Posts tagged ‘teaching to test’

febbraio 25th, 2016

Fighting (the fear of) the test

by gabriella

Nella prima settimana di scuola, contando sulla presenza di un nuovo proiettore in classe, ho proposto questo test Kahoot a risposta chiusa a una quinta classe di filosofia che non aveva mai fatto un test a crocette (almeno in filosofia). Le loro reazioni di divertimento e paura, il mio commento e la mia proposta didattica tra resistenza e teaching to test.


testNon credo alla tv, vende la gente lesa,

io leggo libri, leggo solo per autodifesa, sapere più degli altri è la chiave per non farti comandare
e io non voglio comandarti.

Woody Allen

Cari ragazzi,

il test a crocette svolto l’altro ieri con Kahoot ha creato un po’ di sconcerto (ma durante lo svolgimento anche di divertimento) in classe: alcuni tra voi hanno avuto infatti risultati molto inferiori al solito (altri migliori del solito).

Nel tentativo di rincuorare i delusi ho forse scoraggiato quelli che hanno ottenuto i risultati migliori. Non era certo mia intenzione, perciò colgo l’occasione per chiarirci insieme le idee su cosa sono e a cosa servono i test a risposta chiusa, cosa che mi permetterà anche di discutere con voi se dobbiamo temerli.

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maggio 13th, 2014

Renato Foschi, Costruire il cittadino desiderabile: le prove INVALSI e la psicopedagogia

by gabriella

social engineeringC’è una pedagogia autoritaria dietro agli INVALSI: non si tratta di misurare competenze, ma di guidare attraverso i test la scelta delle competenze e dei saperi utili alla società di mercato del futuro. Gianni Rodari sarà ancora un autore desiderabile per questa scuola?

Apri, – gridò alla moglie, – in nome della legge.
Ma quale legge? Cosa le vuoi fare, a questa povera bambina?
Domanda piuttosto a lei cos’ha fatto. Domandale dove e come ha perso la scarpina. […]
(…) Nostra figlia è una spia, – esclamò il sor Meletti, buttandosi su una sedia. E agitando la scarpina che teneva in mano aggiunse: – Ne ho le prove. […]
Non c’è dubbio alcuno, – concluse, – nostra figlia lavora per i marziani.

Gianni Rodari, da La torta in cielo

Per una pedagogia a misura di bambino
non che misuri il bambino.

Renato Foschi

Nella introduzione alla terza edizione del suo Metodo, Maria Montessori scrisse che i test psicopedagogici somministrati ai bambini non portavano a riforme educative, ma a riforme degli esami fondate sulla misura delle abilità mentali degli allievi.

Di questi giorni è la polemica sulle prove INVALSI, dal nome dell’ente (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) deputato alla standardizzazione di test destinati agli alunni delle scuole italiane e all’analisi dei risultati. Tali prove di abilità cognitive, in particolare relative all’italiano e alla matematica, iniziano nella seconda elementare e, per follow up successivi, intendono testare le generazioni degli studenti italiani, senza discriminare a livello individuale, [il che non è esatto, visto che sono inclusi anche in prove d’esame, ndr.] con l’intento di fornire la fotografia di come funziona il sistema educativo italiano per poi modificarlo di conseguenza. Tali prove da quest’anno, sono obbligatorie per legge (art. 51 comma 2 del Decreto-Legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in legge n. 35).

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