Archive for 15 Gennaio, 2020

15 Gennaio, 2020

Educazione informale, educazione formale

by gabriella

Indice

1. L’educazione nelle società prive di scrittura

1.2 Bernardo Bernardi, L’educazione informale

 

2. L’educazione formale

2.1 L’apprendimento scolastico

 

 1. L’educazione nelle società prive di scrittura

culture oraliLe società senza scrittura sono prive del medium indispensabile per tramandare le proprie concezioni del mondo.

Per questa ragione, possiamo esaminare i loro sistemi educativi solo entrando in contatto con società di questo tipo attualmente esistenti. E’ quanto hanno fatto gli antropologi nel ventesimo secolo nei paesi non europei: sulla base delle loro osservazioni è possibile descrivere i caratteri fondamentali dell’educazione nelle società senza scrittura.

Si è visto come uno degli obiettivi fondamentali dell’educazione sia la conservazione e la trasmissione Malawi educazione informaledel retaggio culturale delle generazioni precedenti.

Per le società prive di scrittura, questo obiettivo assorbe quasi totalmente l’attività educativa che deve essere condotta in modo da poter garantire il passaggio diretto e personale di valori, pensieri, modi di vita, senza l’uso di uno strumento capace di oltrepassare il “qui” e l’“ora” come la scrittura.

L’obiettivo è raggiunto con l’educazione informale che passa attraverso il gruppo familiare, i coetanei, gli adulti della comunità.

Questa forma di educazione sostituisce in gran parte ciò che nelle società alfabetiche è fornito dalla scuola.

I giovani imitano in modo spontaneo il comportamento degli adulti e sono ammessi a partecipare come spettatori o attori a quasi tutti i momenti di vita quotidiana della tribù.

Inoltre si immergono spesso in attività di gioco con cui si esercitano  alle future mansioni adulte. Si tratta di un’educazione basata quasi esclusivamente sull’osservazione e sull’esperienza diretta, al contrario della nostra in cui parole e simboli hanno un ruolo fondamentale.

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15 Gennaio, 2020

Maria Laura Agnello, Semiotica del colore

by gabriella

Tratto, con qualche modifica, da Panorama.

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Jonathan è un noto pittore newyorchese. In seguito a un brutto incidente automobilistico subisce un trauma celebrale e da quel momento in poi il suo cervello perde la capacità di percepire i colori: la realtà diventa per lui una scala di grigi. Inaspettatamente la sua vita comincia ad andare a rotoli: il cibo lo disgusta, il mondo gli appare un posto orribile, dipingere i suoi quadri astratti diventa un’impresa impossibile e quando prova lo stile figurativo va anche peggio.

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15 Gennaio, 2020

Il verde e il rosa

by gabriella

tavolo verdeDue elaborazioni da I colori del nostro tempo di Michel Pastoureau [Firenze, Ponte alle Grazie, 2010, pp. 216; 143] tratte da Verde, un amore complesso e Colore intimo di Diegod56.

[…] il verde, un colore complicato perché assai ambivalente. Ai nostri giorni il verde ha quasi sempre una connotazione positiva. Economia verde, energia verde, area verde. In effetti tutti amiamo il verde delle piante, dei prati, e probabilmente ricordiamo, grati, la capacità delle piante di immettere ossigeno nell’aria. Anche gli anni più belli li definiamo i nostri «verdi anni». Eppure il verde non ha sempre goduto di incondizionata benevolenza. Michel Pastoureau ci spiega quanto, nel corso dei secoli, abbia assunto una forte ambivalenza, fino a diventare il simbolo stesso del caso, dell’alea, del Destino.

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