Gustavo Zagrebelsky, Il crocefisso

by gabriella

Nei primi tempi, i tempi della clandestinità, non esisteva un simbolo dei cristiani, per così dire, ufficiale. Il più diffuso era il pesce, ma ci si riconosceva anche in altri segni, come l’ancora, la palma, la corona, l’albero (della vita), il vitigno, la nave, l’aratro, il pane, la fonte d’acqua viva, l’araba fenice. La croce era assente o, forse, dissimulata con ritegno.

Come simbolo cosmogonico di religioni pagane e come strumento di tortura e di esecuzione capitale riservato agli schiavi ribelli e fuggitivi, proveniva da mondi non solo distanti, ma ostili alla nuova religione e testimoniava dell’inimicizia romana nei confronti del fondatore e dei suoi seguaci. Solo con l’avvicinamento e poi l’alleanza tra la nuova religione e l’impero nel IV secolo (il sogno di Costantino e la croce sulle armi dei suoi soldati; l’abolizione di quel tipo di patibolo da parte di Teodosio), il simbolo cristiano per eccellenza fa la sua comparsa nell’iconografia e, da simbolo di persecuzioni e umiliazioni subite, diventa simbolo di vittoria sul mondo.

La croce, all’inizio, è nuda; il Cristo crocefisso non compare. Quando inizia a essere rappresentato, a partire dal V secolo, è raffigurato come il vivente per eccellenza, nella veste di Christus triumphans, con gli occhi aperti, lo sguardo diritto sul mondo e il volto glorioso nell’adempimento delle profezie. Era il simbolo di vittoria sulla sua morte e sui suoi persecutori e quindi, anche, di potenza mondana. A partire dal XII secolo, in concomitanza con l’assunzione di politiche aggressive di potenza da parte del mondo cristiano nei confronti degli “infedeli”, gli ebrei “deicidi” e i “mori” che dominavano in Terrasanta, l’aspetto del Cristo in croce cambia radicalmente e diventa il Christus patiens, col corpo ripiegato, il corpo contratto dalle sofferenze o irrigidito nella morte, un corpo che è in se stesso un’accusa e che sembra cedere giustihizia, cioè, in breve, vendetta. È questo il volto del Cristo sotto il quale saranno arruolati i crociati…Ancora questo era il Cristo in nome del quale i re cristiano conducevano guerre tra di loro e convertivano o sterminavano le popolazioni indigene al seguito dei colonizzatori europei.

Espressione di aggressività popolana era il crocifisso che il prete fanatico portava in processione alla testa delle spedizioni punitive – i pogrom contro gli ebrei – negli shtetls dell’Europa centrale, come sono rappresentati nella Crocifissione bianca di Marc Chagall, dove all’ombra della croce bruciano villaggi. […]. Da simbolo di trionfo a simbolo di vendetta…a simbolo passivo, perché chiunque può fargli dire quello che vuole, come se fosse una marionetta…Dopo essere stato così secolarizzato, laicizzato, sociologicizzato, per poterlo comunque appendere nelle aule delle scuole e dei tribunali, lo si è addirittura zittito: simbolo muto che non simbolizza nulla, e quindi “inoffensivo” perché morto. Così ha stabilito la più alta giurisdizione europea dei diritti, precisando che non può perciò “indottrinare” nessuno.

È stupefacente che il mondo cattolico, nelle sue istanze gerarchiche superiori, abbia gioito di questa sentenza, invece di considerarla oltraggiosa nei confronti del proprio segno più caro, nel quale è concentrata l’essenza della propria fede e del proprio messaggio…Il Cristo in croce resta dov’è, testimone esanime d’una controversia che ormai non lo riguarda, o meglio lo riguarda strumentalmente, come blasfema posta in gioco in una contesa apparentemente di simbologia religiosa, in realtà di puro potere.

Gustavo Zagrebelsky, Simboli al potere (2012, pp. 29-30).

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3 Comments to “Gustavo Zagrebelsky, Il crocefisso”

  1. Secondo Marcello Craveri , Ateo , smitizzatore del mito di Gesù , autore di una “Vita di Gesù” pubblicata da Feltrinelli , il “patibulum” dei Romani era una croce fatta ad ” X ” .
    La croce cristiana cattolica viene dall’ India , come simbolo , tanto quanto la svastica ( in India destrorsa e sinistrorsa ) , il simbolo dei due triangoli intrecciati che identifica oggi gli Ebrei .
    Pare fosse un simbolo “solare” ed io ricordo che simboli solari ben più evidenti sono l’ ostensorio, l’ ostia , l’ uovo ( una ellisse , l’orbita del sole è ellittica ) .
    Budda visse 5 secoli prima di Cristo .
    Alcuni concetti evangelici sembrano riprendere concetti buddistici ( perdonare 70 volte 7 ed esercitare la “compassione” ) .
    Chi HA COPIATO chi ? SUNday , SONNTAG , ostia , crocefisso …
    Costantino , un generale dalmata , fece proprio quel simbolo.
    In nome di quel simbolo c’è chi ha esercitato un grande potere crudelmente.
    In nome di quel simbolo c’è chi ha fatto del bene ed ha sacrificato la propria vita .
    Sopratutto pensando a questi ultimi , io lo rispetto .
    O , se leggo che degli Ebrei bombardano dei Palestinesi ,
    dovrei prendermela con tutte le croci a sei punte ,
    simboli di un “potere” crudele ?
    Io lo rispetto .
    Per me è meglio che “odiare” un simbolo lo facciano altri . 😉

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