Storia per immagini dei movimenti antisegregazionisti afroamericani

by gabriella

Rosa Parks

davis

Angela Davis

Il 1 dicembre 1955, mentre torna a casa dal lavoro in autobus, la rammendatrice Rosa Parks rifiuta di cedere il suo posto ad un bianco. Il suo arresto e il seguito processuale scatenano il boicottaggio dei lavoratori neri della compagnia di trasporti di Montgomery (Alabama) che – dopo 381 giorni di proteste e la pronuncia della Corte Suprema contro la segregazione – è costretta ad abolire la riserva dei posti ai bianchi: prima di allora, questi viaggiavano seduti sui posti anteriori, mentre i neri su quelli posteriori; tra i due spazi si trovava una sorta di terra di nessuno nella quale i neri potevano sedersi se non c’erano bianchi a pretenderli, ma che dovevano lasciare se richiesti: l’attivista per i diritti civili Rosa Parks si sedette su uno di questi.

 

Dissero che quel giorno non mi alzai perchè ero stanca – sostiene la Parks nella sua autobiografia – ma non è vero, ero invece stanca di cedere.

 

Martin Luther King I have a dream

Malcolm X By any means necessary (qui l’articolo dedicato al leader afroamericano)

Once you change your philosophy, you change your thought pattern. Once you change your thought pattern, you change your — your attitude. Once you change your attitude, it changes your behavior pattern and then you go on into some action.

By any means necessary

 

I have a dream


 

 

Angela Davis

Jail and prisons are designes to break human beings, to convert the population into specimens in a zoo-obedient to our keepers, but dangerous to each other.

 

Tommy Smith e John Carlos

Mohamed Ali (Cassius Clay) I got nothing against the Vietcong, they never called me “nigger”.

 

Il primo matrimonio inter-razziale divenne un caso nazionale

Nel cuore della notte, lo sceriffo della Contea di King and Queen in Virginia, assieme a due poliziotti irrompe all’improvviso all’interno della casa di Richard e Mildred Jeter Loving mentre dormono nella loro stanza. Con le luci puntate e i cani che abbaiano nervosi, lo sceriffo butta giù dal letto i due coniugi, li arresta e li porta in carcere. L’accusa è duplice: primo crimine, «antimiscegenation», aver contratto un matrimonio pur essendo due persone di razza diversa, secondo crimine, l’aver violato la legge della Virginia, sposandosi in un altro stato, il District of Columbia.

Richard Loving era infatti bianco, Mildred, nera. Si erano innamorati, sposati cinque settimane prima e avevano iniziato una vita insieme, nella loro città di origine. Ma nel 1958 il loro matrimonio era contro la legge in Virginia così come in altri 15 stati del Paese. Se il padre e la madre di Barack Obama fossero vissuti in uno di questi stati sarebbero stati ugualmente arrestati. Nell’intento di proteggere la propria whiteness, fin dal 1924, la Virginia infatti aveva emanato un emendamento che proibiva i matrimoni interrazziali.

A quel punto i Loving si appellarono alla American Civil Liberties Union, ottennero un’amnistia, trovarono due bravi ed intrepidi avvocati che, vista fallire la richiesta di far cadere le accuse nei loro confronti nella corte dello Stato della Virginia, si appellarono alla Corte Federale e portarono infine la causa alla Corte Suprema nel 1966.

«Tutto a un tratto ci rendemmo conto che ci trovavamo di fronte un caso senza precedenti», ricorda Bernard S. Cohen, avvocato della coppia assieme a Philip J. Hirschkop. Anche se i Loving non erano due militanti delle cause dei diritti civili. Erano due persone molto semplici e riservate che non amavano essere in prima linea. Ma pur essendo poveri e senza nessun importante contatto, «erano determinati a far quel che pensavano fosse giusto», dice Peggy, una dei tre loro figli. Dopo il matrimonio infatti, avrebbero potuto abbandonare la loro città e cercare di trasferirsi in un altro stato, ma, dice la stessa Mildred in un filmato dell’epoca, «non volevamo fuggire, era una questione di principio; era la legge e non pensavo fosse giusta». I Loving uniti dal loro forte sentimento portarono avanti la causa e nel 1967 la Corte Suprema, all’unanimità, dichiarò il Virginia Racial Integrity Act del 1924 anticostituzionale. E questo cambiò per sempre la storia. Da quel momento in poi fu sospesa la proibizione dei matrimoni interraziali in tutto il paese. «Forse la nostra piccola battaglia vincerà una grande guerra», disse Mildred all’epoca. E così è stato.


5 Comments to “Storia per immagini dei movimenti antisegregazionisti afroamericani”

  1. forse mi ero spiegata male io prof.. xD

  2. A proposito, cara Enxhi, mi ci sono voluti due giorni per capire cosa intendevi dicendo che non avevi trovato i testi delle lezioni su dropbox .. abbi pazienza 🙁

  3. prof, dobbiamo fermarci al video malcolm x o dobiamo vedere anche i video sotto?

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