Posts tagged ‘euristiche sociali’

Novembre 26th, 2018

Migranti

by gabriella

I migranti che l’Europa non vuole: un viaggio all’inferno tra naufragi, imprigionamenti, lager e marce che durano anni.

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno inconsapevolmente, che “ogni straniero è nemico”.
Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente;
si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati,
e non sta all’origine di un sistema di pensiero.

Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo,
allora al temine della catena, sta il Lager.
Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza:
finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano.

La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti
come un sinistro segnale di pericolo.

Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947

 

1. La narrazione dell’«invasione»

Zeestian

[Fonte: The Submarine] La Carnegie Mellon University di Pittsburgh ha creato una mappa animata che permette di visualizzare l’entità e la direzione dei flussi migratori. Ogni 17 rifugiati un punto. Si noterà che la nostra “emergenza migranti” neanche si vede.

Ad esempio, la narrazione secondo cui il flusso di migrazione della Siria sia principalmente rivolto verso l’Unione Europea è smentita: è immediatamente evidente come le persone si fermino negli stati confinanti, e che solo una microscopica minoranza decida — o meglio, si trovi costretta per concause — ad avventurarsi molto più lontano, verso l’Europa e l’Italia.

Per flussi diversi da quelli siriano questo fatto è ancora più evidente: è sufficiente zoomare verso l’Africa per assistere a flussi migratori ancora più imponenti; storie che non raggiungono i titoli dei giornali, ma che condividono la stessa drammaticità.

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Luglio 25th, 2018

Introduzione alla psicologia sociale

by gabriella

Il compito principale della psicologia sociale è di analizzare come l’attività mentale delle persone viene condizionata dalla realtà sociale.

In questa prima parte del modulo, i temi dell’attribuzione e degli errori d’attribuzione (tra i quali la tesi disposizionale del male) e dell’obbedienza all’autorità, presentati attraverso alcuni celebri esperimenti americani del dopoguerra [Attenzione, l’articolo contiene un audio Rai che si apre automaticamente: disattivare la funzione audio del proprio browser per ascoltarlo quando desiderato].

Indice

1. Gli studi di psicologia sociale nel secondo dopoguerra
2. L’attribuzione e l’origine del male

2.1 Gli studi sull’attribuzione
2.2 Philip Zimbardo, L’origine del male e l’effetto Lucifero

2.2.1 La visione corrente del crimine come errore fondamentale d’attribuzione e l’ideologia della «tolleranza zero»
2.2.2 La psicologia del male e l’esperimento carcerario di Stanford
2.2.3 Concezione disposizionale e situazionale del male
2.2.4 L’esperimento carcerario e il silenzio trentennale di Zimbardo

3. L’esperimento Milgram e l’obbedienza all’autorità

3.1 Il reality francese del 2010
3.2 L’esperimento Milgram
3.3 Come resistere al tempo della barbarie
3.4 La rosa bianca e la necessità della resistenza
3.5 Obbedienza e disobbedienza in filosofia politica

4. Il caso di Kitty Genovese e l’effetto bystander (indifferenza dello spettatore)

1. Il caso di Kitty Genovese
2. L’ignoranza pluralistica e la diffusione di responsabilità
3. Ignoranza pluralistica ed effetto spettatore (bystander effect)
4. Inerti di fronte a un dramma: le risposte della psicologia sociale

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