Posts tagged ‘educazione negativa’

dicembre 20th, 2017

Kant, l’educazione come umanizzazione

by gabriella
Immanuel Kant (1804)

Immanuel Kant (1724 – 1804)

«La ragione si sottomette solo ed esclusivamente alla legge che essa stessa si dà». Pensare, significa quindi «cercare in se stessi (cioè nella propria ragione) la pietra ultima di paragone della verità.

Che cosa significa orientarsi nel pensare? (1786)

La riflessione educativa di Locke e soprattutto di Rousseau trova in Kant un interprete fondamentale: se Locke invitava a dare agli allievi una open education in grado di renderli capaci di decidere con saggezza in ogni evenienza della loro vita, e Rousseau sosteneva di «voler loro insegnare a vivere», Kant afferma che

«non bisogna insegnare pensieri, ma insegnare a pensare».

Riecheggia nelle sue parole una grande tradizione filosofica che va da Aristotele – e alla sua vita buona, capace di sviluppare razionalità e sentimento – a Rousseau, per il quale la ragione è il fine e il risultato dell’attività educativa, a Montaigne, per il quale

«è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena».

Per Kant, l’educazione è quel percorso che porta l’uomo a divenire propriamente tale: cioè un essere razionale capace di dominare la propria natura sensibile (dunque i propri egoismi). Lo sviluppo dell’autonomia intellettuale è dunque strettamente connesso con la dimensione morale, perché la moralità della condotta umana risiede nell’autonoma adesione della volontà alla legge morale.

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maggio 6th, 2015

Maria Montessori

by gabriella
Maria-Montessori-con-un-bambino

Maria Montessori (1870 – 1952)

La biografia di Maria Montessori è quella di una precorritrice delle scelte di emancipazione e affermazione femminile. Nata a Chiaravalle (AN), coltiva interessi scientifici e si iscrive, con un certo scalpore, alla Facoltà di Medicina dell’Università di Roma, dove si laurea nel 1896, divenendo l’unica italiana ad esercitare la professione medica. L’anno dopo diviene assistente alla Clinica psichiatrica della stessa università.

Sempre nel 1896 rappresenta l’Italia al Congresso del movimento femminista, che si tiene a Berlino, intervenendo sul tema dei diritti politici e sociali della donna. L’anno successivo prende parte al Congresso nazionale di medicina, che si tiene a Torino, approfittandone per richiamare l’attenzione sull’assistenza dovuta ai bambini anormali. Nel 1898 partecipa al primo Congresso pedagogico italiano, dove espone i risultati del suo lavoro presso la Clinica psichiatrica romana. La sua tesi, sostenuta con forza e confortata dai dati sperimentali del suo lavoro, è che il soggetto anormale richiede un intervento che sia prevalentemente educativo e non medico, tale da perseguire come scopo non solo la «cura» e l’«assistenza», ma la modificazione complessiva della sua personalità.

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