Archive for ‘Sociologia’

luglio 5th, 2018

Georg Simmel, Excursus sullo straniero

by gabriella
Georg Simmel (

Georg Simmel (1858 – 1918)

L’Excursus sullo straniero è un classico della sociologia dei gruppi elaborato da George Simmel, il più filosofo dei sociologi. L’autore vi delinea un profilo in cui lo straniero è un membro del gruppo (ingroup) caratterizzato dalla non appartenenza (outgroup); è quindi l’incarnazione stessa dell’ambiguità, del limite, della frontiera.

Quale appartenente alla comunità, lo straniero è una figura del «terzo» che impedisce alla comunità di giocare il facile gioco della tautologia (A=A) identificandosi con il “dentro” e opponendosi al “fuori”; è qualcuno che rompe il sogno dell’omogeneità naturale di un Noi identico a stesso, ponendosi a cavallo tra l’amico e il nemico.

Il testo seguente, tradotto da Antonina M. Meta Galioto da G. Simmel, Soziologie. Untersuchungen rdie Formen der Vergesellschaftung, München-Leipzig, Duncker-Humblot, 1923, è tratto da Enrico Pozzi (a cura di), Lo straniero interno, Firenze, Ponte alle Grazie, 1993, pp. 25-29.

 

Se il migrare, come distacco da ogni punto spaziale dato, costituisce il termine di paragone rispetto al fissarsi in un tale punto, allora la definizione sociologica dello « straniero » rappresenta, per così dire, l’unità di tutte e due le definizioni – certamente rivelando anche qui che il rapporto verso lo spazio è solo, da una parte, la condizione mentre, dall’altra parte, è il simbolo dei rapporti verso le persone.

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luglio 4th, 2018

Irene Biemmi, Il sessismo nei libri delle elementari

by gabriella

La scuola italiana continua a tramandare modelli di mascolinità e femminilità rigidi e anacronistici. Lo documenta Irene Biemmi in Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari [Rosenberg & Sellier, 2018] di cui riporto uno stralcio della Postfazione. Tratto da Micromega.

 

Tutto cambia, ma non i libri di testo (Postfazione)

Se si prende in mano un libro a caso, può succedere che la constatazione non sia immediata. Non tutti i brani sono egualmente risibili, a una lettura rapida certe pagine sembrano accettabili… È solo leggendo con attenzione, rileggendo e ponendo in correlazione le varie pagine che il disegno pedagogico arcaico e regressivo si fa luce.

Umberto Eco, I pampini bugiardi

Nel 1972 Umberto Eco pubblica I pampini bugiardi. Indagine sui libri al di sopra di ogni sospetto: i testi delle scuole elementari, l’anno successivo Elena Gianini Belotti dà alle stampe Dalla parte delle bambine (1973).

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giugno 28th, 2018

Durkheim

by gabriella
Emile Durkheim (1585 - 1917)

Émile Durkheim (1858 – 1917)

La società è anzitutto una forza morale, la cui coesione è concepita in termini di credenze religiose, politiche, morali.

Émile Durkheim, Il suicidio

Nato in Lorena da una una famiglia ebrea, la vita di Durkheim fu condizionata in modo determinante dalla guerra, la franco-prussiana e la prima guerra mondiale. A causa della sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1) e dell’annessione all’impero prussiano dell’Alsazia e della Lorena la sua famiglia, infatti, si spostò a Parigi per non passare sotto il governo tedesco.

Nella prima guerra mondiale, della quale può essere considerato una vittima morale, perse poi l’unico figlio, numerosi allievi dei suoi corsi alla Sorbonne e l’inclusione in un paese che cominciava a stigmatizzare il suo cognome tedesco – proprio lui che nutriva forti sentimenti nazionalisti – oltre al suo ottimismo intellettuale circa la capacità di autoregolazione delle società moderne e la loro capacità di risolvere pacificamente i conflitti. Gravemente prostrato, muore  nel 1917 a soli cinquantanove anni.

 

Indice

1. La sociologia come scienza e i corsi sull’educazione
2. Divisione del lavoro e solidarietà

2.1 L’anomia
2.2
La teoria della devianza

3. Il metodo della sociologia

3.1 Il fatto sociale
3.2 La specificità del fatto sociale e il rifiuto dello psicologismo

4. Lo studio sul suicidio
5. Gli studi sulla religione

 

1. La sociologia come scienza e i corsi sull’educazione

Émile Durkheim ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della sociologia come scienza, alimentando un dibattito serrato sull’autonomia della disciplina dalla filosofia e dalle altre scienze umane e dandole dignità accademica.

La insegna, infatti, per primo all’Università di Bordeaux (1857) – il corso prese il nome di Sciences sociales –, poi alla Sorbonne (1902), dove tiene fino al 1911 importanti corsi sull’educazione [L’éducation morale, 1902-3; L’évolution pédagogique en France, 1904-5; Éducation et société, 1922] da una prospettiva sociologica.

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giugno 12th, 2018

L’Italia che chiude i porti non è un paese povero, ma un povero paese

by gabriella

«Esiste un contagio del male: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto si irradia, si trapianta intorno a sé, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione al campo avverso». Primo Levi

 

Arianna Ciccone (Valigia Blu):

Sono stati portati al governo in prima linea con il solo 17% dei voti degli italiani.
Ora quella propaganda, il grande inganno, è al potere e ha il potere di “giocare” sulla vita dei più deboli.

Il grande inganno è convincere le persone che i nostri problemi si risolvono respingendo gli ultimi della Terra. Il grande inganno è far credere che il problema dell’Italia siano i migranti e non la corruzione, le mafie, la bassa scolarizzazione, l’evasione fiscale, la disoccupazione giovanile, i diritti negati, una crescita economica inesistente, la mancanza di investimenti in ricerca e innovazione. È una propaganda facile, la più bastarda, a costo zero: aizzare gli animi contro i più deboli, i disperati, l’altro, il diverso, contro una invasione che non c’è.

E un po’ alla volta infetta le coscienze, che scelgono a loro volta di farsi contagiare.

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giugno 6th, 2018

Organizzazioni

by gabriella

organizzazione

Lo svi­luppo delle organizzazioni è il meccanismo principale in base al quale in una società altamente differenziata è possibile realizzare i propri progetti e raggiungere degli obiettivi che vanno al di là degli individui.

Talcott Parsons

Indice

1. Natura, finalità e sviluppo delle organizzazioni
2. La teoria classica dell’organizzazione

      2.1 Lo Scientific Management
      2.2 La «scuo­la delle relazioni umane»

3. L’analisi weberiana e dei teorici del conflitto
4. L’organizzazione come sistema

 

1. Natura, finalità e sviluppo delle organizzazioni

Le organizzazioni sono entità strutturate che mobilitano individui, risorse e tecnologie al servizio di uno scopo perseguito razionalmente. Sono organizzazioni i partiti politici, le chiese, gli ospedali, le aziende, le cooperative e le associazioni del terzo settore ecc..

Paziente in attesa nella sala d'aspetto di un ospedale

Sala d’aspetto di un ospedale

La moltiplicazione delle organizzazioni, legata alla razionalizzazione delle attività finalizzate al raggiungimento di scopi sociali, è un fenomeno tipico della modernizzazione. 

Max Weber (1864-1920)

Weber lo chiamò burocratizzazione, guardando con angoscia alla spersonalizzazione e alla perdita d’anima della società moderna investita dai processi di razionalizzazione, nella quale ogni utilità umana viene ormai perseguita attraverso le procedure e la standardizzazione della «gabbia d’acciaio» del capitalismo.

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giugno 5th, 2018

Lavoriamo per mantenere gli italiani: “Ci sfruttano e poi ci sparano”

by gabriella

Il meccanismo di estrazione di valore dal lavoro dei braccianti non passa per il solo sfruttamento del caporalato, ma da un circuito di creazione del reddito che parte dai fondi comunitari, passa per l’assegno disoccupazione ai lavoratori stranieri e alimenta il welfare ‘ndranghetista. Di Giuliano Foschini per Repubblica del 5 giugno 2018.

San Ferdinando. La “pacchia” evocata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, la spiega nei particolari Samba, 25 anni, maliano.

«Due ore ad andare e due ore a tornare con questa»,

abbozza il primo sorriso della giornata, indicando una vecchia bicicletta.

«Cinquanta centesimi a cassa, 25 euro al giorno, anche 30. Ho pagato 150 euro perla baracca, sto qui da dieci mesi. Lavoro nove ore al giorno, ho i documenti, aspetto di avere l’asilo».

Soumayla Sacko

Samba è amico di Soumayla Sacko, anzi «fratello», dice battendo forte con la sua mano destra sul cuore, sotto il Municipio di San Ferdinando.

Samba raccoglie cipolle per un signore italiano. E nella piazza di Gioia Tauro lui – come Sambou, Moussa e gli altri ragazzi qui attorno – sono il tesoretto per il reddito di cittadinanza che la’ndrangheta da tempo ha istituito nella zona. 

Funziona così, come spiega un Ufficiale della Guardia di Finanza:

«La ‘ndrangheta individua i terreni e chiede il finanziamento all’Europa. Li incassa. Dopodiché finge di assumere braccianti: non li paga ma versa loro i contributi in modo tale che dopo 50 giornate scatti il diritto ad ottenere la disoccupazione. Il resto delle giornate i finti braccianti le passano in malattia. In questa maniera la ‘ndrangheta incassa i fondi dall’Europa e il consenso sul territorio, stipendiando migliaia di persone senza farle lavorare».

Per rendere l’idea: negli ultimi dodici mesi a Reggio il Comando Provinciale ha scoperto 1.833 falsi braccianti che hanno incassato indebitamente 11 milioni di euro dall’INPS, che a sua volta ha versato indebitamente 9 milioni e mezzo alle aziende. Sono 20 milioni e mezzo di euro in un anno, soltanto i questa provincia, rubati nelle campagne allo Stato. Perché tanto a lavorare ci pensa Samba. Ci pensava Soumayla.

«È morto un fratello, viviamo da schiavi e il problema siamo noi»

ripetevano ieri mattina in corteo. E dunque i lavoratori scioperano e poco importa se per strada gli automobilisti li insultavano:

«Andate a lavorare!»,

urlavano nelle strade di una città che negli ultimi anni ha avuto tre scioglimenti per mafia.

«Chissà se hanno lavorato mai quanto questi ragazzi»,

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maggio 1st, 2018

Will Robots Take My Job?

by gabriella

In un saggio del 2013, Carl Benedikt Frey e Michael Osborne della Oxford University hanno elaborato una metodologia previsionale del rischio automazione di impieghi e professioni. L’anno scorso i due autori hanno creato un sito che permette di esaminare la possibilità di robotizzazione di oltre settecento mestieri.

Sotto lo spazio di ricerca che permette di interrogare il sistema (cliccare sull’immagine):

Se si digita “taxi driver”, ad esempio, si otterrà il seguente risultato:

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aprile 29th, 2018

Storia del Primo maggio, da Piazza Haymarket al Job Act

by gabriella

haymarketThe day will come when our silence will be more
powerful than the voices you are throttling today

Haymarket Martyr’s Monument

HaymarketMartyrs

In alto: Parsons, Fielden, Lingg; al centro Spies; in basso Shwab, Engel, Fisher

La storia del primo maggio affonda le sue radici nelle lotte operaie per le otto ore che infiammarono gli Stati Uniti tra il 1860 e il 1880. Il 4 maggio 1886, uno sciopero a Chicago assunse dimensioni particolarmente vaste. Per disperdere gli scioperanti durante un comizio, le autorità fecero esplodere una bomba in piazza Haymarket. Contro gli scioperanti fu aperto il fuoco.

Iniziò così una rappresaglia di massa contro gli operai, non solo a Chicago, il centro principale del movimento, ma in tutto il paese. Vennero arrestati centinaia di lavoratori ed otto di loro vennero processati. Nonostante non fossero state trovate prove della responsabilità degli operai nell’attentato, il Tribunale di Chicago condannò a morte sette degli imputati: Albert Parsons, August Spies, Samuel Fielden, Michael Schwab, Adolf Fischer, George Engel e Louis Lingg; l’ottavo, l’imputato Oscar Neebe, a 15 anni di carcere. Lingg morì durante la permanenza in carcere. Parsons, Spies, Engel e Fischer vennero giustiziati l’11 novembre 1897.

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aprile 29th, 2018

Carlo Scognamiglio, La società della prestazione

by gabriella

Nella recensione di Carlo Scognamiglio a La società della prestazione di Federico Chicchi e Anna Simone [Ediesse, 2017] uscita su Micromega, l’autore esamina l’origine e le conseguenze del dispositivo ideologico dell’emporwement e dell’investire su di sé, con il suo portato di ipercompetizione, eccesso di valutazione e strumentalizzazione utilitaria di ogni competenza e qualità personale che sfocia nel dilagare dell’ansia e della depressione giovanile.

L’ipotesi di un burattinaio occulto capace di costruire l’immaginario collettivo, o di pilotare le dinamiche strangolanti dell’economia mondiale, somiglia molto a un teorema privo di fondamento e credibilità. Le strutture sociali, i progressi tecnologici, i residui di passato e le azioni di singoli o gruppi, si incrociano producendo effetti non sempre prevedibili. Tuttavia, chi li studia a posteriori tende a tracciarne l’evoluzione come se si trattasse di una dinamica univoca e di facile lettura. Siamo noi, con le nostre analisi, a disegnare la linearità dei processi storici. Perché li srotoliamo a partire dal punto d’arrivo.

Tuttavia, questo lavoro archeologico di scavo tra le tracce di un sistema di trasformazioni è necessario e interessante, sebbene non debba cadere nel tranello della presunta intenzionalità (nel senso psicologico del termine), per riconoscere l’impersonalità delle dinamiche sociali. Il che non deresponsabilizza affatto chi quei processi è deputato a governare e controllare, né chi alimenta le crisi più drammatiche per trarne profitti personali.

Un esempio concreto. In un loro recente lavoro, Federico Chicchi e Anna Simone hanno studiato La società della prestazione (Ediesse, 2017). Analizzando in modo sistematico letteratura scientifica e dati empirici, essi rintracciano, come linea di sviluppo sociale degli ultimi decenni, il passaggio dalla società salariale alla società prestazionale. I primi processi di precarizzazione del lavoro hanno universalizzato una condizione (con aggregata retorica) precedentemente propria dei lavoratori autonomi e della dimensione d’impresa. In particolare la piccola impresa. La trasformazione del mercato del lavoro, con annessa sovrastruttura ideologica rapidissimamente capace di penetrare linguaggi e modelli, ha sgretolato tutto, e tale frammentazione sociale si configura come dato talmente evidente, che i nostri contemporanei hanno dimenticato che sia frutto di un passaggio epocale.

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aprile 29th, 2018

Roberto Burchielli, Le frontiere dentro di noi

by gabriella

Ci sono frontiere che non si trovano ai confini tra gli stati: sono nelle nostre città, nelle nostre strade, nei nostri palazzi, dove convivono culture e povertà diverse, dove si mescolano storie di immigrati, di nuovi e vecchi italiani. Ci sono frontiere che sono dentro di noi.

Il racconto della convivenza difficile, ma anche di inaspettate solidarietà e vicinanza nelle inchieste in quattro puntate sulle periferie di Milano e Roma di Roberto Burchielli andate in onda su Sky Tg24. Cliccando sul link al portale televisivo è possibile vedere tutte le puntate, sotto un estratto pubblicato su YouTube.

Siamo a Milano, a pochi passi dal Duomo, nella zona 6. Comprensorio di Via Gola e Navetta; nella zona 4, nel fortino di P.le Corvetto; nella zona 2 a tutti nota per Via Padova e Via Cavezzali e nella zona 1 in Via Lazzaro Palazzi ..

 


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