La Comune di Parigi, 1871

by gabriella

I proletari della capitale, in mezzo alle disfatte, all’incapacità e ai tradimenti delle classi che governano, hanno compreso che era arrivata l’ora di salvare la situazione prendendo in mano la direzione dei pubblici affari.

18 marzo 1871, Comune insurrezionale di Parigi

Visto che non ce la farete mai
a procurarci un salario decente
ci mettiamo noi a dirigere le fabbriche
visto che, fatti fuori voi, sarà sufficiente.

Visto che allora ci minaccerete
coi fucile e coi cannoni
abbiamo deciso che una vita infame
la temeremo d’ora in poi più della morte [Bertold Brecht, Resolution, 1945-50]

Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno, come l’araldo glorioso di una nuova società. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori, la storia li ha già inchiodati a quella gogna eterna dalla quale non riusciranno a riscattarli tutte le preghiere dei loro preti  [Karl Marx, La guerra civile in Francia, 1871]

 

1. 1871-2011, La ricostruzione dell’insurrezione della municipalità parigina nel centoquarantennale

Federati e comunardi difendono Parigi

[Traduzione mia]

Dopo la proclamazione della 3° Repubblica e la firma di un armistizio con l’esercito prussiano furono indette le elezioni per formare una delle due camere del Parlamento.

Da queste elezioni,  che si tengono l’8 febbraio 1871, esce un’assemblea fortemente conservatrice e favorevole alla pace con la Prussia. Riunito a Bordeaux, il Parlamento permette di formare, il 19 febbraio 1871, un primo governo diretto da Alphonse Thiers.

Il 1 marzo le truppe prussiane sfilarono a Parigi. L’esasperazione della capitale era al colmo. I parigini, armati nella guardia nazionale, forte di 200.000 uomini, avevano nascosto più di 200 cannoni, a Montmartre e Belleville.

barricade Charonne

Barricata Charonne, 18 marzo 1871

Il 3 marzo, la Guardia passava sotto il controllo di un Comitato centrale eletto. Il 15, si costituiva in Federazione repubblicana.

Parallelamente, l’Assemblea nazionale [equivalente alla nostra camera dei Deputati, NDR], considerata dai parigini come “monarchica” e “rurale”, adottava diverse misure vessatorie: la paga della Guardia nazionale era soppressa, come la moratoria sui rimborsi delle cambiali e sul pagamento delle pigioni; infine, l’Assemblea si trasferiva a Versailles, lasciando Parigi.

Thiers decise allora di disarmare la Guardia nazionale, in particolare requisendone i cannoni. Questi cannoni, acquistati con una sottoscrizione generale dai parigini per la difesa della città, erano collocati a Montmartre e Belleville e non erano sorvegliati. Il 18 marzo 1871, durante la notte, le truppe versaillesi furono così inviate a sequestrarli. Se ne impadronirono, ma non avevano cavalli per trasportarli.

Exécution des généraux Clément-Thomas et Lecomte à Paris, 18 mars 1871

Exécution des généraux Clément-Thomas et Lecomte à Paris, 18 mars 1871

La folla cominciò allora ad assembrarsi, come anche la guardia nazionale; una parte delle truppe si disperse fraternizzando con la popolazione. Venne arrestato il generale Lecomte, che comandava una delle brigate, e il generale Clément-Thomas in abiti borghesi. Saranno passati per le armi alle 17,00, mentra la rivolta si propagava e conquistava rapidamente molti quartieri di Parigi.

Di fronte all’ampiezza della rivolta, Adolphe Tiers preferì evacuare la capitale (scappando da una scala segreta, mentre il suo ministro Jules Faures si gettava dalla finestra) e si insediò con il governo a Versailles.

Alla fine di questa giornata del 18 marzo 1871, l’Hôtel de Ville fu preso dalla Guardia nazionale e vi si insediò il Comitato centrale. Il 19 marzo 1871 il Comitato centrale della guardia nazionale pronuncia la dichiarazione:

2. I giorni della Comune

Nel canto Resolution inserito nella IV scena dell’opera teatrale I giorni della Comune (1949), Brecht scrive:

Visto che non ce la farete mai
a procurarci un salario decente
ci mettiamo noi a dirigere le fabbriche
visto che, fatti fuori voi, sarà sufficiente.

Visto che allora ci minaccerete
coi fucile e coi cannoni
abbiamo deciso che una vita infame
la temeremo d’ora in poi più della morte.

Visto che non ci fidiamo del governo
quali che siano le sue promesse
abbiamo deciso che d’ora in poi ci costruiremo
una buona vita guidata soltanto da noi.

Visto che date retta ai cannoni
e a ogni altra lingua siete sordi
dobbiamo allora, e non ce ne pentiremo!
puntare i cannoni contro di voi!

24 maggio 1871: Parigi  sotto il fuoco dei cannoni governativi

Nei due mesi successivi – la Comune resisterà 72 giorni – i parigini prendono misure sociali di ogni genere, dal lavoro all’istruzione, alla condizione delle donne, alle arti.

Il 18 maggio (tre giorni prima dell’irruzione dell’esercito governativo) si vota sul numero delle classi da creare nelle scuole elementari. Nonostante le condizioni di guerra, la Comune è internazionalista: un tedesco è delegato alle finanze, un polacco comanda la guardia nazionale.

Le vittime della repressione di Thiers nella settimana di sangue 

Tra il 21 e il 28 maggio, le truppe di Versailles prendono Parigi, barricata per barricata; gli ultimi combattimenti hanno luogo nelle roccaforti operaie degli arrondissement del nord-est: XI, XIX, XX.

Martedi 23 maggio 1871, mentre quasi tutta Parigi è in mano alle forze governative che fucilano gli operai a migliaia sulle scalinate della città e non c’è più nessuna direzione politica e militare da parte dei comunardi che si battono barricata per barricata, i resti del Comitato centrale fanno il loro ultimo proclama.

Si esigono congiuntamente lo scioglimento dell’Assemblea di Versailles e della Comune, il ritiro dell’esercito da Parigi, un governo provvisorio affidato ai delegati delle grandi città, un’amnistia reciproca.

I massacri si succedono ininterrottamente, anche al di là della sémaine sanglante (la settimana di sangue). Almeno 20.000 persone sono fucilate. Ci saranno 50.000 arresti. Con questo bagno di sangue comincia la Terza Repubblica.

La semaine sanglante (J.-B. Clément)

Sauf des mouchards et des gendarmes
On ne voit plus par les chemins
Que des vieillards tristes en larmes
Des veuves et des orphelins
Paris suinte la misère
Les heureux même sont tremblants
La mode est au conseil de guerre
Et les pavés sont tout sanglants

REFRAIN
Oui mais ça branle dans le manche
Les mauvais jours finiront
Et gare à la revanche
Quand tous les pauvres s’y mettront (bis)

On traque on enchaîne on fusille
Tous ceux qu’on ramasse au hazard
La mère à côté de sa fille
L’enfant dans les bras du vieillard
Les châtiments du drapeau rouge
Sont remplacés par la terreur
De tous les chenapans de bouges
Valets de rois et d’empereurs

REFRAIN

Nous voilà rendus aux jésuites
Aux Mac Mahon aux Dupanloup
Il va pleuvoir des eaux bénites
Les troncs vont faire un argent fou
Dès demain en réjouissance
Et Saint Eustache et l’Opéra
Vont se refaire concurrence
Et le bagne se peuplera

REFRAIN

Demain les gens de la police
Refleuriront sur le trottoir
Fiers de leurs états de service
Et le pistolet en sautoir
Sans pain sans travail et sans arme
Nous allons être gouvernés
Par des mouchards et des gendarmes
Des sabre-peuples et des cures

REFRAIN

Le peuple au collier de misère
Sera-t-il donc toujours rivé
Jusques à quand les gens de guerre
Tiendront-ils le haut du pavé
Jusques à quand la Sainte Clique
Nous croira-t-elle un vil bétail
A quand enfin la République
De la justice et du travail

Cent’anni fa, la comune
come una speranza mise in cantiere
Essi si sollevarono per la Commune
ascoltando cantare Potier
Come una stella nel firmamento
essi facevano vivere la Commune

Il y a cent ans commun commune
Comme un espoir mis en chantier
Ils se levèrent pour la Commune
En écoutant chanter Potier
Il y a cent ans commun commune
Comme une étoile au firmament
Ils faisaient vivre la Commune
En écoutant chanter Clément

C’étaient des ferronniers
Aux enseignes fragiles
C’étaient des menuisiers
Aux cent coups de rabots
Pour défendre Paris
Ils se firent mobiles
C’étaient des forgerons
Devenus des moblots

Il y a cent ans commun commune
Comme artisans et ouvriers
Ils se battaient pour la Commune
En écoutant chanter Potier
Il y a cent ans commun commune
Comme ouvriers et artisans
Ils se battaient pour la Commune
En écoutant chanter Clément

Devenus des soldats
Aux consciences civiles
C’étaient des fédérés
Qui plantaient un drapeau
Disputant l’avenir
Aux pavés de la ville
C’étaient des forgerons
Devenus des héros

Il y a cent ans commun commune
Comme un espoir mis au charnier
Ils voyaient mourir la Commune
Ah ! Laissez-moi chanter Potier
Il y a cent ans commun commune
Comme une étoile au firmament
Ils s’éteignaient pour la Commune
Ecoute bien chanter Clément

Jean-Baptipste Clément è il comunardo autore de La semaine sanglante, uno degli inni più celebri alla Comune, a cui è intitolata la via dove sorge la tredicesima università di Parigi. Qui nella versione dei Noir Désir

Louise Michel (1830-1905)

Louise Michel, La Commune (1899)

Un bel documento d’archivio con immagini d’epoca di Parigi (in particolare, del quartiere di Belleville) e animazioni allora avveniristiche. 1871: vivre libre ou mourir (vivere liberi o morire).

 

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