Posts tagged ‘Armando Massarenti’

luglio 9th, 2014

Husserl

by gabriella
Edmund Husserl (1859 - 1938)

Edmund Husserl (1859 – 1938)

L’orizzonte del mondo quale orizzonte di un’esperienza possibile di cose. Cose: cioè pietre, animali, piante, uomini, anche, e formazioni umane; ma tutto, qui, è soggettivo- relativo anche se normalmente, nella nostra esperienza e nella cerchia sociale che è legata a noi in una comunità di vita, noi perveniamo a fatti “sicuri”. […] Ma se noi siamo gettati in un ambiente estraneo, tra i negri del Congo, tra i contadini cinesi, ecc., ci accorgiamo che le loro verità, i fatti che per loro sono assodati e verificati o verificabili non sono affatto quelli che noi riteniamo tali. Ma se noi ci poniamo il fine di una verità concernente gli oggetti che sia incondizionatamente valida per tutti i soggetti, a partire da ciò su cui, malgrado la relatività, sono d’accordo gli europei normali, gli indù normali, i cinesi, ecc. – da ciò che rende identificabili, per noi come per loro gli oggetti del mondo-della-vita a tutti comuni, dalla forma spaziale, dal movimento, dalle qualità sensibili, ecc. -, noi veniamo a trovarci sulla via che porta alla scienza obiettiva.

E. Husserl, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, § 36

Husserl e la fenomenologia

Edmund Husserl, matematico e filosofo moravo di origine ebrea, ha inaugurato agli inizi del novecento un insieme di ricerche e un nuovo metodo di indagine filosofica che ha preso il nome di fenomenologia ed ha avuto una grande influenza sulla cultura del secolo. Il termine fenomenologia, che compare già in Kant ed Hegel, è usato da Husserl in modo specifico, per identificare un obiettivo: assicurare alla filosofia una base certa e farne una scienza rigorosa; e un metodo, consistente nel ricavare questa certezza originaria con la riduzione fenomenologica.

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gennaio 15th, 2012

Armando Massarenti, Bevanda al gusto di latte macchiato

by gabriella

Pensate a un pianeta identico al nostro in ogni aspetto, tranne per il fatto che al posto dell’acqua c’è un composto chimico che non è H2O ma, poniamo, XYZ. Tra le due «acque», in realtà, dal punto di vista macroscopico, non vi è alcuna differenza. Entrambe sono liquide, trasparenti, ci si può nuotare dentro. Solo un’analisi chimica accurata svolta da un esperto può appurare che sono sostanze diverse. Per il resto, lassù c’è un tipo identico a noi che per esempio dice al suo bambino (identico al nostro): «Puoi berla. E potabile».

E’ il celebre esperimento menatle condotto dal filosofo Hilary Putnam per rispondere alla domanda: i due gemelli, quando dicono «acqua» nei rispettivi pianeti, si riferiscono alla stessa cosa o a due cose diverse? La risposta di Putnam, di tipo realistico, è che si tratta di due cose distinte: un gemello si riferisce ad H2O, l’altro a XYZ, anche se nessuno dei due è in grado di percepire la differenza.

Non tirerei in ballo problemi difficili come questi del «realismo» e del «riferimento» se non me li trovassi di fronte ogni volta che vado a prendere il caffé in una di quelle classiche macchinette aziendali. Introdotte le monetine, si deve scegliere tra diverse opzioni, disposte in due file di pulsanti. Nella prima c’è scritto:  CAFFE’ ESPRESSO, CAPPUCCINO, CAFFE’ LUNGO, eccetera. Dunque è chiaro, se pigio CAFFE’ ESPRESSO uscirà un caffè espresso.

La seconda fila  presenta le cose in modo sottilmente diverso. Vi è una scritta più piccola che dice «Bevanda al gusto di» seguita, in grande, da TE’ AL LIMONE, CIOCCOLATO, fino all’inquietante Bevanda al gusto di LATTE MACCHIATO. Se non ci fosse la scritta piccola saremmo esattamente nella situazione delle «terre gemelle». Sorseggeremmo il nostro thé al limone senza sapere che in realtà si tratta di una «Bevanda al gusto di thé al limone» (qualunque cosa di nasconda dietro qusta vaghissima definizione). A partire da quella scritta invece, ci bastano pochi semplici passaggi logici per immaginarci nella scena chiave del celeberrimo film Matrix, quando Morpheus ci dice: «Benvenuti nel mondo reale».

A. Massarenti, Il lancio del nano, Milano, IlSole24Ore, 2007, pp. 17-18.


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