Malinconia: genio e follia in Occidente (8)

by gabriella

VIII. L’angelo della Storia. Malinconia e tempi moderni

Da quando la cultura si è separata dal culto e s’è fatta culto essa stessa, essa non è più di un rifiuto e, dopo appena 500 anni, il mondo è così stanco e sazio di lei che sembra quasi l’abbiano imboccato con un cucchiaio.

Thomas Mann, Faust, 1947

Lo scacco delle grandi utopie sociali e delle ideologie politiche, l’avanzata dei totalitarismi, la guerra, precipitano l’uomo del XX° secolo in un irrimediabile sentimento d’estranietà verso il mondo. In Munch, De Chirico, Hopper, la malinconia prende così corpo in un quadro quotidiano e procede attraverso uno scarto radicale tra il soggetto e il suo ambiente. In Sironi, Dix, Kiefer, essa testimonia delle rivoluzioni politiche come di quelle tecniche: all’attaccamento al passato che caratterizza l’opera del primo, corrisponde la violenza provocata dall’avvento del regime nazista in Otto Dix, mentre Kiefer si esprime ironicamente nella rappresentazione di un bombardiere tedesco in piombo (questo metallo è associato alla malinconia), indatto dunque a qualunque volo e, in più, coronato dal poliedro dell’incisione di Durer. La malinconia del XX° secolo appare così legata fondamentalmente alla storia.

Ma, al di là dei suoi tormenti, è un vuoto tranquillo che non richiede alcun espressionismo a minacciarci. Il Big man di Ron Mueck è nudo, il suo corpo grasso è vecchio e senza attrattive, guarda intensamente il suolo, con un mutismo indecifrabile, non c’è niente intorno a lui, niente a cui aggrapparsi. Tale sarà, qui espressa vigorosamente con un realismo clinico, senza effetto, una versione contemporanea della malinconia: la fascinazione del vuoto.

Malinconia, genio e follia in Occidente 1 e 23; 4; 56; 7

Immagine in alto a dx: Giorgio de Chirico, Malinconia, 1912, olio su tela, 78,5×63,5, Londra, Collezione Estorick.

Immagine in alto a sx: Mario Sironi, Donna seduta e paesaggio. La malinconia, olio su tela, 81x 60, Milano, Raccolta Civica d’arte.

Immagine in basso a sx: Edward Hopper, Cinema a New York, 1939, olio su tela, 81,9×101,9, New York , The Museum of Modern Art.

Immagine in basso a dx: Ron Mueck, Sans titre (Gros homme), resina di poliestere pigmentata su fibra di vetro, 203, 8×120,7×204,5, Washington, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden.


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