Amore e sessualità in Schopenhauer

by gabriella

schopenhauer

Il materialismo di Schopenhauer nelle pagine del Mondo [II] dedicate all’amore, visto come espressione di una volontà che vuole se stessa e si serve dell’individuo per autoperpetuarsi attraverso la sessualità.

Ogni innamoramento […] per quanto voglia mostrarsi etereo, ha la sua radice solo nell’istinto sessuale, anzi è in tutto e per tutto soltanto un impulso sessuale determinato, specializzato in modo prossimo e rigorosamente individualizzato.

[…] L’estasi incantevole, che coglie l’uomo alla vista di una donna di bellezza a lui conveniente e che gli fa immaginare l’unione con lei come il sommo bene, è proprio il senso della specie, che, riconoscendo chiaramente impresso in essa il suo stampo, vorrebbe con essa perpetuarlo. Da questa decisa inclinazione verso la bellezza dipende la conservazione del tipo della specie: perciò esso agisce con cosí gran forza. Noi considereremo piú oltre singolarmente gli accorgimenti, che esso adopera. L’uomo è dunque in ciò guidato realmente da un istinto, che tende al miglioramento della specie anche se si illude di cercare soltanto un accrescimento del proprio godimento. In effetti noi abbiamo qui un istruttivo chiarimento sull’intima essenza di ogni istinto, il quale quasi sempre, come qui, mette in moto l’individuo per il bene della specie.

[…] Conformemente all’esposto carattere della cosa, ogni innamorato, dopo il godimento finalmente raggiunto, prova una strana delusione e si meraviglia che ciò che ha cosí ardentemente desiderato non dia nulla di piú di ogni altro appagamento sessuale; tanto che egli ormai non si vede piú spinto verso di esso. Quel desiderio dunque stava a tutti i rimanenti suoi desideri nello stesso rapporto con cui la specie sta all’individuo, ossia come una cosa infinita e una finita. L’appagamento al contrario avviene propriamente solo per il bene della specie e non cade perciò nella coscienza dell’individuo, il quale qui, animato dalla volontà della specie, serviva con ogni sacrificio ad un fine, che non era il suo proprio.


No Comments to “Amore e sessualità in Schopenhauer”

  1. è una nota constatazione, quella della tristezza postcoitale, con cui Schopenhauer rafforza la sua tesi 🙂

    • la tristezza postcoitale la si prova soltanto se non si è innamorati, ma Schopenhauer si era mai innamorato?

      • certo, ma come hai visto non credeva nella genuinità del sentimento che riteneva un’astuzia della “volontà” per perpetuare se stessa. Schopenhauer, e non lui solo, è stato uno smascheratore, un dissacratore, un maestro.

        • non metto in dubbio la grandezza di Shopenhauer, però credo che nella vita ci siano delle esperienze che non tutti hanno, mi immagino poi a quei tempi, la vita è anche quantità di esperienza, come dice Camus, è pericoloso porre delle sensazioni del tutto relative a particolari situazioni (non credo totalmente generalizzabili) alla base di un impianto filosofico, mi somigliano un po’ a certe prove pseudoscientifiche che rilevava Popper…

  2. ma che donne aveva avuto Shopenhauer se dice: “ogni innamorato, dopo il godimento finalmente raggiunto, prova una strana delusione…”

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