Posts tagged ‘Comenio’

febbraio 22nd, 2014

Comenio

by gabriella
Jan Amos Komensky (1592-1670)

Jan Amos Komensky (1592-1670)

Erudito di fama internazionale, linguista ed esponente della comunità protestante dei Fratelli Boemi, Jan Amos Komensky (1592-1670) può essere considerato l’ultimo erede dell’umanesimo e della riforma protestante e il primo pedagogista moderno. Come tale, interpreta la cultura come lo strumento per eccellenza di un rinnovamento completo della società, centrato sull’esigenza della pace e dell’universale emancipazione umana.

 

La dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell’ambiente e dell’educazione, e che pertanto uomini mutati sono prodotti di un altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l’ambiente e che l’educatore stesso deve essere educato […]. Essa perciò giunge necessariamente a scindere la società in due parti, una delle quali sta al di sopra della società (per esempio in Robert Owen). La coincidenza nel variare dell’ambiente e dell’attività umana può essere concepita e compresa razionalmente solo come pratica rivoluzionaria.

Karl Marx, Terza tesi su Feuerbach

 

Per una riforma generale degli affari umani

Il pensiero educativo di Comenio non può essere compreso al di fuori delle esigenze di rinnovamento sociale enunciate nella grande opera incompiuta Consultazione universale sulla riforma degli affari umani (De rerum humanarum emendatione consultatio catholica, scritta forse nel 1656) nella quale il filosofo espone il convincimento del legame profondo tra la riforma dell’educazione e la riforma politica della Chiesa e degli stati.

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agosto 31st, 2013

Ivan Illich, Invece dell’istruzione

by gabriella

Ivan_Illich_1974In pagine che sembrano scritte ieri, tanto arretrato è (fortunatamente, in questo caso) il nostro paese in materia di aggiornamento del sistema scolastico, Ivan Illich commenta l’uso delle sue tesi sulla descolarizzazione da parte dei teorici liberali e dei sostenitori delle “scuole libere” (soprattuto alla fine del secondo paragrafo e nel terzo). Lo fa in uno scritto contenuto in una raccolta di cinque saggi, scritti in periodi diversi e tenuti insieme dall’obiettivo di tratteggiare una fenomenologia della soppressione dell’utilità, della convivialità, della creatività, a vantaggio dello scambio, dell’interesse, del lavoro. In una parola, dell’alienazione nella società industriale, posta a confronto con la sua alternativa, sempre possibile.

Come i calvinisti soppressero i monasteri per poi trasformare tutta Ginevra in un unico convento,
così noi dobbiamo temere che la soppressione della scuola
possa dar luogo a un’unica fabbrica mondiale del sapere.

Ivan Illich

Verso la fine degli anni ’60 tenni al Centro intercultural de documentaciòn (CIDOC) di Cuernavaca, Messico, una serie di seminari sul monopolio del modo di produzione industriale e sulle alternative concettuali adatte a un’epoca post-industriale. Il primo settore industriale che analizzai fu il sistema scolastico e il suo presunto prodotto, l’istruzione. Sette saggi che scrissi in quel periodo furono riuniti in volume nel 1971 col titolo Descolarizzare la società (trad. it. Mondadori 1972). Dal modo in cui il libro fu accolto mi accorsi che la mia descrizione delle funzioni latenti involontarie della scuola obbligatoria (il “programma occulto” della scolarizzazione) veniva usata impropriamente non soltanto dai fautori delle cosiddette “scuole libere” ma, ancor più, da maestri di scuola anelanti a trasformarsi in educatori degli adulti.

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