Cooperazione internazionale

by gabriella

L’Italia ha stanziato 3 miliardi di euro per la cooperazione, è al quarto posto tra i paesi donatori europei. Il viaggio in Africa di Sandro Cappelletto, pubblicato sulla Stampa di ieri, ha aperto il dibattito sulla cooperazione internazionale, sul “business della carità”. Dove vanno i soldi che doniamo e come funziona la trasparenza? La puntata del 31 gennaio 2017 di Tutta la città ne parla.

 

Il business della carità. Ottanta euro su 100 bruciati in stipendi e corruzione

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«La vostra urina vale oro!» assicura un cartello arrugginito piantato in un parco di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso; accanto, una latrina in cemento armato ormai crollata su se stessa e ricoperta da un rampicante. Era questo l’imperativo slogan di un progetto destinato al riuso dell’urina come fertilizzante agricolo. Finanziato anche dall’Unione Europea, è morto prima ancora di nascere, dopo aver inghiottito risorse e arricchito gli ideatori.  Soltanto loro. Accade troppo spesso nel mondo della cooperazione.

Le cifre destinate all’aiuto ai “paesi in via di sviluppo” impressionano: 135 miliardi di dollari all’anno. Nel periodo 1960-2010 la Cooperazione internazionale ha potuto disporre di 1 trilione di dollari. Come se, per mezzo secolo, ogni cittadino dei paesi donatori abbia contributo per 100 dollari ogni anno.  Dal 2008 al 2013 l’Italia ha stanziato per la cooperazione 2,9 miliardi di euro e figura al quarto posto, dopo Germania, Francia e Regno Unito, tra i paesi donatori europei.

Sandro Cappelletto su La Stampa

Il libro: ONG una storia da raccontare

9788843059188_0_0_300_80Cosa c’è dietro la sigla ONG? Come sta oggi il volontariato internazionale in Italia? Quali le prospettive per il futuro? Sono alcune delle domande che trovano risposta in questo volume che ripercorre le fasi e gli avvenimenti piùimportanti della storia delle Organizzazioni non governative (ONG) italiane, dalle sue origini ad oggi. Entrando da protagonista nelle pieghe di questa storia, l’autore ne ricostruisce le dinamiche, ne approfondisce le problematiche e ne svela tanti retroscena: dalle origini del volontariato fino alla globalizzazione delle ONG e alle multinazionali della solidarietà, passando per l’avvio della cooperazione governativa negli anni Sessanta del secolo scorso; l’era dei finanziamenti pubblici, il FAI e la legge 49/1987 negli anni Settanta e Ottanta; l’arrivo di “mani pulite? alla Farnesina e l’inizio della burocrazia soffocante per le ONG negli anni Novanta; la definizione nel 2000 degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio da parte delle Nazioni Unite e la svolta dell’11 settembre 2001 che ha segnato in modo irreversibile il paradigma dello sviluppo. In un momento in cui il settore appare sempre più complesso e articolato, la tesi sostenuta dall’autore è che oggi in Italia tra le sfide più urgenti per l’intero sistema della cooperazione vi è quello di fare chiarezza tra le diverse identità e anime del non governativo, e di non tradire il “modello italiano” – vincente in altri settori – basato sulla valorizzazione delle specificità e sul radicamento nei territori dei suoi attori.

Sergio Marelli, ONG: una storia da raccontare (Carocci)

 

Cos’è il Voluntourism?

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Anyone on a flight from the United States to Haiti this summer might be struck, as I was in July, by the sheer numbers of bright-eyed, well-meaning young people heading for volunteer assignments at some of Haiti’s many orphanages, eager to help the struggling nation’s more than 30,000 institutionalized children.

Georgette Mulheir su HuffingtonPost

Fondo per l’Africa, “Basta con la guerra i migranti. Sosteniamo le comunità”

L’appello dell’ARCS – Culture Solidali al governo italiano. L’Unione Europea, ha ribadito la volontà di utilizzare un approccio, tutto legato al tema della sicurezza, nella gestione dei flussi migratori. Il rischio che il Fondo serva per finanziare accordi con regimi e governi aggressivi e irrispettosi dei diritti umani: l’esempio dell’accordo UE-Turchia

Le richieste al governo. Dice Filippo Miraglia, presidente di ARCS: “Se si vogliono porre delle condizioni all’aiuto allo sviluppo, lo si faccia introducendo una clausola diritti umani: per chi non li rispetta nessun aiuto. Si prenda atto che l’emigrazione rappresenta da sempre, con le rimesse e con le relazioni che s’innescano, il principale strumento di sviluppo delle comunità locali nei Paesi di provenienza dei flussi migratori. Bisogna scegliere se promuovere quella legale o favorire quella irregolare. Chiediamo, al governo italiano – ha aggiunto Miraglia – che si impegni ad utilizzare questo Fondo per affrontare direttamente le cause che determinano i fenomeni migratori, sostenendo attivamente le comunità locali, incentivando le loro economie, producendo occupazione, difendendo i diritti umani fondamentali. Chiediamo che si valorizzi il ruolo delle Organizzazioni non governative (Ong), da sempre in prima linea nelle politiche di cooperazione internazionale, attraverso il coinvolgimento diretto come soggetti attuatori delle azioni di solidarietà, aiuto umanitario e di sviluppo comunitario che il Fondo metterà in campo. Chiediamo infine – ha concluso il presidente dell’ARCS – che venga ribadito e in ogni caso garantito l’accesso alla procedura d’asilo nel nostro Paese per chiunque ne faccia richiesta, così come prevede la legge e la nostra Costituzione”.

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AOI: Cooperazione e solidarietà internazionale

cooperazione

L’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI) è una nuova rappresentanza sociale costituitasi a Roma il 19 luglio 2013, per iniziativa di tutti i soci dell’Associazione Ong Italiane.

AOI ha come finalità la rappresentanza e la valorizzazione della pluralità degli attori sociali del volontariato e della cooperazione internazionale, nel rafforzamento delle relazioni tra individui e comunità.

Approfondisci sul sito dell’AOI

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