M. Ragone, Le parole di Danilo Dolci. Voce “Educare”

by gabriella

L’impegno educativo porta Dolci a ricercare i nessi tra educare, creatività e sviluppo. Il più onesto insegnare, il più «scientifico » istruire, non possono bastare: l’essenziale accordo creativo di ogni ambiente, dalla famiglia al mondo, passa attraverso il chiaro sapersi connettere di ognuno. Educare è favorire in ognuno l’iniziarsi dalla naturale curiosità allo scoprire esprimendosi, al sapere rapportare comunicando; contribuire a svegliare, scoprire e ampliare gli interessi più profondi, seminando interrogativi.

«L’educazione diventa rivoluzionaria quando non è “investimento per la formazione di personale adatto, e in numero sufficiente, a corrispondere ai bisogni della civiltàindustriale”, ma processo di sensibilizzazione e costruzione dicittadini di una nuova società, che si adattano solo a quantoritengono accettabile.» [Inventare il futuro, 1968, pp. 127-8.]

L’educatore ascolta
essenziale,
«la sua parola è medicamento»,
impara a fare crescere domande,
sollecita consigli, studia come
sviluppare dal fondo
nuove persone, gruppi responsabili –
attento a illimpidire esattamente
impara a fare crescere le ali.

Danilo Dolci, Poema umano

Palpitare di nessi

«Educare un mondo congruo a vivere, in cui l’umano uno senta necessario scoprire e attuare un’unità più complessa, forsesignifica:
– imparando a guardare e osservare (dai miei occhi escono radicie cordoni ombelicali nel mondo, dalle mie orecchie, dallapelle, da tutta la mia persona), favorire in ognuno l’iniziarsidalla naturale curiosità allo scoprire esprimendosi, al sapererapportare comunicando;
– contribuire a svegliare, scoprire e ampliare l’interesse profondo;
– il bisogno di essere tra, di essere dentro: poiché ognuno percepisce,esprime, reagisce e cresce diversamente, segnato dalla suapreistoria, esercitare la scienza–arte della levatrice rispettando ivalori genetico–potenziali;
– formare laboratori maieutici in cui, valorizzando anche tempie spazi diversi, ognuno possa risultare levatrice ad ognuno: incui la struttura ambientale condizioni in modo organicamente liberatorio dalle diverse forme di chiusura, oppressione, ignoranza, ansia, paura, attraverso la continua ricerca;
– comunicare sostenendo via via nel tempo il creativo compiersidi ognuno: ogni donna diventando madre si trova modificatoil proprio organismo (il rapporto tra l’embrione e la madrerappresenta un equilibrio biologico nell’ambito della specie: senon viene raggiunto un reciproco adattamento creativo, muore il figlio o muore la madre);
– contribuire a sviluppare metodi di apprendimento, attiva responsabilizzazione,arte di vivere (la levatrice non cela comeopera ma non detta a chi impara “si fa così”), rispettando l’esigenzadel maturarsi e la comune natura cosmopolita: considerandotraguardi comuni i programmi;
– avviare e sviluppare a ogni livello processi di analisi e autoanalisi affinché ognuno impari a considerare e risolvere problemi e conflitti componendo gli interessi particolari nell’interesse organico, impari a interpretare e modificare la realtà inventando sia le possibili leve che le forze necessarie al cambiamento, impari ad articolare i rapporti di potere: in modo che la creatura sappia operare, verificarsi, valorizzarsi, potenziarsi, interagendocon l’esperienza dell’ambiente» [Palpitare di nessi, 1985, pp.113-4.]

Poema umano

Per educare
meglio non inizi
dalla grammatica, dall’alfabeto:
inizia dalla ricerca del fondo interesse
dall’imparare a scoprire,
dalla poesia ch’è rivoluzione
perché poesia.
Se educhi alla musica:
dall’udire le rane,
da Bach, e non da pedanti esercizi.

Quando avranno saputo, i tuoi alunni
può una carezza essere infinite
carezze diverse, un male infiniti
mali diversi,
e una vita infinite vite,
arrivando alle scale chiedi le suonino
tesi come una corda di violino
con la concentrazione necessaria
al più atteso concerto.

Non temere di rimanere
solo.
Inizia con pochi
a garantire qualità all’avvio,
per essere di tutti:
elastico con chi non sa capire
aperto al diverso
non lasciarti annegare in confusioni arruffone
da chi è inesatto e impuntuale cronicamente –
taglia netto.

E soprattutto cerca di scoprire
la necessaria dialettica
tra l’impegno maieutico e l’assumere
responsabili scelte.
[Poema umano, 1974, pp. 123-4.]

Il lavoro di Michele Ragone è interamente accessibile online (in creative commons) all’indirizzo: http://www.inventati.org/educazionedemocratica/pdf/biblioteca/Michele_Ragone_Le_parole_di_Danilo_Dolci.pdf


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