezzionale. Pochi giorni fa sono andata ha prendere i libri per il prossimo anno sò che il prossimo anno c’è biologia

  27. Cara Gabriella,
    più ti leggo e più ti sono grato.
    Con rinnovata stima
    P
    King Krimson-Rembrandt van Rijn
    Per alleviare la bruttezza del nostro tempo e godere della bellezza dei creatori di ogni tempo

    Si descrive il dipinto “De Nachtwatch” di Rembrandt van Rijn

    The Night Watch

    shine, shine, the light of good works shine
    the watch before the city gates
    depicted in their prime

    the golden light all grimy now
    three hundreds years have passed
    the worthy captain and his squad of troopers standing fast

    .
    the artist knew their faces well
    the husbands of his lady friends
    his creditors and councilors
    in armour bright, the merchant men

    official moments of the guild
    in posed keen from bygone days
    the city fathers frozen there
    upon the canvas dark with age

    the smell of paint, a flask of wine
    and turn those faces all to me
    the blunderbuss and halberd-shaft
    and dutch respectability

    they make their entrance
    one by one defenders of that way of life
    the redbrick home, the bourgeoisie
    and guitar lessons for the wife

    so many years we suffered here
    our country raked with spanish wars
    now comes a chance to find ourselves
    and quiet reigns behind our doors
    we think about posterity again

    and so the pride of little men
    the burghers good and true
    still living through the painter’s hands
    request you all to understand

    La Ronda di Notte

    splende, splende, splende* la luce delle buone opere, (1)
    la ronda davanti alle porte della città
    rappresentate nella loro prosperità

    la luce dorata, tutta sporca ora
    trecento anni son passati
    il meritevole capitano e il suo squadrone di soldati sull’attenti* (2)

    l’artista conosceva bene le loro facce
    i mariti delle amiche della sua dama
    i suoi creditori e i consiglieri
    in armatura brillante, il commerciante

    momenti ufficiali della gilda
    in enfatiche* messe in posa d’altri tempi (3)
    i padri della città congelati
    sopra la tela scura per l’età

    l’odore della pittura, un fiasco di vino
    e girano (// girate) quei volti tutti verso di me
    il trombone* e l’asta alabardata (4)
    e (la) rispettabilità olandese

    fanno il loro ingresso uno alla volta,
    difensori di quel modo di vivere
    la casa di mattoni rossi, la borghesia
    e lezioni di chitarra per la moglie

    così tanti anni abbiamo sofferto qui
    il nostro paese rastrellato dalle guerre spagnole
    adesso viene (a noi) una possibilità di trovare noi stessi
    e (la) pace regna dietro alle nostre porte
    di nuovo (possiamo) pensare alla posterità

    e così l’orgoglio di piccoli uomini
    i cittadini bravi e autentici (// leali)
    ancora in vita grazie* alle mani del pittore (5)
    richiedono a tutti voi di comprendere
    (1) “shine” è sostantivo (quindi: “lo splendore della luce”), ma qui è reso con la voce verbale: “splende la luce”
    (2) “standing fast”: lett. “rigidi in piedi”; qui reso con “sull’attenti” (idiomatico)
    (3) “keen”: lett. “appassionato”, “acuto”, “forte”, “tagliente”, etc., qui reso con “enfatico”
    (4) “blunderbuss”: “trombone”, tipo di archibugio con ampia bocca
    (5) “through”, lett. “attraverso”

  28. complimenti, blog interessante, per fortuna ci sono persone come lei in Italia vorrei tanto essere una dei suoi studenti anziche una dottoranda senza prospettive in questo paese!

    • grazie e coraggio .. sono stata anch’io una dottoranda senza prospettive, arruolata tardissimo nella scuola, c’è da rifare questo paese, ne ha davvero bisogno.

      • CIAO PROF SONO COSTANZA SENTIVO IL BISOGNO DI DIRLE QUANTO MI MANCA SOPRATUTTO LE VOLEVO DIRE CHE MI MANCA UN MONDO GRAZIE LE VACANZE SONO ANDATE TUTTO BENE PERò è SUCCESSA UNA COSA ALLA QUALE CI SONO RIMASTA MOLTO MALE MI HANNO BOCCIATA ORA VADO IN UN’ALTRA SCUOLA CHE SI CHIAMA IPSIA HO SCELTO MODA NON HO MOLTO TEMPO PER VENIRVI A TROVARE PERCHè HO MOLTO DA STUDIARE E POI PERCHè SE LA RIVEDESSI MI VERREBBE DA PIANGERE LEI MI HA INSEGNATO MOLTO COSE LO Sò CHE DEVO STUDIARE PERò LA SA UNA COSA LA NUOVA SCUOLA NON è MALE POI MI SONO RIMESSA CON IL MIO RAGAZZO CHE VIENE NELLA SCUOLA ACCANTO ALLA MIA CI SONO TANTE COSE CHE POTREI DIRLE PER SEMPIO CHE QUEST’ANNO NON HO LA PROF DI SOSTEGNO QUINDI MI TOCCA FARE DA SOLA, STUDIO MOLTO E POI TUTTI I GIORNI ESCO ALLE 12.30 TRANNE IL SABATO CHE ESCO ALLE 12.10 CHE BELLO MI RISPONDA PRESTO UN BACIO LA SUA ALUNNA COSTANZA

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