Gaza

by gabriella

Reportage da una nazione sfollata. Gaza e i territori del West Bank dall’espulsione coatta del 1948 agli attacchi israeliani Piombo fuso e Margine protettivo. In sequenza: lo zoo di Gaza dopo Protective Edge, lo sdegno di Norman Finkelstein, una testimonianza di superstiti raccolta da Al Jazeera, la polemica di Vittorio Arrigoni con Roberto Saviano, gli obiettori di coscienza israeliani rispondono a Saviano, il reportage del giornalista americano Denny Cormier dopo le devastazioni di Protective Edge.

Il desolato reportage del Tg2 dallo zoo di Gaza dopo i bombardamenti israeliani.

gaza-bombardamenti1

2014, Gaza sotto il fuoco di Israele

Gaza city

nakba

1947-48, Nakba – 800.000 palestinesi espulsi dai territori occupati da Israele

Jewish villages were built in the place of Arab villages. You do not even know the names of these Arab villages, and I do not blame you because geography books no longer exist, not only do the books not exist, the Arab villages are not there either. Nahlal arose in the place of Mahlul; Kibbutz Gvat in the place of Jibta; Kibbutz Sarid in the place of Huneifis; and Kefar Yehushu’a in the place of Tal al-Shuman. There is not one single place built in this country that did not have a former Arab population [Moshè Dayan, 4 aprile 1969].

 

 

Gaza a cielo aperto

gaza

Non è cambiato niente nella Striscia dall’attacco al fosforo bianco del 27 dicembre 2008, chiamato dall’Istrael Defence Forces Piombo fuso (a cui si riferiscono le immagini). 1450 civili, di cui 400 bambini, restarono uccisi e oltre cinquemila feriti.

Nella più grande prigione a cielo aperto del mondo le bombe israeliane hanno di nuovo ammazzato più di mille persone nella cosiddetta Protective Edge.

***

 

Norman Finkelstein si scaglia contro l’autoassoluzione piagnona e criminale di Israele

 

Una testimonianza dei superstiti di una famiglia distrutta pochi mesi fa, raccolta da AlJazeera.

 

Vittorio Arrigoni polemizza con Roberto Saviano e la sua apologia di Israele.

 

Gli obiettori di coscienza israeliani rispondono a Saviano.

 

In ricordo di Vittorio Arrigoni

 

Il reportage di Denny Cormier

 


 

Il quotidiano dell’occupazione


18 Comments to “Gaza”

  1. in quanto alle colpe di hamsa, è presto detto non ha una tattica ed una strategia militare e politica che mette in difesa inanzitutto il popoòo palestinese che dice di difendere, io sinceramente ti dico che sono convinta che hamas ed israele siano in sintonia con questo gioco tragico di tregue rotte e risposte previste e prevedibili, del resto dove si comanda sul serio nelle multinazionali siedono tutii arabi ebrei palestinesi, non cito altri perchè di questa zona parliamo e i proletari muiono per questioni di gas di pertolio, i palestinesi in particolare per una striscia che guardate sulla cartina cosa è! conta solo per quel che conta geopoliticamente, non certo per assicurare prosperità ad un popolo. A dirla chiare visto che di una lotta di liberazione nazionale si tratta e della richiesta di uno STATO, i palestinesi non hanno mai avuto una leadership all’altezza di un cavour che trattava e teneva a bada mazzini, se vuoi uno stato nazionale devi trattare e scendere a compromessi , questo muro contro muro visto che non hanno alleati nel mondo arabo ipalestinesi, gli israeliani si! dall’iran al quvait, hanno alleati con cui fanno affari, è solo esiziale per il popolo e il proletariato palestinese, ma ormai non solo questa è una questione ingestibile e senza via di uscita, ormai le questioni ingestibili e senza via di uscita, tranne una nuova guerra mondiale, sono troppe : ucraina, iraq, siria, libia…..

    • Francamente non saprei Vittoria, una leadership l’hanno avuta, ma non credo che il carisma o l’abilità siano carte sufficienti davanti a una potenza coloniale decisa a cancellarti dalla carta geografica.

  2. c’è poco da precisare gabriella carissima basta guardare alle minoranze in iraq e quello che fa l’isil e i califfato arabo e alla siria, alla libia, non credi che l’annosa questione palestinese vada contestualizzata ? visto che l’islam è cesciuto proprio sulla questione palestinese?

    • Certo, la frustrazione araba per decenni di divisioni e inconcludenze sulla questione palestinese è una delle ragioni dell’islamizzazione, quindi del successo di Hamas. Purtroppo, come sappiamo, quello palestinese non è l’unico scempio occidentale in medio oriente e dunque non l’unica spiegazione per questo nuovo (e drammatico) reincantamento islamico del mondo.

  3. No, non conosco e non ho letto la lettera di Rosa, ma se mi indichi dove trovarla la leggerò con sommo interesse. Un anno fa ho scritto un racconto che ha per protagonista un cucciolo di volpino Spitz. La voce narrante è proprio il cucciolo che si chiama Lelloccio e che parla del suo attraversamento dall’Europa centrale al sud Italia. E’ una tratta degli schiavi. Il capitalismo tratta ogni tipo di merce: da quella umana a quella animale. Gli schiavisti sono ligi al Sistema e gli schiavi, purtroppo, i poveri indifesi cuccioli.

    Lelloccio narra la sua peregrinazione e quella di altri come lui. Molti non ce la faranno, ma lui, nonostante la paura che lo attanaglia, riuscirà, almeno, a raccontare la sua e altrui storia.

    Quando Claudio(a proposito è tornato da Monaco di Baviera e ha le idee più chiare sul suo presente futuro)lesse il racconto oltre a piacergli(lui è il mio critico ma non mi fa nessun tipo di sconto;insomma, pane al pane e vino al vino. A me ciò va benissimo:non voglio comprare nessuno e nessuna e tanto più lui. Deve sempre dirmi ciò che pensa, ma senza secondi fini. La paga settimanale gliela darò lo stesso)lesse il racconto di Lelloccio non solo mi fece i complimenti ma ne rimase sorpreso.

    PS: Questa mattina io e Claudio siamo andati a correre nel bosco di Capodimonte e tra le altre cose abbiamo parlato degli esami che deve ancora dare tra cui quello su Heidegger e della necessità di contattarti tramite e mail per ulteriori informazioni e approfondimenti.

    Buon pomeriggio.

    Ciao

  4. La Palestina, a cui si nega la sua terra o gli si concede una striscia in cui viene rinchiusa, carcerata, vessata e martoriata e, al suo interno, cioè in quel territorio di macerie e di tombe riaperte dai bombardamenti dello Stato d’Israele, viene aperto, non so da quanti anni o mesi, uno zoo. E dall’ultima guerra recente, fresca di giornata, viene bombardato o comunque danneggiato gravemente il suddetto zoo. Ebbene, per quanto mi riguarda e rispetto a come la penso nei riguardi degli animali, quello zoo non avrei permesso di aprirlo. Penso che i bambini palestinesi dovrebbero battersi anche contro l’istituzione e la carcerazione degli animali in questi luoghi deprivanti chiamati zoo. Forse istituendo uno zoo ai bambini palestinese diamo a loro quello che invece hanno i bambini delle nazioni occidentali e progredite? No, non sono né saranno gli zoo a dare parità, diritti, democrazia e pace ai bambini palestinesi.

    L’animale è uno degli anelli più deboli nella catena degli esseri viventi insieme alla terra e ai suoi paesaggi naturali.
    Israele, agli Stati Uniti, l’Inghilterra, Francia e Germania hanno ridotto il popolo palestinese e la terra di Palestina a uno zoo.

    Un popolo sofferente e martoriato come quello palestinese non deve assolutamente mantenere aperto uno zoo nel suo territorio, perché è come se ammettesse a praticasse l’apartheid, anche se in questo caso si tratta di animali. E poi perché mai gli animali di varie specie devono essere rinchiusi e carcerati come se avessero commesso semmai gli atroci delitti dei nazifascisti. Liberando gli animali e chiudendo i lager chiamati zoo si libera gli uomini.

    • L’affermazione di Dayan è citata come la pura osservazione di ciò che fino alle distorsioni degli ultimi trent’anni era accettato universalmente come un dato di fatto. Che gli arabi (o chi per loro) abbiano venduto o no la loro terra, ciò che è accaduto dall’insediamento di uno stato confessionale è stato il sopruso e la sopraffazione coloniale.

  5. non si può parare del conflitto israele palestina senza valutare il ruolo di hamas e le colpe di hamas verso il popolo palestinese, specialmente in pieno attacco del callifato di Bobo, non si può parlare della palestina senza mettere in evidenza che il proletariato palestinese è sotto attacco di hamas come di israele, ma hamas loi hanno scelto loro democraticamente

  6. Il filosofo è Martin Heidegger che lei ha trattato in un vecchio post, ma anche qui a destra, un po’ più in basso. Intanto, questa mattina Claudio è partito per la Germania, a Monaco. Lì vive e lavora da anni una zia che conosce perfettamente il tedesco. Claudio ha intenzione, dopo che si sarà laureato qui, di andare a studiare gli altri due anni in Germania. Questo soggiorno di circa due settimane e gli altri che verranno in seguito non saranno di solo di vacanza, ma da oggi in poi, anche di approccio soft verso la lingua tedesca. Proprio ieri parlavamo io lui e la fidanzata che si arrangia a lavorare come animatrice. Quindi una precaria in pianta stabile. Quindi ho accennato al capitalismo e ai suoi meccanismi feroci che si possono sperimentare sulla pelle dei soggetti che fanno questi tipi di lavoro, compreso quello del cal center , per accennarne a qualcuno. Oggi su Affari&Finanza di la Repubblica c’era un editoriale di Giannini sul mercato di lavoro in Germania e sulla lodevole iniziativa di quel governo, ovvero l’Angelina Merkel, di aumentare a 8,50 la paga oraria sul salario minimo. E su questo versante pare stanno convertendosi altri spezzoni del capitalismo in funzione dei consumi. Intanto, la zia di Claudio abita a Monaco e guadagna bene anche se le ore in più non gliele pagano, piuttosto recuperarle. Il pigione di casa è di 1200 euro. Però mi dice Claudio che li per gli studenti ci sono maggiori vantaggi che qui in Italia. Quando Claudio ritornerà gli dirò di questi nostri commenti.

    Buona serata.

    Ah, volevo aggiungere come ho conosciuto il suo blog. Leggo e a volte commento “le non recensioni” di 2000battute e dello scassa ‘mbrell’ di Cornelio Nepote. Io lì oltre a apprendere quali libri leggere assolutamente, secondo 2000battute e il suo sodale Cornelio, di rubare. Si, vado lì per rubare. E penso che cerco di rubare anche da lei. Possibilmente con piacere.

    Di nuovo buona sera.

    • 🙂 il caso vuole che stia ultimando proprio in questo momento l’introduttivissimo testo della lezione su Heidegger, decisamente snello perchè pensato per essere trattato in volata negli ultimi giorni di scuola.
      Claudio ha scelto assai bene: oltre alla qualità degli studi, ha ragione anche sul welfare tedesco, non paragonabile a quello italiano. Gli auguro buon lavoro e a lei buona lettura del nostro 2000battute, tutto da saccheggiare.

  7. Anch’io non ci sono mai stato in quella striscia di terra. Ho usato gli occhi dell’immaginazione. E del dolore e della sofferenza, per esempio dei bambini. E per quanto riguarda il citato: sistema inossidabile del capitale, il termine inossidabile, l’ho aggiunto alle 1:59. Insomma, anch’io sono convinto che non solo il sistema inossidabile del capitale è marcio, ma anche prossimo alla fine. Però devo aggiungere che da troppo tempo ascolto e leggo che il capitalismo è più che moribondo. Insomma, se nella striscia di Palestina continuano a soffrire e a morire anche in nome della spartizione del mondo da parte del capitalismo, accanto a me e nella vita di tutti i giorni continuano a sopravvivere operai licenziati, disoccupati, precari, giovani senza scuola e occupazione e anziani o meno che non riescono nemmeno a fornirsi di quel che ogni essere umano ha bisogno per vivere.

    E’ la prima volta che commento da lei, ma vengo spesso a far visita ai suoi post. Il suo blog l’ho segnalato anche a mio figlio Claudio che è iscritto al primo anno di Lettere e filosofia e ha dato sei esami con esiti positivi. L’altro giorno mi ha parlato di un filosofo che ha iniziato a studiare e che trova ostico e io gli ho detto di visitare e “sfogliare” il suo blog.

    Buon pomeriggio.

    • La penso come lei, e osservo le stesse cose. Sono poi d’accordo che la constatazione che il sistema di mercato non sia eterno non consola, rammentarlo però fa bene. Quanto alla filosofia, la ringrazio per la fiducia, quale autore sta affrontando Claudio?

  8. Non ho mai visitato quella terra, ma lei la descrive proprio come me la immagino. Capisco poi che dal punto di vista delle vittime Il capitalismo possa apparire inossidabile, in realtà mi sembra piuttosto arrugginito ..

  9. La Palestina odore di basilico

    Della Palestina ricordo gli occhi
    che non smettono di oltrepassare l’orizzonte.

    Della Palestina odo i passi e le maglie coi numeri:
    rincorrono tra le macerie un pallone spelacchiato.

    Della Palestina mi giunge il silenzio dei morti
    che non smettono di sognare.

    Della Palestina un dolore sordo, e sulle finestre,
    l’odore delle foglioline di basilico.

    Più in là un bambino col suo scudo, ma non
    riesce a fermare le bombe che cadono dal cielo.

    Ci vorrebbero Ercole, Maciste Zorro, Gian Burrasca,
    Dio e Topolino, una pazza e una magia; ma loro,

    puoi scommetterci, hanno altro a cui pensare.
    Un po’ come sopravvive il mondo intero.

    Mentre il sistema inossidabile del capitale
    distrugge terra, natura e bellezza.

    E le creature, e la loro fantasia.

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