Benasayag, Schmit, Il desiderio è il fondamento stesso dell’apprendimento

by gabriella

Stralcio dal libro di Miguel Benasayag (Les passions tristes. Souffrance psychique et crise sociale, Paris, 2003) questo passaggio significativo sull’educazione e la trasmissione di cultura:

“E allora come è possibile ormai educare, trasmettere e integrare i giovani in una cultura che non solo ha perduto il  proprio fondamento principale ma l’ha visto trasformarsi nel suo contrario, nel momento in cui il futuro-promessa è diventato futuro-minaccia? Alla fine, la cosa più strana è che questo cambiamento passi pressoché inosservato. Le diverse istituzioni deputate a educare, a trasmettere e a curare ciò che va male agiscono come se non ci fosse nessuna crisi, come se ci fossero solo delle difficoltà da superare, con l’aiuto della tecnica e un po’ di buona volontà. Tra gli “ideali patchwork” che si sostituiscono alle speranze della modernità e che si sforzano di nascondere la crisi, ce n’è uno che ci interessa in modo particolare. Si tratta del passaggio dal desiderio alla minaccia.

Oggi, per i giovani, la minaccia del futuro si è sostituita all’invito a entrare nella società, a condividere, a conoscere e ad appropriarsi dei beni della cultura. Sembra che la nostra società non possa più “concedersi il lusso” di sperare o di proporre ai giovani la loro integrazione sociale come frutto e fonte di un desiderio profondo. Si dimentica quale sia secondo Freud – come per i suoi successori, ma soprattutto per la stragrande maggioranza degli insegnanti e degli educatori – la motivazione dell’apprendimento: il desiderio di imparare e di comprendere.

Freud spiega la possibilità di cominciare a imparare, a educarsi e, in sintesi, ad accedere alla cultura, mediante il concetto di sublimazione della libido. Secondo Freud, crescendo il bambino accetta di sublimare – o potremmo dire di negoziare – una parte della sua libido, owero della sua energia vitale, del suo desiderio, passando così da una posizione autocentrata, la cosiddetta libido narcisistica, a una preoccupazione e attenzione rivolte al mondo esterno che Freud definisce libido oggettuale. Una parte di tale processo consente ai bambini di assumere la propria umanizzazione come un divenire. Questo passaggio è descritto da Freud con il concetto di pulsione epistemofilica: l‘espressione indica la capacità del bambino di aver desiderio di imparare, consacrando una parte della sua libido agli oggetti del mondo che deve apprendere, comprendere e abitare.
Il desiderio è quindi, semplicemente il fondamento stesso dell’apprendimento. Sicuramente l’apprendimento scolastico è anche “utile” al bambino, perché se ne può servire nella vita quotidiana. Ma è il frutto del desiderio e della pulsione epistemofilica, e non di un semplice utilitarismo. Non si tratta semplicemente di essere informati, perché l’educazione non si riduce all’assimilazione di una “modalità d’impiego della vita”...


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