La nottola di Minerva

by gabriella

Blade runnerStamattina, in 4H, abbiamo concluso il nostro studio sulla natura umana (qui e qui) – condotto in un quadrimestre nell’ora di compresenza filosofia-storia – con la proiezione di Blade Runner. Nella scena in cui Roy si reca a casa dell’ing. Tyrrell per cercare un modo di prolungare la vita dei replicanti, si nota una civetta, simbolo della conoscenza di cui quell’abitazione era il tempio.

athenaLa nottola, o civetta, di Minerva, è l’essere alato che accompagna Athena glaucopide nei miti dell’antica Grecia, nei quali simboleggia la saggezza e la filosofia. Da Omero in poi, Atena è infatti definita glaukopis (γλαυκώπις), appellativo che viene solitamente tradotto come con lo sguardo scintillante o dagli occhi lampeggianti. Il termine è una combinazione di glaukos [γλαύκος, che significa “lucente”, “argenteo” ed ha la stessa radice del nome greco glaux (γλαύξ, civetta), probabilmente per i particolari occhi di cui è dotato l’animale] e ops (ώψ, “occhio” o talvolta “viso”).

La figura di quest’uccello capace di vedere di notte è strettamente legata alla dea della saggezza che, fin dalle prime raffigurazioni, è dipinta con la civetta appollaiata sulla testa.f

Gli occhi e il becco del rapace seguono la linea della lettera φ (fi), simbolo alfabetico greco della filosofia che accomuna armonia, bellezza e amore per la conoscenza e per la ricerca in senso lato.

La nottola di Minerva compare nell’ultimo capoverso della Prefazione dei Lineamenti di filosofia del diritto di Hegel, che la dipinge come l’uccello che inizia il suo volo sul far del crepuscolo. La filosofia non può essere l’anticipo di un mondo che dovrà venire: è il proprio tempo appreso col pensiero. Secondo Hegel la filosofia sboccia sempre al momento culminante delle civiltà: Socrate e Platone sono vissuti quando cominciava la decadenza della Grecia, ed essa iniziava a lacerarsi al proprio interno, non sono fioriti quando la Grecia vinceva contro i Persiani. 

[10…] la filosofia arriva sempre troppo tardi. Come pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell’e fatta. […] La nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo.


5 Responses to “La nottola di Minerva”

  1. …e il dubbio iperbolico …e il valore della memoria per definire ciò che siamo …e Sean Young che non sarà mai più così bella … e la musica di Vangelis.

    • sarà per questo che continuiamo a rivederlo e ci troviamo sempre altre cose. Questa volta, ad esempio, mi ha colpito soprattutto l’interpretazione della postmodernità: uno scenario decadente in cui le diversità si affastellano senza ricomporsi mai. Chou, il costruttore di occhi che non padroneggia l’inglese; il venditore di cibo esotico trattato rudemente da Dekard, e il frammento sonoro dell’eterna giapponese di cui si intuisce la profondità, ma dal significato inaccessibile (debordianamente: un “vero” che è momento del falso, o dell’artificiale).

  2. Bel link quello tra Ridley Scott-Phil Dick e Hegel, la scena si conclude con Roy che uccide il padre accecandolo, come Edipo che si buca le pupille con la spilla della veste di Giocasta per avere visto ciò che non doveva, vittima della propria tracotanza.

    • Certo, il riferimento è chiaro, e forse potremmo azzardare un’interpretazione anche degli enormi occhiali di uno scienziato che crea dolore: una scienza senza conoscenza, un sapere senza verità.

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