Albert Camus, Il manifesto del libero giornalismo (Les quatre commandements du journaliste libre)

by gabriella

Poco più di anno fa Le Monde pubblicò Il manifesto censurato di Camus, scritto il 25 novembre 1939 per Le Soir Républicain e mai pubblicato, ritrovato da una ricercatrice presso gli Archives nationales d’outre-mer, ad Aix-en-Provence.

Nell’articolo lo scrittore indicava la lucidità, l’indipendenza, l’ironia e l’ostinazione come «i quattro comandamenti del giornalista libero», spingendosi fino ad indicare le modalità della scelta di ciascuno, prima ancora che della collettività, di costituirsi come uomo libero. In questo messaggio, la cui conclusione è posta come incipit, è l’appello di Camus a costruire un mondo nuovo attraverso il compito, ambizioso e modesto ad un tempo, di formare spiriti capaci di giustizia e generosità. Più del messaggio, colpisce, leggendolo, il fatto che riesca a dircelo senza un filo di retorica. Di seguito il testo, con traduzione mia.

Qui, invece il saggio dedicato a Camus da Paolo Flores d’Arcais e distribuito in CC da Micromega il 7 novembre 2013, nel centenario della nascita.

 

«Nessuno vuole ricominciare tra venticinque anni la doppia esperienza del 1914 e del 1939. Bisogna dunque sperimentare un metodo ancora tutto nuovo che sarà la giustizia e la generosità. Ma queste non si esprimono che nei cuori già liberi e negli spiriti che vedono ancora chiaramente. Formare questi cuori e questi spiriti, risvegliarli piuttosto, è il compito ad un tempo modesto e ambizioso che spetta all’uomo indipendente. Bisogna attenervisi senza guardare più avanti. La storia terrà o non terrà conto di questi sforzi. Ma saranno stati compiuti».

Albert Camus

Il est difficile aujourd’hui d’évoquer la liberté de la presse sans être taxé d’extravagance, accusé d’être Mata-Hari, de se voir convaincre d’être le neveu de Staline. Pourtant cette liberté parmi d’autres n’est qu’un des visages de la liberté tout court et l’on comprendra notre obstination à la défendre si l’on veut bien admettre qu’il n’y a point d’autre façon de gagner réellement la guerre.

E’ difficile oggi evocare la libertà di stampa senza essere tacciato di stravaganza, accusato d’essere una spia o il nipote di Stalin.  Ciononostante questa libertà, tra le altre, non è che uno dei volti della libertà come tale e si comprenderà la nostra ostinazione nel difenderla se si vuole ammettere che non c’è altro modo di vincere davvero questa guerra.

Certes, toute liberté a ses limites. Encore faut-il qu’elles soient librement reconnues. Sur les obstacles qui sont apportés aujourd’hui à la liberté de pensée, nous avons d’ailleurs dit tout ce que nous avons pu dire et nous dirons encore, et à satiété, tout ce qu’il nous sera possible de dire. En particulier, nous ne nous étonnerons jamais assez, le principe de la censure une fois imposé, que la reproduction des textes publiés en France et visés par les censeurs métropolitains soit interdite au Soir républicain (le journal, publié à Alger, dont Albert Camus était rédacteur en chef à l’époque), par exemple. Le fait qu’à cet égard un journal dépend de l’humeur ou de la compétence d’un homme démontre mieux qu’autre chose le degré d’inconscience où nous sommes parvenus.

Certo, tutte le libertà hanno i loro limiti. Bisogna ancora che esse siano liberamente riconosciute. Sui vincoli che si frappongono oggi alla libertà di pensiero, abbiamo detto d’altra parte tutto quello che abbiamo potuto dire e diremo ancora, a sazietà, tutto ciò che ci sarà possibile dire. In particolare, non ce ne stupiremo mai abbastanza, sul principio della censura, imposto a suo tempo, che la riproduzione di testi pubblicati in Francia e vistati dai censori cittadini sia vietata sul Soir républicain (il giornale di Algeri su cui Camus scriveva all’epoca, NDR), tanto per fare un esempio. Il fatto che, a questo riguardo, un giornale dipenda dall’umore o dalla competenza di un uomo, dimostra meglio di ogni altra cosa il grado di inconsapevolezza a cui siamo giunti.

Un des bons préceptes d’une philosophie digne de ce nom est de ne jamais se répandre en lamentations inutiles en face d’un état de fait qui ne peut plus être évité. La question en France n’est plus aujourd’hui de savoir comment préserver les libertés de la presse. Elle est de chercher comment, en face de la suppression de ces libertés, un journaliste peut rester libre. Le problème n’intéresse plus la collectivité. Il concerne l’individu.

Uno dei buoni precetti di una filosofia degna del nome è di non diffondersi mai in lamentazioni inutili davanti a uno stato di fatto che non può più essere evitato. La questione in Francia non è più oggi di sapere come preservare la libertà di stampa, ma di cercare come, davanti alla soppressione di queste libertà, un giornalista può restare libero. Il problema non riguarda più la collettività, riguarda l’individuo.

Et justement ce qu’il nous plairait de définir ici, ce sont les conditions et les moyens par lesquels, au sein même de la guerre et de ses servitudes, la liberté peut être, non seulement préservée, mais encore manifestée. Ces moyens sont au nombre de quatre : la lucidité, le refus, l’ironie et l’obstination. La lucidité suppose la résistance aux entraînements de la haine et au culte de la fatalité. Dans le monde de notre expérience, il est certain que tout peut être évité. La guerre elle-même, qui est un phénomène humain, peut être à tous les moments évitée ou arrêtée par des moyens humains. Il suffit de connaître l’histoire des dernières années de la politique européenne pour être certains que la guerre, quelle qu’elle soit, a des causes évidentes. Cette vue claire des choses exclut la haine aveugle et le désespoir qui laisse faire. Un journaliste libre, en 1939, ne désespère pas et lutte pour ce qu’il croit vrai comme si son action pouvait influer sur le cours des événements. Il ne publie rien qui puisse exciter à la haine ou provoquer le désespoir. Tout cela est en son pouvoir.

E, giustamente, ciò che ci piacerebbe definire qui, sono le condizioni e i mezzi attraverso cui, persino nel tempo della guerra e delle sue servitù, la libertà può essere non soltanto preservata, ma ancora manifestata. Questi mezzi sono quattro: la lucidità, l’indipendenza (traduco così “refus”, letteralmente “rifiuto”, che si curamente Camus riferiva all’obbedienza, NDR), l’ironia, l’ostinazione.La lucidità presuppone la resistenza ai meccanismi dell’odio e del culto della fatalità. Nel contesto della nostra esperienza è certo che tutto può essre evitato. La guerra stessa, che è un fenomeno umano, può essere in ogni momento evitata o arrestata da mezzi umani. Basta conoscere la storia degli ultimi anni di politica europea per essere certi che la guerra, quale che sia, ha cause evidenti. Questa visione chiara delle cose esclude l’odio cieco e la disperazioen che lascia fare. Un giornalista libero, nel 1939, non dispera affatto e lotta per quello che crede come se la sua azione potesse influire sul corso degli avvenimenti. Non pubblica niente che possa eccitare l’odio o causare disperazione. Tutto questo è in suo potere.

En face de la marée montante de la bêtise, il est nécessaire également d’opposer quelques refus. Toutes les contraintes du monde ne feront pas qu’un esprit un peu propre accepte d’être malhonnête. Or, et pour peu qu’on connaisse le mécanisme des informations, il est facile de s’assurer de l’authenticité d’une nouvelle. C’est à cela qu’un journaliste libre doit donner toute son attention. Car, s‘il ne peut dire tout ce qu’il pense, il lui est possible de ne pas dire ce qu’il ne pense pas ou qu’il croit faux. Et c’est ainsi qu’un journal libre se mesure autant à ce qu’il dit qu’à ce qu’il ne dit pas. Cette liberté toute négative est, de loin, la plus importante de toutes, si l’on sait la maintenir. Car elle prépare l’avènement de la vraie liberté. En conséquence, un journal indépendant donne l’origine de ses informations, aide le public à les évaluer, répudie le bourrage de crâne, supprime les invectives, pallie par des commentaires l’uniformisation des informationset, en bref, sert la vérité dans la mesure humaine de ses forces. Cette mesure, si relative qu’elle soit, lui permet du moins de refuser ce qu’aucune force au monde ne pourrait lui faire accepter : servir le mensonge.

Davanti alla marea montante di stupidaggini, è necessario anche opporre qualche rifiuto. Tutte le costrizioni del mondo non faranno mai in modo che uno spirito appena un po’ onesto accetti la disonestà. Ora, e per poco che si conoscano i meccanismi di informazione, è facile assicurarsi dell’autenticità di una notizia. E’ a questo che un giornalista libero deve dare tutta la propria attenzione. Perché se egli non può dire tutto ciò che pensa, gli è possibile non dire ciò che non pensa o che crede falso. Ed è così che un giornale libero si misura tanto per quel che dice che per quello che non dice. Questa libertà tutta negativa è di gran lunga la più importante di tutte se la si sa mantenere, perchè essa prepara l’avvento della vera libertà. Di conseguenza, un giornale indipendente fornisce la fonte delle sue informazioni, aiuta il pubblico a valutarle, ripudia il lavaggio del cervello, elimina le invettive, rimedia con dei commentari all’uniformizzazione del montaggio delle notizie, in breve, serve la verità nei limiti umani delle proprie forze.

Nous en venons ainsi à l’ironie. On peut poser en principe qu’un esprit qui a le goût et les moyens d’imposer la contrainte est imperméable à l’ironie. On ne voit pas Hitler, pour ne prendre qu’un exemple parmi d’autres, utiliser l’ironie socratique. Il reste donc que l’ironie demeure une arme sans précédent contre les trop puissants. Elle complète le refus en ce sens qu’elle permet, non plus de rejeter ce qui est faux, mais de dire souvent ce qui est vrai. Un journaliste libre, en 1939, ne se fait pas trop d’illusions sur l’intelligence de ceux qui l’oppriment. Il est pessimiste en ce qui regarde l’homme. Une vérité énoncée sur un ton dogmatique est censurée neuf fois sur dix. La même vérité dite plaisamment ne l’est que cinq fois sur dix. Cette disposition figure assez exactement les possibilités de l’intelligence humaine. Elle explique également que des journaux français comme Le Merle ou Le Canard enchaîné puissent publier régulièrement les courageux articles que l’on sait. Un journaliste libre, en 1939, est donc nécessairement ironique, encore que ce soit souvent à son corps défendant. Mais la vérité et la liberté sont des maîtresses exigeantes puisqu’elles ont peu d’amants.

Veniamo così all’ironia. Si può postulare, in via di principio, che uno spirito che ha il gusto e i mezzi di imporre vincoli è impermeabile all’ironia. Non vediamo Hitler, per fare un esempio tra gli altri, utilizzare l’ironia socratica. Significa dunque che l’ironia resta un’arma senza precedenti contro gli individui troppo potenti. Essa completa il rifiuto nel senso che permette non più di rigettare ciò che è falso, ma di dire spesso ciò che è vero. Un giornalista libero nel 1939 non sio fa troppe illusioni sull’intelligenza di quelli che l’opprimono. E’ pessimista quanto all’umanità. Una verità enunciata in tono drammatico è censurata nove volte su dieci. La stessa verità detta scherzosamente solo cinque volte su dieci. Questa disposizione raffigura esattamente le possibilità dell’intelligenza umana. Essa spiega anche come giornali francesi come Le Merle e Le canard enchaîné possano pubblicare regolarmente gli articoli coraggiosi che conosciamo. Un giornalista libero nel 1939 è dunque necessariamente ironico, persino suo malgrado. Ma la verità e la libertà sono padrone esigenti perché hanno poco delle amanti.

Cette attitude d’esprit brièvement définie, il est évident qu’elle ne saurait se soutenir efficacement sans un minimum d’obstination. Bien des obstacles sont mis à la liberté d’expression. Ce ne sont pas les plus sévères qui peuvent décourager un esprit. Car les menaces, les suspensions, les poursuites obtiennent généralement en France l’effet contraire à celui qu’on se propose. Mais il faut convenir qu’il est des obstacles décourageants : la constance dans la sottise, la veulerie organisée, l’inintelligence agressive, et nous en passons. Là est le grand obstacle dont il faut triompher. L’obstination est ici vertu cardinale. Par un paradoxe curieux mais évident, elle se met alors au service de l’objectivité et de la tolérance.

E’ evidente che questa attitudine di spirito così brevemente definita non potrebbe sostenersi efficamente senza un minimo di ostinazione. Molti ostacoli sono posti alla libertà d’espressione. Non sono i peggiori che possano ostacolare uno spirito, perchè le minacce, le sospensioni, le incriminazioni, in Francia ottengono generalmente il contrario dello scopo che si prefiggono. Ma bisogna convenire che ci sono ostacoli scoraggianti, la costanza nella stupidità, l’ignavia organizzata, l’inintelligenza aggressiva, e noi li subiamo. Là è il grande ostacolo su cui bisogna trionfare. L’ostanazione è qui la virtù cardinale. Per un paradosso curioso ma evidente, essa si mette allora al servizio dell’obiettività e della tolleranza.

Voici donc un ensemble de règles pour préserver la liberté jusqu’au sein de la servitude. Et après ?, dira-t-on. Après ? Ne soyons pas trop pressés. Si seulement chaque Français voulait bien maintenir dans sa sphère tout ce qu’il croit vrai et juste, s’il voulait aider pour sa faible part au maintien de la liberté, résister à l’abandon et faire connaître sa volonté, alors et alors seulement cette guerre serait gagnée, au sens profond du mot.

Ecco dunque un insieme di regole per preservare la libertà anche in seno alla servitù. E dopo? si dirà. Dopo? Non siamo troppo frettolosi. Se anche solo qualche francese volesse mantenere nella sua sfera tutto ciò che crede vero e giusto, se volesse aiutare per la sua piccola parte al mantenimento della libertà, resistere all’abbandono e far conoscere la sua volontà, allora e allora soltanto questa battaglia sarebbe guadagnata, nel senso profondo del termine.

Oui, c’est souvent à son corps défendant qu’un esprit libre de ce siècle fait sentir son ironie. Que trouver de plaisant dans ce monde enflammé ? Mais la vertu de l’homme est de se maintenir en face de tout ce qui le nie. Personne ne veut recommencer dans vingt-cinq ans la double expérience de 1914 et de 1939. Il faut donc essayer une méthode encore toute nouvelle qui serait la justice et la générosité. Mais celles-ci ne s’expriment que dans des coeurs déjà libres et dans les esprits encore clairvoyants. Former ces coeurs et ces esprits, les réveiller plutôt, c’est la tâche à la fois modeste et ambitieuse qui revient à l’homme indépendant. Il faut s’y tenir sans voir plus avant. L’histoire tiendra ou ne tiendra pas compte de ces efforts. Mais ils auront été faits.

Si, è spesso controvoglia che uno spirito libero di questo secolo fa sentire la sua ironia. Cosa trovare di scherzoso in questo mondo infiammato? Ma la virtù dell’uomo è di guardare in faccia tutto ciò che lo nega. Nessuno vuole ricominciare tra venticinque anni la doppia esperienza del 1914 e del 1939. Bisogna dunque sperimentare un metodo ancora tutto nuovo che sarà la giustizia e la generosità. ma queste non si esprimono che nei cuori già liberi e negli spiriti che vedono ancora chiaramente. Formare questi cuori e questi spiriti, risvegliarli piuttosto, è il compito ad un tempo modesto e ambizioso che spetta all’uomo indipendente. Bisogna attenervisi senza guardare più avanti. La storia terrà o non terrà conto di questi sforzi. Ma saranno stati compiuti.


par Albert Camus


3 Comments to “Albert Camus, Il manifesto del libero giornalismo (Les quatre commandements du journaliste libre)”

  1. «La lucidité suppose la résistance aux entraînements de la haine et au culte de la fatalité.»

    Questa affermazione mi è molto gradita. Perchè sintetizza bene quale è la buona informazione: quella scevra dall’odio cieco e anche dal fatalismo che il paravento della pigrizia. Oggi, rispetto all’epoca di cui scrisse il grande scrittore francese, c’è molta più abbondanza di notizie in tempo reale, ma questo rende ancor più necessario un atteggiamento sobrio, fermo ma sobrio.

  2. Come è vero! Il caro vecchio, sempre giovane Bob, scriveva : “Preferirei costruire impugnature per armoniche piuttosto che discutere di antropologia azteca, letteratura inglese, o storia delle nazioni unite…non vorrei essere Bach, Mozart, Tolstoy, Joe hill, Gertrude Stein o James dean…sono tutti morti , i grandi libri sono stati scritti, i grandi detti sono stati pronunciati! Voglio solo mostrarvi un’immagine di quello che succede qui qualche volta, anche se io stesso non capisco bene che cosa stia succedendo…le mie poesie sono scritte in un ritmo di distorsione non poetica, divise da orecchie forate, finte ciglia, sottratte da gente che costantemente si tortura a vicenda…una canzone è qualcosa che può camminare da sola, una poesia è un uomo nudo..qualcuno dice che io sono un poeta.” Bob Dylan
    Il tuo sito è cibo per aspiranti a diventare menti libere e l’immagine della bambina che sbircia è poesia.
    p

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