Catastroika

by gabriella

Un documentario greco torna a riflettere sui grandi esperimenti di privatizzazione degli anni ’90, dalla Russia di Yeltsin alla Germania Est dopo la riunificazione, per commentare quanto sta accadendo in Grecia e probabilmente presto in Italia.

Era l’inizio del 1989 quando l’accademico francese Jaques Rupnik si sedette alla scrivania, per preparare un report sullo stato delle riforme economiche nell’Unione Sovietica di Mikhail Gorbaciov. Il termine che usò per descrivere il rantolo dell’impero fu Catastroika. Ai tempi di Yeltsin, quando la Russia istituì forse il maggiore e fallimentare esperimento di privatizzazione della storia dell’umanità, il Guardian diede al termine inventato da Rupnik un significato diverso. Catastroika divenno sinonimo della completa distruzione del Paese per mano delle forze che governano il mercato, della svendita dei beni pubblici e del rapido deterioramento degli standard di vita dei cittadini. Ora, l’unità per misurare la “catastroika” era diventata la disoccupazione, l’impoverimento sociale, il declino delle aspettative di vita, così come la nascita di una nuova casta di oligarchi che prende le redini di una nazione. Qualche anno dopo, la produzione di uno sforzo analogo nella privatizzazione massiccia delle proprietà pubbliche nella Germania riunificata (presentato ora come modello per la Grecia) creò milioni di disoccupati e alcuni dei più grossi scandali nella storia dell’Europa. E’ questa “Catastroika” che si sta abbattendo sulla Grecia, e forse presto sull’Italia.

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6 Comments to “Catastroika”

  1. Ogni tanto è bene riproporre certi documenti.
    A proposito delle “riunificazione” tedesca, solo un paio di settimane fa ho assistito (prima volta, ma anche l’ultima) a una conferenza di Federico Rampini in cui tra l’altro accennava alla vicenda come caso virtuoso di efficienza ed efficacia, di cui noi italiani (corollario implicito) dovremmo prendere esempio.
    Ora, è mai possibile che un giornalista di fama, suppostamente informato e comunque con tutti gli strumenti materiali e intellettuali per informarsi, non sappia che si è trattato di un’annessione bella e buona, una vera e propria colonizzazione che ha devastato milioni di persone?
    Secondo me non è possibile. Ergo: il conferenziere era in malafede.
    Il problema è che il 99% dei presenti se n’è tornato a casa convinto di aver ricevuto informazioni oggettive, perché Rampini “è bravo, e poi è simpatico” (afferrato al volo, uscendo).
    Consiglio sull’argomento il recente “Anschluss” di Vladimiro Giacché. L’avrei segnalato a Rampini, ma temo che sia troppo bravo e simpatico per accettare consigli dagli sconosciuti.

  2. Molto interessante.
    Aggiungerei che un fenomeno simile è avvenuto anche in Argentina a cavallo fra gli anni della dittatura e del governo Menem. Le conseguenze più evidenti si sono viste con la crisi del 2001, ma ricorderei anche il bizzarro fatto che le Aerolinas Argentinas privatizzate furono poi rimesse sotto controllo pubblico e risanate. Ed oggi si parla di privatizzarle di nuovo….
    Poi si potrebbe parlare anche dei grandi risultati (” “) ottenuti con le privatizzazioni della Thatcher….

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