Archive for ‘Psicologia’

14 Maggio, 2021

Il bullismo

by gabriella

Il bullismo è un fenomeno sociale che solo di recente ha attirato l’attenzione dei ricercatori. In particolare, nelle scuole inglesi il fenomeno è monitorato dagli anni ’80. Con il termine bullismo, dall’inglese bullying (prepotenza, vessazione) si identificano tutti quegli atti che mirano deliberatamente a far male o a danneggiare un coetaneo e che si ripetono nel tempo, protraendosi per settimane, talvolta mesi o anni

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14 Maggio, 2021

Psicologia e mito: Edipo e Narciso

by gabriella

Indice

1. Il mito di Edipo nell’Edipo re di Sofocle
2. L’interpretazione di Freud: Edipo e la formazione dell’Io e dell’identità di genere
3. La crisi edipica
4. Il mito di Narciso nelle Metamorfosi di Ovidio.
5. Il narcisismo
6. L’adolescenza e i tratti narcisistici di personalità
7. Il mito di Narciso e l’omosessualità

 

1. Il mito di Edipo nell’Edipo re di Sofocle

EdipoLa tragedia inizia con Edipo, sovrano di Tebe, invocato dal suo popolo perché termini la terribile pestilenza che opprime la città. Consultato l’oracolo di Delfi, il responso dice che gli dèi sono irati perché la città è contaminata dall’uccisione impunita del precedente re Laio, una volta identificato e cacciato il colpevole, tornerà la serenità.

Viene interpellato Creonte, fratello della regina Giocasta, moglie di Edipo. Creonte racconta che Laio venne assassinato, quando la città viveva l’incubo della Sfinge, da alcuni briganti mentre stava andando a Delfi. Il caso venne a poco a poco dimenticato e non si scoprì mai il colpevole.

Viene anche chiamato al cospetto di Edipo l’indovino Tiresia, che inizialmente rifiuta di parlare per evitare altre sciagure. Costretto dal re, l’indovino lo accusa personalmente dell’omicidio di Laio, oltre che della sua vita scandalosa ed incestuosa. Edipo, infuriato, inizia così ad accusare Tiresia e Creonte. Creonte dice di consultare lui stesso l’oracolo a Delfi, ma Giocasta lo esorta a non farlo: allo stesso Laio venne profetizzata una morte per mano del figlio e ciò non si avverò. L’unico suo figlio, infatti, venne fatto morire appena nato, esposto sul monte Citerone. Laio venne invece ucciso da dei banditi, in un punto dove si incontrano tre strade. Edipo chiede a Giocasta di chiamare subito a Tebe il testimone dell’omicidio. Giocasta accetta ma domanda ad Edipo il motivo del suo turbamento.

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15 Marzo, 2021

Richard Thompson, Lo sviluppo del cervello

by gabriella

Nella raccolta di articoli seguente, ho messo in relazione i risultati di studi e ricerche in campo biologico sullo sviluppo del cervello e gli importanti esperimenti di Webb e Rosenzweig sul ruolo dell’ambiente nello sviluppo dell’intelligenza.

 

 

Indice

1. Lo sviluppo del cervello fetale

1.1 Cervello e DNA
1.2 Gli stadi di sviluppo del cervello fetale
1.3 I meccanismi di sviluppo dei nervi e del cervello

 

2. Il ruolo delle prime esperienze nello sviluppo del cervello

2.1 Gli esperimenti di Webb e Rosenzweig

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6 Marzo, 2021

Odio gli indifferenti

by gabriella

Massini interpreta Gramsci.

 

23 Febbraio, 2021

Pablo Pineda e l’educabilità dei ragazzi disabili

by gabriella

Pablo Pineda

Pablo Pineda è nato a Malaga nel 1974

Pablo Pineda è un insegnante a attore spagnolo nato nel 1975 con la sindrome di Down. E’ stato il primo ragazzo europeo con Trisomia 21 a laurearsi (in Scienze della formazione).

Con il video Si podemos, girato con il gruppo di ragazzi down dell’Obra social di Madrid, la sua storia ha superato i confini della Spagna. Dall’età di sedici anni conduce trasmissioni televisive, rilascia interviste, gira film. La sua interpretazione in Yo tambien, una storia d’amore tra un ragazzo down e una ragazza normodotata, è stata premiata al Festival internazionale del film di San Sebastiàn. [Sottotitoli miei, traduzione di Greta Dormentoni. Attivarli cliccando sull’icona ]

In questa intervista, pubblicata da El Pais, il 12 dicembre 2003 e tradotta in italiano dal blog di Gigi Cortesi, Pablo Pineda ricostruisce la propria infanzia e la propria educazione. Il sevillano, ora trentanovenne, noto per essere stato il primo portatore di sindrome di Down a laurearsi, vi descrive la sua lotta per l’abbattimento del pregiudizio e dell’esclusione verso i ragazzi down, combattuta con il coraggio e l’abnegazione di chi ha qualcosa di più importante di se stesso a cui pensare [per approfondire, L’intelligenza].

La prima notizia che la mia era la sindrome di Down la ebbi a sei o sette anni. Un professore universitario che portava avanti il Progetto Roma¹, don Miguel Garcia Meleto, nell’ufficio del rettore mi domandò: ‘sai che cos’è la sindrome di Down?’. Io, innocentemente, gli dissi di si, anche se non ne avevo idea. Lui lo notò e si mise a spiegarmi che cosa fosse, anche se non era un genetista, ma un pedagogista. E io, siccome sono puntiglioso e ho una certa acutezza mentale, gli chiesi: ‘don Miguel, sono stupido?’ .

D.  Perché glielo domandò?

Non so. E’ difficile saperlo. Chissà, se a sei anni ti associano ad una sindrome, tu lo associ al fatto di essere stupido o no. Lui mi disse che non ero stupido, e io gli domandai: “potrò continuare a studiare?”. Lui mi disse: “Si, certo”. Poi cominciò il processo della strada ; i bambini cominciarono a dirmi: “Poverino è malato”. E io mi infuriavo, perché non ero malato.

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22 Febbraio, 2021

Massimo Recalcati, La violenza maschile sulle donne

by gabriella

Massimo Recalcati

Come nasce il gesto violento e omicida dell’uomo sulla donna. Qual è il portato della società patriarcale di cui non riusciamo a liberarci. Come realizzare una “educazione sentimentale” che porti il maschio all’accettazione dell’altro come libertà e non come oggetto?

30 Gennaio, 2021

L’intelligenza

by gabriella

Intelligere, da intus legere, significa “vedere dentro”. Intelligente è quindi chi sa guardare dentro le cose, le persone, i fatti, oltre il velo dell’apparenza

Dalla sua nascita alla fine dell’ottocento, la psicologia scientifica ha cercato di definire cosa sia l’intelligenza e quali comportamenti possano essere definiti tali.

Nel novecento, questi studi si sono fatti sempre più interdisciplinari, concentrandosi sui processi cognitivi coinvolti nel funzionamento dell’intelligenza, sulla sua misurazione e sulla sua maturazione, interrogandosi anche sulla sua natura di fenomeno innato o acquisito attraverso la stimolazione ambientale.

Gli studi attuali sull’intelligenza coinvolgono perciò tanto le neuroscienze quanto la sociologia e la pedagogia, segno che il groviglio si è fatto più intricato, il mistero più affascinante, contro ogni tentazione semplificatoria della risposta alla domanda «cos’è l’uomo»?

 

Indice

1. Che cos’è l’intelligenza?
2. L’intelligenza come problem solving
3. L’intelligenza come abilità e competenze
4. La psicometria e i test QI
5. L’epistemologia genetica e l’approccio storico-sociale all’intelligenza
6. L’intelligenza è innata o acquisita?

Esercizi sulle videolezioni: 1. Che cos’è l’intelligenza? 2. L’intelligenza come problem solving  3. L’intelligenza come abilità e competenze 4. Lo sviluppo dell’intelligenza per l’epistemologia genetica e l’approccio storico-sociale 5. La psicometria e i test QI 6. Intelligenza: fattori innati e fattori socio-culturali

 

1. Che cos’è l’intelligenza?

comprendere la complessità della realtà al di là della superficie

La psicologia non possiede ancora una descrizione e una definizione condivise di cosa sia l’intelligenza.

Sappiamo che l’intelligenza è una caratteristica del pensiero che coinvolge altri processi cognitivi e aspetti psicologici come la memoria, l’apprendimento, il linguaggio, la motivazione. 

Resta, però, ancora difficile spiegare le differenze di capacità tra gli individui, decidere se l’intelligenza sia innata o si sviluppi attraverso gli stimoli ambientali; quale sia, se c’è, il rapporto tra intelligenza e profitto scolastico e tra intelligenza e capacità di adattamento all’ambiente. È difficile anche stabilire se si può misurare e se è unica o ne esistono diversi tipi.

Attraverso le loro ricerche, gli studiosi sono pervenuti a risultati differenti, a volte contrastanti.

Potrebbe sembrare, dunque, che la psicologia e le altre scienze umane non abbiano nulla da insegnarci sull’intelligenza, ma mai come in questo caso, forse, sapere che le domande sono ancora più numerose delle risposte, aiuta ad assumere un atteggiamento scientifico e antidogmatico e quindi a procedere nella conoscenza del fenomeno.    

Intelligere, dal latino intus legere (o intra legere, secondo alcuni), significa, infatti, “vedere dentro” o “vedere tra le cose”, alludendo, in entrambi i casi, alla capacità di comprendere la complessità della realtà al di là della superficie, cioè di coglierne la struttura profonda al di là delle apparenze.

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28 Gennaio, 2021

La comunicazione

by gabriella

Comunicazione verbale e paraverbale

I canali della comunicazione, la comunicazione verbale, non verbale, paraverbale, le discrepanze comunicative e gli assiomi di Watzlawick, Beavin e Jackson.

Indice

1. I canali della comunicazione

1.1 Il non verbale

 

2. Le discrepanze comunicative
3. Gli studi della scuola di Palo Alto

3.1 Relazione e contesto
3.2 La prospettiva sistemico-relazionale
3.2 Scambi di informazioni

 

4. Gli assiomi della comunicazione

4.1 È impossibile non comunicare
4.2 Metacomunicazione
4.3 Punteggiatura
4.4 Comunichiamo sia con il modulo numerico che con il modulo analogico
4.5 Tutti gli scambi comunicativi sono simmetrici o complementari

 

5. Il paradosso pragmatico e il double bind

 

6. La prossemica

Download (PDF, 985KB)

 

La rilevanza dei diversi moduli comunicativi

La rilevanza dei diversi moduli comunicativi

1. I canali della comunicazione

Per comunicare non utilizziamo soltanto le parole, cioè il modulo «numerico», verbale, ma sfruttiamo ampiamente anche quello «analogico», non verbale

Gli esseri umani possono comunicare infatti sia parlando, secondo le regole della grammatica e del­la sintassi (modulo verbale), sia con il volume, il tono, ritmo della voce (comunicazione paraverbale), sia attraverso la comunicazione non verbale, che comprende la gestualità, la mimica, le posture, la gestione degli spazi, l’inflessione, la cadenza, il ritmo della voce e anche le pause e i silenzi.

Comunicazione non verbale

I due moduli differiscono per complessità e astrazione.

Il lin­guaggio «numerico», più complesso e astratto, è molto efficace per scambiare informazioni su contenuti diversi e trasmettere conoscenza, ma assolve anche ad altre funzioni come quella di consentire la socializzazione e di definire la rela­zione che esiste tra due persone.

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7 Gennaio, 2021

La percezione: storia e analisi del processo cognitivo

by gabriella

Indice

1. La Gestalt e gli studi sulla percezione

1.1 Il concetto di struttura e le due leggi fondamentali della Gestalt

2. La percezione

2.1 La percezione come processo cognitivo
2.2 Il funzionamento della percezione
2.3 La percezione dei colori

2.3.1 Lo spettro elettromagnetico

2.4 Le leggi della percezione visiva

2.4.1 La relazione figura-sfondo

 

3. Percepire è dare significato

3.1 Percezione e psicologia sociale

3.1.1 Un esempio dalla cronaca: la pareidolia e il fantasma dell’orfano

 

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1. La Gestalt e gli studi sulla percezione

Nella lezione sull’apprendimento, si è visto come il comportamentismo (russo e americano) si sia opposto allo strutturalismo, giudicando le conoscenze sulla sensazione offerte dalla scuola di Lipsia troppo soggettive e non verificabili.

Anche gli psicologi della scuola «della forma» (Gestalt) iniziarono le loro ricerche criticando lo strutturalismo, del quale non condividevano la concezione della mente, concepita (positivisticamente) come una matrice di elementi semplici in connessione lineare tra loro.

Al contrario, per gli studiosi della Gestalt – termine tedesco che significa «forma», «organizzazione», «struttura», «sistema»la coscienza è un fenomeno unitario, non scomponibile in singoli elementi.

La mente non è una matrice di elementi semplici

I gestaltisti Max Wertheimer, Wolfgang Köhler, Kurt Koffka, Kurt Lewin e Karl Duncker condussero una serie di esperimenti, tra il 1910 e il 1930, per dimostrare che una percezione complessa non può essere spiegata come semplice somma delle sensazioni di cui è composta: la mente è una struttura (o un sistema), non lavora per somma ed accumulo.

 

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29 Ottobre, 2020

L’apprendimento negli ambienti d’apprendimento

by gabriella

ragazza studiosaNegli ambienti d’apprendimento, come la scuola, si impara in molti modi diversi.

Aspetti consapevoli ed inconsci entrano in gioco nella motivazione, nell’attenzione, nella ristrutturazione cognitiva, nel rinforzo e in una serie di vincoli e condizionamenti che agiscono attraverso la didattica, la relazione docente-allievo e il clima di classe.

 

Indice

1. La motivazione ad apprendere

1.1 Le lavagne vuote di Skinner e la motivazione «estrinseca»
1.2 Il disequilibrio cognitivo di Bruner e la motivazione «intrinseca»
1.3 L’autorealizzazione di Maslow
1.4 La motivazione non è una premessa ma un risultato (non solo individuale, ma del sistema)

 

2. L’analisi dei livelli di aspirazione

2.1 Lo studio di Ferdinand Hoppe su come costruiamo i nostri obiettivi

2.1.1 Susan Harter e il principio di sfida ottimale


2.2
La motivazione al successo e i motivi di chi teme l’insuccesso

 

3. L’apprendimento negli ambienti d’apprendimento

3.1 L’apprendimento scolastico
3.2 Le difficoltà e i disturbi di apprendimento

 

4. Il clima di classe e la relazione docente-allievo
5. I diversi tipi d’apprendimento

5.1 Intelligenza operativa e intelligenza riflessiva

 

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1. La motivazione ad apprendere

«Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un solo giorno in vita tua».

Confucio, Massime, VI secolo a. C.

Il primo fattore ad influenzare la qualità e la velocità dell’apprendimento è la motivazione, vale a dire la spinta emotiva a studiare e l’interesse per l’oggetto dell’apprendimento che fanno nascere il desiderio (eros) di impadronirsene.

Platone (427 – 447 a.C.)

Nel pensiero occidentale il primo ad affermare che educazione ed apprendimento hanno a che fare con l’eros è stato Platone (V a.C.) e a lui si richiamano molti autori successivi.

Recentemente, gli psichiatri Miguel Benasayag e Carl Schmit hanno parlato della pulsione epistemofilica, termine un po’ inconsueto con cui hanno indicato quel«la volontà di sapere e comprendere per abitare il mondo» che è capace di sconfiggere la tristezza e il vuoto dell’epoca contemporanea [Benasayag, Schmit, L’epoca delle passioni tristi, 2004].

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