Lutero

by gabriella

Martin Luther (1483-1546)

Lutero, in verità, vinse la servitù per devozione mettendo al suo posto la servitù per convinzione. Egli ha spezzato la fede nell’autorità, restaurando l’autorità della fede. Egli ha trasformato i preti in laici, trasformando i laici in preti. Egli ha liberato l’uomo dalla religiosità esteriore, facendo della religiosità l’interiorità dell’uomo. Egli ha emancipato il corpo dalle catene, ponendo in catene il cuore.

Karl Marx, Introduzione alla Critica della filosofia hegeliana del diritto, 1844

I concetti che meglio definiscono la modernità sono quelli di crisi d’autorità – della Chiesa, di Aristotele, del sovrano – critica – da Voltaire a Kant – e rivoluzione scientifica ed astronomica, oltre alle rivoluzioni politiche inglese e francese. A Lutero e alla riforma protestante spetta dunque un ruolo di primo piano nella dissoluzione rinascimentale dell’ordine medievale: la teologia luterana e la delegittimazione della Chiesa di cui fu portatrice sono infatti uno dei principali detonatori della crisi moderna.

Ma il pensiero del monaco agostiniano si rivela cruciale anche in relazione all’evoluzione delle politiche scolastiche: la prima alfabetizzazione delle masse nord-europee passa infatti per le tesi protestanti del libero esame e del sacerdozio universale.

 

La protesta di Lutero e la teologia protestante

La vicenda del monaco agostiniano Martin Luther inizia nel 1517, annoin cui redige le celebri novantacinque tesi, attaccando frontalmente la Chiesa sulla dottrina delle indulgenze e su questioni teologiche. Tradotte in tedesco e stampate, le tesi circolavano in ambiente universitario e divennero presto un documento notissimo nei territori tedeschi. L’intimazione a ritirare le tesi arriva nel 1520 con la bolla Exurge domine in cui il papa paragona Lutero a un «cinghiale che devasta la vigna del signore».

La riscossione delle indulgenze di Johann Tetzel

La critica di Lutero era a un tempo politica e teologica. La prima colpiva la corruzione della Chiesa e il drenaggio di ricchezze verso Roma che i paesi tedeschi non potevano più sopportare. La Chiesa riscuoteva infatti imposte che andavano ad alimentare i cantieri del rinascimento romano (ad esempio la costruzione della Cappella Sistina di Michelangelo) e che manifestamente non venivano utilizzate per lo scopo legittimo del sostentamento del clero locale.

L’evento destinato a innescare la protesta luterana fu la dichiarazione papale dell’indulgenza plenaria e la sua conduzione da parte di Leone X. Il papa aveva urgente necessità di liquidità e non poteva aspettare il termine della raccolta delle imposte. Si avvalse così di un meccanismo finanziario in base al quale le elemosime versate dai fedeli per la salvezza della propria anima o di quella dei propri defunti venivano riscosse dai banchieri che avevano anticipato le somme al papa. Emblematica, in proposito, è la figura del monaco e inquisitore domenicano Johann Tetzel, che aveva ricevuto l’incarico di predicare le indulgenze nei territori di Alberto di Brandeburgo ed era solito incoraggiare il versamento delle somme con espressioni quali

appena la moneta tintinna nella cassa, l’anima in Paradiso balza.

L’evidente mercimonio suscitò la ribellione di Lutero il quale, davanti alla riduzione delle opere pie all’esborso di quattrini, sostenne che la salvezza era concessa da Dio per la fede e non per le opere. La critica politica si fondeva così, immediatamente, con la riforma della dottrina.

Aurelio Agostino

Aurelio Agostino (354 – 430)

Per la chiesa cattolica l’uomo si salva con la fede e con le opere. Lutero edifica invece una nuova teologia basata sulla salvezza per sola fede e su un nuovo rapporto tra il fedele e Dio. Nella pessimistica visione teologica che Lutero trae da Agostino l’uomo, irrimediabilmente corrotto dal peccato, entra in contatto con Dio solo attraverso la propria interiorità.

Lutero enuncia infatti il principio del sacerdozio universale, in base al quale ogni credente è sacerdote di se stesso, e del libero esame, per il quale la scrittura è lo strumento con cui Dio ammaestra il mondo e la sua verità è immediatamente trasparente all’esame diretto di ogni credente. E’ su questi due dirompenti principi teologici che si infrange la legittimità dell’autorità della Chiesa: nessun ruolo per la salvezza dell’anima le è infatti più riconosciuto, né quello di somministrare il perdono, né quello di spiegare e diffondere la verità biblica. Il fedele dovrà confessare interiormente le proprie colpe ed entrare in contatto con Dio attraverso la lettura individuale delle scritture.

I pricipi di Sassonia, Assia e Brandeburgo a Carlo V: “Noi protestiamo” – 1529

Ai primi due principi, Lutero aggiunge quello del sola fide – ci si salva solo per fede – et sola scriptura – nessun rito o credenza della Chiesa ha fondamento se non è contenuto nei testi sacri – e del sola gratia: il peccato originale ha reso l’uomo irrimediabilmente malvagio e incapace di agire con retta volontà (servo arbitrio), possiamo salvarci solo attraverso il sacrificio di Cristo.

Ponendo fine alla mediazione spirituale della Chiesa, Lutero fonda così un nuovo rapporto con l’autorità, e una nuova dimensione dell’interiorità che si identifica con la nascita della coscienza. Si tratta di un atto di nascita che si fonde strettamente con la critica. Il termine “protestanti”, infatti, comincia ad essere usato dopo la Dieta di Spira (1529) quando l’imperatore Carlo V revocò le concessioni fatte ai principi luterani in materia di fede, alla quale i principi di Sassonia, Assia e Brandeburgo risposero con una dichiarazione solenne che esordiva con “Noi protestiamo”.

 

Le conseguenze pedagogiche della riforma protestante

Bibbia di LUtero

La Bibbia di Lutero

Istituendo un rapporto diretto del fedele con Dio, la riforma pone le premesse per una grandioso movimento di alfabetizzazione popolare, finalizzato a fornire a tutti i credenti, senza distinzioni di censo e di genere, gli strumenti per la salvezza dell’anima, che la Riforma colloca nel rapporto diretto con Dio  attraverso le scritture. L’impegno pedagogico della Riforma si esprime così nella traduzione della Bibbia nelle lingue volgari e nella loro capillare diffusione, resa ora possibile dalla stampa, nonché nell’apertura di scuole popolari accessibili anche alle donne.

scolarizzazioneNella Lettera ai consiglieri di tutte le città della Germania (1524), Lutero si rivolge alle autorità civili delle città convertite affinché provvedano ad aprire scuole popolari aperte a tutti. Sei anni dopo, con il Sermone sul dovere di mandare i fanciulli a scuola (1530) indirizza invece ai padri di famiglia un invito alla lungimiranza che uscendo dal dominio religioso, indica per la prima volta al popolo la possibilità di una possibile elevazione culturale e sociale:

Dio non vuole che coloro che sono re governino da soli e siano i soli signori: egli vuole anche avere in questi posti i suoi mendicanti. Senza di ciò penserebbero che è la nobile nascita a fare i signori e i sovrani, e non Dio solo.

A dimostrazione delle conseguenze rivoluzionarie di una Riforma protestante che si lega fin dall’inizio alla scoperta della stampa e determina la prima scolarizzazione popolare nel Nord Europa, alla fine della guerra dei trent’anni, poco più di un secolo dopo la protesta di Martin Luther, veniva trovata nelle campagne tedesche devastate dagli eserciti una bibbia contadina, all’interno della quale il capofamiglia aveva annotato:

bibbia seicentesca

Bibbia seicentesca

Dicono che la terribile guerra è finita. Ma qui non ci sono segni di pace […] Viviamo come animali, strappando l’erba coi denti. Molti dicono che qui non c’è Dio.

Era il 17 gennaio 1647, per la prima volta un contadino aveva potuto mettere per iscritto la sua disperazione. La parte d’Europa rimasta cattolica conserverà per questo un secolare ritardo – incolmato ancora oggi – basti pensare all’analfabetismo dei personaggi dei Promessi sposi, ambientato nello stesso periodo storico.

 

Esercitazione

1. Spiega perché lo spirito del rinascimento – poi della modernità – si esprime nei concetti di crisi, critica, rivoluzione.

2. Spiega attraverso quali principi teologici Lutero mette in crisi l’autorità della Chiesa.

3. Illustra le ragioni della critica politica di Lutero alla Chiesa. 

4. Illustra l’importanza della teologia luterana sul piano scolastico.


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