A Terni cose turche

by gabriella

Alta tensione a Terni nel corso della manifestazione dei lavoratori dell’Ast in sciopero dopo l’esito negativo degli incontri con la proprietà del sito siderurgico, la multinazionale finlandese Outokumpu. La polizia carica i manifestanti, il sindaco ferito.

In serata viene diramata la notizia che il ferimento non è stato causato dall’azion e di contenimento della Polizia, ma dal colpo d’ombrello di uno dei manifestanti. La versione fornita dagli uomini della Questura è contraddetta il giorno seguente da un video girato dal TG3 – Umbria.

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6 Comments to “A Terni cose turche”

  1. Grazie Gabriella, conosco molto bene Perugia, parte dell’anno sono a Montefalco il mio adorato paese.
    Questa mattina la mia città è stupita e cerca di capire le motivazioni di quest’ aggressione. Ero in un Patronato e un gruppetto di lavoratori commentava il fatto:” Ho lavorato tanti anni alle Acciaierie e non ho mai visto nulla di simile, lavoratori esasperati da anni d’incertezze lavorative, impauriti di ricevere la famosa lettera di licenziamento, lasciati soli a combattere un datore di lavoro tedesco lontanissimo, preoccupato solo dei profitti dell’ Azienda. Dall’altra parte le forze dell’ordine comandate a fermare i dimostranti lungo la via che porta alla Stazione Ferroviaria, qualcuno urla una parola di troppo e subito si accende la rabbia” . Mi chiedo chi ha ragione? Chi ha torto? Forse entrambe le parti vittime di un sistema che non funziona più!

  2. Vivo a Terni da tanti anni, conosco le problematiche e i gravi problemi che gravano sulle industrie locali, ricordo le manifestazioni degli anni 70, le serrate davanti alle fabbriche, la chiusura della Flaminia, la fiducia da parte degli operai nel Sindaco. Oggi il clima è diverso, la città sta vivendo pesantemente la crisi, aleggia un’aria di sfiducia nell’istituzioni e nella politica, il Sindacato non rappresenta più la classe operaia, ma un esiguo gruppo di operai, quello che è successo è un fatto grave, di una “violenza incomprensibile da parte della polizia.
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    Lucia

    • Io la conosco meno, Lucia,
      nei secondi anni ’70 ero una studentessa che cominciava a guardarsi intorno, a Perugia, dove sono nata, città amministrativa, pigra e piuttosto incolta, ma anche sede della Perugina, della Spagnoli, Buitoni, Colussi … Da allora molte cose sono cambiate nelle “istituzioni”, nei partiti “operai”, nel sindacato, il quale rappresenta oggi, più che altro (e con grande scorno di ogni spirito democratico) “l’esiguo gruppo di operai” con distacco sindacale che siedono ai tavoli negoziali.

      Peggio di così hanno saputo fare solo gli eredi dell’unico partito (post)operaio ancora esistente, a cui risponde anche quella polizia che ieri ha preso a manganellate uomini di mezz’età che non hanno più certezza di futuro.

  3. Ho avuto lo stesso pensiero. Dai che l’unione fa la forza. Condivido in fb e tw

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