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8 Febbraio, 2020

Clearview AI

by gabriella

È un’applicazione in grado di risalire, a partire da una singola foto, a tutte le immagini pubbliche di una persona e ai loro link. Il New York Times è stato il primo a darne notizia, osservando che Clearview

“va al di là di quanto mai creato dal governo americano o dai giganti della Silicon Valley, e  può mettere fine alla privacy così come la conosciamo”.

Secondo l’inchiesta del NYT, l’applicazione è stata creata da una piccola start-up, la Clearview AI, fondata da Hoan Ton-That e Richard Schwartz, uno dei consiglieri di Rudolph Giuliani quando era sindaco di New York. Fra i finanziatori anche Peter Thiel, il miliardario dietro a Facebook e Palantir, società che, in perfetto stile Minority Report, usa l’AI per prevedere il crimine.

 

Usarla è molto semplice: basta scattare o caricare una foto di una persona per avviare una ricerca di tutte le immagini pubbliche del soggetto in questione, insieme ai relativi link. A differenza di altri sistemi simili che fanno affidamento sulle foto segnaletiche o sulle immagini della motorizzazione civile, l’app attinge a un database di oltre tre miliardi di immagini prese da Facebook, YouTube, Venmo e milioni di altri siti e social network su cui le persone hanno caricato le proprie foto.

E mentre l’Unione Europea sta valutando di vietare il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici fino a cinque anni, in attesa dell’approvazione di una legge apposita per evitare abusi, emerge che le forze dell’ordine statunitensi – dalla polizia all’FBI, senza dimenticare la NCCA – utilizzano l’app di Clearview AI già da un anno.

E non è finita: Clearview AI tiene traccia delle query effettuate dagli agenti, e può anche manipolarne i risultati. Per ora l’app è disponibile solo per alcuni soggetti come le forze dell’ordine, ma in futuro l’uso potrebbe essere esteso anche al pubblico.

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