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gennaio 23rd, 2018

La parola ci fa uguali 2. Basil Bernstein e William Labov

by gabriella

Basil Bernstein (1924-2000)

Seconda parte di una riflessione sociolinguistica iniziata con la storia dell’italiano e dell’insuccesso scolastico delle classi popolari nel secondo dopoguerra. In questa parte, gli influenti studi sociolinguistici di Basil Bernstein e William Labov. Elaborato a partire dalla lezione di Maria Giuseppa Lo Duca, La parola ci fa uguali (2).

Mentre si compivano le esperienze educative di cui abbiamo scritto, che ribaltavano le pratiche della pedagogia linguistica tradizionale, il mondo della linguistica italiana era in fermento. Si era infatti venuta formando una nuova generazione di studiosi del linguaggio, attenti alle suggestioni provenienti dall’estero e insieme sensibili alle peculiarità linguistiche della società italiana, di cui cominciarono ad osservare, spesso a denunciare, le gravi carenze scolastiche in fatto di educazione linguistica.

Uno dei primi atti pubblici di questa nuova linguistica italiana fu la costituzione della Società di Linguistica Italiana (SLI), il cui anno di nascita (1967) coincide, forse non del tutto casualmente, con l’anno di pubblicazione della Lettera a una professoressa.

 

1. Basil Bernstein

Prima di addentrarci nel dibattito italiano su questi temi, dobbiamo presentare, sia pure sommariamente, la posizione di alcuni linguisti e sociologi dell’educazione di area anglosassone, i quali influirono non poco sul quel dibattito interno. Pensiamo soprattutto a Basil Bernstein e a William Labov.

Il nome di Basil Bernstein è legato alla teoria della cosiddetta ‘deprivazione verbale’, elaborata e resa nota in Italia nel periodo a cavallo tra gli ultimi anni ’60 e i primi anni ’70. Secondo questa teoria le differenze socioeconomiche influiscono in modo determinante sul linguaggio e quindi sul rendimento scolastico. Attraverso la tecnica dell’intervista e l’applicazione di una serie di test a gruppi distinti di ragazzi, Bernstein trovò infatti che

«il successo scolastico dipende in larga misura dalla capacità verbale, a sua volta correlata positivamente con lo status sociale medio e alto».

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gennaio 20th, 2018

Hans Eysenck, Leon Kamin, Il dibattito americano sull’intelligenza

by gabriella

intelligenti si nasce o si diventaIl dibattito su eredità e ambiente nella definizione delle caratteristiche umane è uno dei più sensibili e ricchi di implicazioni socio-politiche delle scienze sociali. Decidere se intelligenti si nasce o si diventa diventa infatti dirimente davanti a scelte fondamentali come quella di educare o meno i bambini con deficit cognitivo, potenziare le strutture educative e scolastiche o tagliare i costi, fissare l’accesso a posizioni e professioni per merito o promuovere forme più evolute di democrazia (secondo comma, art. 3). Il testo che segue è la prefazione stesa da Alberto Angela per presentare al pubblico l’accanito e pluriennale dibattito tra Hans Eysenck e Leon Kamin, due degli studiosi più noti per aver abbracciato in modo radicale le tesi della neuroscienza innatista e del costruttivismo umanista.

Se prendesse piede la convinzione che questi test misurano realmente l’intelligenza,
che costituiscono una sorta di giudizio ultimo sulle capacità del bambino, che rivelano «scientificamente» le sue abilità innate,
sarebbe mille volte meglio se tutti coloro che misurano l’intelligenza sprofondassero nel mar dei Sargassi con tutti i loro questionari.

Walter Lippmann, 1922

Raramente, nella storia della scienza, ricercatori e stu­diosi si sono scambiati tante accuse e insulti, come è avve­nuto, e sta avvenendo oggi, nel dibattito eredità-ambiente. Conoscendo la tradizionale moderazione del linguag­gio scientifico (anche se spesso le parole mascherano strali sottili e velenosi) può sorprendere il tono assunto da que­sta polemica: tuttavia non è difficile rendersi conto che la questione della componente genetica nell’intelligenza coinvolge, direttamente o indirettamente, tali e tanti aspetti sociali, etici, politici, che il dibattito travalica l’ambito scientifico. 

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