Archive for settembre 20th, 2018

settembre 20th, 2018

Perché la giustizia non può essere una téchne

by gabriella

Cornelius Castoriadis (1922 – 1997)

Hans Georg Gadamer (1900 – 2002)

Due interventi di Hans Georg Gadamer e Cornelius Castoridis per spiegare perché in un approccio democratico, la politica non può essere sostituita dalla tecnica, cioè dall’azione di esperti in alternativa alla scelta della collettività. [In coda al testo il pdf per la stampa].

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settembre 20th, 2018

Platone, Il dono agli uomini della giustizia

by gabriella

Themis

Ci fu un tempo in cui esistevano gli dei, ma non le stirpi mortali. Quando giunse anche per queste il momento fatale della nascita, gli dèi le plasmarono nel cuore della terra, mescolando terra, fuoco e tutto ciò che si amalgama con terra e fuoco, gli dèi ordinarono a Prometeo e a Epimeteo di dare con misura e distribuire in modo opportuno a ciascuno le facoltà naturali.

Il furto del fuoco da parte di Prometeo procurò agli uomini il sapere tecnico e la capacità di produrre cultura, separandosi dal resto del mondo animale, la giustizia fu invece un dono degli dèi, preoccupati che senza di essa l’umanità potesse estinguersi a causa della violenza reciproca.

Nei passi platonici del Protagora [320c-324a] i temi della giustizia, dell’uguaglianza e dell’educazione alla virtù.

Quando le stirpi mortali stavano per venire alla luce, Epimeteo chiese a Prometeo di poter fare da solo la distribuzione:

Dopo che avrò distribuito – disse – tu controllerai.

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settembre 20th, 2018

Girolamo De Michele, Il filosofo e il concetto

by gabriella

filosofia de micheleIl ruolo del concetto e la natura del pensare. Tratto da Filosofia. Corso di sopravvivenza, Milano, Ponte alle Grazie, 2011 [pp. 23-26]. [In coda all’articolo il pdf per la stampa].

Veniamo ai nostri filosofi delle origini, dunque. Cos’hanno fat­to? In sintesi, due cose: hanno creato il personaggio concettuale del filosofo solitario, e lo strumento del concetto. Le fondamen­ta della filosofia occidentale.

Talete

Lo vediamo già nei primo filosofo, Talete, matematico e astronomo noto e stimato in tutto il mondo mediterraneo, del quale si raccontano tre episodi. Il primo, famosissimo, narra che Talete, camminando a testa alta per os­servare le stelle, cadde in un fosso, suscitando le risa di una selva.

Nel corso dei secoli a venire, questo episodio sarebbe stato usato per denigrare i filosofi come cultori di cose astratte, ma incapaci di badare alle cose concrete, oppure per elogiare la capacità di cercare una conoscenza elevata disprezzando le cose quotidiane.

Va detto che altri episodi dimostrano che, quando voleva, Talete era in grado di usare il proprio sapere per risolvere i problemi quotidiani: ad esempio, quando previde con le proprie conoscenze un eccezionale raccolto delle olive, e affittò anzitempo tutti i frantoi monopolizzando il mercato (ma poi, soddisfatto dello schiaffo morale inflitto ai suoi detrattori, rese i frantoi).

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