Posts tagged ‘stregoneria’

30 Luglio, 2015

Walter Benjamin, Processi per stregoneria

by gabriella
Walter Benjamin nel 1929

Walter Benjamin nel 1929

Il piccolo saggio Processi alle streghe (Procès de sorcières) è tratto dalla versione francese dei racconti radiofonici per ragazzi (Lumières pour enfants), realizzata da Walter Benjamin dal 1929 al 1932 per le radio di Berlino e Francoforte. L’intellettuale racconta con semplicità e raccapriccio la storia della repressione di maghi e streghe, sapienti e scienziati di un tempo in cui le scienze teoriche non erano ancora separate dalle scienze applicative o tecniche, il rinascimento appunto. Nel farlo rovescia il rapporto, oggi chiarito dagli storici, tra eresia e stregoneria trascurando, a vantaggio della scorrevolezza di un racconto per ragazzi, gli elementi di chiarificazione politica della caccia alle streghe. Traduzione mia.

Sono stati Hansel e Gretel a presentarvi la vostra prima strega. Come la vedevate? Una donna nel bosco, brutta e pericolosa che è meglio non incontrare. Non avete cercato di sapere se era dalla parte del diavolo o del buon Dio, da dove venisse, né cosa facesse o non facesse. Ebbene, la gente ha fatto come voi per secoli. In generale, credeva alle streghe come i bambini piccoli credono alle favole. Ma come i bambini, anche i più piccoli, non confondono la vita con le storie, le persone dei secoli passati non si sognavano di modellare la loro vita su questa convinzione.

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30 Luglio, 2015

Martine Ostorero, La caccia alle streghe. Stigmatizzazione dell’Altro e paura del diavolo

by gabriella
martine ostorero

Martine Ostorero

 «L’immaginario del sabbah è una costruzione colta al servizio della strumentalizzazione delle credenze».

Martine Ostorero

«La tecnica dei semplificatori del mondo, santi inquisitori o cinici demagoghi che siano,
pare essere sempre quella dell’espulsione della paura oltre i confini del gruppo, o almeno ai suoi margini.
Localizzando lì, nel nemico po nello straniero, la colpa della crisi avvertita o temuta,
s’ottiene di dar vita a un ulteriore “luogo comune” sostitutivo o di rinforzo.
Capita così che il nero, l’ebreo, lo zingaro, o come avviene sempre di più, l’immigrato,
assumano il ruolo di pharmakói, di capri espiatori: insieme veleno e antidoto,
responsabili del disordine e, in quanto vittime immolate, propiziatori dell’ordine».

Roberto Escobar, Metamorfosi della paura, 1997

Presentazione della lezione tenuta dalla prof.ssa Martine Ostorero dell’Università di Losanna al seminario del Progetto Pestalozzi sulla Storia della paura, tenuto il 10 maggio 2012 a Losanna. Il testo, preceduto da una videolezione realizzata sul tema per i miei studenti, si conclude con alcuni documenti storici relativi ai processi per stregoneria tenutisi nel cantone svizzero del Vaud nel XV secolo. Sono in lingua originale, si può aprire l’introduzione agendo sul QR code.

Secondo Martine Ostorero (Univ. Lausanne), la descrizione delle pratiche di demonolatraia e dell’immaginario legato al sabbah (etimo legato, non a caso, alla festività ebraica dello shabbat, sabato) è stata la prima condizione della caccia alle streghe. La seconda è stata invece la diabolizzazione della magia e di tutte le eresie, azione che si è sviluppata come una costruzione colta al servizio della strumentalizzazione delle credenze. Il momento d’avvio fondamentale della stigmatizzazione delle streghe è la bolla papale del 1325-27 che identifica magia ed eresia, producendo il fondamentale slittamento che porterà all’assimilazione dell’eresia alla stregoneria a cui aderirà lo stesso Tommaso d’Aquino.

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